Sono trentotto le persone indagate nell`ambito dell`inchiesta sull`Università  per le quali i sostituti procuratori Antonino Nastasi e Adriana Sciglio hanno depositato al gip Massimiliano Micali le richieste di rinvio a giudizio. Non è ricompresa una sola persona rispetto all`atto di chiusura delle indagini preliminari, che risale al gennaio scorso e contava 39 indagati. Si tratta del ricercatore Giovanni Lanteri, la cui posizione è stata per il momento stralciata. Praticamente identiche all`atto di chiusura ex art. 415 bis c.p.c. le contestazioni accusatorie che i due sostituti hanno formulato con le attuali richieste di rinvio a giudizio. Adesso il prossimo passaggio processuale sarà  l`udienza preliminare, che presumibilmente dovrebbe essere fissata entro ottobre. Si tratta di contestazioni di reato che vanno dalla tentata concussione all`abuso d`ufficio, dal falso del pubblico ufficiale alla tentata truffa, dai maltrattamenti al peculato. Le richieste di rinvio a giudizio depositate all`Ufficio gip riguardano il rettore Francesco Tomasello e poi una lunga lista di altre persone tra docenti e funzionari dell`Università  , funzionari dell`Ausl 4 di Enna, ricercatori universitari e componenti di commissioni d`esame: il funzionario del Rettorato Eugenio Capodicasa, la moglie nonché dipendente di Unilav, Ivana Saccà  ; il professore Giuseppe Piedimonte, responsabile del progetto “Lipin”, e il responsabile amministrativo dello stesso progetto, Stefano Augliera; l`ex preside di Veterinaria, Battesimo Consolato Macrì, il suo successore Giovanni Germanà  , i docenti Raffaele Tommasini, Antonio Pugliese, Salvatore Giannetto, Pietro Paolo Niutta; gli altri componenti del Consiglio di facoltà  di Veterinaria Emilia Ciriaco, Santo Cristarella, Luigi Iannuzzi, Ugo Muglia, Francesco Naccari, Maria Grazia Pennisi, Antonina Zanghì, Francesco Abate, Antonio Ajello, Concetta Beninati, Francesca Conte, Massimo De Majo, Giuseppa Di Bella, Antonino Germanà  , Patrizia Germana Germanà  , Elisabetta Giudice, Rosaria Laurà  , Marisa Masucci, Giuseppe Mazzullo, Annamaria Passantino; i componenti della commissione d`esami Claudio Petterino e Maria Teresa Capucchio; il direttore ed il funzionario dell`Ausl 4 di Enna, Calogero Sicilia e Ireneo Sferazza; la ricercatrice Michela Pugliese; i ricercatori Mirko Paiardini e Barbara Cervasi. Questa prima tranche d`indagine sull`Ateneo peloritano è sostanzialmente divisa in due tronconi. Da un lato i magistrati si sono occupati delle rivelazioni fatte nel febbraio del 2006 dal prof. Giuseppe Cucinotta, ordinario di Clinica chirurgica e patologia chirurgica a Veterinaria, che denunciò di aver subito forti pressioni per “indirizzare” l`esito di un concorso bandito dalla facoltà  a favore del figlio del preside “eletto”, all`epoca, il prof. Battesimo Macrì. E su questo versante le accuse principali al rettore Tomasello e Macrì sono la tentata concussione e l`abuso d`ufficio. Un`altra parte dell`inchiesta riguarda invece la gestione di finanziamenti erogati dalla Regione Siciliana e dall`Università  destinati al progetto scientifico “Lipin”, costato oltre 3 milioni di euro: la Procura in questo caso contesta principalmente il peculato, cioé l`appropriazione di ingenti somme da parte di chi gestiva i fondi per conto dell`Ateneo. Guardando invece da un`altra ottica l`inchiesta sono complessivamente ventisette i capi d`imputazione contestati dai sostituti procuratori Nastasi e Sciglio agli imputati. Si va dalla tentata concussione all`abuso d`ufficio, dal falso del pubblico ufficiale alla tentata truffa, dai maltrattamenti al peculato. Ecco invece il collegamento reato-indagato: Tomasello e Macrì (tentata concussione); Tomasello, Macrì, Giannetto, Pugliese, Niutta, Tommasini, Germanà  , Piedimonte, Ciriaco, Cristarella, Iannuzzi, Muglia, Naccari, Pennisi, Zanghì, Abbate, Ajello, Bennati, Conte, De Majo, Di Bella, Germanà  Antonino, Germanà  Germana, Giudice, Laurà  , Masucci, Mazzullo, Passantino (due casi d`abuso d`ufficio); Macrì (falso); Macrì, Petterino e Capucchio (falso e abuso d`ufficio); Pugliese Antonio (concussione e tentata truffa); Pugliese Michela (tentata truffa); Macrì, Sicilia e Sferrazza (maltrattamenti); Piedimonte e Augliera (tre casi di peculato); Piedimonte, Augliera e Saccà  (due casi di falso); Piedimonte (falso); Piedimonte, Augliera e Capodicasa (peculato); Piedimonte e Capodicasa (falso); Piedimonte, Augliera e Saccà  (peculato); Piedimonte e Saccà  (falso); Piedimonte e Augliera (peculato e falso); Tomasello (abuso d`ufficio); Piedimonte, Augliera e Paiardini (peculato); Piedimonte, Augliera e Cervasi (peculato); Piedimonte, Augliera, Saccà  e Capodicasa (due ipotesi di falso). Il 20 luglio dello scorso anno dopo oltre un anno d`indagine coordinata dal procuratore capo Luigi Croce e gestita dai sostituti Antonino Nastasi e Adriana Sciglio finirono agli arresti domiciliari il prof. Battesimo Consolato Macrì, preside “eletto” della facoltà  di Veterinaria; Eugenio Capodicasa e Ivana Saccà  , funzionario del Rettorato il primo e dipendente della società  “UniLav” la seconda (marito e moglie). Un altro docente, il prof. Giuseppe Piedimonte, responsabile dell`Industrial Liaison Office e responsabile tecnico-scientifico del “Progetto Lipin”, e il segretario amministrativo del Laboratorio integrato per l`innovazione, Stefano Augliera, vennero invece raggiunti da provvedimenti di custodia cautelare in carcere. Vennero poi notificate informazioni di garanzia tra gli altri al rettore Francesco Tomasello, ai professori Salvatore Giannetto, Giovanni Germanà  e Raffaele Tommasini: nei confronti dei quattro la Procura chiese la misura interdittiva della sospensione per due mesi dalle funzioni. Il gip Genovese la dispose per il rettore Tomasello e i professori Giannetto e Germanà  , mentre per quanto riguarda il prof. Tommasini rigettò la richiesta. Nuccio Anselmo





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