
Si torna a parlare delle infrastrutture siciliane. Oggi, a mezzogiorno, il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, incontrerà nella sede di Catania della Presidenza della Regione il presidente dell`Anas, Pietro Ciucci. «Al centro della riunione ` informa una laconica nota della Presidenza - la valutazione degli investimenti sulla viabilità in Sicilia che saranno coordinati fra Anas, Regione e governo centrale». Già il 2 luglio scorso, il Consiglio di amministrazione dell`Anas ha dato via libera al progetto esecutivo per la realizzazione della “Variante di Caltagirone”, in provincia di Catania, che costituisce un ulteriore stralcio funzionale della strada a scorrimento veloce “Licodia Eubea-Libertinia”. Indubbiamente, come ha rilevato lo stesso presidente dell`Anas Ciucci, un`opera di «grande rilevanza nel sistema viario della Sicilia Orientale, che consentirà di collegare l`intero territorio Ibleo e Calatino direttamente con l`autostrada Palermo-Catania, attraverso il bivio Gigliotto sulla statale 117/bis e successivamente attraverso l`uscita di Mulinello». Il progetto esecutivo approvato riguarda un tracciato complessivo di circa 8,7 Km, che va dal km 3,700 al km 12,470, in viadotto per 3,3 Km ed in galleria per 400 metri. Si sviluppa in senso est-ovest, partendo in prossimità di Caltagirone per terminare all`innesto con la strada provinciale 37, ed attraversa i territori dei comuni di Caltagirone e S. Michele in Ganzaria, entrambi in provincia di Catania. Lungo il tracciato sono presenti due svincoli: uno in contrada S. Bartolomeo, che costituisce l`accesso principale a Caltagirone, e l`altro a Molona sulla strada statale 417, che collega Catania a Gela. L`importo complessivo del 1. stralcio ammonta a 143 milioni. Il 4 luglio scorso, inoltre, la Gazzetta ufficiale della Repubblica ha pubblicato due bandi di gara dell`Anas per un importo di oltre 238 milioni di euro, per la realizzazione di oltre 34 km della Palermo-Agrigento e il miglioramento di 45 km della Caltanissetta-Gela. In particolare, il primo bando di gara riguarda i lavori di ammodernamento dell`itinerario Palermo-Agrigento, nel tratto Palermo-Lercara Friddi, lotto funzionale dal km 14,4 (km 0,0 del lotto 2), compreso il tratto di raccordo della rotatoria Bolognetta, al km 48,8 (km 33,6 del lotto 2 incluso lo svincolo Manganaro), compresi i raccordi con le attuali strade statali 189 e 121. Il tratto è lungo oltre 34 km. Dalla rotatoria Bolognetta, inclusa, a dopo lo svincolo Vicari nord, è previsto l`adeguamento a una corsia per ogni senso di marcia per una estensione di 24,9 km. Dallo svincolo Vicari nord allo svincolo Manganaro incluso, per una estensione di circa 8,5 km, sarà invece realizzata una sezione stradale con due corsie per senso di marcia. L`importo dei lavori è di oltre 222 milioni di euro. Il secondo bando di gara concerne l`adeguamento agli standard di sicurezza della statale 626 “Caltanissetta-Gela” tra il km 0,020 e il km 45,050, in tratti saltuari, compresi gli svincoli di accesso. In tale tratto, di circa 45 km, per migliorare gli standard di sicurezza stradale si procederà all`adeguamento delle barriere di sicurezza alla vigente normativa e ad interventi di rinforzo statico di cordoli, viadotti, ponticelli e sommità dei muri di sostegno, per assicurare un adeguato ancoraggio alle barriere di sicurezza. L`importo dei lavori è di oltre16 milioni di euro. L`accordo di programma per le opere da stanziare con i fondi ex Fintecna, poi utilizzati per sopperire all`abrogazione dell`Ici sulla prima casa, prevedeva il completamento della metropolitana di Palermo (costo 240 milioni), la realizzazione di lavori a Catania per la trasformazione della tratta urbana della Circumetnea in metropolitana e il completamento del secondo lotto Stesicoro-Aeroporto (costo 240 milioni), il completamento della piattaforma logistica intermodale di Messina con annesso scalo portuale e relativi assi viari, ivi compreso l`approdo esistente presso il villaggio Tremestieri, e il nodo di interscambio per l`accesso delle reti viarie (costo 246,983 milioni) e un finanziamento di 180 milioni di euro per il lotto Agrigento - Caltanisetta - Al9, a condizione che la Regione Siciliana completasse il finanziamento del II lotto, per l`intero costo dell`opera a valere sui fondi Fas assegnatigli dall`Ue, “di cui per non meno di 300 milioni sui Fondi Fas 2006.
PONTE: L`agonia della città e l`effetto “choc”
La presenza odierna di Pietro Ciucci a Messina (OGGI ALLE 16.45 AL COMUNE INCONTRERA` BUZZANCA), l`incontro della prossima settimana con il ministro Altero Matteoli, la richiesta di un confronto con i vertici della Rete ferroviaria italiana, la missione a Palermo per sbloccare l`Accordo quadro di programma sulla Zona falcata e per affrontare la questione finanziaria riguardante l`attuazione dei piani di risanamento delle aree degradate. È un`agenda ricca di appuntamenti quella che il sindaco Buzzanca si trova sulla scrivania, in questo inizio di settimana. L`amministratore delegato della società Stretto, dopo il faccia a faccia in mattinata con il presidente della Regione siciliana Lombardo, sarà in città per il primo colloquio ufficiale con i nuovi amministratori. La decisione del Governo nazionale di rimettere in moto l`iter di progettazione e realizzazione del Ponte è stata accolta favorevolmente dal sindaco e dal presidente della Provincia, quello che però si chiede oggi è che Messina non resti spettatrice passiva ma entri davvero a far parte, come attrice protagonista, del grande “film” che dovrebbe avere come “set cinematografico” una parte rilevantissima del territorio cittadino. Buzzanca e Ricevuto saranno a Roma il 4 agosto per affrontare non solo la vicenda Ponte ma anche i molti nodi irrisolti delle cosiddette opere connesse, compensative o mitigatrici, oltre che altri temi di vitale importanza per il futuro di Messina quale la riorganizzazione delle infrastrutture ferroviarie in riva allo Stretto. Se a questo si aggiunge la questione dei poteri speciali, rimasta in sospeso tra prefetto e sindaco, si avrà il quadro sommario degli impegni ai quali l`amministrazione cittadina, e quella provinciale, sono chiamate nei prossimi mesi. Sono tutti argomenti finora rimasti distanti dalla vita reale, al punto che la stragrande maggioranza dei cittadini sembra del tutto disinteressata alle sorti del territorio. Eppure, è qui ed ora che si costruisce il futuro delle prossime generazioni di messinesi e sarebbe assurdo che occasioni e opportunità storiche passino senza lasciare traccia, per l`incapacità di dire la propria, per l`ignavia o l`indifferenza, per il prevalere di egoismi e di operazioni di bassissimo cabotaggio. Si può essere favorevoli o contrari al Ponte, si può guardare con entusiasmo o con terrore ai progetti in itinere, si può liquidare il discorso con il gattopardesco “tutto cambia per non cambiare niente”, ma quel che è certo è che non si può più nascondere la testa sotto la sabbia. Messina non può essere più la città degli “struzzi”. L`economia cittadina è allo stremo ormai da decenni, le poche aziende rimaste chiudono per effetti della crisi globale e delle asfittiche prospettive dei mercati locali, si vive ancora al di sopra delle proprie effettive possibilità , ma quando il grado di “parassitismo” di una società diventa così elevato, il rischio del tracollo totale è appena dietro l`angolo. C`è assoluto bisogno di un effetto “choc”, perché altrimenti non ci resterà che scrivere di vertenze per posti di lavoro che non ci sono più, di scioperi e sit-in che non possono più cambiare il corso degli eventi, di angoscia e disperazione delle famiglie, di nuove emigrazioni, di uno spopolamento progressivo che assumerà proporzioni drammatiche quando si metterà mano al prossimo censimento generale. Queste, purtroppo, non sono le previsioni fosche di cassandre che non vengono prese sul serio, ma la realtà dei fatti, quella che tocchiamo con mano ogni giorno. E allora bisogna scegliere dove si vuole andare, occorre muoversi, seguire il vento o andare controcorrente, ma non restare fermi. Perchè nella palude si sprofonda e piano piano si muore. E l`effetto “choc” ` continueremo a scriverlo fino alla noia ` non può non riguardare quella porzione di territorio che, più delle altre, deve rappresentare il segno del riscatto di un`intera comunità : la Zona falcata. Mentre si discute delle grandi opere infrastrutturali, che possono aiutare a far crescere la città ma che possono anche semplicemente “bypassarla”, si deve fare in modo che ci siano progetti e opere che appartengano veramente alla Messina degli anni Duemila, che diano una ragione seria e concreta a milioni di turisti e di visitatori perchè decidano di fermarsi e di soggiornare su queste rive meravigliose del più meraviglioso braccio di mare d`Italia. Per far questo, non si sprechino più risorse umane, progettuali e finanziarie e si concentrino gli sforzi su quegli obiettivi che possono davvero far tornare a splendere la “nobilissima civitas messanensis”. Lucio D`Amico