AFGHANISTAN: OFFENSIVA OCCIDENTALE E SANGUE CIVILE

Gli uomini delle compagnie Alpha e Bravo del 24° corpo di spedizione dei Marines sono veterani dell`Iraq. Hanno combattuto per mesi nella provincia di Al Anbar, il cuore del cosiddetto ‘Triangolo Sunnita`, oggi considerato ‘pacificato` dalle truppe d`occupazione Usa.Terminato il lavoro, questi professionisti della guerra sono stati mandati in quello che oggi il Pentagono considera il vero fronte caldo della ‘guerra globale al terrorismo`: l`Afghanistan. Sono arrivati in 2.300 dopo una breve pausa in North Carolina. La loro missione afgana, sotto comando Isaf-Nato, durerà  sette mesi e ha come obiettivo la riconquista delle roccaforti talebane nel sud dell`Afghnaistan.
Azada Wosa. Dopo un mese di preparazione e pianificazione, lunedì i Marines del 24° sono entrati in azione assieme a migliaia di soldati britannici e afgani nella provincia meridionale di Helmand. Si tratta della maggiore offensiva in questa regione dalla battaglia per la riconquista della roccaforte talebana di Musa Qala dello scorso dicembre. Questa volta, l`obiettivo è prendere il controllo militare di un altro importante bastione talebano: Garmsir, una città -mercato circondata da piantagioni di papavero da oppio e più fuori dal Dasht-i-Margo, il Deserto della Morte. Si trova una sessantina di chilometri a sud di Lashkargah, lungo il corso del fiume Helmand. Il nome in codice di questa offensiva è Azada Wosa, che nella lingua dei pashtun significa ‘Siate Liberi`.
L`attacco. La vera e propria offensiva è scattata ieri, prima dell`alba. Colonne di blindati veloci sono arrivate via terra da ovest, dall`avamposto britannico di Dwyer, quello dov`era andato a giocare alla guerra il principino Harry. Contemporaneamente, uno stormo di grandi elicotteri Usa da trasporto truppe decollati da Kandahar ha sorvolato a bassa quota il deserto a est di Garmsir, scaricando nelle vicinanze centinaia e centinaia di marines armati fino ai denti. Avanzando tra i campi di papavero i soldati statunitensi, britannici e afgani si sono avvicinati ai bordi della città , rispondendo al fuoco difensivo dei talebani con lanciarazzi e artiglieria. Sono immediatamente intervenuti i jet e gli elicotteri alleati, bombardando gli edifici di periferia da cui partiva il fuoco nemico.
`Nessuna vittima`. La battaglia è proseguita per tutta la giornata, al termine della quale il comando Isaf-Nato ha dichiarato che Garmsir era stata riconquistata senza perdite da parte alleata. Nulla si sa sul numero di talebani uccisi. Riguardo ai civili afgani, i comandanti rassicurano che `la città  era praticamente deserta perché la popolazione era fuggita da tempo`. Ma allora da dove è saltato fuori il bambino afgano di 11 anni di cui parlano tutte le agenzie di stampa, `ferito durante la battaglia da un razzo lanciato dai talebani` e amorevolmente soccorso dai soldati britannici `che lo hanno immediatamente portato in elicottero alla loro base dov`è stato sottoposto a intervento chirurgico`? Anche Musa Qala, secondo la Nato, era deserta. Ma poi è venuto fuori che i civili c`erano, e a decine sono morti sotto le bombe dei ‘liberatori`.

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