
Inviato Usa in Africa: nella Rift Valley pulizia etnica
L`inviato speciale Usa in Africa, Jendayi Frazer, ha definito ciò che accade nella Rift Valley in Kenya una `pulizia etnica` per cacciare i Kikuyu del presidente Mwai Kibaki dalla regione. Parlando con i giornalisti a margine di un vertice dell`Unione Africana ad Addis Abeba, la Frazer si è detta certa che `in origine lo scopo non era quello di ucciderli ma di cacciarli dalla regione`.
Rsf denuncia orrori nelle carceri eritree
In un appello contenuto in un comunicato stampa diffuso oggi, Reportes sans frontieres (Rsf) esorta i membri dell`Unione Africana (Ua), che si riuniranno domani ad Addis Abeba, a intervenire presso le autorità  eritree affinché cessino le pratiche di tortura nel carcere di Eiraeiro, nella regione desertica e montagnosa del Mar Rosso settentrionale. La denuncia dell`organizzazione che si batte per la difesa della libertà  di stampa nel mondo, giunge dopo che si è diffusa la notizia che un giornalista eritreo, Syoum Tsehaye, del quale non si avevano più notizie dal 2002, sarebbe ancora vivo e detenuto nel carcere di massima sicurezza in una sezione riservata ai prigionieri politici. Grazie alla testimonianza di un informatore, l`organizzazione ha scoperto che nel carcere i prigionieri sono reclusi in celle senza finestre e soggetti a interrogatori disumani. Rsf ha scoperto inoltre che nel 2006-2007 ben nove prigionieri hanno perso la vita nel carcere di Eiraeiro.
Morto operatore tv, ferita giornalista
L`operatore di una tv irachena, Alaa Abdul Karim al Fartusi, è morto ieri sera a Baghdad quando una bomba è esplosa al passaggio della sua autovettura. Lo riferisce l`Osservatorio per la libertà  dei giornalisti, un`organizzazione non governativa con sede a Baghdad, secondo cui l`esplosione ha provocato la morte, oltre che di al Fartusi, anche del suo autista, e il ferimento di altre due persone, tra cui una giornalista di nome Fatima al Hassani, che lavorava per la stessa emittente.
Camera alta del Parlamento conferma condanna a morte giornalista
Con una procedura del tutto inusuale, oltre che lesiva dell`indipendenza della magistratura, questa mattina la Camera alta del Parlamento afgano ha emesso un comunicato ufficiale che giudica come legittima la condanna a morte per blasfemia inflitta in primo grado al giovane giornalista Sayed Parwez Kaambakhsh. Il documento, che non è frutto di una votazione dei senatori, è firmato dal presidente del Senato, Sibghatullah Mojaddedi, stretto alleato del presidente Hamid Karzai.





Lascia un commento >