LA PROCURA DI LECCO HA CHIESTO IL RINVIO A GIUDIZIO PER CALUNNIA PER SANTO DAVI’, MICHELE PUZZO, ALDO FUSCO, FRANCESCO MIRODDI E GEROLAMO BROCCIO, AGENTI DELLA DIA DI MESSINA, E DI GIOVANNI PIRINOLI, CONSULENTE DEL PM FRANCESCO NERI. I CINQUE SONO GLI AUTORI DELLE TRASCRIZIONI DELL’INTERCETTAZIONE DEL BAR SELECT, CONFLUITA NELL’INCHIESTA ‘GIOCO D’AZZARDO’. E’ STATA INVECE RICHIESTA L’ARCHIVIAZIONE PER CARMELO FURNARI, CONSULENTE DEL GIP ANNA MARIA ARENA, PER LA QUALE ERA STATA GIA’ AVANZATA UN’ANALOGA RICHIESTA. DA CENTONOVE DEL 03-09-10
IL FATTO
L’operazione Gioco d’azzardo era scattata nel maggio 2005, su indagini della Dia, coordinate dalla Procura reggina. Erano rimasti coinvolti politici, imprenditori e giudici messinesi. Sette mesi dopo quel colpaccio al malaffare, almeno così pareva, la trascrizione di una cassetta, effettuata dagli odierni rinviati a giudizio, incastra tre degli indagati doc: l’imprenditore Salvatore Siracusano, l’avvocato Letterio Arena ed il giudice Giuseppe Savoca. Dalla trascrizione era saltato fuori che i tre avevano discusso, in un bar del centro cittadino, le fasi del delitto di Matteo Bottari, il gastroenterologo assassinato a colpi di lupara nel ‘98, delitto sul quale ancora oggi non è stata fatta luce. Come sapessero chi erano mandanti ed esecutori. Nulla di vero, stabilirono tre perizie: quella del consulente nominato dalla Procura di Reggio Calabria, in corso di processo della Gioco d’azzardo, e quelle successive dei consulenti d’ufficio nominati dalle Procure di Catanzaro e Lecco nel corso del procedimento a carico dei funzionari Dia.

DOVE SARANNO REALIZZATE CAVE E DISCARICHE

LA CAVA E LA DISCARICA DELL’ANNUNZIATA ALTA (CONTRADA CATANESE, NEI PRESSI DEL FORTE CRISPI)

IL SITO PREVISTO NELLE ATTUALI CAVE DI PACE

L’AREA DI DEPOSITO MATERIALI DI SCAVO PREVISTA IN CONTRADA BIANCHI, TRA CURCURACI E FARO SUPERIORE

L’AREA DI DEPOSITO MATERIALI DI SCAVO PREVISTA A CONTRADA SERRI, TRA SPERONE E FARO SUPERIORE

Finora si parlava di ipotesi previste nel progetto preliminare. Ora si ragiona su quelle che dovrebbero essere le scelte definitive inserite negli elaborati trasmessi dal Consorzio Eurolink (capogruppo la società Impregilo) al sindaco di Messina. In questa, e nella pagina precedente, pubblichiamo in anteprima le previsioni (cartina e aerofotogrammetrie) che da qui a due o tre mesi saranno contenute nel progetto definitivo riguardo a tutti i raccordi tra il Ponte e le opere a terra, all’individuazione delle cave e delle discariche, alle piste di cantiere, in sintesi a tutto ciò che avrà indubbiamente un rilevante impatto sul territorio della città (ma anche della provincia: ricordiamo che il sito definitivo per lo smaltimento dei materiali provenienti dai cantieri sarà ubicato nel comune di Venetico). Va chiarito subito che il confronto è ancora in corso e che, ad esempio, sull’organizzazione materiale degli spostamenti dei mezzi pesanti con il carico degli inerti dalle aree di cantiere alle discariche temporanee, e poi a quella definitiva, si sta cercando un accordo. Il sindaco Buzzanca ha ribadito il “no” del Comune a ipotesi che prevedano il passaggio di centinaia di camion lungo la Panoramica dello Stretto e ha chiesto che il trasporto dei rifiuti avvenga solamente “via mare”, con la realizzazione di appositi pontili tra Paradiso e Torre Faro. Andiamo, dunque, nel dettaglio. La differenza dell’impatto delle opere sul nostro territorio e su quello dirimpettaio è dimostrata dal numero dei cantieri operativi: sulla sponda messinese ne sono stati previsti sei, in Calabria soltanto tre. Il primo cantiere, denominato Sicilia, occuperà una superficie di 240 mila metri quadrati (5 volte la cittadella fieristica). Quelli di località Serri (tra Sperone e Faro Superiore) e di Curcuraci si estenderanno su 96 mila metri quadri, quelli di Pace e Annunziata su 17.100, infine quelli di Contesse (105 mila mq.) e cava “Magnolia” (42.000 mq.). Sono stati individuati 4 cantieri logistici: Ganzirri, cava Magnolia, Contesse e Annunziata. Vi sarà inoltre un’area a disposizione di 6 mila metri quadrati a Curcuraci. Saranno tre le cave e cinque le discariche (siti di deposito e recupero ambientale). Le cave sono state localizzate a Curcuraci, in località Magnolia lungo il torrente Pace e in contrada Catanese Sud (Annunziata Alta). Delle discariche, la più grande è prevista a Curcuraci, in contrada Bianchi (capacità reale di 2 milioni 700 mila metri cubi), poi all’Annunziata Alta (760 mila metri cubi), a Pace (265 mila mc.) e a Faro Superiore (150 mila mc.). Tre, infine, le aree delle stazioni della metropolitana: Papardo, Annunziata ed Europa. Nella cartina pubblicata nella pagina accanto sono tracciati tutti i collegamenti stradali tra la Panoramica dello Stretto e la nuova strada che sorgerà più a monte, che durante i lavori dovrebbe servire da pista di cantiere e che poi verrebbe utilizzata dalla città come una seconda Panoramica. Vi sono i collegamenti tra l’attuale Panoramica e le altre opere viarie, e ovviamente i raccordi di esse con l’autostrada, con i piazzali di imbocco e con i pontili. Per quanto concerne i siti per il deposito e lo scarico del materiale di risulta proveniente dagli scavi delle gallerie, delle fondazioni e delle trincee, non ci sono modifiche significative rispetto alle previsioni del progetto preliminare. Confermate le località Bianchi (si accederà all’area dalla strada della Chiesa del Buon riposo; si prevede una capienza di 455 mila metri cubi); quella all’Annunziata in contrada Catanese (accesso dalla Panoramica, la parte a est dell’area in oggetto è occupata dal forte umbertino “Crispi”, detto anche Batteria Menaia, nei pressi di Portella Arena); quella di Serri a Faro Superiore; la cava Magnolia a torrente Guardia (70 ettari di superficie); l’area tra Contrada Marotta e Curcuraci che il Piano regolatore aveva classificato in parte come zona a bosco e in parte come parco pubblico. «Ma tutti questi siti – precisa il sindaco Buzzanca – avranno una destinazione provvisoria e saranno restituiti alla città dallo stesso General Contractor che si è impegnato a realizzare parchi urbani, impianti e attrezzature sportive, opere di tutela ambientale». LUCIO D’AMICO - GDS

Un incontro «sereno» durato più di un’ora, in cui sono stati analizzati tutti i problemi sul tappeto. Il direttore generale del Policlinico di Messina Giuseppe Pecoraro ha incontrato ieri pomeriggio l’assessore regionale alla Salute Massimo Russo, dopo il caso della “lite” tra medici e le vicende di malasanità emerse in questi giorni e che hanno indotto il ministro della Salute Ferruccio Fazio a inviare i carabinieri del Nas, i quali hanno accertato «gravi e pericolose carenze». E il dg Pecoraro non si sente affatto messo in discussione, anzi assicura: «Continuerò il mio lavoro con la determinazione di sempre, perché sono convinto di poter contare su tanti che in città hanno reale voglia di cambiamento. L’assessore ha preso atto sia di quanto rilevato dai Nas sia delle iniziative già assunte dall’azienda, sollecitandomi a responsabilizzare tutti gli operatori a essere partecipi del processo di cambiamento già avviato». Pecoraro ha consegnato all’assessore Russo i verbali relativi all’ispezione dei Nas di mercoledì. I rilievi, spiega, «attengono soprattutto a problemi di manutenzione ordinaria dei reparti e solo in qualche caso sono di natura strutturale, logistica e organizzativa. Di nessun reparto è stata disposta la chiusura, pertanto l’attività del Policlinico va avanti senza alcuna limitazione o interruzione». Il manager continua: «I rilievi dei Nas sono sicuramente importanti, tanto è vero che già da qualche mese avevamo individuato le carenze segnalate e di conseguenza avevamo avviato tutte le iniziative necessarie» ed erano stati aggiudicati lavori per circa 2 milioni di euro. Il dirigente, infine, fa un accenno anche alle accuse da lui lanciate in questi giorni in ordine alle resistenze ai cambiamenti che intendeva avviare, a certe prassi anomale, alle pressioni da parte di interessi, persino della massoneria: «Relativamente alle mie affermazioni che hanno suscitato tanto scalpore e tante reazioni – assicura –, preciso che ho informato le autorità competenti sui fatti che volta per volta ho ritenuto potessero essere di particolare interesse per la magistratura. Inoltre voglio rassicurare il preside della facoltà che continuerò il mio lavoro con la determinazione di sempre, perché sono convinto di poter contare su tanti che in città hanno reale voglia di cambiamento». Intanto ieri sul fronte dell’inchiesta aperta dalla Procura di Messina sulla “rissa” tra i medici Benedetto e De Vivo, che vede indagate cinque persone, è stata nuovamente sentita dai carabinieri Laura Salpietro, la puerpera che ha avuto complicazioni dopo la lite scoppiata in sala parto. Il legale della donna, l’avvocato Flavia Buzzanca, che ieri si è recata nuovamente a Palazzo di Giustizia per depositare altri atti e la nomina del consulente di parte, ha spiegato che la sua assistita ha presentato un’integrazione della denuncia fatta nei giorni scorsi. «La mia cliente e il figlio – ha detto l’avvocato Buzzanca –, non stanno ancora bene. Il bambino è in Terapia intensiva neonatale, dovrà passare tempo hanno spiegato i medici prima di capire se ha avuto danni neurologici». E il “caso Messina” è ormai sul tavolo dell’assessore regionale per la Salute Massimo Russo. Oggi terrà una conferenza stampa, alle 9.30, all’assessorato di piazza Ottavio Ziino, a Palermo, dopo gli sconcertanti avvenimenti che nel giro di una settimana hanno riguardato il Policlinico. «Una serie di episodi che hanno gettato grave discredito sull’immagine del sistema sanitario siciliano – ha detto l’assessore Russo –, a cui ha fatto seguito il rapporto dei Nas che nel corso della loro ispezione di ieri hanno rilevato gravi carenze igieniche, sanitarie e strutturali». Intanto si è formalmente conclusa ieri l’ispezione dei carabinieri del Nas al Policlinico di Messina. Gli investigatori adesso vaglieranno i documenti acquisiti. Il controllo è stato eseguito da 30 militari dell’Arma guidati dal comandante del gruppo dei carabinieri del Nas dell’Italia meridionale, il tenente colonnello Ernesto Di Gregorio. Da fonti investigative si apprende poi che il lavoro di preparazione della relazione finale non sarà breve. Copia del documento sarà poi trasmesso per conoscenza alla Procura di Messina. Ieri nuova dichiarazione del dott. De Vivo, uno dei due medici coinvolti nella “rissa”: «Non sono ancora stato chiamato dai magistrati, e non so quando verrò interrogato, ma confido nella magistratura. Anche oggi – ha aggiunto De Vivo – sono venuto per accompagnare alcune delle mie pazienti che devono partorire con il cesareo al Policlinico, però non varco la soglia nel reparto. Dopo tredici anni, da quando ho terminato la specializzazione non posso entrare dove ho lavorato. Sono molto dispiaciuto – ha concluso il ginecologo – anche perché nessuno da parte delle istituzioni del policlinico e dell’Università si è fatto sentire con me solo tanti miei colleghi e pazienti mi hanno espresso la loro solidarietà». NUCCIO ANSELMO - GDS

PEPPINO CAPPUCCIO - FOTO: ENRICO DI GIACOMO
MESSINA - Fino a non molto tempo fa andava ancora a Palazzo di Giustizia almeno un paio di volte a settimana, col suo lento incedere e il bastone come fido compagno, e “pretendeva” perfino di andare a discutere in Cassazione senza che nessuno l’accompagnasse. E ci teneva molto ad intervenire per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, “risvegliava” sempre la platea con il suo discorso, mai scontato. Discutere con lui nei corridoi del Palazzaccio era sempre un piacere. La sua tempra di vecchio comunista l’ha mantenuta sino alla fine. Aveva 87 anni l’avvocato Giuseppe Cappuccio, era nato il 18 luglio del 1923 a Messina nella «Valle di Camaro». Mercoledì ha poggiato la sua toga e ha salutato tutti. Dal 1946 era iscritto al Partito Comunista, per un trentennio si è seduto sui banchi del consiglio comunale di Messina all’opposizione, ha vissuto per intero le stagioni della guerra, dell’antifascismo, della ricostruzione, e ha indossato con rigore e onestà la toga di avvocato per un tempo molto lungo, un cinquantennio. Pochi anni fa, era il 2002, aveva affidato a un volume, ovviamente con copertina rossa, tutti i suoi ricordi, che erano riemersi dopo tanti anni di battaglie politiche e civili in consiglio comunale e in tribunale, e il titolo del libro era emblematico: «Frammenti della storia recente di Messina - l’ideale comunista, l’avvocatura penale». Lì sono raccolti tutti i suoi ricordi, che inevitabilmente si sono incrociati con la storia del nostro Paese e della nostra città: «Io sono stato consigliere comunale di Messina per quasi trent’anni – aveva scritto nella prefazione –, e ho fatto per la mia piccolissima parte quello che ho potuto, anche perché sono stato sempre impegnato nell’Opposizione, composta da sette comunisti contro una maggioranza stragrande. Oggi, a vedere la città nello stato in cui si trova, c’è da piangere. Scrivo e chiudo queste righe nell’augurio di un destino migliore per la città e per tutti i Messinesi, per gli uomini e per le donne». L’ultimo saluto all’avvocato Cappuccio oggi alle 15 al Palazzo di Giustizia, nella biblioteca dell’Ordine degli avvocati.
L’ADDIO DI UN SUO GRANDE AMICO E COMPAGNO
Addio,
grande compagno, grande avvocato, grande messinese.
La tua passione politica e civile rimane per me una grande e imperitura lezione.
Giuseppe Ramires

Si è spento ieri all’età di 80 anni il prof. Pasquale D’Arrigo, uno degli oculisti più noti a livello nazionale. Il prof. D’Arrigo è stato uno dei pionieri della scuola oculistica messinese che si sviluppò nella nostra città sin dagli anni Cinquanta e rappresentò per molti anni un punto di riferimento costante per tutto il Sud Italia. Si laureò giovanissimo, a 22 anni, in Medicina e, dopo la specializzazione a Palermo, nel 1960 conseguì brillantemente la libera docenza in Clinica oculistica nel nostro Ateneo. Fu per lungo tempo il primo assistente dei professori Sgrosso e Scullica. Nel ‘74 diventò primario di Oculistica all’ospedale S. Angelo dei Rossi, incarico che resse sino al 1980, poi fu primario al “Margherita”, dove esercitò sino al ‘96. Sotto la sua gestione il “Margherita” fu uno dei primi ospedali ad impiantare i cristallini artificiali. I funerali si svolgeranno oggi alle 16,30 al Duomo.