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La Copertina
28 Gen 2012
IL COMUNICATO, LA SOLIDARIETA': LA RETE NOPONTE ESPRIME VICINANZA AI COMPAGNI DEL MOVIMENTO NOTAV

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Gli arresti e le perquisizioni di oggi, in seguito ai fatti del 3 luglio in Val di Susa, rappresentano l'ennesima svolta autoritaria e il tentativo di punire, dividere e criminalizzare il popolo resistente No Tav. D'altra parte la stretta repressiva del governo - come unico momento di (non) confronto con chi ogni giorno lotta per una società lontana dalle dinamiche mafiose, speculative e client...




IL COMUNICATO: Il governatore Lombardo martedì 31 gennaio riferirà in aula sulla questione Ponte

Su richiesta dell’On. Giovanni Ardizzone, il governatore Lombardo martedì 31 gennaio dovrà riferire in aula sulla questione Ponte. Per Ardizzone troppa confusione si è voluta ingenerare su quest’opera, per cui Lombardo, indipendentemente dalle sue contraddittorie dichiarazione dovrà, con documenti alla mano, precisare lo stato progettuale dell’opera e la questione del finanziamento. Lombardo, incalzato dall’UDC, ha testualmente dichiarato, “Il governo nazionale sostiene che il definanziamento- dobbiamo fare una verifica, ce ne saremmo potuti accorgere da noi piuttosto che lanciare l’allarme una decina di giorni fa è - avvenuto in una seduta del Cipe del settembre scorso, nel senso che in una seduta del CIPE si è visto quali fossero le opere che non erano cantierabil nell’arco di uno o due mesi e il Ponte sullo stretto non lo è !……”. Per Ardizzone, alla luce di questa dichiarazione non esistono più margini di manovra per salvare l’opera, anzi se non si blocca l’approvazione definitiva del progetto la classe dirigente siciliana si renderà complice del pagamento della mega penale in favore del General Contractor. Chi continua a volere contrapporre i messinesi tra i favorevoli ed i contrari al Ponte fa il gioco di chi vuole arricchirsi senza che l’opera venga costruita. Finalmente- continua Ardizzone - tutti sono chiamati a condividere un modello di sviluppo per Messina basato su cultura, turismo e salvaguardia dell’ambiente e non sul falso mito del Ponte sullo Stretto. On. Giovanni Ardizzone

IL COMUNICATO: L’ASSOCIAZIONE ANTIMAFIE RITA ATRIA SULL’INTERROGAZIONE DEL SENATORE NANIA SUL PARCO COMMERCIALE DI BARCELLONA P. G.

In merito all’interrogazione parlamentare presentata dal Sen. Nania (PDL), il 12 gennaio u.s. , nel corso della 656° seduta pubblica del Senato della Repubblica, riferentesi alla nomina da parte del Ministero dell’Interno, tramite il Prefetto di Messina, con provvedimento n.37.94/13.12/Gab, di una Commissione d’indagine per la verifica di eventuali condizionamenti della criminalità organizzata nell’attività amministrativa del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto in considerazione di problematicità evidenziatesi nell’ambito della procedura adottata per la localizzazione di un Parco Commerciale, questa Associazione Antimafie dichiara quanto segue:
- Appare alquanto bizzarro che un Senatore della Repubblica si occupi in maniera così pregnante di una faccenda che riguarda ufficialmente le vicende locali di una amministrazione comunale, pur essendo quest’ultima quella della città di cui è sindaco il cugino del Senatore e appare, altresì, inquietante che il Sen. Nania, invece di augurarsi che gli amministratori politici locali, evidentemente suoi sodali, mettano a disposizione della Commissione Prefettizia che, ricordiamo, è un organo istituzionale, strutture, personale e documenti, senta il bisogno, da un lato, di delegittimare la Commissione stessa e dall’altro di accusare questa associazione e il giornalista Antonio Mazzeo, rei, a suo dire, di aver prodotto “articoli ed interrogazioni dal contenuto distorto e erratoâ€.
- Il Sen Nania, finge di non sapere che questa associazione, insieme all’associazione “Citta’ Aperta†di Barcellona pozzo di Gotto, non ha prodotto nè articoli, nè interrogazioni, ma un esposto, presentato al Prefetto e alla Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto in data 04/01/2011. Tale esposto è risultato essere il frutto di una accurata e lunga indagine tecnica, curata da questa associazione a seguito di accesso agli atti chiesto è ottenuto ai sensi della L.241/90.
- Risulta risibile la tesi del Sen. Nania secondo la quale questa associazione, insieme al giornalista Antonio Mazzeo, (da un suo articolo ha inizio tutta la vicenda) sarebbero “i suggeritori locali†di un esponente politico palermitano. Non è compito di questa associazione ribadire la ben nota indipendenza politica del giornalista Antonio Mazzeo; l’indipendenza politica e partitica dell’Associazione Antimafie Rita Atria è nella storia ventennale dell’associazione stessa. Mai questa associazione ha sostenuto candidature politiche o amministrative e mai lo farà. L’associazione Antimafie Rita Atria , da sempre, guarda ai comportamenti delle persone e non al colore delle tessere di partito da esse , eventualmente, possedute, né agli incarichi politici o istituzionali eventualmente rivestiti.
- E’ ridicolo il fatto che solo tre giorni prima il Sen. Nania, in una conferenza stampa, tenuta dallo stesso, presso la casa comunale di Barcellona Pozzo di Gotto, abbia deliberatamente fatto il nome del “politico palermitano†identificandolo nel Sen Lumia ed invece evita di nominarlo nell’interrogazione parlamentare. Rispetto fra colleghi?
- Dimentica , il sen Nania, che nell’esposto presentato da questa associazione insieme all’associazione “Città Aperta†si indica,con dovizie di riferimenti e atti presenti nella documentazione acquisita, l’avv. Rosario Pio Cattafi come il “dominus†dell’affare Parco Commerciale; e dimentica ,altresi’, che nella primavera del 2011, la DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) di Messina ha posto sotto sequestro al suddetto Cattafi una serie di immobili e terreni per un valore di circa 9 milioni di euro in una indagine riferita alla vicenda del Parco Commerciale; dimentica, inoltre, il Sen. Nania che nell’autunno del 2011 il suddetto avv. Cattafi viene definito da un pentito di mafia del clan dei “mazzarroti†“il Capo dei capi della mafia Barcellonese, come si evince dalla stampa locale dell’epoca.
- Appare inquietante che il Sen Nania, vice presidente del Senato della Repubblica, non senta il bisogno, né nella interrogazione parlamentare, né nella conferenza stampa precedente, di prendere le distanza da un individuo come il suddetto Rosario Pio Cattafi, il cui curriculum giudiziario è stranoto agli organi inquirenti fin dagli anni 90.
- Appare volgare e di bassissimo profilo il tentativo di sollecitare nella popolazione, anzi negli elettori (perché solo questo sono evidentemente per il Senatore, i cittadini di Barcellona), il virus del bieco campanilismo quando nella conferenza stampa accusa questa associazione di occuparsi solo del Parco Commerciale di Barcellona e di disinteressarsi dei Parchi commerciali della vicina Milazzo. Oltremodo falso; infatti questa associazione ha in corso un accesso agli atti presso il Comune di Milazzo per la vicenda del Parco Commerciale Cosiddetto “Franza†e non si è occupata della nascita dei precedenti “parchi†esistenti sul territorio di Milazzo solo per il fatto che si è strutturata sul territorio solo dal 2009. Questa associazione, essendo “antimafiaâ€, intende , peraltro, precisare che il suo intervento presso gli organi di indagine si configura solo laddove essa ne abbia legittimità, e quindi ove essa riscontri condizionamenti, cointeressenze, compenetrazioni politico-mafiose, non certo ove si riscontrassero solo illegittimità amministrative. E la vicenda del Parco Commerciale di Barcellona è emblematica in merito. Ed è per questo che questa associazione ha ritenuto di demandare agli organi istituzionali investigativi, l’esame dei fatti riscontrati. Se esiste oggi una commissione di indagine, evidentemente l’esposto di questa associazione è stato ritenuto meritevole di considerazione.
- E’ interessante notare come dalla interrogazione parlamentare, così come dalla precedente conferenza stampa emergano, nella descrizione dei fatti tecnici, riferiti dal Senatore, ulteriori e gravi fatti nuovi, che saranno oggetto di prossime integrazioni all’esposto del 04/01/2011 e che, a breve, verranno depositati presso il Prefetto di Messina e la Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto.
- E’ curioso, infine, il fatto che ogni volta che il Sen. Nania citi questa associazione la indichi come “ATRIA “ o “RITA ATRIAâ€, dimenticando l’aggettivo “ANTIMAFIEâ€: semplice dimenticanza o lapsus freudiano?
Si comunica, per ultimo,che copia dell’esposto sarà a breve inviato al Ministro dell’Interno, al Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, e a tutti i gruppi parlamentari (compreso, ovviamente, quello del Sen. Nania), perché, vista la necessità del sen. Nania di far diventare il caso Barcellona un caso politico nazionale riteniamo giusto e democraticamente doveroso che la politica Nazionale e le istituzioni possano valutare in maniera completa e non parziale. Questa associazione è, altresì, disponibile ad eventuali audizioni, ove venga ritenuto opportuno.

Milazzo, lì - 27/1/2012 - Il Presidente - Santa Mondello

TEATRO DI MESSINA: Non ci fu gestione antisindacale. “Assolto” il sovrintendente Magaudda

L’ultima “disfida” sindacale dell’Ente Teatro Vittorio Emanuele l’ha risolta il giudice del lavoro Alessandra Santalucia, che ha emanato in questi giorni un provvedimento con cui in pratica dà ragione al sovrintendente Paolo Magaudda. La vicenda era stata denunciata dalle tre sigle sindacali di categoria di Cgil, Cisl e Uil, che si erano rivolte al giudice del lavoro per il presunto comportamento antisindacale del sovrintendente in un fatto ben preciso: la tardiva comunicazione a sua firma di indisponibilità dei locali per lo svolgimento di un’assemblea indetta congiuntamente dai tre sindacati per il 14 novembre del 2011, portata a conoscenza lo stesso giorno dell’assemblea. Secondo il sindacato anche le motivazioni addotte, ovvero l’annullamento per il 14 novembre del giorno di riposo dei tecnici per «asserite improcrastinabili esigenze di servizio», costituiva una lesione del diritto sindacale. Il giudice dopo aver ascoltato tutte le parti in causa scrive intanto «che non si ravvisano nella presente fattispecie gli estremi obiettivi di una condotta antisindacale». Per un verso è rilevante il fatto che nella richiesta non era indicato l’ordine del giorno, e per altro verso «si evince che la richiesta di assemblea è pervenuta formalmente quando già il prof. Magaudda aveva disposto lo slittamento del riposo settimanale dei tecnici». Questo perché bisognava montare una scenografia.(n.a.)

MESSINA: La villa di Michelangelo Alfano ospiterà una colonia estiva. Una palazzina confiscata al “boss” Santo Sfameni verrà adesso riutilizzata come “Casa famiglia”

Una villa di 230 metri quadrati con piscina, un’intera palazzina, due appartamenti con vista sul mare, alcune case in centro città. Sino a qualche anno fa erano beni della mafia. Boss e affiliati li avevano acquisiti probabilmente con i proventi di attività criminose e in alcuni casi li abitavano, come il boss Michelangelo Alfano a Rodia. Tra qualche mese ospiteranno una colonia per bambini, una casa famiglia e la sede di un’associazione antiracket o antiusura. La linea è stata tracciata dal vicesindaco Franco Mondello che dall’inizio del mandato di questa Amministrazione si è battuto per questa causa, attivandosi in più di un’occasione – di concerto con l’Agenzia del Demanio, direzione Beni confiscati alla criminalità organizzata – per il recupero di numerosi immobili. E lo sforzo di Mondello ha prodotto risultati concreti dal momento che nell’ultimo anno e mezzo sono stati ben otto gli immobili – in passato sequestrati e confiscati – restituiti a Palazzo Zanca. Beni che adesso l’amministrazione comunale gestirà in proprio o metterà a disposizione di associazioni o cooperative per finalità istituzionali o sociali, nel rispetto peraltro dal regolamento comunale approvato dal Consiglio nell’ottobre del 2010, sempre su proposta di Mondello. E così da questa mattina sarà in pubblicazione l’atto con cui si avvia il procedimento in concessione dell’appartamento di via Roosvelt, confiscato a Letterio Sollima. Che secondo l’indirizzo voluto da Palazzo Zanca dovrà essere affidato per sette anni ad associazioni che svolgono attività e progetti che promuovono «la cultura della legalità e dei principi della Costituzione, in opposizione al fenomeno delle organizzazioni criminali di stampo mafioso, al racket, al pizzo e alle estorsioni». In passato altri beni erano stati destinati alla sede di Telefono amico, ad una sede dei Vigili urbani, al Comando dei Carabinieri e al Centro servizi del III Quartiere, ma adesso l’operazione “legalità” sta entrando nel vivo. L’amministrazione comunale, infatti, la prossima settimana avvierà il procedimento per la concessione dei tre appartamenti di contrada Campanella a Ortoliuzzo confiscati al “boss” di Villafranca, Santo Sfameni, scomparso recentemente, che verranno destinati a ospitare una Casa famiglia. Sarà un centro destinato all’accoglienza di soggetti disagiati, donne vittime di violenza, tratta e sfruttamento. Ancora più ambizioso il progetto sulla villa di Michelangelo Alfano. Tra le ipotesi al vaglio dell’Amministrazione la più accreditata è quella che prevede la destinazione dei 230 metri quadrati di Rodia a colonia estiva per i figli minori (di età tra i 6 e gli 11 anni) dei detenuti. Si tratterebbe di un’iniziativa fortemente simbolica poiché renderebbe fruibile a soggetti in condizione di forte disagio sociale una struttura estiva completa di servizi accessori. All’iniziativa ricreativa si potrebbero affiancare azioni di formazione legate alla sicurezza, alla legalità ed all’educazione civica prevedendo le devianze minorili e sviluppando un senso di appartenenza alle Istituzioni che difficilmente i minori si vedrebbero indotto dalle famiglie. Una scommessa che adesso tutti vogliono vincere. MAURO CUCE’ - GDS


Mondello: «Possiamo essere orgogliosi per il lavoro fatto»

«Non è stato affatto semplice, ma stiamo superando tutti gli ostacoli e ormai ci siamo quasi. È un momento importante, credo che questa Amministrazione possa essere davvero orgogliosa per quello che si sta realizzando in questo campo». Il vicesindaco e assessore al Patrimonio, Franco Mondello, ha appena firmato gli ultimi documenti. Da questa mattina, se non ci saranno contrattempi, sarà in pubblicazione il provvedimento che prevede la concessione in uso di un appartamento di via Roosvelt confiscato a Sollima, che presto verrà dato ad un’associazione che si occupa di racket o di usura. «È la finalità che abbiamo deciso – conferma Mondello – da oggi pubblicheremo il bando e a quel punto aspettiamo il progetto migliorativo da parte delle associazioni. A quel punto la commissione deciderà a chi assegnarla e quindi passeremo alla consegna per sette anni. Vogliamo far sentire forte il sostegno dell’Amministrazione a chi si occupa di usura e racket e al contempo vogliamo favorire percorsi che portino gli imprenditori a denunciare i loro aguzzini. E la prossima settimana pubblicheremo quello che riguarda le abitazioni di Sfameni ad Acqualadrone che ospiteranno una Casa famiglia. Peraltro, questi alloggi dopo la consegna a Palazzo Zanca erano stati occupati abusivamente da alcune persone. Due settimane fa i vigili urbani hanno effettuato lo sgombero e adesso sono di nuovo a disposizione dell’Amministrazione».(m.c.)

MESSINA: Sfascio Atm e le 49 condanne. Quando il conto alla politica? L’Orsa al prefetto: intervenga, lavoratori alla fame

Stipendi in ritardi, azienda allo sfascio e in bilico tra sopravvivenza e liquidazione, proteste e, da ultimo, 49 condanne di lavoratori e sindacalisti per interruzione di pubblico servizio: all’Atm si sentono accerchiati. Le ragioni della protesta si scontrano con i diritti dell’utenza: quale mediazione è possibile? Tra afflizioni, appelli, e un’ammissione di non poco conto: sì, all’Atm è stato trovato spazio a «galoppini politico-sindacali». Non è affermazione che può passare inosservata, che però va calata in un contesto più ampio. È quello costruito dall’Orsa, a firma del segretario regionale Mariano Massaro, in una lettera al prefetto Alecci. Molteplici gli spunti d’analisi. «Il prefetto ha contezza dell’incandescente vicenda che da anni infiamma gli animi dei dipendenti Atm, periodiche manifestazioni spontanee si susseguono per segnalare alle istituzioni l’assenza di stipendi che spesso si protrae oltre i limiti del concepibile, costringendo i lavoratori a reperire altrove il necessario per il sostentamento delle famiglie. I responsabili dell’incresciosa vicenda sono spesso individuati fra i lavoratori che giunti al limite del sopportabile si riversano in piazza, trascinati da frustrazione indotta dall’atteggiamento delle istituzioni competenti». «Siamo certi che fra i 620 dipendenti dell’Atm esiste una sparuta minoranza di galoppini politico-sindacali che hanno usufruito delle becere dinamiche clientelari più volte denunciate, ma ciò non toglie che la stragrande maggioranza dai lavoratori sia gente perbene sottoposta alla gestione sommaria dell’azienda e alle manovre di una politica disorientata che dopo anni di sperpero di risorse, gestioni allegre ed effimeri commissariamenti, non sa più come contenere l’enorme falla economica creatasi. Il paradosso si concretizza allorquando i veri responsabili del fallimento dell’azienda si rivolgono alle forze dell’ordine per denunciare le “escandescenze” dei lavoratori, in buona sintesi coloro che avrebbero mille motivi per temere la legge si rivolgono a questa per contenere l’esasperazione dei lavoratori». «Signor prefetto», scrive l’Orsa, «quando mancano i generi di prima necessità la gente va in piazza e nessun sindacato “responsabile” ha gli strumenti per contenere la protesta: 49 condanne in contumacia fra lavoratori e sindacalisti per “interruzione di pubblico servizio” sono state rese note dalla stampa, nulla da eccepire, chi ha sbagliato pagherà, chi si sente vittima di errore giudiziario avrà modo di esporre le proprie ragioni nelle sedi opportune; e gli altri? I veri responsabili dello sfascio continueranno a vivere tranquillamente? Gli oltre 50 milioni di inspiegabile debito pubblico li pagheranno i cittadini? Sembra proprio questo l’orientamento dell’Amministrazione, la delibera attualmente in discussione in Consiglio prevede la liquidazione dell’Atm e la creazione di una Spa su cui dirottare la parte produttiva dell’azienda, con la possibilità di esternalizzare verso ulteriori “privati” i servizi remunerativi. Il debito, manco a dirlo, tutto a carico dei cittadini. Noi non ci stiamo!». «Se i lavoratori ridotti alla fame», si prosegue, «sono stati condannati per aver denunciato con veemenza il loro disagio, è il momento di riequilibrare la bilancia della giustizia con le condanne di coloro che non pagano mai, la città ha il diritto di sapere il motivo per cui il Comune da anni boccia i bilanci Atm che per legge andrebbero ripianati. Se i bilanci sono falsi l’Amministrazione ha il dovere di denunciare i vertici aziendali, se invece sono bilanci plausibili il Comune, per legge, deve colmare le perdite di esercizio». In realtà «si ha la sensazione di una manovra auto-protettiva che attraverso la liquidazione dell’ormai ingombrante Atm tenta di dare il clamoroso colpo di spugna che salverebbe tutti, tranne i lavoratori. L’interruzione di pubblico servizio non si concretizza solo quando qualche lavoratore “indisciplinato” posiziona un cassonetto all’ingresso dell’azienda, il vero illecito va ricercato nell’inesistente parco macchine composto da pochi mezzi vetusti che spesso vanno in servizio oltre i limiti della sicurezza; l’interruzione del servizio va imputata a coloro che pretendono le prestazioni lavorative senza essere nelle condizioni di erogare i corrispettivi stipendi! A quale datore di lavoro sarebbe consentito di mantenere la produzione senza pagare il costo del lavoro?». L’Orsa conclude comunicando al dott. Alecci «che attualmente i lavoratori Atm attendono il pagamento della tredicesima mensilità e degli stipendi relativi a dicembre e gennaio, le notizie di merito che giungono dal Comune e dalla Regione non sono confortanti e i lavoratori hanno esaurito da tempo i risparmi e le forme alternative». Anche da qui la richiesta di un intervento prefettizio che a tutela dell’ordine pubblico convochi Regione, Comune, azienda e sindacati per la ricerca delle soluzioni.(fr.ce.)

Trattativa Stato-Mafia, interrogato Arnaldo Forlani: Per la Procura dietro la sostituzione potrebbe esserci stata la necessità di togliere la guida del Viminale a un personaggio che, con misure come il carcere duro, aveva lanciato segnali duri alla criminalità organizzata

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I pm di Palermo che indagano sulla trattativa tra Stato e mafia hanno sentito ieri a Roma, l’ex segretario della Democrazia Cristiana Arnaldo Forlani. Al politico i magistrati hanno chiesto chiarimenti sulla sostituzione, decisa improvvisamente alla vigilia del rimpasto di governo dopo la strage di Capaci, del ministro dell’Interno dell’epoca Vincenzo Scotti. Scotti, a cui era stata garantita la permanenza al Viminale, venne incaricato di dirigere il dicastero degli Esteri, mentre al suo posto all’Interno venne nominato Antonio Mancino. Forlani, come l’ex presidente dc Ciriaco De Mita, sentito le scorse settimane, ha ricondotto a ragioni politiche la sostituzione di Scotti. L’ avvicendamento sarebbe stato poco chiaro allo stesso Scotti, che la settimana scorsa ha deposto al processo per favoreggiamento alla mafia al generale dei carabinieri Mario Mori. Per la Procura dietro la sostituzione potrebbe esserci stata la necessità di togliere la guida del Viminale a un personaggio che, con misure come il carcere duro, aveva lanciato segnali duri alla criminalità organizzata. E che tra l’altro aveva preannunciato la stagione delle stragi da parte di Cosa nostra. DA GDS