“Il Mediterraneo ormai sta diventando una `tomba liquida` dove non si possono piu` contare i morti. E` necessario formare la coscienza per l`accoglienza. Non possiamo chiudere gli occhi. Se ci fosse una cultura dell`accoglienza, forse insieme potremmo trovare qualche risposta diversa da quelle di adesso. Le risposte non possono essere quelle della polizia”. Lo afferma, in una intervista a Radio Vaticana, l`arcivescovo di Agrigento, mons. Francesco Montenegro. “Non dobbiamo creare paure inutili, ma dobbiamo attrezzarci perche` la convivenza diventi possibile”, prosegue il prelato, “Dovrebbe migliorare il rapporto tra chi governa e le associazioni che operano come volontariato, come le Ong. Se si crea un rapporto piu` stretto puo` darsi che confluiscano tante idee nuove e diverse; se ci nascondiamo dietro le idee di `emergenza`, di `invasione`, e se le associazioni non vengono coinvolte nella gestione del significato di accoglienza, faremo sempre discorsi separati”.
E` morto in un campo di pomodori. Soffocato dal caldo, stroncato dalla fatica. Con il fondato sospetto che non sia stato aiutato di proposito per nascondere il suo contratto in nero. Radu Gheorghe, 35 anni, rumeno, è stato trovato privo di vita nelle campagne di Campomarino dove si trovava fin dalle prime ore del mattino per lavorare come bracciate. Il cadavere è stato trovato in una zona isolata, al margine dei campi coltivati in località  Nuova Cliternia. Probabilmente la morte risale alle ore del mattino di martedì, ma il corpo è stato rinvenuto soltanto nel pomeriggio da alcuni passanti. Il rumeno era in Italia da tempo, viveva a Torremaggiore (Foggia) ed era in regola con il permesso di soggiorno. La sua morte è diventato un caso da trattare per la Procura di Larino. Sembrano evidenti le cause naturali del decesso. Probabilmente il caldo ha provocato un malore che ha stroncato il giovane bracciante. Il magistrato che si occupa dell`episodio ha disposto l`autopsia. Ma gli inquirenti indagano per capire se, al momento della morte, Radu Gheorghe era solo o con lui c`erano altri lavoratori o datori di lavoro che lo hanno lasciato morire senza soccorrerlo. I carabinieri di Campomarino in queste ore hanno ascoltato diversi lavoratori stranieri che erano impiegati nella raccolta di pomodori nei campi vicini al punto dove è stato trovato il corpo del rumeno. Tutti avrebbero detto di non essersi resi conto di quanto stava accadendo. Rimane il fatto che il giovane straniero era nei campi per lavorare insieme con molti altri colleghi impegnati nella raccolta dei pomodori i quali però hanno detto ai carabinieri di non essersi accorti di nulla. Sembra che ci siano già  tre persone iscritte nel registro degli indagati con l`accusa di omissione di soccorso. Intanto sul campo polveroso e arido di contrada Cocciolete resta un lenzuolo bianco, guanti in lattice e una bottiglia di birra ormai vuota. Un caso analogo è avvenuto nelle scorse settimane a Viadana, nel Mantovano. Un migrante indiano fu trovato morto, ma si scoprì che fu il datore di lavoro ad averlo nascosto: ora è stato rinviato a giudizio.





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