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LA STORIA SIAMO NOI: La destra vuole riscrivere la strage di Bologna

Alla vigilia del 28esimo anniversario della strage alla stazione di Bologna, la destra prova a riscrivere la storia. Arrivando ad attaccare direttamente la Procura di Bologna. Altro che Mabro, Fioravanti e Ciavardini, estremisti di destra condannati con sentenza definitiva. I veri esecutori della strage del 2 agosto vanno ricercati tra i palestinesi. Una lettera al Guardasigilli Angelino Alfano (che sarà  a Bologna il 2 agosto a rappresentare il governo nella cerimonia di commerazione) firmata dal deputato del Pdl Enzo Raisi e da altri parlamentari del centrodestra, per chiedere che il ministro della Giustizia «verifichi se effettivamente la Procura di Bologna stia attentamente e scrupolosamente indagando sulle importanti novità  emerse nella Commissione bicamerale Mitrokhin e relative alla strage del 2 agosto 1980», quando una bomba nella stazione di Bologna provocò oltre ottanta vittime. Le novità  le spiega lo stesso Raisi: nelle ultime dichiarazioni pubbliche di Francesco Cossiga, del terrorista Carlos e dalle conclusioni dei due relatori della Commissione Mitrokhin si evince che la strage di Bologna ebbe origine dal trasporto di esplosivo consentito al Flp dal nostro Paese per ottenere in cambio che l`Italia restasse immune da attentati. «Perché il sostituto procuratore Giovagnoli non ha ascoltato Cossiga? Perché non ha fatto una rogatoria a Parigi per ascoltare Carlos? Qual è stato il ruolo di Kram, che sicuramente nasconde qualcosa?», dice ancora Raisi. Il deputato di An chiede ad Alfano che, «di fronte a documenti e prove schiaccianti», si faccia «garante sull`atteggiamento incomprensibile e provocatorio della Procura di Bologna», per andare «fino in fondo» sulla strage di Bologna. A dar manforte ai colleghi, arriva direttamente il vicepresidente dei deputati del Pdl, l`ex An Italo Bocchino: «Con l`onorevole Raisi abbiamo presentato un dossier che fa emergere delle chiare lacune rispetto alle indagini sulla strage di Bologna. Si tratta di un dossier documentato, ora ci aspettiamo delle risposte dagli organi competenti». A rispondere alla destra ci pensa il segretario del Pd di Bologna Andrea De Maria: «Come puntualmente accade, anche quest`anno, a pochi giorni dall`anniversario della strage alla stazione di Bologna, si tornano ad intorbidare le acque, riproponendo fantasiose nuove piste sull`origine di quell`orrendo massacro». De Maria ricorda a «tutti, ma in primo luogo ai sempre solerti onorevoli Enzo Raisi e Fabio Garargnani, che ripetute sentenze hanno posto la parola fine ad ogni eventuale interrogativo sugli esecutori del massacro e che sarebbe quindi necessario concentrare l`attenzione e gli sforzi sulla ricerca dei mandanti». «Da questo punto di vista - prosegue De Maria - giudico positivo e pertinente che il governo sia autorevolmente rappresentato dal ministro della giustizia Angelino Alfano, dal quale ci aspettiamo che, lungi dal prestarsi a fare eco ai presunti nuovi elementi, si impegni a fare completa luce su chi quella orrenda strage ha concepito e fatta eseguire, impegnandosi in primo luogo nell`abolire il segreto di Stato nei reati di strage. Mi auguro pertanto che, come ha opportunamente sottolineato il presidente Bolognesi, il prossimo 2 agosto tutto si possa svolgere con la compostezza che la circostanza richiede, in modo che Bologna possa ancora una volta stringersi attorno ai familiari delle vittime, ai quali va tutta la nostra solidarietà , e che tutti possano testimoniare un forte impegno per la ricerca della verità  e la ferma condanna di ogni forma di terrorismo».

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