
Alenia, gruppo Finmeccanica, ha venduto a Rabat quattro aerei da trasporto militare, un affare da 130 milioni di euro. Eppure la legge 185 del ’90 vieta la vendita di armi a paesi belligeranti. E il Marocco ha un contenzioso decennale con il popolo sarahwi per il Sahara Occidentale. Ma nessuno protesta. Alenia Aeronautica, società di Finmeccanica, ha firmato un contratto con il Marocco per la fornitura di quattro aerei da trasporto militare C 27 J. Il valore della commessa, siglata nei giorni scorsi, è di 130 milioni di euro. L’aereo può svolgere diverse funzioni: trasporto truppe, lancio di materiali e di paracadutisti, ricerca e soccorso antincendio e supporto a operazioni di protezione civile. Il velivolo è già stato ordinato da Italia, Grecia, Romania, Bulgaria e Lituania. Alle Forze Armate di Washington è stato consegnato, ultimamente, il primo dei 78 aerei della commessa miliardaria statunitense, un successo per Finmeccanica che apre le porte ad altre eventuali forniture. Essere fornitori del Pentagono costituisce ovviamente un importante biglietto da visita per altri mercati. Infatti, all’accordo con il Marocco potrebbero seguirne altri, secondo Finmeccanica, da parte di alcuni paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Il contratto marocchino, tuttavia, appare in contrasto con la legge 185 del 1990 che disciplina il commercio delle armi “made in Italyâ€. La legge vieta, in particolare, le vendite ai paesi belligeranti. Rabat occupa militarmente da decenni l’ex Sahara spagnolo, difeso da uno degli ultimi muri della Terra, lungo quasi tremila chilometri. Nel territorio conteso dal Fronte Polisario, secondo le deliberazioni Onu, dovrà svolgersi un referendum che ne sancisca lo status. Nonostante i tentativi di mediazione a livello internazionale, il governo di Rabat continua a rimandare la data della consultazione, e nel frattempo favorisce il trasferimento dei suoi cittadini nell’area, per alterare i rapporti di forza. Va ricordato che proprio per la questione del Sahara Occidentale, il Marocco è stato espulso dall’Organizzazione per l’Unità Africana (oggi Unione africana) e la suo posto è presente la Repubblica Araba Saharawi Democratica (Rasd). Inoltre, il Marocco, secondo le denunce anche del Parlamento europeo, ha collaborato con gli Usa nelle extraordinary rendition, cioè nei sequestri di presunti terroristi islamici spediti in paesi, soprattutto mediorientali, per estorcere confessioni, spesso mediante tortura. Amnesty international ha riportato la notizia sulla possibile esistenza, peraltro da verificare, di un centro di detenzione segreto sul territorio marocchino. La notizia del contratto non ha suscitato reazioni, nonostante il rafforzamento dell’apparato militare di Rabat non aiuti a risolvere, in via diplomatica, il problema dell’ex Sahara spagnolo. Del resto, il governo italiano è in evidente conflitto d’interessi: da un lato deve garantire l’applicazione della legge, dall’altro è azionista di riferimento, mediante il ministero dell’economia, di Finmeccanica, di cui riscuote gli utili. Luciano Bertozzi - Nigrizia