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REPORTAGE DEL CORRIERE DELLA SERA: Viaggio nel cuore della Milazzo industriale

Reportage di Nino Luca (Agr) nella zona ad «elevato rischio di crisi ambientale»
MILANO - È a Milazzo il cuore dell`Asi (l`area per lo sviluppo industriale del Tirreno), uno dei consorzi nati per dare slancio all`industria in Sicilia. In pochi chilometri si concentrano una centrale termoelettrica una raffineria e la sua centrale di cogenerazione e numerose industrie che producono acciaio o smaltiscono batterie. Un`area ad «elevato rischio di crisi ambientale» oggetto del reportage di Nino Luca (Agr).

â–  Video 1 - Gli impianti vicino alla città 

â–  Video 2 - La storia di Maria, segregata in casa per non morire

 

“Onorata Sanità ”, le indagini portano anche a Messina

L`operazione della Dda di Reggio Calabria non è frutto di sole investigazioni recenti, ma anche il risultato di verifiche di elementi già  emersi nell`inchiesta sull`omicidio del prof.Matteo Bottari, ucciso a Messina il 15 gennaio del 1998. Lo ha detto il pm della Dda di Reggio Calabria Marco Colamonici illustrando i particolari dell`operazione Onorata sanità . Secondo quanto è emerso dall`inchiesta, Bottari fu ucciso per essersi rifiutato di piegarsi ai voleri della cosca dei Morabito, “che esercitava - ha detto Colamonici - un potere condizionante all`interno della facoltà  di Medicina dell`Università  di Messina”. 

PONTE SULLO STRETTO: TORNA LA LOBBY DEL CEMENTO

Queste le dichiarazioni di ieri dei due maggiori esponenti della CDL

Fini: “Perdere tempo discutendo di una legge elettorale che il Parlamento non è stato in grado di fare in 18 mesi significa non avere a cuore gli interessi nazionali”. Un Gianfranco Fini, a tutto campo quello che ha chiuso ieri, in serata, la sua visita a Reggio Calabria, compresa la contrarietà  del suo partito all`ipotesi di un governo a tempo per il varo di una nuova legge elettorale prima del ritorno alle urne. “L`Italia ` ha sottolineato infatti il leader di An - ha bisogno di un governo che affronti tanti problemi che ci sono. Un governo di transizione non può affrontare i problemi drammatici del Paese”. “Se la legge elettorale - ha caggiunto - non è stata fatta sino ad ora, non vedo per quale sorta di miracolo dovrebbe maturare un accordo adesso”. Fini ha anche parlato del rapporto fino a qualche giorno fa non certo idilliaco con Berlusconi. “Con lui ci sono stati momenti di forte polemica sul Partito delle libertà  e sulla legge elettorale. Oggi è cambiato tutto. Lui stesso ha detto che forse si presenterà  alle elezioni con Forza Italia”. Tra tanti argomenti affrontati anche quello del Ponte sullo Stretto. Gianfranco fini ha spiegato che se il centrodestra tornerà  al governo anche la realizzazione del ponte potrebbe tornare in agenda. “La consideriamo - ha sostenuto - un`opera strategica e importante come biglietto da visita. Una infrastruttura necessaria non solo per Sicilia e Calabria ma anche come un`immagine di un`Italia diversa”.

Berlusconi: Non solo la diminuzione delle tasse, la riduzione delle imposte, l`abolizione dell`Ici. Ma anche “l`aumento della difesa dei cittadini nei confronti della criminalità , con il potenziamento della figura del poliziotto di quartiere; la scuola e l`università , “perché la nostra riforma è stata messa da parte”, un piano di edilizia per le giovani coppie che ora non riescono ad acquistare le case e soprattutto una difesa della privacy dalle intercettazioni. Sono questi alcuni dei principali punti che caratterizzeranno l`azione di governo del centrodestra in caso di vittoria alle elezioni, illustrate da Silvio Berlusconi alla platea di militanti e dirigenti di Forza Italia che ha seguito la sua telefonata-colloquio con il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni”. “Certo - precisa Berlusconi, sottolineando l`aspetto della privacy - faremo anche la riforma della Giustizia. Come si fa in Europa, come prevede il trattato di Nizza e Lisbona, si potranno intercettare telefonate solo per indagini su terrorismo e mafia”. Secondo Berlusconi le pene che vanno comminate in caso di violazione dovranno essere di “5 anni per chi le ordina, 5 per chi le esegue e due milioni di euro agli editori che le pubblicano”. Tra le prime attività  di governo, inoltre, Berlusconi cita la ripresa dei lavori per il Ponte sullo stretto di Messina, “bloccato dalla sinistra”.
Poi, rivolto agli azzurri, ha ribadito un suo vecchio leit motiv: “Andando a parlare con i cittadini, ricordatevi di sottolineare che questa sinistra è impossibile che possa governare, perché un terzo della coalizione, cinquanta senatori su 158, che ancora orgogliosamente si definiscono comunisti. E lo sono”. A dimostrazione della sua tesi, Berlusconi cita le tasse aumentate, le leggi sugli extracomunitari, che “la sinsitra considera un fattore di contrasto allo Stato borghese fondato sul diritto di proprietà ”. Infine, sulla criminalità , “hanno lesinato, se non diminuito, i fondi a disposizione forze dell`ordine”.

Solitudine e precarietà 

Ho visto gente andare, in questi giorni di disperazione e precarietà  a tempo indeterminato, su e giù per quella scala che si chiama angoscia a rate, e un tasso di interessi altissimo da pagare. Ho visto gente perdersi e riperdersi intorno a stanze vuote di segreterie e camere di non lavoro, in attesa di attendere, in attesa di un sorriso, di lacrime da inghiottire e da non far vedere al proprio figlio che aspetta ancora di potersi vestire anche quest`anno da qualcuno, in attesa di quella che rimane l`unica festa coloratamente triste. Coriandoli, coriandoli, solo un pugno di coriandoli le promesse dei tanti burocrati, commissari e cinici ominicchi che si alternano in attesa di cambiare le facce alle persone, pronti a tendere la mano e a rubare gli anni migliori di tanti lavoratori, operai, tutti naufraghi dello stesso mare che non ha più lo stesso blu brillante dello Stretto, disteso su quel meraviglioso sole di questi giorni. Anche se in alcuni momenti ti sentirai soltanto una sigla da apporre su un taccuino o su una tabella, che si chiami Atm, Policlinico o Messinambiente, tu non credere, se qualcuno te lo chiederà , che tutto finirà . Per ogni lacrima sul tuo vestito dovranno chiederti scusa. Per tutte quelle notti insonni, dovranno chiederti scusa, perchè hanno perduto l`anima e le ali. Alzati e riprenditi dignità  e futuro, il gusto dolce della solitudine. Non perdere tempo, perchè soltanto attraverso la piazza e la poesia potremo ritornare a vivere. La storia siamo noi, sciveva Francesco qualche anno fa, siamo noi che abbiamo tutto da vincere e tutto da perdere. Scriviamola adesso la nostra storia, con gli occhi aperti di chi crede ancora che siamo noi `questo piatto di grano`. Con la pazienza delle onde di andare e venire, con la forza della pioggia quando scende fitta sui tuoi capelli indifesi ma liberi.

Enrico Di Giacomo

Diario torna in edicola con il numero speciale dedicato alla Memoria

Diario torna in edicola con il numero speciale dedicato alla Memoria, un appuntamento che si rinnova tutti gli anni in occasione del 27 gennaio. Quest` anno, allegato al giornale troverete un film- inchiesta curato da Beppe Cremagnani e Enrico Deaglio. Parla di Memoria, della memoria improvvisamente riscoperta in Spagna, e dell`orrore provocato da quarant`anni di franchismo sconosciuto e taciuto fino ad oggi. Il merito della riscoperta va alla generazione dei nipoti, cioè di chi,cresciuto in democrazia, non si sente vincolato al passato, né è perseguitato dagli incubi che hanno costretto al silenzio vittime e carnefici anche dopo la morte del Caudillo. Il movimento sta ricostruendo pagine sconosciute della storia del regime. Al lavoro in tutta la Spagna migliaia di volontari stanno riaprendo le fosse comuni dove almeno 150.000 repubblicani giacciono sepolti senza nome. La rivoluzione dei nipoti sta ridefinendo i catasti di mezza Spagna: una legge promulgata dal franchismo impediva a chi aveva avuto legami con la Repubblica di possedere qualsiasi bene, gli espropri furono milioni, i patrimoni passarono di mano e finirono in premio ai fedelissimi del Caudillo. Oggi il movimento chiede la restituzione di quei beni. Un altro capitolo poco conosciuto è quello del lavoro schiavo. I prigionieri, decine di migliaia, vennero usati come manodopera a costo zero. All`inizio furono impiegati per ricostruire il Paese, ma lo sfruttamento è durato fino all`inizio degli anni settanta e a beneficiarne è stata anche l`industria privata. Sei delle società  che guidano il listino di borsa hanno costruito la loro fortuna grazie ai forzati. L`impresa più conosciuta è quella di José Banùs, che ha costruito il famoso porto vicino a Marbella, capitale internazionale del lusso e del divertimento. La Germania ha risarcito gli schiavi di Hitler, le aziende spagnole risarciranno quelli di Franco?
I prigionieri non furono soltanto schiavizzati, molti servirono da cavia per il prof. Vallejo Nagera, padre della psichiatria spagnola, che elaborò teorie pseudoscientifiche sullo psichismo dei repubblicani, considerati razza inferiore e quindi da sterminare senza pietà  né rimorsi. Siamo nel 1938 la soluzione finale per gli ebrei nella Germania nazista non era stata ancora pensata, Nagera era un anticipatore. Il movimento dei nipoti si è imposto all`attenzione dell`opinione pubblica e anche il Parlamento ha dovuto fare i conti con questa richiesta di giustizia. A fine dicembre ha approvato la legge per la memoria storica, particolarmente voluta dal premier Zapatero che ha avuto il nonno fucilato dai franchisti.
C`è una bella differenza con la situazione italiana, alle prese con il revisionismo di destra che vorrebbe riscrivere le pagine della Resistenza e riabilitare in qualche modo il regime fascista. Con il numero sulla Memoria Diario torna in edicola, dal primo febbraio uscirà  in una nuova versione grafica, sarà  un quindicinale con un formato diverso dal tradizionale.
Non cambierà  invece lo spirito, resterà  il giornale per chi ama la buona lettura e l`approfondimento.

Euforia e rabbia di Jack Folla

Politica compulsiva, un vizio come le slot-machine. Si chiama crisi di governo, ma da noi si legge euforia. Il Paese è in sofferenza, la gente esausta, e loro -che dovrebbero essere i nostri padri reponsabili- si comportano da vecchi gianburrasca. È ricominciata la macabra ebbrezza elettorale, la classe politica più narcisista del pianeta clicca compulsivamente sulla slot del totopoltrone, del totoministeri, e si elettrizza col gioco del `chi ce l`ha più lungo`, che nell`adolescenza si misura in centimetri e nell`onanismo politico, in voti. L`impotenza del potere. Ma la colpa è nostra. Noi i Cuffaro che festeggia a cannoli 5 anni di carcere che non farà  mai, noi Casini che protegge l`ex presidente della Regione Sicilia come se fosse colluso solo con le pasticcerie di Palermo, noi l`eroe Clementone, il Garibaldi de noantri, che commemora la sua Anita agli arresti domiciliari assicurandoci `Ho sposato una brava ragazza`, per poi vendicarsi mandando all`aria tutto il cucuzzaro. Noi topi addomesticati che la rivoluzione francese non ci ha insegnato niente e non siamo capaci di una presa della Bastiglia. Noi ignavi che li votiamo. Ma una buona notizia c`è, e non avevamo bisogno dell`Eurispes per scoprirla. La classe politica italiana va da una parte, il popolo dall`altra. Entrambi inconsapevoli di questo scollamento. I primi perché inebriati dal potere, noi perché abbrutiti dalla disperanza. Ma il fatto sussiste ed è, a mio avviso, storico. Dalla mortificazione degli italiani potrebbe anche scaturire qualcosa di buono. L`astensionismo, che ho sempre considerato un suicidio civile, questa volta sarà  inevitabile e macroscopico. Una sorta di sciopero nazionale contro un Parlamento che rappresenta solo se stesso e le sue lobby; come il giornalismo, che invece di pungolare questi sciagurati, li trova sexy e li vezzeggia rifilandoci le loro veline. Siamo la palla al piede d`Europa, ci guardano con commiserazione e una punta di disprezzo. In Asia, il nuovo motore economico del pianeta, non sanno neppure chi siamo. Non c`è da stupirsi, siamo irriconoscibili a noi stessi. I nostri politici non hanno più il senso dello Stato, noi quello della Storia. Agli appelli di unità  nazionale i `berluscones` rispondono da camerati `Me ne frego`. Se fosse vera la notizia, come temo, che Prodi, pur di non cadere, abbia proposto a Mastella una trentina di poltrone per i suoi famelici seguaci (dalle Poste all`Enel) non si capisce quale alternanza abbiamo davanti. È tutto lo stesso suk. D`altronde l`uomo non è stato capace neanche di promulgare una legge seria sul conflitto d`interessi, e fra tutte le cariche istituzionali possibili ha offerto a Mastella proprio il ministero della Giustizia senza avere neanche lo scatto di reni di accettare le sue dimissioni, mentre lo sventurato parlamento che ci meritiamo, si scorticava le mani applaudendo un comizio eversivo contro la magistratura.
L`unica cosa che oggi un italiano per bene può augurarsi, è la rivolta.