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La Copertina
18 mag 2013
Amministrative Messina: Caos liste, escluso anche il “Megafonoâ€

Si sono protratte oltre il previsto le operazioni della commissione elettorale. Solo poco prima delle 23 è giunto un responso che provocherà strascichi: oltre alla lista di Angelo Villari, con tanto di candidatura a sindaco, è stata esclusa anche quella del “Megafonoâ€, il movimento del presidente della Regione Rosario Crocetta, a sostegno di Felice Calabrò. Lista che tra i propri candidati vanta “big†come il vicepresidente del Consiglio uscente, Angelo Burrascano, l’ex assessore comunale Roberto Sparso e l’ex assessore provinciale Pio Amadeo. Un vero e proprio terremoto, che scuote un movimento già “vacillante†dopo la lettera choc di oltre cento iscritti alMegafono, con cui è stato di fatto sfiduciato il coordinatore Giuseppe Ardizzone proprio per il lavoro svolto sulle liste (ma anche per diversi passaggi precedenti relativi ai rapporti con la coalizione, a partire dal “giallo†delle buste). Gli esclusi avranno tempo fino a lunedì per presentare eventuali controdeduzioni alla Commissione elettorale circondariale inter comunale, che tornerà a riunirsi lunedì alle 16.30 per esaminare le possibili integrazioni documentali, fermo restando che entrambe le liste, “Villari sindaco Cambiamo tuttoâ€e“Il Megafono Lista Crocettaâ€, sono a questo punto appese a un filo. Nel caso del “Megafono†il nodo è legato all’assenza del documento sull’apparentamento, del quale però Ardizzone avrebbe la “ricevutaâ€. Che fine ha fatto? La Digos già sta indagando, oggi verrà presentata una denuncia in Procura. Problemi che però, insieme a vari passaggi precedenti nei rapporti con la coalizione di centrosinistra, hanno determinato la “sfiducia di fatto†del coordinatore Giuseppe Ardizzone da parte di oltre cento iscritti al movimento. Ieri il deputato messinese Giambattista Coltraro aveva provato a stemperare i toni: «La chiusura della lista non è stato compito facile, è ingiusto addebitare responsabilità ad Ardizzone, che ha lavorato solo ed esclusivamente nell’interesse del Movimento. Forse c’è stata qualche incomprensione ma nulla di irreparabile». Tentativo, quello di Coltraro, destinato a non suscitare gli effetti sperati, vista l’esclusione della lista da una campagna elettorale chiave come quella di Messina. Il “caso Villariâ€, invece, è legato al ritardo con cui è stata consegnata la documentazione: alle 12.02, quando invece la scadenza era alle 12, come testimoniato da quanto scritto sulla carpetta consegnata da Villari, con tanto di firme di due ispettori di polizia municipale. Villari, che ha contestato formalmente anche la carenza di indicazioni sulla esatta collocazione della commissione, ieri ha voluto chiarire alcuni aspetti, quando ancora non era stata ufficializzata la sua esclusione: «I soliti dietrologi di professione hanno già iniziato una campagna denigratoria nei miei confronti. Il ritardo non è certo dipeso dal delegato di lista e spero di poter fare valere le mie ragioni al Tar. Respingo al mittente tutte le insinuazioni sulla mia presunta intenzione di consegnare volutamente in ritardo i documenti per la presentazione della lista ». Villari assicura anche tutti sui tempi del ricorso, ormai brevissimi per via delle nuove leggi in materia. Come chiarito dall’avvocato Marcello Scurria, che assisterà Villari, nel giro di poco più di una decina di giorni, secondo le nuove disposizioni, si chiuderà la querelle anche per un eventuale appello al Cga. «Diversamente –ha aggiunto Villari – avrei rinunciato a tutelarmi per il bene della città».

Sebastiano Caspanello - GDS

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Milazzo: Ultimo atto dello scioglimento Consiglio. Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha sciolto il Consiglio comunale di Milazzo
Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha sciolto il Consiglio comunale di Milazzo (Messina). Nella tarda mattinata è arrivato il decreto col quale il governatore, richiamando la normativa e prendendo atto della mancata approvazione del dissesto finanziario, ha disposto lo scioglimento dell'assemblea, dando incarico all'attuale commissario - insediatosi lo scorso febbraio a seguito di altro decreto dell'assessore regionale alle Autonomie locali, Patrizia ...
MESSINA - Caso Vara: I ragazzi di “Addiopizzo†ricevuti dall’arcivescovo Calogero La Piana
Da tempo attendevano questo momento e il grande giorno è arrivato: i ragazzi di Addiopizzo ieri sono stati ricevuti in udienza dall’arcivescovo Calogero La Piana, per affrontare il caso spinoso delle intimidazioni subite alla vigilia della processione della Vara, lo scorso 14 agosto. Guidati dal presidente Enrico Pistorino, i membri dell’a ssociazione, con l’amaro in bocca, hanno raccontato nei dettagli quanto avvenuto la scorsa estate. Hanno quindi chiesto...
MESSINA: Un anno di attività di Polizia. Maggio 2012-Aprile 2013, tutte le operazioni
In occasione del 161esimo anniversario della fondazione della Polizia di Stato, come ogni anno, il rendiconto dell'attività svolta, con impegno e senso del dovere. I dati statistici forniti stamani dal questore Carmelo Gugliotta, nel corso di una conferenza stampa, rilevano un raddoppio degli omicidi, da maggio 2012 ad aprile 2013 (6 contro i 3 dello scorso anno). Questo aumento sarebbe dovuto all'impennata del crimine or...

Riciclaggio. Coinvolto anche Peditto. L’ex presidente del Milazzo ed ex socio dell’Acr Messina figura nell’inchiesta che ieri ha portato a numerosi arresti da parte della Gdf

MESSINA – L’obiettivo di Gianni Lapis, secondo l’accusa, era quello di importare e vendere in Italia ingenti quantità di oro. Le preziose polveri, estratte in Ghana, diventavano lingotti depositati a Rotterdam e Ginevra, attraverso una società con sedi a Londra e Praga. Un’operazione che dimostra la cifra transnazionale degli affari smascherati dal Nucleo di Polizia valutaria. Ci sono due particolari, però: né Lapis né gli altri indagati avevano i requisiti necessari per condurre in porto il business. A cominciare dall’iscrizione nell’apposito elenco della Banca d’Italia, necessaria per esercitare la professione di “operatore in oroâ€. Dell’affare poi, ed ecco il secondo particolare, non è stata data comunicazione all’Ufficio per il commercio. Oltre a Lapis, vengono chiamati in causa anche Francesco Terranova, nato a Sant’Agata Lì Battiati (Catania), l’abruzzese Nino Zangari. Ed ancora Antonio Gaudio, palermitano, e il romagnolo Giuseppe Peditto (romagnolo di nascita ma residente a Messina). Queste ultime due posizioni sono ancora al vaglio della magistratura. Gli altri siciliani arrestati sono Massimo Puglisi, nato a Messina ma da anni trasferito a Roma, e Giovanni Sottosanti, nato a Ramacca, nel Catanese, e residente in provincia di Varese. Da livesicilia.it

Il processo Stato-mafia, Napolitano citato a Palermo. I pm chiamano il presidente come testimone per la corrispondenza con D’Ambrosio. Convocati anche Grasso e Ciampi

I pm di Palermo che indagano sulla trattativa Stato-mafia hanno citato come testimone al processo, che si aprirà il 27 maggio in Corte d’assise, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Nella lista dei testi anche il presidente del Senato, Pietro Grasso, l’ex capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi, il procuratore generale della Cassazione, Gianfranco Ciani, Giuliano Amato e altri esponenti politici. In totale i testimoni sono 178. Adesso la Corte d’assise di Palermo, presieduta da Alfredo Montalto, valuterà sull’ammissibilità dei testi: in caso di parere favorevole verrà fissata una data e convocato il capo dello Stato.

LA CORRISPONDENZA CON D’AMBROSIO – L’udienza è in programma lunedì 27 maggio. Napolitano è stato chiamato dai pm Nino Di Matteo, Francesco Del Bene, Roberto Tartaglia e Vittorio Teresi in merito allo scambio di lettere del giugno 2012 con il consigliere Loris D’Ambrosio.

LA MORTE E LE LETTERE – Il consigliere giuridico del Quirinale, morto il mese seguente per un infarto, assicurava di non aver mai «esercitato pressioni o ingerenze che, anche minimamente, potessero tendere a favorire il senatore Mancino» (poi ministro dell’Interno e vicepresidente del Csm), il capo dello Stato rispondeva «colpiscono lei per colpire me».

LE INTERCETTAZIONI CON MANCINO – D’Ambrosio nell’arco di quel 2012 era infatti stato intercettato in alcuni colloqui con Nicola Mancino, oggi imputato nella trattativa. In una di queste conversazioni veniva menzionato anche l’allora procuratore generale antimafia, Grasso, che per questo sarà ascoltato. Anche il presidente Napolitano era stato registrato in alcune conversazioni con Mancino, ma la Corte Costituzionale ha ordinato la distruzione dei nastri, nonostante l’intercettazione fosse stata «indiretta» (sotto controllo c’era il telefono del ministro). L’ordine è stato eseguito lo scorso aprile.

Barcellona: Alluvione 2011, oltre 5 milioni a 79 aziende

Le aziende che hanno sede nei 23 Comuni colpiti dall’alluvione del 22 novembre del 2011 che hanno ottenuto dall’inizio dell’anno i finanziamenti a tasso agevolato dello 0,66%, da restituire in 10 rate semestrali durate l’arco di cinque anni con l’aggiunta di un sesto anno di pre-ammortamento, sono complessivamente 79. Un numero questo assai inferiore rispetto alle aspettative di commercianti e imprenditori. Infatti all“Irfis Finsicilia Spa, l’istituto della Regione delegato per l’istruttoria delle richieste avanzate dalle imprese che operano nei territori dei Comuni alluvionati della provincia di Messina, erano state trasmesse dall’asses – sorato regionale alle Attività produttive circa 400 istanze che ancora attendono di essere esaminate. L’istruttoria – come denunciato da più parti – va a rilento perché, oltre al numero striminzito deliberato nell’ultima seduta appena 4 istanze, in precedenza sono stati deliberati 75 finanziamenti ad imprese messinesi. Ecco l’elenco dei finanziamenti erogati da gennaio per un totale di 5.575.000 per la Provincia di Messina: Colasanzio Monia Euro 30.000 (Torregrotta); Casella Mirella Euro 55.000 (Rometta); Spendimeno di Bellamacina Giuseppe Euro 38.000 (Torregrotta); Di Nicolò Edizioni di C. Di Nicolò Euro 7.000 (Messina); 2 C Computers Center di Calabrò Cesare Salvatore Euro 41.000 (Barcellona); Caffè Royal di Mento Francesco Euro 20.000 (Rometta); Farmacia Bisbano Fortunata Euro 180.000 (Gualtieri Sicaminò); Salumeria Ortofrutta di Campo Salvatore Euro 80.000 (Rometta); Ediltutto S.r.l Euro 150.000 (Milazzo), Stassi Marco Euro 90.000 (Milazzo); Arte Flora di Mancuso Simona Euro 15.000 (Santa Lucia del Mela); Settima Stella Soc.Cooperativa Sociale Euro 40.000 (Milazzo); Liotta Stellario Euro 40.000 (Messina); A.C. Ortofrutticoli S.r.l Euro 200.000 (Pace del Mela); A.M.T. Import-Export S.r.l. Euro 55.000 (Torregrotta); Zodda Andrea Euro 10.000 (Venetico); Patanè Gioielli S.r.l. Euro 160.000 (Terme Vigliatore); Vacanze in di Pierangela Rizzo Euro 55.000 (Venetico); A.R.A. Ricambi Venetico S.r.l. Euro 70.000 (Venetico); Te.Sy.O. S.r.l. Euro 150.000 (Messina); Ravidà Dario Euro 100.000 (Barcellona); Cambria gioielli di Antonio Cambria S.a.s. Euro 100.000 (S. Lucia del Mela); Freni Giovanni Euro 28.000 (Barcellona); Farmacia Terme del dott. Santi La Maestra Euro 200.000 (Terme Vigliatore); Papiria S.r.l. Euro 180.000 (Monforte S.Giorgio); Novamed S.r.l. Euro 65.000 (Rometta); Grasso Biagio Euro 80.000 (Villafranca); Mazzeo Natala Euro 11.000 (Barcellona); Milioti Fiorella Euro 15.000 (S. Pier Niceto); Emozioni di Di Pasquale Giovanni Euro 100.000 (Milazzo); F. & D. S.a.s. di Dipaola Giovanni e Carmelo Euro 50.000 (S. Filippo del Mela); Il Folletto di Foti Salvatore Euro 36.000 (Terme Vigliatore); Schepis Giovanna Euro 70.000 (Terme Vigliatore); Rizzo Snc dei F.lli Rizzo Euro 200.000 (S. Lucia del Mela); Insana Concetta Euro 35.000 (Monforte S.Giorgio); Insana Rosa Angelina Euro 32.000 (Monforte S.Giorgio); Antonuccio Fabrizio Euro 25.000 (Roccavaldina); Max ricambi dei Fratelli Alosi S.n.c. Euro 80.000 (Barcellona); Maio Andrea Euro 200.000 (Barcellona); S.a.do.c.re.co S.a.s. di Domenico Recupero & c. Euro 15.000 (Terme Vigliatore); La Gastronomia di Zullo Fortunata Euro 40.000 (S. Lucia del Mela); Mirabile Antonino Euro 16.000 (Terme Vigliatore); Pem Arredo di Polimeni Salvatore & C. S.n.c. Euro 100.000 (Torregrotta); Global Group Srl Euro 200.000 (Barcellona); Intimo di Amenta Maria Euro 70.000 (Milazzo); Fiumara Vittoria Euro 80.000 (Rometta); Pandolfo Carmelina Euro 17.000 (Torregrotta); Nacional Hotel Srl Euro 33.000 (Torregrotta); Bonasera Giuseppa Euro 65.000 (Saponara); Opera Appalti Srl Euro 120.000 (Torregrotta); La Spada Stefano Euro 41.000 (Barcellona); Italia 93 Or.Ve.Do. Di Vinci Michael Giovanni Euro 25.000 (Messina); New Print Sas di Spadaro Paolo e C. Euro 27.000 (Messina); Bellinvia Giovanni Euro 79.000 (Barcellona); M.T.S. di Puliafito Massimiliano & c. Sas Euro 35.000 (Barcellona); N.G.L.1929 Net Srl Euro 150.000 (Barcellona); Salicà Srl Euro 40.000 (Terme Vigliatore); Living di Bove Alexandro & C. Sas Euro 120.000 (Barcellona); Rao Domenico Euro 40.000 (Barcellona); Gran Pasticceria Barbera Società Cooperativa Euro 150.000 (Barcellona); F.lli Munafò Autocarrozzeria Società Cooperativa Euro 120.000 (Terme Vigliatore); Nuccio Santa Euro 40.000 (Monforte San Giorgio); Parisi Salvatore Euro 75.000 (Terme Vigliatore); Chillari Pippo Euro 30.000 (Castroreale); Pirri Francesco Euro 30.000 (Barcellona); Pirri Diego Euro 30.000 (Barcellona); Magna Sicilia Società Cooperativa Euro 20.000 (VillafrancaTirrena); EMMEGI Srl Euro 90.000 (San Filippo del Mela); Ilacqua G.F.A. di Ilacqua Antonino & C. Snc Euro 100.000 (Spadafora); Italiano Rappresentanze di Italiano Francesco Snc Euro 50.000 (Pace del Mela); Palestra Meeting Sporting Club Sas di Pinizzotto S. Euro 14.000 (Torregrotta); Max Bici di Dragà Massimo Euro 70.000 ( Barcellona); F.lli Mendolia Srl Euro 100.000 (Barcellona); Hotel Ristorante Thomas di De Paola Tommaso Euro 50.000 (Torregrotta); Stefano Aricò Legnami Srl Euro 200.000 (Barcellona). All’elenco si aggiungono le ultime quattro deliberate di recente: la GESTAM srl Euro 200.000 (Villafranca); Tecnospace srl Euro 200.000 (Villafranca); Galleria Prestige sas Euro 50.000 ed ERRE- EMME Arredamenti srl Euro 100.000, entrambe di Barcellona.

Leonardo Orlando – GDS

Cosenza: Morte Bergamini, indagini a Torino. Interrogata in Piemonte una zia di Isabella Internò, l’ex fidanzata del calciatore sott’inchiesta per omicidio

Il calciatore bello e impossibile. Famoso ma caratterialmente introverso. Adorato dalle fans e corteggiato dalle grandi squadre. Vittima, forse, di un delitto quasi perfetto. Prima fatto passare per un incidente e, poi, per un suicidio. Denis Bergamini era già morto quando venne investito. Qualcuno l’aveva prima percosso mortalmente e, poi, disteso sulla corsia di transito perché fosse travolto. È la tesi del professor Roberto Testi, l’anatomo-patologo di Torino incaricato dalla Procura di Castrovillari di esaminare i reperti istologici estratti dalla salma durante l’autopsia. Reperti conservati gelosamente da un istituto universitario di medicina legale dell’Emi – lia Romagna. Il cadavere del centrocampista del Cosenza venne ritrovato riverso sulla 106 ionica la sera di sabato 18 novembre 1989. Era davanti a un camion condotto da un autista di Rosarno, Raffaele Pisano. I carabinieri fecero i rilievi e fotografarono tutto. Identificarono il conducente del mezzo investitore e la ragazza, Isabella Internò, 19 anni, che era partita da Cosenza in compagnia dell’ex fidanzato arrivando inspiegabilmente fino a Roseto Capo Spulico. Fu lei a rivelare che Bergamini l’aveva improvvisamente lasciata a bordo della Maserati su cui si trovavano lanciandosi sotto un camion che sopraggiungeva. Lei disse che «Erano da poco passate le 19». Per il professore Testi, invece, il calciatore era già cadavere da almeno un’ora.

LE FOTOGRAFIE. Quelle 15 foto scattate sulla scena del presunto “incidenteâ€, poi classificato come “suicidioâ€, sembrano ora dar corpo alla agghiacciante tesi del consulente piemontese. I carabinieri del Ris di Messina che le hanno a lungo esaminate, insieme con le scarpe, la catenina e l’orologio della vittima, escludono una serie di circostanze date come certe quando venne chiusa la prima inchiesta. Gli “specialisti†dell’Arma, rielaborando le immagini con tecnologie moderne e ripetendo la dinamica dell’ipotizzato sinistro con un mezzo dello stesso tipo, escluderebbero la possibilità che Bergamini sia stato trascinato per cinquanta metri, come all’epoca attestarono dagli investigatori. La posizione del corpo, l’esame delle ferite, in particolare il chiaro schiacciamento del bacino rilevabile dalle immagini ingrandite, lo stato degli indumenti della vittima e dell’orologio che aveva al polso, lascerebbero chiaramente intendere che il cadavere del centrocampista venne “sormontato†dal mezzo pesante. La ruota anteriore destra passò, insomma, sul corpo determinando conseguenze chiaramente visibili.

L’INTERROGATORIO A TORINO. La nuova inchiesta ha registrato anche altri passi in avanti. A Torino, i carabinieri hanno interrogato ieri una zia materna di Isabella Internò, mentre in una struttura sanitaria cosentina sarebbero state acquisite delle certificazioni mediche. La teste sentita in Piemonte è probabile che sia a conoscenza di particolari intimi riguardanti il rapporto d’amore avuto dalla nipote con Bergamini. I due si frequentarono, tra alti e bassi, per tre anni.

L’IMPUTAZIONE. La Internò è indagata per concorso in omicidio. Gl’investigatori dell’Arma ritengono infatti che non fosse sola quando il calciatore venne colpito a morte probabilmente con calci e pugni. Chi erano gli ipotetici complici? E perché agirono? I magistrati inquirenti seguono una pista passionale legata alla fine burrascosa della relazione amorosa. E riprendono a circolare le voci di una mai provata interruzione di gravidanza. Forse solo malevole indiscrezioni e nulla più. O, forse, altro. Comunque sia Isabella Internò, che è difesa dagli avvocati Massimo Florita e Marta Perrotta, dovrà essere considerata innocente sino alla definizione della vicenda giudiziaria.

L’INDAGINE DEL 1994. I primi dubbi sulla reale causa della morte di Bergamini risalgono al 1994, quando la squadra mobile di Cosenza trasmise una articolata informativa sollecitando nuovi approfondimenti e inducendo la procura ad aprire un fascicolo per omicidio volontario. Un fascicolo che non ebbe tuttavia fortuna finendo poi in archivio. I poliziotti avevano seguito un pista, flebile ma sensata, che contemplava la presenza di elementi della criminalità organizzata negli ambienti del calcio. Gente di “rispetto†che frequentava gli stadi e “coccolava†qualche atleta.

Arcangelo Badolati – GDS

Taormina: Terremoto elettorale! Esclusi tre candidati sindaco. Si tratta di Francesca Gullotta, Jonathan Sferra e Cesare Restuccia. Tagliate anche tre liste legate a Giardina

Terremoto alle elezioni comunali. La Commissione elettorale ha escluso tre dei sei candidati a sindaco per le Amministrative del 9 e 10 giugno. Fuori ben 7 delle 13 liste che erano state presentate entro il termine utile di mercoledì. La Commissione elettorale ha escluso Francesca Gullotta e le due liste collegate “Il Megafonoâ€e “Patto Democraticoâ€, Jonathan Sferra e la sua lista “Avanti Taormina†, Cesare Restuccia con la sua lista “Rinnovare Taorminaâ€. Escluse dalla competizione anche tre delle sei liste collegate ad Eligio Giardina (Lista Giardina sindaco, Taormina Futura e Taormina 2013). Incredulità e forti perplessità tra gli esclusi, in una giornata che ha segnato una vera e propria ecatombe nel panorama politico che ha inteso presentarsi alle elezioni comunali. A quanto risulta le esclusioni sarebbero dovute, nella quasi totalità, ad alcuni cavilli burocratici nella compilazione di un foglio della modulistica inerente ai presentatori delle liste. Il modulo che ha fatto “strage†di candidati e liste è il “5ter†e per l’esattezza le esclusioni sarebbero maturate per l’assenza di dettagli negli atti propedeutici a cura dei delegati delle liste. Nei verbali della commissione, per quanto concerne questa problematica che è stata la più frequente, si legge che «La dichiarazione di collegamento della lista dei candidati a consigliere comunale alla candidatura di Sindaco ( allegato 5 ter) sottoscritta dai delegati di lista è priva di autenticazione in violazione dell’art. 21 del Dpr 28/12/2000 n. 445 e pertanto non può ritenersi valida». «La irregolarità sopra indicata –secondo la Commissione –non è soggetta a regolarizzazione ai sensi dell’art.18 comma 2 del Decreto del Presidente della Regione n. 3 del 1960, in quanto trattasi di vizio di carattere sostanziale e non meramente formale, atteso che il requisito della autenticazione è richiesto ad substantiam ai fini della validità dell’atto, e pertanto comporta l’esclusione della lista di candidati a consigliere comunale dalla competizione elettorale ». Si preannuncia ora una “pioggia†di ricorsi al Tar di Catania. Anche per questo motivo non sarebbe nemmeno da escludere l’ipotesi che la competizione possa slittare. Certo si tratta di una situazione che a Taormina non ha precedenti e pare inusuale anche nel panorama nazionale. Al momento rimarrebbero in competizione Giuseppe Composto (che conferma tutte e due le liste collegate, Alleanza Taormina e Impegno Civico rispettivamente guidate da Fabio D’Urso, Nunzio Corvaia e Eugenio Raneri), Eligio Giardina (coalizione dimezzata della metà, con sole tre liste collegate, Taormina Città Viva, Idea Lavoro, Intesa Democratica guidate da Salvo Cilona, Vittorio Conti, Enzo Scibilia e Antonio D’Aveni) e Rosario Puglia (Movimento Cinque Stelle). I verdetti sono giunti nella tarda mattinata, quando nell’ordine sono state escluse prima le liste di Francesca Gullotta, poi quella di Sferra e poi due liste di Giardina, ed infine quella di Restuccia. Sempre nella stessa giornata è avvenuto il “taglio†anche di una terza lista di Giardina, quella direttamente collegata al candidato: la lista “Giardina sindaco†sarebbe stata esclusa, pare, perchè i fogli inerenti alla raccolta delle firme non risultavano essere spillati, nonostante recassero sia sul davanti che nel retro dei fogli il simbolo. È un clima di grande incertezza quello che si respira, adesso più che mai, dopo vari colpi di scena. Prima della presentazione delle liste c’erano stati, i ritiri a sorpresa di candidati di spicco come Mario Bolognari, Mario D’Agostino e il sindaco uscente Mauro Passalacqua che non ha voluto competere per la rielezione: adesso si registra un “sisma†che in 24 ore ha sconvolto la geografia elettorale delle Amministrative 2013, estromettendo metà dei candidati a sindaco. Se prima erano in corsa in 250 per il Consiglio, adesso rimarrebbero a contendersi un posto tra i banchi consiliari solo 120, distribuiti nelle 6 liste “superstiti.†Già nelle prossime ore, con molta probabilità, saranno depositati i ricorsi al Tar per provare a ribaltare la situazione determinatasi e sanare le contestazioni mosse dalla Commissione elettorale che si è riunita negli uffici di via Damiano Rosso. Gli esiti dei ricorsi sono attesi per l’inizio della prossima settimana e i pronunciamenti del Tar potrebbero essere emessi nelle successive 72 ore.

Emanuele Cammaroto

INCIDENTE A/20: Chiesto giudizio per dirigenti e funzionari Cas

La Procura ha chiesto che vengano processati funzionari e dirigenti del Cas ritenuti responsabili, a vario titolo, dell’incidente che nell’ottobre 2011 sull’autostrada Messina-Palermo costò la vita a due pensionati, “Nino†La Rosa, 71 anni, originario di Milazzo e “Lillo†Malara, 78 anni, di Lipari. A chiedere i rinvii a giudizio il sostituto procuratore Fabrizio Monaco. A decidere sarà invece il Gup Daniela Urbani nell’udienza fissata per il 24 giugno prossimo. La richiesta riguarda : Letterio Frisone, Gaspare Sceusa, Carmelo Cigno e Antonino Spitaleri che dovranno rispondere dell’ipotesi di reato di omicidio colposo. Secondo i periti della Procura dirigenti e funzionari del Cas sarebbero responsabili di alcune omissioni, in particolare di non aver disposto la collocazione di una barriera idonea nel punto in cui avvenne l’incidente e soprattutto di non aver adeguatamente “protetto†gli utenti dalla presenza di un albero, a poca distanza dalla carreggiata, contro cui andò a cozzare violentemente l’auto. Eppure questa situazione di pericolo non molto tempo prima era stata segnalata al Cas dalla polizia stradale. L’incidente avvenne fra l’uscita di Boccetta e la barriera di Villafranca. La Mazda, con i due pensionati, usci fuori strada sulla sinistra ed andò a sbattere contro l’albero Il conducente, Nino La Rosa fu sbalzato dal mezzo e morì sul colpo. L’amico, Letterio Frisone, morì qualche ora dopo al Policlinico. Sulla dinamica restano ancora parecchi dubbi. All’epoca sull’asfalto la Polstrada rilevò i segni evidenti della frenata di un mezzo pesante con il quale la Mazda si sarebbe scontrata o comunque sarebbe entrata in contatto prima di uscire fuoristrada.

No Ponte
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Il treno del ferro


Voci nel fango