Un`area bonificata non molto tempo fa dall`amministrazione, ridotta nel giro di pochi giorni in condizioni peggiori delle precedenti. Uno sforzo inutile, almeno da un certo punto di vista. Perché quell`intervento ha fatto largo in un bel pezzo di territorio dove non c`era più un metro quadro libero per poter scaricare. Troppo allettante. E voilà : lo scenario desolante è ripiombato davanti agli occhi degli agenti della sezione Annona della polizia municipale, che ieri grazie a una segnalazione, hanno fatto “irruzione” a Maregrosso, dove non sono mancate le sorprese. A parte i 400 metriquadri di discarica abusiva (in gran parte materiale ferroso, molto remunerativo) i vigili, sempre nello stesso punto, hanno scovato un capannone di circa 300 metri quadri, posto sotto sequestro tempo fa dalla Questura (che vi trovò auto rubate) abitato da un nutrito gruppo di romeni, sistemati in 22 baracchette, come mini appartamenti con angolo cottura e stanza da letto. Ventritré persone: uomini, donne e bambini che avevano creato qui la loro piccola comunità . Le immagini accanto si commentano da sole; di condizioni igienico-sanitarie neanche a parlarne. Il blitz coordinato dal tenente Biagio Santagati, si è concluso ieri pomeriggio. Fra questi romeni, anche due agli arresti domiciliari (ivi residenti?) peraltro per furto di ferro. Poi undici fra donne e bambini. Sono intervenuti così gli assistenti sociali. Mamme e figli sono stati condotti in quattro istituti: a S. Maria la Strada (mamma, bimbo); tre minori di 10, 11 e 14 anni alla comunità Cannavò di Mili Superiore; due mamme e due bimbi alla Madre Veronica di Giampilieri; altri due piccoli di tre anni dalle suore dello Spirito Santo. Un`altra famiglia, in serata, è stata accompagnata in un centro di assistenza a Galati S. Anna. Per gli altri componenti della comitiva, nessun provvedimento: vagheranno liberi, tranne i due ai domiciliari (si spera). La polizia municipale (attraverso il nucleo Tutela) ha sequestrato anche il materiale ferroso (frigoriferi, lavatrici): ben 40 mila chili. Il business è tutto qui. Stando alle ultime notizie, i “residenti” di Maregrosso prenderebbero da 5 a 7 euro a camion (imprese messinesi), soldi che bastano a consentire l`operazione di scarico della merce. Sequestrata infine una motoape guidata da uno dei romeni senza patente; poi tubi d`acqua abusivi ed enormi lastre di vetro antiproiettile (le rimuoverà MessinAmbiente) riversate in strada, quindi ancor più pericolose. Tito Cavaleri (GazzettadelSud)
I blitz non servono più a nulla, si deve demolire tutto e riqualificare l`intero litorale.
A che replica siamo? È un film già visto venti, trenta, cinquanta, forse cento volte. Il risanamento di Maregrosso è una bugia grande quanto l`area occupata dalle famiglie di romeni che vanno e vengono come se il demanio fosse proprietà privata, e delinquono, costringono i bambini a vivere in condizioni disumane, trovano complicità a livello locale. Siamo stanchi di scrivere sempre le stesse cose. Gli interventi della polizia municipale, come quello attuato ieri dagli uomini guidati da Biagio Santagati, sono ammirevoli, ancorchè doverosi, ma consentiteci di dire che non servono a nulla, se nel momento stesso in cui si decide di porre sotto sequestro locali, strutture, discariche abusive, non si agisce di conseguenza anche su altri versanti. Ed è inutile continuare a prenderci in giro: Maregrosso sarà sempre terra di nessuno, rifugio di clandestini, sbandati e piccoli manovali del crimine, fino a quando non passeranno le ruspe, una volta per tutte, e raderanno al suolo non solo le “baracchette” abitate dai romeni, ma pure tutte le altre costruzioni fatiscenti. E anche il passaggio delle ruspe non sarà sufficiente se, in contemporanea, non si darà vita a un grande piano di riqualificazione urbana dell`intero waterfront di Messina. È un`opera immane, ce ne rendiamo conto, se si continuerà a pensare e agire “alla messinese”, a spizzichi e bocconi, chiudendo un occhio, ammantando il “non fare” con falsi pietismi d`accatto. Ma se si ragionerà con il metro e i criteri introdotti in molte altre città , allora le cose potranno cambiare. Non è accoglienza quella di una realtà che offre simili spettacoli. Non è solidarietà sociale. Sono, invece, forme di puro razzismo ` soprattutto nei confronti dei piccoli immigrati, e non dimentichiamo che proprio in queste aree è morta l`incolpevole Florina, la bimba romena di 2 anni travolta da un vecchio arrugginito cancello `, che alimentano circuiti perversi dove alla fine è la criminalità , più o meno, organizzata ad approfittarne, a mettere le mani sul territorio. E se è vero che due dei romeni trovati ieri sono addirittura agli arresti domiciliari in quelle stesse casupole che vanno immediatamente demolite, perché accusati di aver rubato ferro e altri materiali, è pur vero che sono imprese messinesi a mandare i loro mezzi in quella cloaca-discarica in riva al mare e a depositare ogni genere di rifiuto. Così come sono spesso messinesi i clienti delle romene di Maregrosso, che per arrotondare s`inventano un mestiere da “lucciole”. E sono messinesi i proprietari di lerci capannoni subaffittati in nero a extracomunitari di varie nazionalità . Insomma, bisogna spezzare al più presto questo circolo vizioso. Insistere sul recupero del fronte a mare non è solo un chiodo fisso di questo giornale: è una necessità impellente, motivata anche da ragioni di ordine e di salute pubblica, è l`unica strada possibile per cambiare le sorti di questo territorio e per dare anche risposte di vera solidarietà e giustizia sociale. Lucio D`Amico