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CONTRO LA LEGGE GELMINI: A MESSINA UN LUNGO CORTEO DI 5000 STUDENTI E PROF. LE NOSTRE FOTO. TRA GIOIA E PROTESTA, PARTECIPAZIONE E CONTESTAZIONE…

FOTOGRAFIE DI ENRICO DI GIACOMO

MESSINA - Almeno in cinquemila tra studenti, di licei ma anche delle elementari, genitori e docenti, hanno partecipato, a Messina, al corteo contro la riforma Gelmini. Il corteo, organizzato dai sindacati della scuola, ha sfilato per le vie del centro fino alla Prefettura. I numeri sono stati forniti dalla Questura, ma secondo gli organizzatori i partecipanti sono stati almeno il doppio.

L’OMOFOBIA E LE ‘FERITE PSICHICHE’ DI PAPA RATZINGER: ‘GLI OMOSESSUALI NON POSSONO DIVENTARE PRETI’!

CITTÀ DEL VATICANO - Coloro che manifestano «tendenze omosessuali fortemente radicate» o un’identità sessuale «incerta» non posso entrare in seminario e diventare preti: lo riafferma esplicitamente un nuovo documento pubblicato dal Vaticano, che prevede l’uso di psicologi per valutare eventuali patologie e «ferite» psichiche dei candidati al sacerdozio. La tonaca deve essere negata anche a chi - spiega il testo - trova difficoltà «a vivere la castità del sacerdozio». IL LIBRICCINO - Il documento, dal titolo «Orientamenti per l’utilizzo delle competenze psicologiche nell’ammissione e nella formazione dei candidati al sacerdozio», presentato dalla Congregazione per l’Educazione cattolica, è stato approvato da papa Benedetto XVI lo scorso 9 giugno 2008. Il libriccino suggerisce ai rettori dei seminari e ai vescovi di utilizzare psicologi, naturalmente di fede cattolica, per valutare eventuali problematiche non risolte dei candidati al sacerdozio. «Il cammino formativo - si avverte tuttavia - dovrà essere interrotto nel caso in cui il candidato, nonostante il suo impegno, il sostegno dello psicologo o la psicoterapia, continuasse a manifestare incapacità di affrontare realisticamente, se pure con la gradualità di ogni crescita umana, le proprie gravi immaturità (forti dipendenze affettive, notevole mancanza di libertà nelle relazioni, eccessiva rigidità di carattere, mancanza di lealtà, identità sessuale incerta, tendenze omosessuali fortemente radicate)». «Lo stesso - aggiunge - deve valere anche nel caso in cui risultasse evidente la difficoltà a vivere la castità nel celibato, vissuto come un obbligo così pesante da compromette l’equilibrio affettivo e relazionale». Inoltre, in un altro passaggio, il documento avverte che «non basta accertarsi della capacità di astenersi dall’esercizio della genitalità, ma è necessario anche valutare l’orientamento sessuale». Il documento presentato riprende e rafforza le indicazioni già contenute in una precedente nota del 2005, redatta dalla Santa Sede in seguito alla profonda crisi dei preti pedofili negli Stati Uniti e ai tanti casi di omosessualità attiva tra membri del clero. GRILLINI: VATICANO RAZZISTA - «Il Vaticano dice no ai preti gay? Verrebbe da dire «e chi se ne frega…» se non fossimo in presenza di un vero e proprio razzismo e della solita ossessione omofoba propria degli apparati clericali». A dirlo è Franco Grillini, presidente di Gaynet, Associazione omosessuale d’informazione. «Se per fare il prete il requisito principale è la castità - aggiunge Grillini- ovvero la (impossibile) rinuncia a qualsiasi attività di carattere genitale l’orientamento sessuale dovrebbe essere irrilevante e invece no, se uno è gay niente sacerdozio. Siamo qui di di fronte ad una brutale discriminazione che contribuisce a diffondere il veleno dell’esclusione e del razzismo omofobico». Con ogni probabilità, spiega Grillini, «l’intento è quello di fugare il sospetto di essere un’organizzazione omosessuale di massa come accade inevitabilmente alle strutture monosessuali coatte basate sulla rigida separazione tra donne e uomini. La conseguenza sarà quel crollo nel numero dei preti cattolici che è già un dato di fatto sotto gli occhi di tutti perchè il celibato è, quello sì, decisamente e incontrovertibilmente contronatura».

RAI 1 RACCONTA LA STORIA DI ADOLFO PARMALIANA. PUBBLICHIAMO IL VIDEO ON LINE: ‘IL PREZZO DELLA VERITA’. PERCHE’ SI E’ SUICIDATO IL PROFESSOR PARMALIANA?

FRANZA O SPAGNA, PURCHE’ SE MAGNA…: SCARSA IGIENE AL SELF-SERVICE ANCORA DI MESSINA. BLITZ DI VIGILI E ASL

Blitz degli uomini della Polizia Municipale e dell’Asl all’Ancora Stop&Go di viale della Libertà, durante il quale sono state rilevate alcune irregolarità. Un verbale da mille e centosessantasei euro per violazione dell’articolo 16 del decreto legislativo 109/92 che prevede, per i punti vendita autonomi, la necessità di esporre cartelli che illustrino gli ingredienti dei prodotti in vendita. Multa da altri trecento euro inflitta ai gestori per la mancata esposizione dei prezzi. A questo si aggiunge la rilevazione di condizioni igienico-sanitarie non sufficienti. L’Asl ha preso atto della situazione facendo scattare i relativi provvedimenti. Nel pomeriggio dall’Ancora arriva una puntualizzazione: le violazioni contestate a carico della struttura da parte del Corpo dei Vigili Urbani di Messina e dall’ASL (come da verbali) erano riferite esclusivamente alla mancata esposizione presso la finestra di asporto denominata “STOP & GO” di ingredienti e listino prezzi. Nel corso dell’accertamento sono inoltre stati richiesti alcuni interventi relativi a impianti da adeguare, oltre le consuete raccomandazioni igieniche di rito. Queste ultime sono state comunque ritenute sufficienti da consentire la normale prosecuzione dell’attività di ristorazione verso i clienti.

TUTTI IN PIAZZA: ANCHE NOI CON VOI. GLI STUDENTI SI RIBELLANO AD UNA LEGGE VERGOGNA

L’ITALIA VENDE LA MORTE. E LA 185?: UNA COMMESSA DI 130 MILIONI DI EURO AL MAROCCO PER 4 AEREI MILITARI…

Alenia, gruppo Finmeccanica, ha venduto a Rabat quattro aerei da trasporto militare, un affare da 130 milioni di euro. Eppure la legge 185 del ’90 vieta la vendita di armi a paesi belligeranti. E il Marocco ha un contenzioso decennale con il popolo sarahwi per il Sahara Occidentale. Ma nessuno protesta. Alenia Aeronautica, società di Finmeccanica, ha firmato un contratto con il Marocco per la fornitura di quattro aerei da trasporto militare C 27 J. Il valore della commessa, siglata nei giorni scorsi, è di 130 milioni di euro. L’aereo può svolgere diverse funzioni: trasporto truppe, lancio di materiali e di paracadutisti, ricerca e soccorso antincendio e supporto a operazioni di protezione civile. Il velivolo è già stato ordinato da Italia, Grecia, Romania, Bulgaria e Lituania. Alle Forze Armate di Washington è stato consegnato, ultimamente, il primo dei 78 aerei della commessa miliardaria statunitense, un successo per Finmeccanica che apre le porte ad altre eventuali forniture. Essere fornitori del Pentagono costituisce ovviamente un importante biglietto da visita per altri mercati. Infatti, all’accordo con il Marocco potrebbero seguirne altri, secondo Finmeccanica, da parte di alcuni paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Il contratto marocchino, tuttavia, appare in contrasto con la legge 185 del 1990 che disciplina il commercio delle armi “made in Italyâ€. La legge vieta, in particolare, le vendite ai paesi belligeranti. Rabat occupa militarmente da decenni l’ex Sahara spagnolo, difeso da uno degli ultimi muri della Terra, lungo quasi tremila chilometri. Nel territorio conteso dal Fronte Polisario, secondo le deliberazioni Onu, dovrà svolgersi un referendum che ne sancisca lo status. Nonostante i tentativi di mediazione a livello internazionale, il governo di Rabat continua a rimandare la data della consultazione, e nel frattempo favorisce il trasferimento dei suoi cittadini nell’area, per alterare i rapporti di forza. Va ricordato che proprio per la questione del Sahara Occidentale, il Marocco è stato espulso dall’Organizzazione per l’Unità Africana (oggi Unione africana) e la suo posto è presente la Repubblica Araba Saharawi Democratica (Rasd). Inoltre, il Marocco, secondo le denunce anche del Parlamento europeo, ha collaborato con gli Usa nelle extraordinary rendition, cioè nei sequestri di presunti terroristi islamici spediti in paesi, soprattutto mediorientali, per estorcere confessioni, spesso mediante tortura. Amnesty international ha riportato la notizia sulla possibile esistenza, peraltro da verificare, di un centro di detenzione segreto sul territorio marocchino. La notizia del contratto non ha suscitato reazioni, nonostante il rafforzamento dell’apparato militare di Rabat non aiuti a risolvere, in via diplomatica, il problema dell’ex Sahara spagnolo. Del resto, il governo italiano è in evidente conflitto d’interessi: da un lato deve garantire l’applicazione della legge, dall’altro è azionista di riferimento, mediante il ministero dell’economia, di Finmeccanica, di cui riscuote gli utili. Luciano Bertozzi - Nigrizia