MESSINA: SI VUOL FARE IL PONTE ED INTANTO NELLE SCUOLE CITTADINE SI SFIORA LA TRAGEDIA…!

Foto: Enrico Di Giacomo - CORRIERE DELLA SERA del 30-11-08

I bambini della III A dell’elementare Tommaseo devono ringraziare i loro angeli custodi. Se i detriti piovuti dal soffitto non fossero caduti di notte, ma durante il normale orario di lezione, a quest’ora staremmo raccontando di una tragedia, come quella vissuta al liceo di Rivoli, in Piemonte, qualche giorno fa. E devono sentirsi “miracolati” anche gli alunni delle altre classi del primo piano del plesso scolastico di viale Europa, perché crolli si sono verificati in più di un’aula e anche nei bagni. Conseguenze del maltempo che ha flagellato Messina nella giornata di venerdì? Assolutamente no. Il cedimento dei controsoffitti aveva avuto precise avvisaglie nelle scorse settimane ed è semplicemente scandaloso il fatto che questa scuola era stata da meno di un anno sottoposta a un intervento di “maquillage” interno, con i lavori di ristrutturazione appaltati dalla giunta Genovese. Interventi che non sono serviti a nulla, perché il problema dei vecchi pluviali (risalenti agli anni Trenta) non è stato risolto, visto che la loro sostituzione era stata prevista in una successiva fase, quando si sarebbero dovuti rifare la facciata e il sistema di raccolta e di scolo delle acque piovane. Ed è incredibile come non ci possa sentire sicuri neppure in una scuola appena ristrutturata (ma vi rendete conto che quei pannelli di cartongesso e quei calcinacci avrebbero potuto seppellire decine di bambini?), figuriamoci in quei plessi – e sono quasi il 40 per cento in città, secondo le stime della Cgil – che non hanno neanche il certificato di agibilità. E così, dopo i crolli e le inchieste del passato più o meno recente, si “riscopre” l’emergenza edilizia scolastica, che in realtà non è mai tramontata, perché la situazione resta drammatica anche quando i riflettori sono spenti. E vi sono altri “fronti di guerra”, come quelli denunciati dal consigliere della III Circoscrizione Libero Gioveni, che fa riferimento alle preoccupazioni crescenti dei genitori degli alunni della scuola elementare Gentiluomo di Camaro o della Principe di Piemonte. Ma casi più o meno gravi sono facilmente riscontrabili in tutto il territorio cittadino e provinciale. Il sindaco Giuseppe Buzzanca, appresa la notizia del crollo, si è recato di prima mattina alla “Tommaseo” e, assieme al dirigente scolastico Placido Vitale, ha effettuato un sopralluogo alle aule del primo piano (dichiarate inagibili dai vigili del fuoco) e ai cantinati sommersi da acqua, fango e calcinacci. «Apriremo un’indagine amministrativa, verificheremo se ci siano state o meno responsabilità nella progettazione e nella realizzazione degli interventi», assicura Buzzanca. Subito dopo è arrivato l’assessore alla Pubblica istruzione Salvatore Magazzù, il quale ha confermato che gli alunni della “Tommaseo” saranno trasferiti temporaneamente nei locali dell’Istituto Antoniano (ma si dovrà inevitabilmente ricorrere ai doppi turni). E nel pomeriggio è intervenuto anche l’assessore regionale Antonello Antinoro: «La prossima settimana – ha annunciato l’assessore – incontrerò il sottosegretario e capo del Dipartimento della protezione civile, Guido Bertolaso, al quale esporrò la necessità assoluta di ottenere maggiori risorse da destinare alla sicurezza degli edifici scolastici. Già domani contatterò il sindaco ed il presidente della Provincia di Messina, con i quali pianificherò tutte le azioni da compiere». Lucio D’Amico - GazettadelSud

C’era chi aveva già previsto tutto…
Due milioni 553 mila euro: questo l’importo a base d’asta stanziato dal Comune per il progetto di manutenzione straordinaria della scuola elementare Tommaseo, della vicina media Manzoni e della media e materna Vann’Antò. Un appalto complessivo, aggiudicato alla ditta catanese Pappalardo, con interventi progettati da due professionisti esterni, gli ingegneri Francesco Celeste e Luigi Pellegrino. Dovendosi dividere le somme tra le quattro scuole, per la “Tommaseo” sono rimaste disponibili solo quelle per la ristrutturazione interna. L’allora assessore Liliana Modica (giunta Genovese) aveva previsto una seconda tranche di lavori, che avrebbe dovuto comprendere il rifacimento dei prospetti e del sistema di raccolta delle acque piovane. Qualcuno, però, aveva previsto quanto accaduto ieri (fortunatamente senza drammatici esiti). Carmelo Cardillo, componente del consiglio scolastico provinciale e dirigente sindacale, nel 2007 aveva preso carta e penna e scritto all’assessore Modica, denunciando, tra le altre cose, «l’inesistenza del solaio tra le tegole e il cartongesso sul quale sono state collocate le plafoniere, con grave pericolo per l’incolumità di alunni e docenti alla minima infiltrazione d’acqua». Facile Cassandra, si direbbe oggi. La risposta dei progettisti non si era fatta attendere: «Come da progetto – scrivevano gli ingegneri Celeste e Pellegrino, rivolgendosi al responsabile del procedimento, l’arch. Danilo De Pasquale – è prevista la revisione totale della copertura. Saranno presi tutti gli accorgimenti per realizzare il lavoro a perfetta regola d’arte». Evidentemente quegli “accorgimenti” non sono bastati. E oggi l’inchiesta della magistratura (un fascicolo è stato immediatamento aperto dalla Procura della Repubblica) e l’indagine amministrativa preannunziata dal sindaco Buzzanca dovranno fare chiarezza sulle eventuali responsabilità. Perché se il crollo di ieri non ha avuto tragiche conseguenze, lo si deve solo alla dea bendata o, per chi crede, alla protezione della Madonnina.(l.d.)

«Conviviamo ogni giorno con la paura»
«Noi della Tommaseo siamo sempre stati fortunati. Queste cose qui succedono o nella notte o all’alba». Rosina Valenti insegna da quindici anni nella scuola di viale Europa e un mese fa è stata costretta a fare lezione nei corridoi del primo piano. In una delle sue classi il controsoffitto rischiava di crollare proprio a causa delle infiltrazioni d’acqua, esattamente com’è accaduto ieri mattina nell’aula accanto. Ma sia lei che le sue colleghe ricordano bene tutte le volte in cui alla Tommaseo si è sfiorata la tragedia. «Questa non è la prima volta – dice Francesca Murabito, da più di quindici anni in questo istituto – ma la terza, la quarta, la quinta che succede una cosa come questa. Ogni anno, all’arrivo delle piogge, si verifica un crollo». Ogni anno un crollo, dunque, nonostante un intervento di ristrutturazione eseguito soltanto l’anno scorso e nonostante, a vederla da dentro, questa scuola sia tornata come nuova. Non del tutto evidentemente. E le testimonianze di chi da tempo ci lavora ne sono la prova. Francesca Murabito ricorda bene quando, intorno al 2001, vennero realizzati alcuni interventi sempre a causa dell’umidità nei controtetti. In quell’occasione la vecchia dirigente, Giovanna Bertè, la nominò responsabile della sicurezza per conto dell’istituto: «Scuola dichiarata per qualche tempo inagibile e crollo del controsoffitto – racconta l’insegnante - e la colpa era sempre dei pluviali». Problemi che quindi si trascinano per decenni senza mai trovare soluzione. Fino a ieri, con l’ennesimo crollo. «Quando abbiamo aperto la classe – racconta uno dei bidelli – abbiamo avuto l’impressione di rivedere le immagini della televisione della tragedia di una settimana fa». La mente è corsa subito a quanto accaduto a Rivoli, dove per il crollo di un controsoffitto uno studente di 17 anni ha perso la vita. E adesso cosa accadrà alla Tommaseo? Il dirigente scolastico, Placido Vitale, ha già adottato dei provvedimenti perché «dobbiamo sapere se possiamo entrare vivi in questa scuola e possiamo uscirne vivi». Da lunedì sette classi verranno ospitate all’istituto Antoniano, dove sia la materna sia le elementari saranno costrette a fare i doppi turni. Le lezioni nell’istituto di viale Europa continueranno solo in tre aule al piano terra, dove non esiste alcun pericolo. Arrabbiati ma soprattutto preoccupati i genitori dei piccoli studenti che ieri mattina ricordavano quanto accaduto il mese scorso, con una classe costretta a fare lezione nei corridoi per una settimana intera. Intanto, la Flc della Cgil denuncia: il 35 per cento degli edifici scolastici di Messina e provincia non ha la certificazione di agibilità. «Lo avevamo detto nella conferenza stampa di inizio anno scolastico il 16 settembre – dichiara la responsabile, Graziamaria Pistorino – e avevamo anche chiesto alle amministrazioni competenti, Provincia e i Comuni, l’istituzione di un Tavolo tecnico permanente per affrontare insieme questo ed altri problemi, prima che capitasse qualche incidente. Nonostante le molte sollecitazioni, nessuna convocazione è mai arrivata». La segretaria provinciale si è poi soffermata su altri due scuola a rischio sul fronte della sicurezza: l’istituto Giovanni XXIII e il Cesare Battisti. Giovanna Cucé

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