I CORVI DELLO STRETTO: Lettere anonime, indagati PICCIOLO e CURCIO!

È una storia di lettere anonime. Alla messinese. I “corvi” non mancano nemmeno dalle nostre parti. E in questo caso ad essere presi di mira, nei mesi scorsi, sono stati l`ex assessore comunale all`Urbanistica Antonio Catalioto e il presidente di “MessinAmbiente” Antonino Dalmazio. Due avvocati, il primo prestato alla politica, l`altro “catapultato” dalla magistratura un paio di anni fa a gestire uno dei settori più delicati e rischiosi dell`attività  amministrativa, quello dei rifiuti, all`indomani dell`inchiesta sulle infiltrazioni mafiose che azzerò l`intero vertice della società  partner del Comune. Due personaggi divenuti pubblici, Dalmazio per un lungo periodo anche accompagnato dalla scorta, viste le minacce di morte subite, che sono stati al centro di una serie di missive senza mittente spedite a più riprese a parecchi destinatari, compresa la Procura, in cui si lanciavano pesanti accuse sul loro operato e si segnalavano inoltre atti concreti. Entrambi avevano da tempo presentato denuncia per calunnia contro ignoti. E in Procura non sono stati certo con le mani in mano, il caso è finito sul tavolo del sostituto procuratore Claudio Onorati, che ha fatto svolgere alla polizia giudiziaria una lunga serie di accertamenti. Adesso la svolta. Sarebbero stati individuati gli estensori delle missive che tentavano di gettare discredito sull`ex assessore Catalioto e sul presidente Dalmazio. L`inchiesta s`è indirizzata verso un “canale” ben preciso dopo una delicata attività  d`indagine della polizia giudiziaria, anche con numerosi interrogatori di “persone informate sui fatti”, che messe alle strette avrebbero confessato d`aver preso parte, in qualche modo, al “progetto” come comprimari. La novità  clamorosa è un`altra. Il magistrato che sta indagando sulla vicenda delle lettere anonime, il sostituto procuratore Claudio Onorati, avrebbe iscritto nel registro degli indagati due esponenti politici cittadini, che sarebbero già  stati convocati in Procura per rendere dichiarazioni. Si tratterebbe del neo eletto parlamentare regionale del Pd Giuseppe Picciolo e dell`ex consigliere comunale del Pd Ciccio Curcio, che ovviamente al momento rivestono la “semplice” qualità  di indagati ma potrebbero risultare poi completamente estranei ai fatti. Secondo l`ipotesi di reato del magistrato sarebbero loro quanto meno gli “ispiratori” delle missive senza mittente che alcuni mesi addietro cercarono di gettare discredito sull`operato di Catalioto e Dalmazio. Agli atti di questa eclatante inchiesta ci sarebbero infatti una serie di missive anonime inviate tra l`altro all`allora sindaco Francantonio Genovese, al prefetto Francesco Alecci e anche ad altre autorità  cittadine, missive in cui si criticava aspramente l`operato dei due e si indicavano anche dei fatti precisi, ipotizzando la commissione di atti illeciti da parte dei due amministratori pubblici. Quindi almeno uno dei reati contestati dalla Procura è probabilmente la calunnia ai danni dell`ex assessore Catalioto e del presidente Dalmazio. E si tratta di un`inchiesta che sembra destinata ad allargarsi, coinvolgendo anche altri “suggeritori” e altri “postini”.
Nuccio Anselmo

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