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Gino Strada: in Afghanistan siamo in guerra

“Dopo sette anni che continuiamo a dirlo, ora anche il governo incomincia a dire che in Afghanistan si e` in guerra”. Lo ha affermato il fondatore di Emergency, Gino Strada, a margine del Gala di danza al Teatro Arcimboldi di Milano a sostegno della ong di Medici di Guerra, a proposito dell`invio dei cacciabombardieri italiani Tornado a sostegno delle truppe italiane impegnate nel paese centro-asiatico. “Continuo a pensare - ha aggiunto Strada - che abbiamo una Costituzione che dice che ripudiamo la guerra, specie se per conto terzi”.

Somalia, 52 morti di fame e sete sulla barca alla deriva

Almeno 52 somali sono morti di fame e di sete sull`imbarcazione con la quale erano fuggiti dal loro paese per cercare raggiungere lo Yemen attraversando il golfo di Aden. Lo ha reso noto a Ginevra l`Unhcr, l`Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati. Il motore dell`imbarcazione sulla si trovavano si è rotto e i migranti sono rimasti in balia del mare senza viveri né acqua potabile, andando alla deriva per 18 giorni prima di essere individuati dai guardacoste yemeniti. Altri 71 somali sono stati trovati ancora in vita e sono stati soccorsi. L`Unhcr ritiene che, dall`inizio dell`anno, nel golfo di Aden siano morti tentando la traversata dal corno d`Africa allo Yemen più di 250 persone e altrettante sono considerate disperse.

Kandahar, uccisa la poliziotta delle donne. “Era la più famosa di tutto l`Afghanistan”

KANDAHAR - Era la prima donna divenuta poliziotto a Kandahar dopo la caduta dei taliban. L`hanno uccisa stamane, davanti alla porta di casa. Stava andando a lavorare. E` rimasto ferito gravemente anche uno dei suoi figli. Malalai Kakar era la poliziotta più famosa dell`Afghanistan, un simbolo del riscatto femminile nella terra che fu culla del movimento fondamentalista religioso. Aveva rinunciato a portare il burqa due anni fa e i taliban l`avevano minacciata più volte. Ma lei non aveva mai chinato la testa: “Era una donna molto coraggiosa”, dicono adesso i suoi colleghi. Dirigeva il dipartimento reati contro le donne nella roccaforte dei taliban e sapeva di essere nel mirino dei fondamentalisti. “Girava sempre con la pistola - racconta un agente del suo dipartimento - e sempre insieme a un uomo della sua famiglia”. Ma stamane non le è servito essere armata. Le hanno sparato alla testa ed è morta sul colpo. Aveva quarant`anni ed era madre di sei figli. Suo padre e suo fratello erano poliziotti come lei. Nelle forze dell`ordine era entrata già  alla fine degli anni Ottanta, ma poi l`ascesa dei taliban l`aveva costretta a fuggire. Era rientrata alla caduta del loro regime nel 2001 e aveva assunto il comando del Dipartimento con il grado di capitano. I taliban hanno lanciato una vera e propria guerriglia mortale da quando la coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti li ha cacciati dal potere. Malgrado la presenza di 70mila soldati delle forze multinazionali, da due anni le violenze sono aumentate di intensità . Negli ultimi sei mesi i fondamentalisti hanno ucciso 720 agenti. Prima di Malalai Kakar, un`altra donna poliziotto è stata assassinata in Afghanistan nel giugno scorso. Anche allora, la polizia locale di Herat aveva accusato dell`omicidio i taliban.

SCIENZE: Vulcano rimarrà «senza testa». Fra centomila anni… Scoperto un movimento geologico che separarerà la parte settentrionale dal resto dell`isola

L`isola di Vulcano, nel cuore dell`arcipelago delle Eolie, perderà «la testa». Proprio così: a causa di un lento movimento geologico, l`estrema punta Nord si staccherà dal resto e se ne andrà per conto suo. Ma, niente paura per chi ci abita e per chi la frequenta da appassionato del mare: succederà fra circa centomila anni! Intanto è un fatto che l`isola si sta muovendo non come un corpo unico, ma in maniera differenziale, insomma si sta «disaccoppiando» come dicono i geologi.
UN CENTIMETRO ALL`ANNO - La scoperta è stata fatta grazie alle sensibili antenne dei satelliti artificiali della costellazione GPS, che sono in grado di fornire i lenti spostamenti del terreno. L`analisi dei dati raccolti ha permesso a due ricercatori dell`Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) Alessandro Bonforte e Francesco Guglielmino, di scoprire il movimento di «disaccoppiamento» che è di circa un centimetro l`anno: di tutto rispetto anche se confrontato con i lentissimi movimenti geologici che animano la crosta terrestre. Il movimento relativo delle due parti dell`isola di Vulcano è davvero singolare: l`estrema punta Settentrionale, dove si trova il promontorio di Vulcanello, si sta muovendo verso Sud-Sud-Est assieme alla vicina e maggiore Isola di Lipari; tutto il resto della stessa Isola di Vulcano scivola invece verso Nord-Nord-Ovest. «Il disaccoppiamento avviene proprio nell`istmo che collega il promontorio di Vulcanello a Vulcano -precisa il geologo Alessandro Bonforte-. Il cratere della Fossa si trova proprio a cavallo della linea di discontinuità fra questi due opposti movimenti». I rilievi che hanno portato a questa scoperta, appena pubblicata sulla qualificata rivista internazionale di geologia e geofisica «Tectonophysics», sono stati possibili grazie alla fitta rete di punti di misura GPS (oltre una ventina) che copre tutte le Isole Eolie, e in particolare Lipari Vulcano e Stromboli. Le stazioni a terra funzionano similmente agli apparecchi GPS di uso commerciale di cui ormai sono dotati molti mezzi di trasporto, ma con l`importante differenza che le stazioni dedicate a scopi scientifici permettono di rilevare movimenti millimetrici nell`arco di un anno.
CONFINE GEOLOGICO - Quale significato e quali conseguenze ha il disaccoppiamento osservato? «Le cause di questo complesso quadro deformativo -aggiunge Bonforte- sono da imputarsi alla particolare collocazione di questa parte dell`arcipelago eoliano, formata dalle isole Salina-Lipari-Vulcano. L`asse congiungente le tre isole, orientato in direzione Nord-Ovest Sud-Est, marca una zona di confine tra due aree interessate da una dinamica opposta: a Ovest, sul versante Alicudi-Filicudi c`è una compressione della crosta terrestre; a Est dalla parte di Panarea-Stromboli ci sono movimenti di distensione e vulcanismo attivo. Proprio lungo questa importante discontinuità della crosta, risale il magma che alimenta il complesso Lipari-Vulcano`. Per il presidente dell`INGV, Enzo Boschi: «Lo studio approfondito della dinamica della zona eoliana aiuterà a comprendere meglio i meccanismi di alimentazione dei centri eruttivi e, in ultima analisi, sarà di grande utilità per la mitigazione del rischio vulcanico e della dinamica del Mediterraneo». Quando alla perdita della «testa» di Vulcano, se può essere di consolazione per gli appassionati dell`isola, è molto probabile che, nel remoto futuro, contestualmente a questo fenomeno, si verificherà anche l`unificazione fra Vulcano e Lipari, dato che le due isole, almeno per ora, mostrano di avvicinarsi lentamente l`una all`altra. Con buona pace dei servizi di aliscafo. Franco Foresta Martin

Rifiuti, riesplode la tensione a Chiaiano. Scontri con i manifestanti, la Polizia carica

NAPOLI - Riesplode la tensione davanti alla futura discarica di rifiuti a Chiaiano. Un gruppo di manifestanti si è scontrato con le forze dell`ordine che non gli permettavano di entrare nel deposito. Contro gli agenti solo volate bottiglie e sassi. La Polizia ha ordinato la carica, respinto i manifestanti con le camionette e il lancio di lacrimogeni. Due agenti sono rimasti ustionati dallo scoppio di alcuni petardi, altri due sono rimasti contusi.
LE IMMAGINI DEGLI SCONTRI
“Siamo stati aggrediti”. Sulla strada i cassonetti della spazzatura sono stati rovesciati e dati alle fiamme. Tutta la zona intorno alle ex cave è blindata da un nugolo di agenti in abbigliamento antisommossa. “Siamo stati aggrediti”, hanno denunciato i manifestanti. “Il nostro tentativo di entrare nel sito era un gesto simbolico per riaffermare il nostro no alla discarica”, ma il commissario straordinario per i rifiuti Guido Bertolaso non lo ha permesso: “E` un`area di interesse nazionale presidiata dall`Esercito. Non può essere visitata”.
“La lotta continuerà ”. Dopo una lunga assemblea spontanea davanti ai cancelli della discarica, i manifestanti hanno abbandonato la strada ma “la lotta continuerà . Nei prossimi giorni - hanno minacciato i leader della protesta - faremo di tutto per impedire l`ingresso dei camion carichi di immondizia”.
Migliaia in corteo. In quattromila - c`è chi dice anche cinquemila - hanno raggiunto la futura discarica attraversando il paese scandendo slogan e mostrando cartelli di protesta: “Basta discariche e inceneritori”, era scritto su un manifesto. “Bassolino, Bertolaso, Berlusconi: stop alle stragi di innocenti”.
“E` una giornata di lutto”. Alla manifestazione, denominata Jatevenne Day hanno partecipato anche donne, bambini, anziani accanto ai politici locali e a rappresentanti del movimento No Dal Molin. Il sindaco di Marano Salvatore Perrotta ha sfilato in corteo trascinando in segno di lutto una croce di legno legata ad un drappo nero: “E` un segno di lutto. Con la discarica, la comunità  subirà  un grave danno allo sviluppo economico”.
“La discarica troppo vicina alle case”. I comitati cittadini si sono sempre opposti alla discarica che ospiterà  700 mila tonnellate di rifiuti. “Troppo vicina alle case e all`ospedale”, denunciano. “Vogliamo tutelare la salute” e difendere la Campania da un piano che prevede oltre dieci discariche e quattro inceneritori. “Questo piano - ripetono da tempo - serve solo ad arricchire il connubio di speculatori, burocrati, ecomafie”.

FC MESSINA: FRANZA E IL CONSIGLIERE TICONOSCO POSSONO ANDARE ORGOGLIOSI DEL LORO AMICO LORENZO SANZ, ARRESTATO PER TRUFFA!

Arrestato a Cordoba l`ex patron del Real Madrid, rimesso in libertà  già  in tarda serata. L`immobiliarista spagnolo tentò l`acquisizione del Parma e del Bari. Nelle ultime settimane il suo nome era stato affiancato al FC Messina dopo che il figlio aveva visitato la città  e lo stadio San Filippo, scortato da Pietro Franza e dal consigliere comunale Salvatore Ticonosco.
L`ex presidente del Real Madrid, l`imprenditore spagnolo Lorenzo Sanz, è stato arrestato a Cordoba per una presunta truffa. Con lui sono state arrestate altre due persone. I capi di accusa ufficiali non sono stati però ancora rivelati dal corpo nazionale di Polizia. Sanz e` tornato in liberta` dopo poche ore. “E` stato solo un malinteso ed ora sono libero senza carichi pendenti”, ha tenuto a sottolineare lo stesso imprenditore, intervistato dal noto quotidiano sportivo iberico “Marca”. Sanz, 65 anni, è stato presidente del Real Madrid dal 1995 al 2000, quando perdette le elezioni a favore di Florentino Perez. Lavora nel settore immobiliare ed è inoltre proprietario di una discoteca a Madrid. Tra il giugno del 2005 e il gennaio del 2006 cercò di acquistare il Parma, ma la trattativa sfumò proprio in dirittura di arrivo costringendo peraltro lo spagnolo a versare una consistente penale di 7,5 milioni di euro. Il figlio di Sanz, Fernando, ex giocatore del Real Madrid proprio negli anni della gestione del padre, è presidente di un altro club spagnolo, il Malaga. Nel corso della passata stagione il suo nome era stato accostato al Bari, mentre nelle ultime settimane la famiglia di immobiliaristi si era interessata alle sorti del FC Messina. Sanz junior ha visitato la città  peloritana, lo stadio San Filippo e ha anche incontrato i Franza. L`operazione potrebbe quindi rivelarsi un altro boomerang per la famiglia di armatori e per il consigliere comunale Salvatore Ticonosco, che lo aveva accompagnato. messinasportiva.it