
Sette bambini e diversi altri civili sono stati feriti durante i bombardamenti delle forze armate nigerine (Fan) a Tchirozerine. I ribelli del Movimento dei nigerini per la giustizia (Mnj), attivi nella regione, hanno precisato che le esplosioni sarebbero `un avvertimento` per i loro combattenti, dislocati sulle montagne vicino alla città  . Secondo fonti locali, i bombardamenti hanno colpito le zone di Tidene, Tafadak e Tchize Malat. Nelle scorse settimane, dopo una pesante offensiva dell`esercito contro i Mnj, i combattenti avevano denunciato l`avvelenamento dei pozzi d`acqua usati dalla popolazione ad opera dei militari. Inoltre il giornalista Moussa Kafka, di Radio France International, in carcere da dieci mesi per `presunti` legami con i gruppi ribeli, non potrà  uscire, perchè il pubblico ministero ha fatto ricorso.
CONGO: Affonda battello fluviale, almeno 47 i morti e più di 100 i dispersi
La radio nazionale Okapi ha riferito solo oggi di un grave incidente verificatosi a nella notte tra martedì e mercoledì. Un battello sul fiume Ubangi si è ribaltato dopo aver urtato una roccia. A bordo si trovavano 187 persone: solo 22 sono state tratte in salvo, 47 i corpi recuperati, mentre mancano all`appello oltre 100 persone. La prefettura di Basse-Koto ha aperto un`inchiesta.
Lampedusa, tragedia dell`immigrazione. Due fratellini muoiono nella traversata
AGRIGENTO - L`ennesima tragedia durante un `viaggio della speranza` in gommone. E il racconto straziante di un padre che ha visto i suoi due figli morire uno dopo l`altro. Il gruppo, composto da 75 persone tra cui 11 donne, è stato soccorso dalla Guardia costiera al largo di Lampedusa. Una volta a terra l`uomo, un nigeriano di 30 anni, ha raccontato la terribile verità  : «La notte dopo la partenza mio figlio di 2 anni ha cominciato a vomitare. Èmorto quasi subito e siamo stati costretti a buttare in acqua il corpo. Il giorno dopo ha cominciato a sentirsi male l`altra mia figlia di 4 anni. Era completamente disidratata. Anche lei è morta e l`abbiamo gettata in mare». La madre dei due piccoli è rimasta in Nigeria. Prudente il comandante Francesco Galipò, della guardia costiera di Palermo, secondo cui la notizia dei due fratellini morti «è da prendere con la giusta cautela». Sul gommone, lungo nove metri, tutti erano in condizioni precarie per via della prolungata navigazione, durata giorni. Tre persone sono ferite. Il più grave è un nigeriano, partito dalla Libia con un piede malato. Durante il viaggio è peggiorato a causa di un`infezione e all`arrivo in terraferma è stato trasportato in ospedale a Palermo in elicottero. Nel corso della giornata sono arrivate a Lampedusa 227 persone in quattro diversi sbarchi.

Il Consiglio dei ministri ha approvato la dichiarazione dello stato d`emergenza su tutto il territorio nazionale per “il persistente ed eccezionale afflusso di extracomunitari”.
Pronta un`esecuzione di massa in Iran. Domani all`alba saranno giustiziati 30 condannati a morte per omicidio, traffico di droga e altri reati tra cui l`adulterio. A darne notizia e` stato il quotidiano Aftab. Si tratterebbe della piu` numerosa esecuzione di massa condotta nella repubblica islamica negli ultimi anni. Il 5 settembre dell`anno scorso ci furono 21 impiccagioni in un solo giorno. Nonostante le critiche della comunita` internazionale, Teheran non ha aderito alla moratoria sulle esecuzioni capitali approvata dall`Assemblea agenerale dell`Onu e solo quest`anno ci sono gia` state 126 impiccaggioni. Nel 2007 erano state 317. L`ufficio del procuratore ha fatto sapere che la condanna morte dei 30 e` stata approvata dalle piu` alte autorita` giudiziarie. Venti di loro sono narcotrafficanti mentre per gli altri 10 i reati variano dalle rapine all`adulterio, dalle percosse al mostrarsi in pubblico ubriachi. Non e` stata indicata la localita` dell`esecuzione. A gennaio aveva destato scalpore l`impiccagione in un solo giorno di 13 persone, tra cui una madre di 26 anni condannata per l`omicidio del marito fedifrago. La settimana scorsa un gruppo iraniano per i diritti umani, la Rete degli avvocati volontari, aveva dato notizia che l`Iran si appresta lapidare otto donne e un uomo per adulterio nonostante la moratoria decretata su questo tipo di esecuzioni.
Gli ufficiali Usa e della Nato in Afghanistan hanno aperto un`inchiesta su tre diversi raid americani che, secondo gli ufficiali afgani, sarebbero costati la vita a 78 civili in questo ultimo mese. Le inchieste, scrive il Washington Post, sono state aperte in quello che, secondo le Nazioni Unite e le autorità  afgane, hanno definito uno degli anni più mortali dall`inizio della guerra nel 2001: nei primi sei mesi dell`anno il numero dei civili uccisi in battaglia è aumentato del 40% rispetto all`anno scorso, stando a dati forniti dall`Onu. Più della metà  dei civili uccisi nei recenti tre raid aerei, avvenuti in tre province nell`est e nell`ovest dell`Afghanistan, erano donne e bambini. In un caso, un attacco durante un matrimonio, sono morti in 47, tra donne e bambini. Questi avvenimenti hanno rinfocolato le polemiche politiche sulle operazioni militari degli alleati Nato. Da parte loro gli ufficiali occidentali si difendono affermando che i ribelli talebani si nascondono spesso tra i civili, in moschee e abitazioni. Lo scorso 16 luglio quattro donne e cinque bambini sono stati uccisi in un bombardamento della coalizione a guida americana nell`Afghanistan occidentale. Lo aveva reso noto il vicegovernatore della stessa provincia di Farah, Mohammad Yunus Rasculi. «Il bombardamento ha avuto luogo nel distretto di Bakwa. - ha dichiarato Rasculi - una bomba si è abbattuta su una casa, uccidendo quattro donne e cinque bambini». La notizia era stata confermata dal capo della polizia di Farah, Khalilullah Rahmani. Un portavoce della coalizione, il tenente Nathan Perry, ha confermato che alcune ricognizioni aeree avevano avvistato degli insorti in quella regione. Perry aveva poi aggiunto che la coalizione investigherà  sull` «eventuale morte di civili». Il venerdì precedente 47 civili erano morti in un raid statunitense mentre partecipavano ad un matrimonio. E altre 17 persone avevano perso la vita un altro attacco. Il governo afgano ha aperto un`inchiesta. «Erano tutti civili e non avevano legami con i Talebani o con Al Qaeda», ha infatti denunciato il governo di Kabul.
Verso una felice conclusione. Verso il tanto sospirato sì che una città  intera attende da alcune ore per dare inizio a un nuovo progetto. Il gruppo milanese che fa capo a Gianmario Cazzaniga e che è interessato a rilanciare il calcio messinese attraverso l`adesione al Lodo Petrucci, non ha dato ancora alcuna risposta al sindaco Buzzanca, ma l`impressione che sta emergendo è che presto possa arrivare dal capoluogo lombardo la tanto attesa risposta affermativa. Colui che dovrebbe diventare il proprietario del nuovo Messina non ama sbilanciarsi ma ieri sera, in una pausa lavorativa, si è lasciato andare ad un`affermazione che dà  speranza ai tifosi messinesi: «Posso dire ` ha chiarito al telefono l`imprenditore ` che in questo momento c`è il 50 per cento di possibilità  che io accetti la sfida. Nelle prossime ore il nostro gruppo ufficializzerà  la decisione». Da giovedì sera, nella sede milanese di Iniziativa Sviluppo Group ` l`azienda di Cazzaniga ` si sta valutando con attenzione il progetto-Messina e la reale possibilità  di rilanciare il calcio peloritano. Cazzaniga sta dedicando gran parte della sua giornata allo studio delle carte ed alla possibilità  di intraprendere l`avventura sportivo-finanziaria in riva allo Stretto, valutando i rischi e i benefici che la stessa può comportare. Il gruppo milanese, prima di dare una risposta definitiva, vuole verificare tutti gli aspetti di un progetto che prevede anche quello commerciale grazie allo sfruttamento degli stadi, il San Filippo e il Celeste, che possono garantire importanti ricavi, come anche con i parcheggi e le altre strutture collaterali. Sotto la lente di ingrandimento del gruppo imprenditoriale - che due giorni fa è stato in città  con l`ad De Carolis e il legale Colombetti - le planimetrie degli impianti che rappresentano un “tesoro” da valorizzare. Moderatamente ottimista sull`esito felice della trattativa anche l`amministratore delegato dell`Isg, Ernesto De Carolis, che ieri - in continuo contatto con il primo cittadino - ha confermato che si stanno valutando nei dettagli i documenti acquisiti a Palazzo Zanca prima di sciogliere la riserva. Il gruppo Cazzaniga ha tempo fino a lunedì per decidere ed, eventualmente prima delle 19, potrà  effettuare la fidejussione di centomila euro; poi dovranno essere versati 700 mila euro per il fondo di garanzia prima della riunione della commissione del Lodo Petrucci, in Federazione, che deciderà  se accettare la richiesta già  inoltrata. La Federcalcio, in tal senso, ha mostrato una certa elasticità  nei confronti della città  di Messina, garantendo un posto in quarta serie se entro dopodomani l`operazione bancaria verrà  effettuata. La città  attende quindi fiduciosa la risposta di Cazzaniga, che a Messina potrebbe avviare un importante progetto sportivo ` e non solo ` che invece a Bari è sfumato sul più bello. E Messina è pronta a ricambiare l`eventuale sì dell`imprenditore con tanti abbonamenti e quell`entusiasmo scemato nelle ultime, deludenti stagioni. Buzzanca. «I Franza si sono proposti per sponsorizzare il nuovo club». A dare la notizia, un po` sorprendente, è il primo cittadino che ieri pomeriggio ha confermato che si sta adoperando in prima persona per assicurare alcuni sponsor al gruppo Cazzaniga. «C`è la disponibilità  dei Franza ` ha detto il sindaco ` che devo ringraziare poiché attraverso loro ho potuto formalizzare una delle richieste formulate giovedì dal gruppo milanese. In particolare, i Franza hanno firmato le liberatorie relative agli stadi, lasciando quindi strada libera a Cazzaniga. Un passaggio importante per assicurare al gruppo lombardo un tassello importante in vista della decisione finale». Sulla trattativa di “salvataggio” del calcio messinese, Buzzanca ha aggiunto: «Sono meno pessimista dei giorni scorsi anche se ancora non è stata versata la fidejussione necessaria per aderire al Lodo Petrucci. A questo punto è rimasto solo un giorno per effettuare l`operazione e la mia speranza è che alla fine tutto possa risolversi per il meglio. Aspettiamo con fiducia». Con lui un`intera città  che si augura possa definitivamente voltare pagina con un nuovo club, pronto a partite dalla quarta serie con ambizioni. In questo senso è già  al lavoro per la costruzione dell`organico il direttore sportivo in pectore Luciano Passirani. Procura. Infine da registrare l`apertura di una indagine della Procura per atti dovuti sulla legge fallimentare. Marco Capuano
FC MESSINA: ALIOTTA CHIARISCE LA SUA POSIZIONE
Emanuele Aliotta, ascoltato ieri dai magistrati che hanno aperto l`inchiesta sul Messina Calcio, ha chiarito la sua posizione: `Mi ero dichiarato disponibile solo come consulente del presidente entrante, non all`acquisizione della squadra`. E` bene chiarire che io non ero interessato all`acquisizione del Messina Calcio, perlaltro non potrei farlo perché componente della società  Messina Peloro. Mi ero solo detto disponibile come consigliere del presidente subentrante`.Parole di Emanuele Aliotta, ex presidente della società  giallorosa, uomo sul quale puntavano le speranze dei tifosi messinesi per ridare vita alla compagine cittadina dopo l`abbandono del gruppo Franza. Ieri Aliotta era stato ascoltato dai Pm Vito Di Giorgio e Fabrizio Monaco come persona informata sui fatti. Nei prossimi giorni probabilmente saranno ascoltati anche i fratelli Pietro e Vincenzo Franza. A far partire le indagini sono gli strani avvenimenti degli ultimi mesi. Dal disimpegno dei Franza qualche giorno dopo le dichiarazioni di rilancio delle ambizioni, la successiva mancata iscrizione in serie B, e soprattutto la ”fuga” degli interessati. Prima l`ex centrocampista giallorosso Sergio Campolo e poi l`ex presidente della società  , Aliotta, a capo delle rispettive cordate, hanno dato forfait senza addurre motivazioni ufficiali.
Il governo italiano risponde da par suo al cittadino del mondo Barack Obama, simbolo meticcio della contemporaneità  . «Dobbiamo abbattere tutti i muri che ancora dividono i popoli e le razze, i ricchi dai poveri», invocava giovedì da Berlino il candidato presidente. E noi? L´indomani facciamo finta di edificare il patetico muro di Lampedusa. Naturalmente è una bugia che il territorio nazionale sia minacciato da un´invasione di “clandestini” tale da richiedere la proclamazione dello stato d´emergenza. Al contrario, una vera emergenza scatterebbe nella malaugurata ipotesi che i lavoratori immigrati privi di permesso di soggiorno abbandonassero le nostre aziende e le nostre famiglie. Ma per il ministro Maroni lo scandalo e la riprovazione internazionale sono boccate d´ossigeno, perseguite cinicamente, come già  i commissari etnici, il censimento dei nomadi e la sottolineatura esibita delle impronte digitali obbligatorie per i minori rom. Di fronte ai funzionari del Viminale e ai prefetti impensieriti da tale crescendo di deroghe alla normale amministrazione dell´ordine pubblico, pare che Maroni si giustifichi sottovoce: lasciate che io lanci i miei proclami urticanti e prometta ai sindaci squattrinati la stella di sceriffo; ci aiuterà  quando dovremo far digerire agli enti locali l´inevitabile perpetuazione dei campi nomadi e dei ricoveri provvisori. Logica vorrebbe che il governo della destra autoritaria, come antidoto ai flussi incontrollati, faciliti nuove procedure d´immigrazione regolare. Ma non è questo che vuole. Gli stranieri continueranno ad arrivare con visti turistici per essere assunti in nero. Resteranno estenuanti le pratiche di rinnovo del permesso di soggiorno, e nel frattempo anche i regolari che perdono il posto verranno lasciati precipitare nel gorgo dell´illegalità  . Perché nel paese dell´economia sommersa il sopruso e l´ingiustizia convengono a molti. Chi ha vinto le elezioni imponendo la percezione di una società  preda della criminalità  straniera, chi alimenta la leggenda degli immigrati furbi, titolari di privilegi a scapito della popolazione locale, ora accoglie come un complimento perfino l´accusa di disumanità  . Ne misura gli effetti benefici sui sondaggi d´opinione. Il senso comune reazionario viene infatti coltivato a uno scopo preciso: programmare una guerra tra poveri qualora il calo dei redditi acuisca gravemente il disagio sociale. Seminare oggi il falso allarme per “il persistente ed eccezionale afflusso di extracomunitari”; annunciare il potenziamento delle “attività  di contrasto”, non rappresenta una deriva fascista ma qualcosa di più subdolo e insidioso: la codificazione della disuguaglianza anche in materia di diritti fondamentali dell´uomo, fra cittadini e non cittadini, fra appartenenti al popolo ed estranei necessari al popolo purché rassegnati alla condizione di paria. Questa teorizzata disparità  di trattamento è alla base delle antimoderne campagne contro la costruzione di moschee a Milano e Genova, città  in cui vivono decine di migliaia di musulmani. Ma l´intimidazione degli stranieri irregolari - necessari e quindi tollerati purché ridotti a paria - già  ne condiziona la vita, all´insegna della paura: varie associazioni di medici denunciano un calo drastico dell´utenza di immigrati bisognosi di cura nelle strutture sanitarie. Vogliamo considerarlo un risparmio, o una vergogna? La destra italiana fu rigenerata quindici anni fa dall´inventore della tv commerciale facendo leva sulla figura universale, moderna, tendenzialmente cosmopolita, del consumatore di prodotti. Oggi, al contrario, la stessa destra propugna una visione etnica dell´italianità  . E aspira a dominare il tempo delle vacche magre rifornendosi del combustibile particolarista: quasi un nuovo colonialismo applicato al mercato domestico. Nel resto d´Europa destra e sinistra si dividono sull´applicazione di norme rigorose che governino il flusso migratorio, sempre finalizzate all´integrazione e alla cittadinanza. Ultima venuta, l´Italia viceversa s´inebria di retorica del “territorio” da purificare con la macumba di un´immensa ronda provvidenziale. Come se per bucare il video dei talk show i politici di entrambi gli schieramenti fossero chiamati solo a gareggiare su chi sia il più bravo a espellere il maggior numero dei famigerati “clandestini”. Eppure non è lontano il tempo in cui le nuove generazioni degli immigrati parteciperanno alla contesa pubblica, chissà  , forse esprimendo i loro Obama multicolore. Speriamo solo di non arrivarci per via di una guerra tra poveri, nel segno dell´odio separatista. Gad Lerner