Con la legge bavaglio muore la liberta' di stampa!
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RIAPPROPRIARSI DELLA DEMOCRAZIA RUBATA: No Tav, 1.400 davanti al notaio

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Tutti in fila, dalle 9 del mattino a sera, per firmare l`atto di acquisto di un pezzetto di un ex vigneto a Chiomonte, in Valle di Susa, dove nei prossimi mesi dovrebbe essere aperto il cantiere della più importante galleria dell`alta velocità  ferroviaria Torino-Lione. Mille e 400 militanti dei movimenti No-tav sono sfilati ieri davanti al notaio torinese Roberto Martino, nella cascina Maddalena, riempiendo di firme un maxi foglio di oltre 2 metri quadrati. “Quando arriveranno in Valle di Susa per aprire il cantiere, occuperemo il terreno e saremo migliaia - ha spiegato Alberto Perino, primo firmatario e leader dei No-tav - chi pensa che il nostro movimento si sia indebolito negli ultimi tempi, si sbaglia di grosso. In Valle di Susa l`alta velocità  non passerà  mai”. Tra gli acquirenti c`era anche l`eurodeputato Vittorio Agnoletto: “Comincia oggi una battaglia legale - ha commentato - che continua la lotta contro quella mostruosità  che è il progetto della Tav. Per realizzare la Torino-Lione servirebbero 20 miliardi di euro per guadagnare 20 minuti. Una follia, mentre la linea attuale è utilizzata solo al 30 per cento delle sue possibilità  “. Il movimento No-tav ha annunciato altri acquisti collettivi di terreni, ancora a Chiomonte e a Venaus.

Mafiosi di Stato di JACK FOLLA

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Ieri sera `Report` ha trasmesso un`inchiesta sui malefici della legge 488 sui contributi e finanziamenti agevolati, spesso a fondo perduto, alle imprese. Decine e decine di capannoni fantasma, pupazzi industriali, Gabibbi di cemento vuoti dentro, fabbricati al solo scopo di arraffarsi i contributi e darsela a gambe. In molti casi erano mafiosi e camorristi, pluriprocessati, ad aver ottenuto i benefici della 488. L`inchiesta documentava i vorticosi giri di tangenti, le parcelle gonfiate per introitare fondi neri, l`avvallo di politici che siedono in Parlamento. La denunzia impressionava non tanto per la `qualità ` del reato ma per la quantità  degli abusi documentati: la disonestà , il malaffare, sono la regola. In trent`anni di lavoro ho versato più del 40 per cento dei miei compensi in tasse, come molti di voi. Questi soldi, già  raddoppiati a causa dei concittadini evasori, sono serviti persino a finanziare la mafia. Un Paese osceno. Verso il finale, l`inchiesta denunciava il coinvolgimento, diretto o indiretto, dell`ex presidente della Regione Sicilia, Cuffaro. L`uomo del quale Casini ha più volte perorato l`onestà . Nel filmato si documentava l`ingresso trionfante di Cuffaro a una manifestazione politica, se non ricordo male proprio dell`Udc. Ingenuamente credevo che quest`Italia non esistesse più, sembrava un documentario degli Anni Sessanta, se non `Z, l`orgia del potere`. La folla si stringeva intorno a Cuffaro che, uno a uno, baciava tutti sulle guance, e ciascuno gli sussurrava qualcosa in un orecchio. Ogni bacio una richiesta di raccomandazione, un avvertimento, una prece. Sembrava una messa laida, quasi che un prete officiante avesse detto `Scambiatevi un segno di mafia`. Come può un uomo libero sopravvivere in un`Italia così? Strabiliante la battuta di Calogero Mannino, senatore Udc, arrestato per collusione mafiosa, assolto in primo grado, condannato in appello, poi la Cassazione ha annullato la sentenza. Ora il nuovo processo rischia di saltare per gli effetti della legge Pecorella. Il giornalista gli contesta i suoi affari privati (nel caso specifico una cantina realizzata con benefici gonfiati) e in particolare che il senatore non possa esibire il certificato antimafia, necessario per accedere ai contributi statali. E Mannino rispose, ineffabile, da colonnello greco: `Io sono un uomo di Stato`.

BEPPE GRILLO A MESSINA: SONO ELEZIONI TRUFFA!

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Sulla pelle del vecchio comico, la divisa da tribuno della plebe. È durato un`ora lo show di Beppe Grillo in una piazza Cairoli (nella foto Di Giacomo) stracolma come non si vedeva da tempo (circa 7-8 mila persone). Mobilita le masse il re del blog, di passaggio a Messina per sostenere una delle liste dei suoi “amici”, quella che candida Sonia Alfano alla presidenza della Regione. «ÃƒË† questa mamma di tre figli, sono questi ragazzi, il futuro, il resto è tutto incantesimo, finzione, la politica in Italia è fatta da mummie». Apre il suo comizio con un riferimento a Palazzo Zanca: «Ero passato a Messina tre anni fa e mi avevano detto che il Comune era commissariato. Torno oggi e mi dicono che il Comune è commissariato. Siete messi bene…». Poi, diventa un fiume in piena, tra battute fulminanti e turpiloquio: «Le prossime elezioni sono come un uovo di Pasqua in plexiglass, si vede già  la sorpresa. Tutto è già  scritto, è solo un imbroglio». Se la prende con tutti, a destra e a sinistra: Berlusconi è «testa d`asfalto», Veltroni «Topo Gigio» ma «sono la stessa cosa». Se la prende con «gli stipendi dei politici da 25 mila euro al mese», con «i deputati alla quinta legislatura come la moglie di Fassino, ma che film ha fatto la moglie di Fassino per guadagnare 25 mila euro al mese da 25 anni consecutivi?», con i governi Berlusconi e Prodi «perché oggi si parla solo di Alitalia ed emergenza rifiuti, ma chi ha portato al fallimento la compagnia di bandiera e chi ha fatto sprofondare Napoli e la Campania nell`immondizia? Sono sempre loro, Tremonti, Lunardi, Bassolino». Cita un racconto di Buzzati: «La parabola dei sette piani, c`è un uomo che si sente male, viene portato in una clinica e man mano che scende i piani, peggiora sempre di più, finché arriva morto. Ecco, noi siamo già  nello scantinato». Cavalca i temi più scontati dell`antipolitica e non gli importa nulla di passare per becero qualunquista. Attacca soprattutto la «casta dei giornalisti» e annuncia per il prossimo 25 aprile il secondo “V-day”, con la raccolta di firme per tre referendum: abolizione del finanziamento pubblico agli organi di stampa e ai giornali di partito, soppressione dell`Ordine dei giornalisti, abrogazione della Legge Gasparri, «che ha creato il più gigantesco conflitto di interessi mai visto in Europa». Dichiara che per il 13 e 14 aprile non andrà  a votare («Voi fate come credete») ma poi invita i siciliani ad affidarsi a volti puliti come quello di Sonia Alfano. Definisce «liste Merlin» quelle che si presentano alle Politiche, «liste bloccate, chiuse come le “case” della legge Merlin», e parla di candidati «raccattati per strada al grande mercato del voto». «Non vado a votare ` insiste ` perché queste elezioni sono incostituzionali. C`era un referendum per cambiare la legge elettorale, ma si farà  solo dopo le elezioni. È come mettersi il preservativo dopo aver fatto l`amore…». E se la politica italiana è fatta di “cadaveri”, se i partiti sono “morti”, se il prossimo governo, chiunque vinca, «non resterà  in carica più di un anno», l`unica vera democrazia, nella visione “grilliana”, è quella della rete internettiana, di You Tube, dei blogger. «Le cose che non sappiamo sono quelle vere», ripete più volte, attaccando a ogni piè sospinto «i grandi giornali e le tv, che fanno da camerieri alla politica e agli interessi di quei quattro gruppi che comandano nel Paese». Non potevano mancare gli spunti “ecologisti”, sempre presenti negli spettacoli che Grillo porta in scena ormai da decenni: «Inceneritori e discariche non risolvono il problema, nulla si distrugge, tutto si conserva e torna in vita. L`emergenza di Napoli è il museo dell`orrore in cui sarà  trasformata tutta l`Italia, se si continua così. Un`emergenza creata ad arte da chi ha interessi nella costruzione degli inceneritori». Per Grillo, l`unica soluzione sono le energie rinnovabili e la raccolta differenziata porta a porta. E per ridurre l`inquinamento, «basta con la cementificazione, più telelavoro, meno incentivi alla mobilità  e ai parcheggi». Lo show finisce tra gli applausi, poi è la volta di Sonia Alfano che invita i siciliani a liberarsi dalla «cappa mafiosa», mena fendenti nei confronti sia di Lombardo sia di Anna Finocchiaro, promette impegno su precariato e risanamento.

Lucio D`Amico

VERGOGNA TRICOLORE: Che buon passito, offre lo Stato. E il 60% dei finanziamenti va perduto

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Una legge famigerata, la 488, una rete di amici (il politico, l`industriale, il consulente commercialista). Triangolazione perfetta e risultato chiavi in mano: ogni dieci euro che lo Stato italiano stanzia per finanziarie attività  produttive, sei euro vengono perduti. Frullati da mani amiche, deviati su conti bancari misteriosi, triangolati e alla fine inghiottiti nel pozzo senza fondo di imprenditori rapaci, banchieri distratti, consulenti collusi. La politica, quando non è partecipe, devia l`occhio altrove. Non sa, e se sa non risponde. A fondo perduto è il titolo di un severo, raccapricciante reportage che Milena Gabanelli ha esposto su Report, Raitre. Milioni come noccioline, capannoni pagati dallo Stato e arrugginiti, imprenditori calati dal profondo nord e scomparsi. Sembrano storie fantastiche di bravi romanzieri. Vai in Calabria, e non sai cosa ti perdi. Venti miliardi per agevolare un`impresa, l`Isotta Fraschini. Costruire automobili. In quattro anni dal capannone è sbucata solo una macchina di legno. I soldi inghiottiti, quattro ferraglie prototipali adagiate in un capannone vuoto e deserto. Scendono dalla padania leghista e votata al lavoro, gli imprenditori che si fanno ricchi grazie agli aiuti di Stato. Ventidue milioni di euro per un`azienda che doveva riciclare metallo. E` stato un bresciano a fare richiesta. Il “pacco”, come quelli illustrati per gioco in tv da Flavio Insinna, risulta, nella stragrande maggioranza di casi confezionato dalla sapiente dedizione di valenti commercialisti, famigerati consulenti, che inviano a Roma, al ministero dell`Attività  produttive, felicissime e concludenti considerazioni: top management all`altezza, mercato in crescita, occupazione garantita. Roma, in effetti, ci crede. E ci casca. Ci ha sempre creduto tanto che i quattro ministri succedutisi (Enrico Letta, Antonio Marzano, Claudio Scajola e Pierluigi Bersani) hanno firmato assegni pari a quasi un miliardo di euro. Di questi, secondo le valutazioni degli inquirenti (Guardia di Finanza e Magistratura) e le stesse idee che se ne è fatta la commissione Antimafia, seicento milioni di euro sono stati bruciati: gestiti da incapaci, o da imprenditori inadempienti o anche, e soprattutto, inghiottiti da un circuito truffaldino perfettamente organizzato, sostanzialmente colluso con la classe dirigente. Se ne è accorto Bersani che la legge 488 è un colabrodo, un aiuto a chi spreca e non a chi investe. Troppo tardi, si direbbe. E troppo tardi, bisogna aggiungere, il direttore generale del ministero, intervistato da Report, si accorge che le banche, che avrebbero un ruolo di vigilanza attiva nell`erogazione dei fondi, non si comportano sempre da partners leali dello Stato. Le industrie sono di carta ma troppo spesso finanziate con soldi veri. Danno e beffa corrono sullo stesso binario. Nel capannone vuoto, l`imprenditore (leghista?) esorta l`operaio fantasma: “Non rubare, piuttosto chiedi!” “Il tuo disordine danneggia tutti”. La telecamera di Report indugia disperata sui cartelli posti alle pareti di una delle mille truffe di cui è costellato il sud. Calabria, dunque. Crotone e Gioia Tauro. Ma anche Sicilia, anche Trapani. Dove lo Stato elargisce soldi per realizzare cantine, in un mercato già  saturo di etichette. E a proposito di etichette: quella della tenuta Chiarelli, titolare la moglie dell`ex governatore Cuffaro, adagiata vicino a una bottiglia di un`altra azienda, naturalmente anch`essa produttrice di vino griffato, dal titolo felicissimo: “Baciamolemani”. E baciamole queste mani. Baciamole e salutiamo il nuovo modello di sviluppo. Tutti all`opera, tutti gran sommelier, fini intenditori. Con i soldi dello Stato. Anche il senatore Calogero Mannino, naturalmente, ne ha approfittato. A Pantelleria la sua famiglia possiede una bella cantina, finanziata (c`è da dirlo?) con i fondi dello Stato.
Ah che buon passito!
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VERGOGNA TRICOLORE BIS: Italia, nuovo record dell`export di armi

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Nuovo record per l`esportazione di armamenti italiani che nel 2007 sfiorano i 2,4 miliardi di euro con un incremento del 9,4% rispetto al 2006 grazie soprattutto ad un`autorizzazione per missili contraerei (di tipo Spada-Aspide prodotti dalla MBDA una controllata di Finmeccanica) verso il Pakistan: il regime di Islamabad con 471,6 milioni di euro si attesta come il primo compratore di armi “made in Italy”. Sono i primi dati del Rapporto annuale reso noto oggi dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che sono stati presentati dall`Ufficio del Consigliere Militare ad una delegazione della Rete Disarmo. «Se è positivo che il Governo abbia mantenuto l`impegno annunciato lo scorso anno aprendo un confronto con le associazioni come le nostre attente al controllo del commercio di armamenti, il trend di crescita dell`export è invece alquanto preoccupante», commenta Francesco Vignarca, coordinatore della Rete Disarmo. Un trend che vede tra l`altro nel 2007 la ripresa di autorizzazioni verso Paesi non appartenenti alla Nato e all`Unione Europea che, con oltre 1,1 miliardi di euro, raggiungono il 46,5% di tutte le esportazione di armi italiane. Si conferma cosi quanto le analisi di Rete Disarmo evidenziano da tempo: nonostante una legge considerata “restrittiva” come la 185, dalla sua entrata in vigore (nel 1990) ad oggi più del 40% di armi italiane è stata diretta a nazioni che non appartengono alle principali alleanze economiche e militari del nostro Paese. Nel 2007, tra i maggiori acquirenti di armi italiane figurano infatti oltre al già  citato Pakistan (471,6 milioni di euro di autorizzazioni), la Turchia (174,6 milioni di euro), la Malaysia (119,3 milioni) e l`Iraq (84 milioni di euro). Proprio il Pakistan e la Turchia sono stati oggetto nei mesi scorsi dell`attenzione di due specifici comunicati di Rete Disarmo che, in considerazione delle tensioni interne e delle politiche militari dei due paesi, aveva esplicitamente chiesto al Governo italiano una sospensione delle esportazioni di armi italiane. Tra le nazioni Nato/Ue che commissionano armi italiane vanno ricordate invece la Finlandia (250,9 milioni di euro), Regno Unito (141,8 milioni), Stati Uniti (137,7 milioni), Austria (119,7 milioni) e Spagna (118,8 milioni). Oltre alle autorizzazioni crescono anche le consegne definitive di armamenti che, come riporta l`Agenzia delle Dogane, superano gli 1,23 miliardi di euro a fronte dei 970 milioni del 2006. Forte incremento anche dei “Programmi intergovernativi” che - per l`arrivo a regime di diversi programmi, sfiorano nel 2007 i 1,85 miliardi di euro. «ÃƒË† particolarmente urgente che il governo italiano integri una seria politica di tutela dei diritti umani con le autorizzazioni alle esportazioni di tutti i sistemi di armi in particolare per quanto riguarda l`attuazione della raccomandazione del Comitato Onu sui Diritti dell`Infanzia che richiede di non esportare armi verso Paesi dove sono utilizzati i “bambini soldato”», afferma Daniela Carboni, direttrice dell`Ufficio Campagne e Ricerca di Amnesty International. Record anche per le operazioni autorizzate alle banche che salgono ad oltre 1,2 miliardi di euro. «Dai primi succinti dati il gruppo Unicredit con oltre 183 milioni di euro di operazioni si profila come la prima banca d`appoggio al commercio di armi del 2007 nonostante la policy di “uscita progressiva dal settore” annunciata fin dal 2001 dal suo amministratore delegato», sottolinea Giorgio Beretta della Campagna banche armate. «Unicredit lo scorso anno ha acquisito Capitalia ma non ha ancora definito una linea di comportamento per quanto riguarda questo tipo di operazioni: c`è da augurarsi che questi nuovi dati non stiano a significare un ripensamento di quanto finora dichiarato da parte di Unicredit che ormai è un gruppo con operatività  internazionale», aggiunge Beretta. Diminuiscono, invece, le operazioni del gruppo IntesaSanPaolo: un primo effetto della nuova policy entrata in vigore solo nel luglio scorso, ma che già  sembra presentare risultati positivi, anche se - data la natura delle operazioni - è pensabile che occorrano alcuni anni per non veder più apparire il gruppo nell`elenco del Ministero delle Finanze per operazioni riguardanti i servizi d`appoggio al commercio di armi. «Preoccupa invece soprattutto la crecita di operazioni di istituti esteri come Deutsche Bank (173,9 milioni di euro), Citybank (84 milioni), ABC International Bank (58 milioni) e BNP Paribas (48,4 milioni) a cui vanno sommati i valori dell`acquisita BNL (63,8 milioni). Se siamo riusciti a portare diverse banche italiane ad esplicitare una policy precisa e il più possibile restrittiva in questa materia, dobbiamo creare la stessa azione di pressione sia in Italia sia negli altri paesi europei per quanto riguarda le banche estere»,conclude Beretta. Fonte: Unimondo

Beppe Grillo a Messina attacca politici e mondo dell`informazione

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Beppe Grillo arriva a Messina (nella foto Di Giacomo) osannato come un vero candidato premier, ma il suo palco è molto più piccolo di quelli faraonici dei grossi partiti e la sua faccia la spende a favore della candidata alla regione siciliana Sonia Alfano. Dopo la tappe di Caltanisetta e Palermo ieri, oggi il passaggio a Piazza Cairoli, mentre in serata si recherà  a Catania per terminare il suo tour siciliano. Un Grillo come al solito frizzante, ironico, colorito e molto arrabbiato, che non ha solo lanciato i consueti `missili` rivolti ai potenti e ai politici italiani, ma ha dato spettacolo, gettando acqua sui presenti e perfino sputandola su uno dei suoi maggiori `obiettivi` di giornata, i giornalisti. A fare da contorno tanti `grillini`, dello Stretto, ma anche di altre province, per una cornice di pubblico abbastanza numerosa. `Prima di arrivare dicevo ad un mio collaboratore, che tre anni fa, l`ultima volta che ho visitato Messina, era commissariata. Complimenti, ho scoperto che lo è ancora ` ha esordito il comico genovese. A Palermo invece il Comune è chiuso, perché i rappresentanti votati dai cittadini, hanno abbandonato l`incarico per puntare ad una poltrona più prestigiosa. Voi questa operazione come la chiamate?`.
Da qui, il passo alle elezioni è stato molto breve. Una tornata elettorale falsata secondo Grillo, nella quale se vincerà  Veltroni (soprannominato `topo gigio`) o Berlusconi (`testa d`asfalto`) sarà  uguale, con la certezza, messa anche per iscritto, che dopo un anno saranno costretti a fermarsi. `Ma io vi dico con grande orgoglio, con il mio patriottismo, che fino a qualche mese fa non sapevo neanche di avere, che io non andrò a votare, perché sono delle elezioni anticostituzionali. Non vi dico di fare lo stesso, ma vi ricordo che dovevamo votare per un referendum e l`hanno spostato dopo aprile volontariamente: come mettersi il preservativo dopo aver fatto l`amore`. Detto ciò, il mirino si sposta sui rappresentanti più importanti del panorama politico: `Sono tante ‘puttane di regime` che cambiano continuamente casacca. Ci sono personaggi che si presentano per la quinta volta e che prendono 25000 euro al mese. E Pensate che ancora una volta sarà  candidata la moglie di Fassino, qualcuno di voi l`ha mai vista? Senza dimenticare Cuffaro, Dell`Utri e derivati… E` pieno anche di simboli che in qualche modo si avvicinano al mio nome, ma che mai ho conosciuto. Queste elezioni sono un uovo di pasqua dove dentro la sorpresa è gia nota, tanti ‘stronzettini` morti`. Poi si va avanti, passando a Mastella: `Già  mi manca, con tutto il repertorio che avevo preparato, che me ne faccio ora che non conta più niente?`. Curiosità  invece per Di Pietro: ` Uno dei pochi che secondo me ha gli attributi. Se dovesse vincere il Pd, per le capacità  e le conoscenze che ha dovrebbe fare il ministro della giustizia. Ma se così non fosse cosa farebbe?`. Ma non manca di incitare e invitare la gente a votare Sonia Alfano presidente per la Sicilia, `una madre di famiglia e una donna comune`. `Noi presentiamo giovani nella lista, ragazzi impegnati, avvocati, professionisti, gente che gli farà  un mazzo così. Voi pensate che uno a 72 anni può pensare a lavorare per un futuro che non vedrà  mai? No, pensa solo all`avvenire di suo figlio o del parente di turno, dimenticandosi dei veri problemi`. Passaggio successivo dedicato al ponte, `otto miliardi di euro da finanziare, dimenticando totalmente il debito pubblico del nostro Paese. Pensate che perfino i giapponesi hanno detto in giapponese, ma che min*** state facendo? Un progetto che non ci appartiene, per il quale le finanziarie saranno tutte straniere. Ma poi per cosa? Per unirvi con la Calabria, che voi i calabresi neanche li potete vedere. Corridoio 5? Ma se la natura ci ha messo tanti anni per separare le due regioni`. Ma oggi la voce agguerrita del `Grillo nazionale` si è scagliata forte soprattutto sul mondo dell`informazione italiana, definita `da terzo mondo`. `Una categoria in cui i direttori di tg e giornali sono ‘camerieri a 90°`, schiavi dei grossi gruppi di potere. Almeno c`è chi come Fede è lecchino e non lo nasconde, ma il problema sono quelli come Mentana che si credono equi e poi fanno dire tante e tante corbellerie a personalità  come Veronesi. Quelli che veramente lavorano sono costretti a girare con la scorta o a essere continuamente minacciati, Abbate, Saviano, Travaglio. Le cose che non sappiamo sono le uniche vere`. Per questo il 25 aprile, data in cui si svolgerà  la seconda edizione del V-Day in 400 piazze italiane, saranno proposti tre referendum: `Uno per l`abolizione dei finanziamenti statali ai partiti e ai giornali. Chi fa bene un giornale vende, chi non lo sa fare chiude; è la legge di mercato. Il secondo sarà  per l`abolizione dell`ordine dei giornalisti, nato all`epoca di Mussolini. Le cose sono cambiate ed internet permette a chiunque di scrivere senza la necessità  di una commissione che valuti l`adeguatezza o meno. Il terzo per l`abolizione delle legge Gasparri, caso evidente di conflitto di interessi`. Ma Grillo ovviamente saluta Messina e i suoi ragazzi tornando a parlare di politica e gridando a gran voce: `Ci vogliano imbavagliare, hanno paura ma noi reagiremo. Non attraverso le molotov o le risse come vorrebbero, ma attraverso internet, unico spazio al mondo che non può essere censurato o veicolato`.