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L`imputato s`è assolto da solo di Marco Travaglio

Se non fosse l`ingrato che è, il Cainano erigerebbe a sue spese un monumento equestre al centrosinistra, che per la seconda volta gli riconsegna il Paese esattamente come lui l`aveva lasciato. Almeno per i settori che gl`interessano, cioè la giustizia e l`informazione. Pareva brutto cambiare qualcosa, c`era il rischio di offenderlo. Ieri, per esempio, la giustizia ha dimostrato che, volendo, può essere rapida, fulminea: un quarto d`ora di udienza, cinque minuti di camera di consiglio, poi la sentenza del processo Sme-Ariosto bis per i falsi in bilancio Fininvest connessi alle mazzette pagate al giudice Squillante. `Il fatto non è più previsto dalla legge come reato`, nel senso che l`imputato l`ha depenalizzato.
Il processo era l`ultima coda del filone `toghe sporche` aperto dalla Procura di Milano nell`estate del 1995 in seguito alla testimonianza di Stefania Ariosto. E riguardava i falsi in bilancio contestati al Cavaliere, come titolare del gruppo Fininvest, per far uscire clandestinamente dalle casse delle società  estere il denaro necessario a corrompere, o comunque a pagare, alcuni magistrati che stavano sul libro paga del Biscione. Inizialmente il processo Sme-Ariosto era uno solo e vedeva imputati per corruzione giudiziaria Berlusconi, i suoi avvocati Cesare Previti e Attilio Pacifico e i giudici Filippo Verde (per la presunta sentenza venduta sul caso Sme del 1988) e Renato Squillante (per una tangente di 434 mila dollari del 1991); in più Berlusconi rispondeva anche di falso in bilancio. Poi, nel febbraio 2002, il suo governo depenalizzò di fatto i reati contabili, fissando soglie di non punibilità  così alte da sanare cifre stratosferiche di fondi neri. Su richiesta della Procura, il Tribunale stralciò il capitolo del falso in bilancio e ricorse contro la nuova legge dinanzi alla Corte di giustizia europea, che però lasciò ai giudici italiani la decisione se applicare la legge italiana o quella (più rigida e prevalente) comunitaria. Intanto, nel processo principale, Previti, Pacifico e Squillante se la cavano con la prescrizione, solo Verde viene assolto. E così Berlusconi, ma solo per insufficienza di prove.
Le accuse -
Resta, ormai sul binario morto, il processo sul falso in bilancio che s`è chiuso ieri. Nel capo d`imputazione si legge che `Berlusconi Silvio, in concorso con gli altri amministratori e dirigenti delle spa Fininvest ed Istifi, in esecuzione di un unico disegno criminoso, quale presidente della spa Fininvest e azionista di riferimento dell`omonimo gruppo, fraudolentemente concorreva a esporre nei bilanci di esercizio delle precitate società , relativi agli anni 1986/`87, ‘88, ‘89, nonché nelle relazioni allegate ai bilanci e nelle altre comunicazioni sociali, notizie false e incomplete sulle condizioni economiche delle medesime: operando perché Istifi gestisse la tesoreria del gruppo in modo tale da non consentire l`attribuzione e la ricostruzione delle operazioni finanziarie finalizzate a creare provviste di contanti nonché l`effettivo impiego in operazioni riservate ed illecite ed anche per l`esecuzione dei pagamenti di cui ai capi precedenti (le presunte tangenti ai giudici Squillante e Verde, ndr); creando, attraverso operazioni eseguite presso la Fiduciaria Orefici di Milano, delle disponibilità  extracontabili utilizzate per operazioni riservate e illecite nonché per eseguire i pagamenti di cui ai capo che precedono; cosà­ occultando, nelle diverse comunicazioni sociali, sia la creazione di disponibilità  finanziarie, sia il loro impiego, sia l`esistenza di società  correlate e di posizioni fiduciarie riferibili alle precitate società  (nonché gli impegni per la loro capitalizzazione, i costi relativi e le plusvalenze realizzate)`. Indipendentemente dalla conclusione dei processi, i versamenti in nero della Fininvest sono documentali e incontestabili. I primi risalgono al 1988, poco dopo la sentenza di Cassazione che chiuse la causa civile sulla mancata cessione, nel 1985, della Sme dall`Iri di Prodi alla Buitoni di De Benedetti per l`azione di disturbo inscenata dal trio Berlusconi-Barilla-Ferrero (Iar) su ordine di Bettino Craxi. Il 2 maggio e il 26 luglio 1988, da un conto svizzero di Pietro Barilla, partono due bonifici: il primo di 750 milioni, il secondo di 1 miliardo di lire, entrambi diretti al conto Qasar Business aperto presso la Sbt di Bellinzona dall`avvocato Pacifico. I 750 milioni vengono ritirati in contanti da Pacifico, che li porta in Italia e ` secondo l`accusa ` ne consegnati una parte (200 milioni) brevi manu al giudice Verde, che nel 1986 ha sentenziato a favore della Iar (che però viene assolto: manca la prova dell` ultimo passaggio). Il miliardo invece lascia tracce documentali fino al termine del suo percorso: il 29 luglio `88 Pacifico ne bonifica 850 milioni al conto Mercier di Previti e 100 milioni al conto Rowena di Squillante, trattenendone solo 50 per sè. Perché tutto quel denaro targato Barilla-Berlusconi (soci nella Iar) approda ` secondo i pm - sui conti di due magistrati e di due avvocati che l`imprenditore parmigiano non conosce e che non hanno mai lavorato per lui? Perché mai il socio di Berlusconi dovrebbe pagare un miliardo e 750 milioni a due avvocati di Berlusconi che neppure conosce e a un giudice di Roma, anch`egli a lui sconosciuto, se nella causa Sme fosse tutto regolare?
Il bonifico Orologio -
C`è poi il versamento del 1991, sganciato dall`affare Sme, ma rientrante ` per l`accusa ` nello stipendio aggiuntivo che Squillante riceveva da Fininvest per la costante disponibilità  al servizio del gruppo: lo attesta un`impressionante sequenza di contabili bancarie svizzere sul passaggio di 434.404 dollari (500 milioni di lire tondi tondi) dal conto Ferrido (All Iberian, cioè Fininvest) al conto Mercier (Previti) al conto Rowena (Squillante), il 5 marzo 1991. Due bonifici diretti, della stessa identica cifra, nel giro di un`ora e mezza, siglati con il riferimento cifrato `Orologio`. Previti, sulle prime, parla di un semplice errore della banca. Poi cambia piຠvolte versione. All Iberian è la tesoreria occulta del Biscione e bonifica decine di miliardi di lire sui conti svizzeri Polifemo e Ferrido, gestiti dal cassiere centrale Fininvest, Giuseppino Scabini. Da dove arrivano i soldi? Da tre diversi sistemi. Anzitutto dai bonifici della lussemburghese Silvio Berlusconi Finanziaria. Poi, dall`aprile 1991, dal contante versato dalla Diba Cambi di Lugano: il denaro proveniva da due diverse operazioni effettuate grazie alla Fiduciaria Orefici di Milano. La prima è l`operazione «Bica-Rovares», condotta dal gruppo Berlusconi con l`immobiliarista Renato Della Valle, che frutta una ventina di miliardi; la seconda è strettamente legata al «mandato 500»: un mandato personale del Cavaliere aperto presso la Fiduciaria Orefici e utilizzato per acquistare 91 miliardi in Cct. I titoli di Stato vengono poi monetizzati a San Marino e il contante viene consegnato a Milano 2 a Scabini. Parte di questi soldi (18 miliardi circa) finiscono sui conti esteri del gruppo. A portarli in Svizzera provvede lo spallone Alfredo Bossert, che li consegna alla Diba Cambi di Lugano. Insomma, i conti esteri di All Iberian dai quali partono i versamenti ai giudici (ma anche 23 miliardi a Craxi) sono alimentati da denaro della Fininvest e `come ammettono i suoi stessi difensori - «dal patrimonio personale di Silvio Berlusconi». E allora come può il Cavaliere non saperne nulla?
Una partita craxian-berlusconiana -
La provvista del bonifico `Orologio` All Iberian-Previti-Squillante proviene da un altro conto del gruppo: il Polifemo, sempre gestito da Scabini. Il 1° marzo 1991, un venerdà­, Polifemo riceve da Diba Cambi un accredito di 316.800.000 lire. Il denaro è giunto in Svizzera in contanti quattro giorni prima, il 26 febbraio, direttamente da palazzo Donatello a Milano 2 (sede Fininvest), trasportato dagli uomini di Bossert (la somma non fa parte della provvista creata col «mandato 500», che sarà  operativo solo dal luglio 1991). Il lunedà­ successivo, 4 marzo, quei 316 e rotti milioni permettono a Polifemo di disporre il bonifico di 434.404 dollari a Ferrido (sempre All Iberian), dando cosà­ il via alla trafila che, attraverso Previti, approda al conto di destinazione finale: Squillante. Insomma, Polifemo gira 2 miliardi a Previti e (tra febbraio e marzo `91) 10 miliardi a Craxi. Nello stesso periodo Previti riceve un`altra provvista (2,7 miliardi) che utilizza in parte per girare a Pacifico i soldi necessari (425 milioni) a comprare la sentenza del giudice Vittorio Metta che annulla il lodo Mondadori e regala la casa editrice a Berlusconi: un altro affare che sta molto a cuore a Craxi. Nella primavera `91 dunque Berlusconi completa l`occupazione dei media e paga il politico, gli avvocati e i giudici che l`hanno aiutato. La sequenza temporale ricostruita dall`accusa è impressionante. Il 14 febbraio `91 Previti versa 425 milioni al giudice Metta tramite Pacifico. Il 6 marzo `91 bonifica 500 milioni a Squillante. Il 16 aprile `91, ancora tramite Pacifico, dirotta 500 milioni sul conto «Master 811» di Verde (poi assolto). Sempre con fondi Fininvest. Non potendo negare i versamenti plurimiliardari a Previti in barba al fisco, Berlusconi li spiega cosà­: «Normalissime parcelle professionali`. Ma non esiste una sola fattura che le dimostri. E d`altronde: se quei soldi ` come dice la difesa berlusconiana ` erano «patrimonio personale di Berlusconi», che c`entrano con le parcelle? Berlusconi pagava le parcelle agli avvocati del gruppo di tasca propria? Assurdo. Ultima perla. Dice Berlusconi che «da uno di quei conti vengono effettuati da Fininvest una serie di acconti ai vari studi legali del gruppo, fra cui lo studio Previti». Ma altri studi non ne risultano: Polifemo finanzia solo l`avvocato Previti e poi Craxi. Anche Craxi era un legale del gruppo Fininvest? Beh, in un certo senso…. “I fatti non sono più previsti dalla legge come reato”. Con questa formula i giudici della I sezione penale del Tribunale di Milano hanno prosciolto Silvio Berlusconi dall`accusa di falso in bilancio nell`ultimo stralcio di procedimento nato con il caso-Sme. Gli episodi contestati all`ex premier, infatti, risalivano alla fine degli anni Ottanta. All`inizio dell`udienza, durata meno di un quarto d`ora, l`accusa aveva chiesto la prescrizione, mentre la difesa aveva sollecitato i giudici ad un verdetto di proscioglimento perché i fatti non costituiscono più reato. Era stato, infatti, proprio durante il governo Berlusconi che il falso in bilancio era stato derubricato. Una interpretazione, quest`ultima, che è stata accolta dai giudici. I fatti contestati all`ex premier risalivano al periodo che va dal 1986 al 1989, e, quindi, sarebbe comunque state coperti dalla prescrizione. I giudici, come detto, hanno però deciso di prosciogliere Berlusconi perché il fatto non è più previsto come reato, invece che dichiarare la prescrizione, come richiesto dal pm Ilda Boccassini. Il procedimento in cui Berlusconi era imputato di falso in bilancio era stato stralciato dal troncone principale del processo Sme, in quanto i giudici avevano investito la Corte europea affinché valutasse la congruità  della normativa italiana sul falso in bilancio con le direttive comunitarie. La Corte europea aveva deciso però di non entrare nel merito delle leggi in vigore nei singoli Paesi. “Dopo sei anni è stata pronunciata una sentenza che il Tribunale e la Procura avevano cercato in ogni modo di evitare rivolgendosi addirittura alla Corte di Giustizia europea”, ha commentato l`avvocato Nicolò Ghedini, difensore insieme al collega Gaetano Pecorella di Silvio Berlusconi. La legge che depenalizza il falso in bilancio è stata una delle prime cosiddette “leggi ad personam” approvate dal passato governo Berlusconi. Il provvedimento è diventato infatti operativo già  dal gennaio 2002 grazie a un decreto varato a tempo di record dall`allora ministro della Giustizia Roberto Castelli. “Le fattispecie di minore gravità  del falso in bilancio - spiegava il Guardasigilli - sono state depenalizzate e saranno punite con sanzioni amministrative in linea con l`attuale tendenza a limitare ai casi realmente gravi l`intervento penale”. Lo scorso ottobre la Casazione aveva chiuso definitivamente un altro troncone del procedimento Sme a carico di Silvio Berlusconi assolvendolo dalle accuse di corruzione nell`intricata vicenda della vendita del comparto agro-alimentare dell`Iri alla Cir, la finanziaria di Carlo De Benedetti. La posizione del leader di Forza Italia era stata stralciata da quella degli altri sei imputati, compresi il senatore Cesare Previti e il giudice Squillante, in seguito all`approvazione del “Lodo Schifani”, un`altra delle cosiddette “leggi ad personam” (successivamente dichiarata incostituzionale) che introduceva l`immunità  per le cinque più alte cariche dello Stato.

MILANO - Silvio Berlusconi è stato assolto nel processo stralcio per la vicenda Sme. Il pm Ilda Boccassini aveva chiesto che fosse dichiarata la prescrizione per il reato di falso in bilancio relativo alle attività  della Fininvest negli anni 1986-1989 di cui era accusato l`ex premier. I suoi difensori, Nicolò Ghedini e Gaetano Pecorella, aveva invece chiesto l´assoluzione perché il fatto non è più rubricato come reato, dopo la modifica della normativa sul falso in bilancio nell´aprile 2002.

SENTENZA-LAMPO - La sentenza di assoluzione è stata letta dopo 5 minuti di camera di consiglio dai giudici della prima sezione penale presieduti da Antonella Bertoja. Il tribunale ha pronunciato il non doversi procedere perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato, accogliendo così la richiesta della difesa di Berlusconi. Complessivamente l`udienza è durata circa un quarto d`ora.

STRALCIATO - Il capitolo Sme in questione era stato separato dal troncone principale - in cui Berlusconi è stato assolto dall`accusa di corruzione in atti giudiziari - perché i giudici si erano rivolti alla Corte europea per chiedere di valutare la corrispondenza tra la normativa italiana e le direttive comunitarie. A ottobre la Cassazione ha confermato l`assoluzione per Berlusconi, dopo che il 27 aprile l`ex premier era stato assolto con formula piena dalla Corte di Appello di Milano.

«IN RITARDO» - «Una sentenza che arriva in ritardo di sei anni, alla fine di un processo che la Procura e il Tribunale di Milano avevano fatto di tutto per evitare rivolgendosi addirittura alla Corte di giustizia europea - commenta l`avvocato Ghedini -. I giudici europei e la Corte Costituzionale avevano detto che la modifica di legge dell´aprile del 2002 era corretta e rispondente alle direttive comunitarie per cui a Milano sono stati costretti, sia pure in ritardo, a celebrare un processo scomodo che è finito come doveva finire».

RUSSO SPENA - «L´assoluzione di Berlusconi dall´accusa di falso in bilancio era scontata: la legge che abolisce il reato se l´era fatta, come molte altre, su misura». Parole di Giovanni Russo Spena, capogruppo di Prc al Senato. «Il governo di centrosinistra - aggiunge - stava reintroducendo il reato di falso in bilancio con il decreto sicurezza, il mondo giuridico e gli imprenditori onesti infatti chiedevano proprio questo ed è ovvio che, se Berlusconi vince le elezioni, falsificare i bilanci delle aziende diventerà  uno sport nazionale».

Battaglione Rommel di Gianluca Di Feo

Le immagini di un mezzo corazzato dell`esercito italiano colpito da una mina nel deserto dell`Afghanistan svelano un particolare inquietante: i nostri soldati vanno in missione con la palma dell`Afrika Korps hitleriano dipinta sulle jeep.
http://espresso.repubblica.it/multimedia/1631639

In Afghanistan sognando El Alamein. Perché
sembra proprio che i commandos delle forze speciali italiane vadano in missione con la palma dell`Afrika Korps dipinta sulle jeep. Sì, il simbolo inconfondibile dei reparti di Rommel che portarono la bandiera hitleriana alle porte del Cairo. E poi si ritirarono mollando proprio i parà  italiani a coprirgli le spalle. Ora alcune foto di un attentato talebano contro le forze Nato hanno fatto nascere il giallo. Le immagini riguardano una jeep corazzata italiana e un blindato spagnolo colpiti da mine nel deserto afghano verso il confine iraniano. Sono foto sfuggite alla censura del nostro Stato maggiore, finendo sui siti web di Madrid e da lì nel forum di “Pagine di Difesa”, la più attenta rivista telematica del settore. La buona notizia è che il veicolo blindato dell`Esercito, una delle nuove jeep speciali Iveco Vtlm, ha funzionato, salvando la vita dell`equipaggio. Il mezzo, progettato proprio per sopravvivere agli agguanti con ordigni nascosti nel terreno, sta venendo adottato da molte nazioni.
La cattiva notizia è quella palma dipinta sulla fiancata, che riproduce esattamente il simbolo dell`Afrika Korps: è stata omessa solo la svastica. Un`iniziativa di pessimo gusto: estanea alla tradizione militare italiana, ma soprattutto lontana da quei principi democratici che dovrebbero ispirare le missioni all`estero. Gli scatti non permettono di identificare a quale reparto appartenga il veicolo coinvolto nell`attentato: nella zona operano squadre di parà  del Col Moschin e di incursori di marina del Comsubin. Nell`autunno 2006 i soldati tedeschi in servizio in Afghanistan vennero fotografati con un simbolo praticamente identico dipinto sulle loro jeep. Le immagini pubblicate sul settimale Stern spinse il ministero della Difesa ad aprire un`inchiesta e sospendere dal servizio sei militari.

LE NEWS DI OGGI DALL`ALTROMONDO CHE NON LEGGERETE MAI SUI QUOTIDIANI DI DOMANI

Inviato Usa in Africa: nella Rift Valley pulizia etnica
L`inviato speciale Usa in Africa, Jendayi Frazer, ha definito ciò che accade nella Rift Valley in Kenya una `pulizia etnica` per cacciare i Kikuyu del presidente Mwai Kibaki dalla regione. Parlando con i giornalisti a margine di un vertice dell`Unione Africana ad Addis Abeba, la Frazer si è detta certa che `in origine lo scopo non era quello di ucciderli ma di cacciarli dalla regione`.
Rsf denuncia orrori nelle carceri eritree
In un appello contenuto in un comunicato stampa diffuso oggi, Reportes sans frontieres (Rsf) esorta i membri dell`Unione Africana (Ua), che si riuniranno domani ad Addis Abeba, a intervenire presso le autorità  eritree affinché cessino le pratiche di tortura nel carcere di Eiraeiro, nella regione desertica e montagnosa del Mar Rosso settentrionale. La denuncia dell`organizzazione che si batte per la difesa della libertà  di stampa nel mondo, giunge dopo che si è diffusa la notizia che un giornalista eritreo, Syoum Tsehaye, del quale non si avevano più notizie dal 2002, sarebbe ancora vivo e detenuto nel carcere di massima sicurezza in una sezione riservata ai prigionieri politici. Grazie alla testimonianza di un informatore, l`organizzazione ha scoperto che nel carcere i prigionieri sono reclusi in celle senza finestre e soggetti a interrogatori disumani. Rsf ha scoperto inoltre che nel 2006-2007 ben nove prigionieri hanno perso la vita nel carcere di Eiraeiro.
Morto operatore tv, ferita giornalista
L`operatore di una tv irachena, Alaa Abdul Karim al Fartusi, è morto ieri sera a Baghdad quando una bomba è esplosa al passaggio della sua autovettura. Lo riferisce l`Osservatorio per la libertà  dei giornalisti, un`organizzazione non governativa con sede a Baghdad, secondo cui l`esplosione ha provocato la morte, oltre che di al Fartusi, anche del suo autista, e il ferimento di altre due persone, tra cui una giornalista di nome Fatima al Hassani, che lavorava per la stessa emittente.
Camera alta del Parlamento conferma condanna a morte giornalista
Con una procedura del tutto inusuale, oltre che lesiva dell`indipendenza della magistratura, questa mattina la Camera alta del Parlamento afgano ha emesso un comunicato ufficiale che giudica come legittima la condanna a morte per blasfemia inflitta in primo grado al giovane giornalista Sayed Parwez Kaambakhsh. Il documento, che non è frutto di una votazione dei senatori, è firmato dal presidente del Senato, Sibghatullah Mojaddedi, stretto alleato del presidente Hamid Karzai.

Mafia, arrestato l`ad della Calcestruzzi spa

CALTANISSETTA - Truffa, inadempimento di contratti di pubbliche forniture e intestazione fittizia di beni. Con una aggravante: avere agevolato l`attività  di Cosa Nostra. Con queste accuse è stato arrestato Mario Colombini, amministratore delegato di Calcestruzzi spa. In altri termini Colombini avrebbe favorito la creazione, non solo nella provincia di Caltanissetta e in Sicilia, ma anche su tutto il territorio nazionale, di fondi neri, «da destinare - secondo l`accusa - quantomeno in Sicilia, alla mafia». L`azienda avrebbe fornito calcestruzzo di qualità  inferiore a quello richiesto dalle imprese che eseguivano appalti pubblici. A Questo sistema secondo gli inquirenti corrisponderebbe a «una strategia aziendale della Calcestruzzi, adottata su scala nazionale e gestita a mezzo, anche, del sistema informatico, con la consapevolezza dei vertici aziendali». A causa del calcestruzzo «depotenziato», secondo gli inquirenti, vi potrebbe essere pericolo strutturale e di durabilità  in alcune opere realizzate. Nei mesi scorsi per questa motivazione il gip aveva ordinato il sequestro del nuovo palazzo di giustizia di Gela, del Porto Isola-Diga Foranea di Gela, della strada a scorrimento veloce Licata-Torrente Braemi e lo svincolo di Castelbuono-Pollina sul tratto autostradale A20 Palermo-Messina.. Controlli vengono disposti anche su opere edili, realizzate in altre regioni, con il calcestruzzo fornito dalla società  bergamasca.
ALTRI TRE ORDINI DI CUSTODIA CAUTELARE - Il provvedimento è del gip del tribunale di Caltanissetta su richiesta del procuratore aggiunto Renato Di Natale e del pm della Direzione distrettuale antimafia, Nicolò Marino. Colombini è stato arrestato nella sua abitazione di Camparada, un comune della Brianza in provincia di Milano. L`amministratore delegato della Calcestruzzi è stato condotto in carcere. Il gip ha inoltre firmato altri tre provvedimenti di custodia cautelare: Fausto Volante, direttore della società  - ma già  da tempo sospeso - per Sicilia e Campania; Francesco Librizzi, capo area di Calcestruzzi in Sicilia, e Giuseppe Giovanni Laurino, licenziato dopo l`avvio dell`inchiesta. Calcestruzzi è al centro delle indagini della Direzione distrettuale antimafia già  dal 2006, quando la società  era stata indagata per possibili rapporti con la mafia. Nel dicembre scorso Calcestruzzi aveva annunciato che sospendeva le attività  nell`isola in attesa della fine dell`inchiesta.
SOTTO SEQUESTRO - Il gip del tribunale di Caltanissetta ha anche ordinato il sequestro della Calcestruzzi spa. I carabinieri e la guardia di finanza hanno eseguito il provvedimento, che riguarda beni materiali e immobili della Calcestruzzi e il suo capitale sociale, e ancora le strutture informatiche in uso dalla società . Il valore complessivo del sequestro ammonta a circa 600 milioni di euro. La Calcestruzzi è presente su tutto il territorio nazionale: a parte del gruppo Italcementi, quinto produttore di cemento a livello mondiale ed il principale operatore nel bacino del mediterraneo. I pm hanno firmato decreti di perquisizione nella sede legale della Calcestruzzi spa a Bergamo, e poi nelle altre sedi di Moncalieri (Torino), Arese (Milano), Limena (Padova), San Damaso (Modena), Castelfidardo (Ancona), Roma, Salerno, Taranto, Palermo e Quartu S`Elena (Cagliari). I carabinieri e la guardia di finanza hanno sequestrato 250 stabilimenti di betonaggio, 23 cave, 21 impianti di selezione di inerti ed un considerevole numero di mezzi di trasporto.

SENTENZE ALL`ITALIANA: ASSOLTO PER AVER COMMESSO IL FATTO

Silvio Berlusconi è stato assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato dall`accusa di falso in bilancio fininvest (1986-`89) in relazione alla vicenda Sme. Complessivamente l`udienza è durata circa un quarto d`ora. Il pm Ilda Boccassini ha chiesto il non doversi procedere, per intervenuta prescrizione, ai giudici del Tribunale di Milano dove questa mattina, dopo sei anni di sospensione, è ripreso il processo Sme in cui Silvio Berlusconi è imputato per falso in bilancio.Il processo era stato sospeso il 28 ottobre 2002 in quanto era stata investita la Corte Europea affinché valutasse la congruità  della normativa italiana sul falso in bilancio con le direttive comunitarie. La Corte Europea nel maggio 2005 aveva deciso di non entrare nel merito delle leggi in vigore nei singoli paesi.
A questo punto i difensori di Silvio Berlusconi, gli avvocati Nicolò Ghedini e Gaetano Pecorella, hanno chiesto l`assoluzione di Berlusconi perche` il fatto non è più previsto dalla legge come reato.
“Dopo sei anni è stata pronunciata una sentenza che il Tribunale e la Procura avevano cercato in ogni modo di evitare rivolgendosi addirittura alla Corte di Giustizia europea”, commenta Ghedini, dopo la lettura della sentenza.

CONGO: AFFONDA BATTELLO SUL LAGO TANGANYKA, DECINE DI MORTI E `DISPERSI`

È ancora incerto il bilancio del naufragio di una nave da trasporto affondata sul Lago Tanganyka a pochi chilometri dalla città  di Kalemie, capitale della provincia del Katanga, nella zona sud orientale della Repubblica democratica del Congo. L`imbarcazione, che ufficialmente doveva trasportare 10 bidoni di carburante e 20 sacchi di farina era in realtà  carica di passeggeri, finiti in acqua quando, secondo le prime ricostruzioni dell`autorità  marittime della zona, ha urtato una roccia nei pressi di Kibanga, cinque chilometri a sud di Kalemie, spezzandosi in due. Finora i pescatori locali e i soccorsi inviati sul posto dalle autorità  hanno ripescato 13 cadaveri e 17 sopravvissuti, ma si teme che il bilancio possa sfiorare le 100 persone, sulla base delle informazioni fornite dai sopravvissuti. Il registro di navigazione riporta i nomi di 58 persone, ma le autorità  già  parlano di `decine di dispersi`. Ieri i soccorsi e i pescatori hanno perlustrato la zona dell`affondamento per l`intera giornata senza essere riusciti a trovare sopravvissuti. [MZ]