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La Copertina
28 07 2014
Il presidente della commissione regionale antimafia Nello Musumeci annuncia il ritrovamento di resti umani: "Un cimitero di mafia nella discarica di Mazzarà Sant'Andrea a Messina"

"Nella discarica di Mazzarrà Sant'Andrea sono stati ritrovati scheletri umani, pare resti di cadaveri risalenti a pochi anni fa. Non posso dire altro perché la questione è oggetto di un'indagine sia da parte della Commissione, che accerterà le responsabilità politiche, sia da parte della magistratura". Lo ha detto il presidente della Commissione antimafia dell'Assemblea regionale siciliana, Nello Musumeci, nel corso della presentazione, a Palazzo dei Normanni, a Palermo, del disegno di legge sul codice etico. La notizia è emersa durante un'audizione con il sindaco del comune messinese.

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MESSINA. Forconi protestano nel serpentone degli imbarcaderi
Un carico di pomodorini e peperoni rovesciato nel serpentone dell’imbarcadero dei traghetti a Messina e la distribuzione di volantini agli automobilisti che su imbarcano sui traghetti privati. Così i Forconi sono tornati stamattina a protestare per chiedere interventi a sostegno dell’agricoltura siciliana. Alla manifestazione partecipano anche cinque sindaci siciliani. "I pomodorini sono provenienti dalla Tunisia", ha affermato Mariano Ferro, leader d...
BARCELLONA: Continuano le ricerche dei cimiteri di mafia
Per capire la portata e la valenza della notizia è come se a Palermo si pentisse Totò Riina. Perché il boss 43enne Carmelo D’Amico, che da qualche settimana sta riempiendo in gran segreto parecchi verbali davanti ai magistrati della Dda di Messina, è stato il capo dell’ala militare di Cosa nostra barcellonese per molti anni, nonché il “titolare” degli interessi economici della famiglia mafiosa per la zona di Milazzo. È un intero territorio â€...
IL TRIONFO DELLO SQUALO: Nibali vince il Tour, Messina festeggia in Comune


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MESSINA, LA MORTE DI ANDREA SCAGLIONE. IL RICORDO DEI GIOVANI DEMOCRATICI DI MESSINA, ‘COMPAGNO LEALE E SOLARE. IN POLVERE SOGNI E PROGETTI COMUNI’

I Giovani Democratici di Messina piangono la prematura scomparsa di Andrea Scaglione, militante della comunità giovanile, e si stringono attorno alla famiglia in questo momento di dolore. La perdita di una persona cara crea sempre un vuoto incolmabile, che accentuato dalla prematura scomparsa, ci pone dinnanzi, in tutta la sua drammaticità, alla caducità della vita nel fiore della giovinezza, lasciando enormi impronte di tristezza in ciascuno di noi. Non riusciamo a capacitarci che in una tranquilla sera d’estate si possa spezzare la vita di un compagno, in un modo così improvviso ed ingiustificato, riducendo in polvere ambizioni, sogni e progetti, pur restituendoci una grande eredità. Frutto questa dell’impegno e delle straordinarie doti umane di un compagno leale e solare, che non si è mai risparmiato, trasmettendo passione ed entusiasmo. Una comunità politica è condivisione di idee, prospettive, percorsi di vita ed esperienze umane. Significa guardare lo stesso orizzonte. “Il mio destino è il tuo, la mia pena la tua, la mia felicità simile a quella che provi tu. La mia vita un po’ la tua”. Chi ha compagni non morirà mai e noi intendiamo valorizzare quei progetti, sogni, ambizioni, che appartengono a tutti noi, affinché non sia mai ricordi fine a se stesso, ma vita nell’impegno quotidiano della comunità giovanile, adesso, soprattutto in tuo nome.

MESSINA: Scontro auto-moto, muore 20enne grave l’amico

Erano da poco trascorse le 3 quando in sella ad un ciclomotore Vespa Piaggio 125 i due giovani stavano percorrendo la via Consolare Pompea verso il centro città. Giunti tra le frazioni di Papardo e S. Agata, lo scontro violentissimo con una Citroen Xara che procedeva in senso contrario condotta da un giovane di 26 anni. Per Andrea Scaglione, 20 anni compiuti appena il 7 luglio scorso non c’è stato subito nulla da fare. Il giovane che era alla guida del ciclomotore è morto sul colpo finendo incastrato sotto un’auto che si trovava parcheggiata a ridosso del marciapiede lato mare. E’ stato necessario l’intervento di alcune persone accorse sul posto per ribaltare una Fiat Punto per estrarre il suo corpo. Subito gravissime sono apparse le condizione dell’altro giovane che viaggiava in sella con lui. Trasportato al vicino ospedale Papardo è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per strapparlo alla morte. Gli agenti della sezione infortunistica della polizia municipale sono al lavoro da diverse ore per ricostruire, prima sul posto e poi negli uffici, la dinamica dell’incidente. Un fascicolo, intanto, è stato aperto in procura mentre i mezzi coinvolti sono stati sequestrati.

Andrea Scaglione, era organizzatore di eventi molto conosciuto tra i giovani della sua età. Era stato rappresentante di istituto all’ Ainis e membro della consulta provinciale degli studenti a capo della commissione tematica scuola e sport. Neanche due mesi fa, le strade di Messina si erano macchiate del sangue di un altro giovane. Il 24enne Marco Costa all’alba del 30 maggio in via Garibaldi perdendo il controllo del suo scooter ed è finito pesantemente sull’asfalto. da GDS

MESSINA: Inaugurazione Pista ciclabile, nei prossimi giorni sarà inaugurata da Vincenzo Nibali

Inizio in sordina per la nuova pista ciclabile urbana entrata in funzione oggi sulle vie Garibaldi, Battisti, Cannizzaro, Cavour e Boccetta. Pochi gli utenti che se ne sono serviti anche a causa della giornata pre-festiva.

Non era prevista una inaugurazione ufficiale dal momento che l’amministrazione comunale sta pensando che il miglior testimonial possibile sia il ciclista messinese Vincenzo Nibali, leader al Tour De France. Sarà lui nei prossimi giorni, compatibilmente con gli impegni in calendario, a dare il simbolico via alla pista ciclabile.

Per garantire maggiore sicurezza alla circolazione delle biciclette istituito il limite massimo di velocità di 30 Km/h lungo le corsie riservate agli autobus e taxi delle strade interessate dal nuovo percorso.

BARCELLONA, MAFIA: L’ex boss Carmelo D’Amico rivela nuovi scenari per il delitto Alfano

Uno scenario inedito. E comunque in parte sicuramente diverso dalla verità processuale divenuta definitiva dopo tre gradi di giudizio, con un mandante e un esecutore già condannati. Tra le nuove e clamorose carte che raccontano della “fresca” collaborazione del boss 43enne Carmelo D’Amico, fino a non molto tempo addietro capo dell’ala militare di Cosa nostra barcellonese, ci sono quelle che indicano la sua verità sull’omicidio del giornalista Beppe Alfano, ammazzato dalla mafia tirrenica l’8 gennaio del 1993 a Barcellona Pozzo di Gotto. Una storia ancora per molti versi oscura, piena di depistaggi anche istituzionali. Un fascicolo ancora aperto sulla scrivania del sostituto della Dda Vito Di Giorgio e denominato “Alfano ter”, con la storia singolare di una pistola calibro 22, invischiata tra vari proprietari e passaggi di mano. Gli interrogatori del boss barcellonese D’Amico davanti ai magistrati della Dda non sono ancora terminati e sono letteralmente “blindati”. Ma a quanto pare durante uno dei colloqui l’uomo forte che gestiva il territorio di Milazzo per conto dei Barcellonesi avrebbe rivelato un contesto che si discosta, non poco, da quello acclarato dal processo che ha visto la condanna, in via definita del boss barcellonese Giuseppe Gullotti, nonché capo riconosciuto della “famiglia” del Longano, e dell’autotrasportatore Antonino Merlino, ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio. NUCCIO ANSELMO – GDS

LA MAFIA BARCELLONESE: SI E’ PENTITO IL BOSS CARMELO D’AMICO. DOPO LE PRIME RIVELAZIONI AVVIATE NUOVE RICERCHE PER INDIVIDUARE ALTRI CIMITERI DI MAFIA

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FOTO DI ALESSANDRO DI MAIO

Per capire la portata e la valenza della notizia è come se a Palermo si pentisse Totò Riina. Perché il boss 43enne Carmelo D’Amico, che da qualche settimana sta riempiendo in gran segreto parecchi verbali davanti ai magistrati della Dda di Messina, è stato il capo dell’ala militare di Cosa nostra barcellonese per molti anni, nonché il “titolare” degli interessi economici della famiglia mafiosa per la zona di Milazzo. È un intero territorio “trema”. Basti pensare, è storia processuale, che quando tempo addietro chiese più “spazio” minacciando una guerra se non l’avessero accontentato, i capi storici con in testa Giovanni Rao si consultarono e decisero di accogliere le sue richieste, perché si resero conto che era diventato troppo potente sulle strade della mafia tirrenica che faceva affari con le estorsioni, la droga e gli appalti pubblici. D’Amico non è certo un uomo di secondo piano nella geografia mafiosa tirrenica, conosce anche tutto del “terzo livello”, degli accordi con i politici corrotti, delle tangenti, delle rotte della droga. Il suo clamoroso pentimento che ieri è diventato “visibile” con la nuova campagna di scavi per trovare i morti ammazzati sin dagli anni ’90 nei torrenti tirrenici e poi gli arsenali di Cosa nostra tra Barcellona, Terme Vigliatore, Rodì Milici e San Filippo del Mela, ha una portata veramente fondamentale per ricostruire ancora meglio la storia dei Barcellonesi dopo le recenti operazioni “Gotha”, e costituirà senza dubbio per il futuro una fonte inesauribile di informazioni per magistrati e investigatori. da NUCCIO ANSELMO – GAZZETTADELSUD

MESSINA: Ordinanza anti-tir, il sindaco Accorinti rilancia

Firmata una nuova ordinanza dopo la riunione fiume a Palazzo Zanca. Ha il carattere dell’urgenza. Domattina il sindaco sarà nuovamente presente allo sbarco dei tir dalla Cartour. 

No Ponte
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Il treno del ferro


Voci nel fango