
In attesa del palio del 17 agosto, in quello del 2 luglio a Siena, tutto è filato liscio. Solo una caduta ma nessun cavallo, nessun fantino feriti. In passato (senza andare nemmeno troppo in là  nel tempo) non è andata però sempre così: dal 1970 al 2007, sono 48 i cavalli rimasti uccisi (durante la gara o abbattuti subito dopo, lontano dalle telecamere) e molti altri sono rimasti feriti. In media tre cavalli morti ogni anno: ecco perchè, quella che da sempre è considerata una manifestazione di grande rilievo storico-culturale è diventata oggetto di critiche e forti polemiche. Dietro una parvenza di festa si cela infatti una gara rischiosa, fatta di cavalli veloci ma troppo fragili e delicati (i mezzosangue e non più i robusti toscani usati nelle prime edizioni) e per questo dopati e “drogati” da farmaci, di curve strette e spigolose che solo dopo innumerevoli proteste sono state rese - in parte - meno pericolose, di tempi di percorrenza sempre più rapidi (da tre a un minuto) per rendere la corsa spettacolare. Il risultato è, ogni anno, un terno al lotto per la sorte degli animali. Il Palio di Siena non è l`unico nell`occhio del ciclone per le accuse di maltrattamento. Solo due anni fa un`altra analoga corsa a Ferrara si è trasformata in una gara insanguinata con due cavalli morti e uno ferito a causa del terreno inadatto per la competizione. Proprio il 2006 è stato sicuramente l`annus horribilis per corse e palii: un cavallo morto al Palio di Floridia (Siracusa) durante la gara su asfalto; al Palio di Belpasso (Catania) è morto un cavallo schiantatosi contro un`auto in sosta, ferendo anche alcuni spettatori; in quello di Piazza Armerina (Enna) un cavallo è morto e un altro è rimasto ferito; nella corsa per la Giostra del Saracino al Palio di Fucecchio (Firenze) un cavallo morto così come a quello di Servigliano (Ascoli Piceno); due, infine i cavalli che hanno fatto una pessima fine al Palio di Feltre (Belluno). Da competizioni spettacolari le corse si trasformano quindi in gare all`ultimo sangue: al Sud, poi, il fenomeno è aggravato dalla presenza della criminalità  organizzata e da scommesse clandestine. Non sono però solo i cavalli gli sfortunati protagonisti di questo fenomeno: soprattutto nei piccoli paesi, altri animali come asini e buoi (assolutamente inadatti) sono costretti a cimentarsi in corse su terreni impervi, con percorsi lunghi e faticosi, trasportando pesi ingenti e non di rado pungolati o picchiati dal pubblico in visibilio. Sono manifestazioni quasi sempre legate a sagre dedicate a patroni e santi: è il caso, ad esempio, della tristemente famosa corsa di Chieuti (in provincia di Foggia) ad aprile. In occasione dei festeggiamenti per San Giorgio Martire, coppie di buoi sono costrette a correre (contrariamente alla loro natura mite e lenta) per un percorso di cinque chilometri trainando un carro del peso di oltre 200 chili, pungolati ripetutamente con lunghi bastoni. Per i buoi di Mirabella Eclano (in Provincia di Avellino) c`è stata invece la svolta: per anni nel giorno della Festa del Carro (il terzo sabato di settembre, in onore della Madonna Addolorata) sei coppie di bovini hanno trascinato carri stracolmi di fieno e paglia con il tempo sostituiti da un gigantesco obelisco del peso di 100 quintali. Dopo innumerevoli proteste, al posto degli animali (destinati sempre al macello perchè dopo la corsa perdevano circa cinquanta chili a causa dello sforzo) adesso ci sono i trattori. Cavalli, asini, buoi: nemmeno il migliore amico dell`uomo, però, si salva dalla follia scatenata da sagre che ricordano l`epoca medioevale. Solo lo scorso 22 giugno, infatti, a Riva di Chieri in provincia di Torino, in occasione della festa di S. Albano, due pastori tedeschi sono stati costretti a trascinare un carro su un percorso lungo più di due chilometri. Un`altra polemica ormai decennale è quella che riguarda la Festa della Palombella di Orvieto. Si tratta di una rievocazione antichissima: da secoli il giorno della Pentecoste a mezzogiorno nella Piazza del Duomo di Orvieto una colomba bianca viva viene fissata in una raggiera metallica circondata da fumogeni. Al segnale del vescovo la colomba viene fatta scorrere a forte velocità  per





1 commento
A me sembrano tanti 48 cavalli morti SOLO par il palio in 37 anni!!!!!!!!!!!!!! Non esageriamo. Nel 2000 si usa ancora la frusta!!! E poi poveri cavalli che solo per far felice la proria contrada risciano di morire o comunque di essere tramortiti. Sarà perchè non sono della zona, ma a me questa festa non fa impazzire!!!!!!!Clara
19 Agosto 2009 20:11
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