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FINALMENTE: A Dublino 109 paesi varano la messa al bando delle cluster bombs

A Dublino con un fragoroso applauso e` stata adottata all`unanimita` da 109 paesi la convenzione per la messa al bando delle bombe a grappolo. Le bombe a grappolo, progettate in origine dai tedeschi e usate per la prima volta durante i blitz contro l`Inghilterra nella Seconda guerra mondiale, mettono a rischio 400 milioni di persone disseminate in 25 paesi, specialmente bambini. Lo sostiene la ong belga `Handicap International`. Un`ampia vittoria per la societa` civile cosi` definisce l`accordo il direttore della Campagna italiana contro le mine, Giuseppe Schiavello. “E` una vittoria straordinaria - spiega - E` un trattato raggiunto in pochissimo tempo, un anno e cinque mesi, ed e` un successo perche` mette al bando tutte le tipologie di `cluster bomb`, e ha superato le resistenze di chi voleva affossarlo. Alcuni paesi chiedevano un periodo di transizione, ma sono stati bloccati proprio da quelli piu` colpiti dalla distruttivita` di queste armi. Il maggior numero di vittime si registra in Afghanistan, Albania, Arabia Saudita, Bosnia e Herzegovina, Cambogia, Ciad, Cecenia, Croazia, Eritrea, Etiopia, Iraq, Israele, Kosovo, Kuwait, Laos, Libano, Montenegro, Nagorno-Karabakh (Azerbaijan), Serbia, Sierra Leone, Sudan, Siria, Tajikistan, Vietnam e Sahara Occidentale (Marocco). Sempre secondo HI, il 98% delle vittime delle bombe a grappolo sono civili. Nel Libano del Sud, ad esempio, quasi il 90% della terra usata per la pastorizia e l`agricoltura e` oggi contaminata dalle bombe a grappolo inesplose lanciate dalle forze armate israeliane durante la guerra dell`estate 2006. Le vittime accertate, in tempo di pace, sono 13,306, “sebbene - sottolinea il rapporto HI - il 96% degli incidenti abbia luogo in regioni del mondo dove la collezione dei dati e` incerta, circostanza che fa certamente aumentare il numero delle vittime”.

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