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CARO GIORGIO, QUESTO PAESE E’ MOLTO PIU’ IPOCRITA SENZA DI TE…

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1 GENNAIO 2008/2009: OGGI E’ IL NOSTRO COMPLEANNO! GRAZIE A TUTTI VOI E A COLORO CHE VERRANNO…

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E’ trascorso un anno. Era il 31 dicembre di un anno fa. Stesse emozioni, quelle meravigliose che caratterizzano l’ultimo dell’anno, cornice di quell’euforia collettiva; pianti, promesse, progetti, ricordi, ed uno sguardo in cielo verso quella stella che ci manca davanti ad uno spumante appena stappato. Tutto questo è il 31. Dove i profumi ed gli odori sono un pò più veri. Dopo un paio di mesi di incontri, prove e soprattutto idee condivise con il webmaster, pubblicai il mio primo ‘articolo’, forse meglio dire la mia prima riflessione su questo blog. L’ho voluta ripubblicare perchè un anno fa eravamo in pochi. Poi siete aumentati sempre più, avete partecipato con i vostri commenti e le vostre mail. Ma soprattutto avete dimostrato fiducia ed affetto ad una voce che è diventata la vostra. Un pò di numeri? Ci avete fatto visita in oltre 30 mila, avete sfogliato 70 mila pagine, avete viaggiato sull’etere da 65 Paesi di questo mondo (Uruguay, Egitto, Stati Uniti, Francia su tutti). E dal Congo, dalla Serbia, dalla Bosnia, dall’Indonesia, dalla Giordania, dal Senegal, dal Ghana, dalla Cina, dall’India etc. Abbiamo cercato di vestire il giornale nel modo più gradevole, con delle novità che abbiamo introdotte di volta in volta (non ultime quelle di oggi… abbiamo messo in evidenza sulla colonna a destra i nostri due reportage video realizzati negli ultimi anni). E non è finita qui… Abbiamo pubblicato 1721 articoli in un anno. Inchieste, reportage, denuncie, notizie relegate dalle grandi testate in un angolo di foglio. Abbiamo cercato di dare spazio alle tantissime (per motivo di spazio ne abbiamo escluse molte ma altrettanto importanti) notizie che quotidianamente vengono pubblicate, ma che in pochissimi riprendono sulle proprie testate, dalle agenzie di tutto il mondo (soprattutto da quelle indipendenti come Misna) sulle tante guerre, sulle tante stragi, sulle milioni di vittime di fame, per la degenerazione di un’ umanità deviata verso una illusione che finalmente sta svanendo con tutte le conseguenze che andremo a pagare per decenni. Presi dalle beghe politiche, dalla mediocrità del nulla, dai Grandi Fratelli e dalle Isole dei falliti. Abbiamo voluto che questo blog diventasse un punto di riferimento per chi volesse denunciare soprusi, i ‘vizietti’ della casta, le porcate delle multinazionali, la volontà di questo Paese a partecipare a missioni di guerra e al business della compravendita delle armi, pubblicando le inchieste di Antonio Mazzeo dal Sud America e gli articoli dei missionari che compongono quella testata giornalistica coraggiosa che prende il nome di Nigrizia. Abbiamo voluto denunciare, dando spazio alle tante inchieste pubblicate dai quotidiani e settimanali nazionali e dai periodici locali, il malaffare peloritano, il verminaio di vendoliana memoria, il baronato che ha esposto questa Università al pubblico e meritato ludibrio. Abbiamo voluto raccontare la piccolezza di tante realtà che la fanno da padrone in questa città-paese, come quella di piccoli intellettuali da cortile, da tv private, da parate carnevalesche con tanto di medaglioni al collo. Abbiamo voluto smaschere i privilegi di uomini piccoli e politici inesistenti, di nani e ballerine, le ideologie nascoste, ma non troppo di chi vorrebbe il mondo di un colore soltanto. E l’uso superficiale, interessato, strumentale di realtà potenzialmente interessanti ma che si sono rivelate dei flop per l’incapacità e la vigliaccheria di pochi. Lo abbiamo fatto sempre in buona fede, convinti che l’unico fine di un piccolo ma libero blog come è questo sia raccontare la verità, o sforzarsi di farlo quanto più e possibile. Questa di Messina è una realtà difficile. Si vive al fronte. Tutti sono compari di tutti. E guai ad essere contro. Noi non abbiamo paura e questo è già tanto. Non siamo i soli e questo ci conforta. Così come ci conforta la vostra vicinanza, il nostro specchio a cui diamo conto tutte le mattine. Questa notte noi festeggeremo un anno. Assieme a voi, nostri editori senza retorica. Che siete ormai parte di noi. Che potrete dire sempre la vostra attraverso i commenti o un qualunque contributo. Ricordando gli ‘ultimi’ a cui daremo sempre e per sempre voce, motivo della nostra esistenza, e i ‘primi’, che continueremo a spronare, denunciare e considerare democraticamente soltanto degli impiegati al nostro servizio. Lo faremo ricordando soprattutto una nostra guida morale, Giorgio Gaber. E il poeta Gerard Foucaux, che questo 2008 ci ha scippato. E chi come loro non ha speso inutilmente la propria esistenza. BUON ANNO, BUON 2009. ASSIEME…
ENRICO DI GIACOMO

1 GENNAIO 2008, INIZIO’ CON QUESTO ARTICOLO LA NOSTRA AVVENTURA…: BUON ANNO A TUTTI VOI UOMINI OFFESI

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Foto da ‘Il treno del ferro’ di E.D.G.

Buon 2008, a te che hai avuto preso a calci l`entusiasmo, a te che fai la spesa pagando soltanto con la tua dignità e il tuo sudore, a te che non puoi abbracciare i tuoi figli perchè la sera, al ritorno dal lavoro, già dormono, a te che non puoi creare una famiglia perchè ti hanno scippato il futuro e la speranza, a te che devi sopportare davanti alla minaccia di un licenziamento, a te che comprano tutto, a te che vendono tutto, a te che non riesci più a scorgere l`alba con la quale ti svegliavi tutte le mattine perchè coperta da un`altra inutile e violenta palazzina, a te che verrai considerato soltanto in campagna elettorale o avrai un`identità soltanto dentro una segreteria di partito, a te tradito, a te solo perchè non allineato, a te che questa notte trascorrerai la notte sotto una pioggia di fuoco e lacrime, a te clochard, panda in una società di puttane e magnacci, a te romeno, soltanto sintesi scorretta di un rom e un rumeno, a te che hai perso la vita lavorando per costruire un futuro assieme alle persone che più amavi soltanto perchè qualcun`altro doveva mantenersi il Ferrari, a voi, ragazzi del Segesta, annegati da ipocrisia e criminale furbizia, a te Graziella censurata anche da morta, a te Dalai Lama pestato dai teppisti di anime, a te Giorgio che domani te ne andavi lasciandoci orfani della bellezza, a te che ancora compri al mercato dell`usato sperando in un sorriso, a te che cerchi di scrivere la verità , di fotografare la verità senza mercanteggiare, a tutti voi e anche a chi ho in mente e nel cuore, auguro un 2008 senza offese, un 2008 leggero come l`aria fresca dello Stretto che respirerete questa notte bambina. Piangete e commuovetevi questa notte, non vergognatevi, come in una liberazione collettiva. Fate prendere il volo al vostro cuore senza ali, l`unica cosa a colori in un mondo in bianco e nero…
Auguri fratelli, Enrico.

L’INCHIESTA DI ANTONIO MAZZEO: AL VIA L’AGS, IL NUOVO SISTEMA DI SPIONAGGIO NATO

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Lo sviluppo dell’AGS (Alliance Ground Surveillance), il nuovo sistema di sorveglianza terrestre della NATO, ha generato divisioni insanabili all’interno dell’Alleanza Atlantica. Alla firma del Programme Memorandum of Understanding (PMOU) che segna i confini legali, organizzativi e finanziari del sistema d’intelligence, si sono presentati infatti solo 15 dei paesi membri dell’organizzazione nord-atlantica. Si tratta di Bulgaria, Canada, Danimarca, Estonia, Germania, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia e Stati Uniti d’America. Per la gestione e il coordinamento delle attività di sviluppo e implementazione dell’AGS, le nazioni aderenti al PMOU hanno dato vita a due nuove agenzie, la NATO AGS Management Organisation (NAGSMO) e la NATO AGS Management Agency (NAGSMA). Il Comando Supremo Atlantico di Bruxelles ha inoltre comunicato che la piena capacità del sistema di sorveglianza terrestre sarà raggiunta entro il 2012, anticipando di un anno i tempi previsti. Nel corso della riunione dei Ministri della Difesa della NATO di Cracovia, il 19 e 20 febbraio 2009, è stata formalizzata la scelta della stazione aeronavale di Sigonella quale “principale base operativa” dell’AGS. “Abbiamo scelto questa base dopo un’attenta valutazione e per la sua centralità strategica nel Mediterraneo che le consentirà di concentrare in quella zona le forze d’intelligence italiane, della NATO e internazionali”, ha dichiarato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Vincenzo Camporini. Nella grande infrastruttura militare siciliana saranno ospitati i sistemi di comando e di controllo del’AGS, centralizzando le attività di raccolta d’informazioni ed analisi di comunicazioni, segnali e strumentazioni straniere. Sigonella si trasforma così in un’immensa centrale di spionaggio, un “Grande Orecchio”, della NATO capace di spiare, 24 ore al giorno, un’area che si estende dai Balcani al Caucaso e dall’Africa al Golfo Persico. La stazione aeronavale ospiterà inoltre la componente di volo del sistema di sorveglianza, costituita da sei sofisticati velivoli senza pilota (UAV). In un comunicato stampa del 25 settembre scorso, gli alti comandi NATO hanno spiegato che “il segmento aereo dell’AGS Core sarà basato sulla versione Block 40 dell’aereo “RQ-4B Global Hawk” di produzione statunitense, dotato di un’autonomia di volo superiore alle 30 ore ed in grado di raggiungere i 60.000 piedi di altezza, in qualsiasi condizione meteorologica”. Gli UAV saranno equipaggiati con un sensore radar di sorveglianza del suolo multi-piattaforma (MPRIP Multi-Platform Radar Insertion Program) e con un sistema di trasmissione dati a banda larga. Mediante l’impiego di questi sensori tecnologicamente avanzati, l’AGS Core scoprirà e “traccerà” oggetti in movimento nell’area osservata e fornirà immagini radar di oggetti stazionari. Il segmento terrestre, che sarà sviluppato dalle industrie militari canadesi ed europee, distribuirà i dati ad i molteplici utenti operativi all’interno e fuori dal teatro delle operazioni belliche, e funzionerà come un’interfaccia tra l’AGS Core ed un’ampia gamma di sistemi d’Intelligence, Sorveglianza e Riconoscimento (IRS), nazionali e NATO. Il segmento di terra dell’AGS includerà i sistemi dedicati al supporto della missione, dislocati presso la Main Operating Base di Sigonella, e le stazioni terrestri, anche in configurazione trasportabile e mobile, per la pianificazione ed il controllo delle operazioni di volo degli UAV. “Grazie all’Alliance Ground Surveillance, la NATO acquisirà una considerevole flessibilità nell’impiego della propria capacità di sorveglianza di vaste aree di territorio in modo da adattarla alle reali necessità operative”, ha dichiarato Peter C. W. Flory, vicesegretario generale per gli Investimenti alla difesa dell’Alleanza Atlantica. “L’AGS è essenziale per accrescere la capacità di pronto intervento in supporto delle forze NATO per tutta le loro possibili future operazioni. L’AGS sarà un elemento chiave per assicurare l’assunzione delle decisioni politiche dell’Alleanza e la realizzazione dei piani militari”. Il nuovo sistema non è però un mero mezzo di intercettazione e di spionaggio. Come è stato riconosciuto dal Capo di Stato Maggiore italiano, generale Camporini, nella base di Sigonella sarà allestito un “più avanzato sistema SIGINT”. Il SIGINT, acronimo di Signals Intelligence, è lo strumento d’eccellenza di ogni “guerra preventiva” e ha una funzione determinante per scatenare il “first strike”, convenzionale o nucleare che sia. Una delle articolazioni SIGINT è la cosiddetta ELINT – Electronic Intelligence, che si occupa in particolare d’individuare la posizione di radar, navi, strutture di comando e controllo, sistemi antiaerei e missilistici, con lo scopo di pianificarne la distruzione in caso di conflitto. Nonostante l’accelerazione inferta al piano di sviluppo dell’AGS, il Comando NATO di Bruxelles ha chiesto un maggiore impegno collettivo ai paesi membri. “La partecipazione al programma resta aperto agli altri Alleati interessati”, ha dichiarato il vicesegretario Peter C. W. Flory, invitando apertamente i partner dell’Europa occidentale e la Polonia a rientrare nell’AGS. Originariamente, il piano di sviluppo del sistema di sorveglianza vedeva associate 23 nazioni. Il 16 aprile 2004, la NATO attribuì al consorzio “Trans-Atlantic Industrial Proposed Solution” (TIPS) la ricerca e la progettazione delle apparecchiature terrestri e aeree. Al consorzio partecipavano le statunitensi Northrop Grumman e General Dynamics, la European Aeronautic Defense and Space Company – EADS (gruppo aerospaziale a cui aderiscono società tedesche, francesi ed olandesi), la francese Thales, la spagnola Indra e l’italiana Galileo Avionica. L’accordo prevedeva la realizzazione di una flotta di aerei senza pilota a composizione “mista” (i Global Hawk USA e gli europei Airbus A321). Nel novembre 2007, Washington annunciò però l’abbandono di questa soluzione e la milionaria commessa dei velivoli spia fu affidata in esclusiva alla Northrop Grumman. La delusione e la rabbia degli alleati europei fu incontenibile e, uno dopo l’altro, Belgio, Francia, Ungheria, Olanda, Portogallo, Grecia e Spagna ritirarono il proprio appoggio finanziario ed industriale all’AGS. La diserzione alleata ebbe come prima conseguenza l’aumento dell’onere finanziario a carico dell’Italia per la realizzazione delle attrezzature e delle infrastrutture del sistema di sorveglianza, circa 150 milioni di euro, pari al 10% del piano finanziario del programma. Le autorità spagnole, che in un primo tempo avevano candidato lo scalo di Zaragoza come “principale base operativa” dell’AGS, hanno deciso di ritirarsi non solo per motivi di ordine economico-industriale. “L’installazione a Zaragoza dei velivoli senza pilota presentava molti inconvenienti al normale funzionamento del vicino aeroporto della città”, ha dichiarato il portavoce del governo Zapatero. “Dato che le aeronavi della NATO voleranno continuamente per catturare le informazioni, si potevano generare restrizioni al traffico aereo, saturazione nello spazio aereo e problemi durante gli atterraggi e i decolli”. Una valutazione dei rischi per la sicurezza dei sei milioni di passeggeri in transito dallo scalo di Catania-Fontanarossa (ad una decina di chilometri da Sigonella), che né il governo Prodi né quello Berlusconi si sono sentiti di fare. Eppure durante l’ispezione compiuta il 31 marzo 2008 nella base siciliana dal parlamentare di Sinistra Critica-PRC, Salvatore Cannavò, l’allora comandante del 41° Stormo dell’Aeronautica militare, colonnello Antonio Di Fiore, aveva negato l’ipotesi d’insediamento a Sigonella dei Global Hawk in quanto “la gestione di quel tipo di aerei senza pilota non è compatibile col traffico civile del vicino aeroporto civile Fontanarossa”. Con l’AGS, inevitabilmente, sarà dato nuovo impulso ai processi di militarizzazione del territorio siciliano. Per il funzionamento degli aerei senza pilota e della nuova supercentrale di spionaggio, il ministro della difesa Ignazio La Russa ha annunciato l’arrivo nell’isola di un “NATO Force Command di 800 uomini, con le rispettive famiglie”. È prevedibile che saranno presto avviati i lavori per realizzare nuovi complessi abitativi per il personale in forza alla stazione aeronavale. I consigli comunali di Motta Sant’Anastasia (Catania) e Lentini (Siracusa) hanno già adottato quattro progetti di variante ai piani regolatori per l’insediamento di residence e villaggi ad uso esclusivo dei militari statunitensi e NATO. Dovrebbe essere ormai questione di giorni l’arrivo a Sigonella del plotone di 4-5 velivoli RQ-4B “Global Hawk” dell’US Air Force, destinati ad operare in Europa, Medio oriente e nel continente africano. Nella base siciliana sarà pure realizzato il Global Hawk Aircraft Maintanance and Operations Complex, il complesso per le operazioni di manutenzione degli aerei senza pilota. Il progetto, da finanziare con il budget 2010 dell’Air Force Military Construction, Family Hosusing and base Realignment and Closure Programs, è stato definito di “alto valore strategico” da Kathleen Ferguson, vicesegretaria della Difesa, in occasione della sua audizione davanti al Congresso, il 3 giugno 2009. Il programma dell’US Air Force ha però lasciato perplessi i congressisti che hanno chiesto di posticipare l’installazione del nuovo hangar di supporto ai Global Hawk. “La marina USA possiede a Sigonella facilities di volo che attualmente sono sotto-utilizzate e possono pertanto ospitare a breve termine le necessità che deriveranno dall’arrivo dei primi Global Hawk nell’ottobre 2009”, ha dichiarato il portavoce del Comitato per le installazioni militari del Congresso. “Raccomandiamo pertanto di deferire l’investimento in facilities di volo aggiuntive a NAS Sigonella sino a quando il Rapporto Quadriennale della Difesa non informi sul futuro dei programmi del velivolo di pattugliamento marittimo P-8 e dei sistemi senza pilota UAV dell’US Navy, nonché su quanto verrà deciso relativamente all’installazione di questi programmi a Sigonella”. Lo scorso anno, il Pentagono ha assegnato alla Northrop Grumman il piano di sviluppo dei nuovi velivoli senza pilota che saranno utilizzati dalle forze navali. Con la prima tranche del programma, a partire del 2015 saranno forniti 68 “Global Hawk” in versione modificata rispetto a quelli già operativi con l’US Air Force. Spesa prevista 1,16 miliardi di dollari. “Una quarantina di questi velivoli UAV saranno dislocati in cinque siti: Kaneohe, Hawaii; Jacksonville, Florida; Sigonella, Italia; Diego Garcia, Oceano Indiano, e Kadena, Okinawa”, hanno dichiarato i portavoce del Dipartimento della Difesa. “Ad essi, nelle differenti missioni navali in tutte le aree del mondo, si affiancheranno i velivoli con pilota P-8 Multi-Mission Maritime Aircraft (MMA), che stanno sostituendo i P-3 Orion in servizio dal 1962”. L’US Navy ha già preannunciato che le “front lines” per la dislocazione dei nuovi P-8 saranno le stazioni aeronavali di Diego Garcia, Souda Bay (Grecia); Masirah (Oman); Keflavik (Islanda), Roosevelt Roads (Porto Rico) e l’immancabile Sigonella. Intanto, in vista del rilancio delle iniziative contro i nuovi programmi di guerra USA e NATO in Sicilia, il movimento “no war” si è dato appuntamento per mercoledì 30 settembre, ore 16,30, nella facoltà di Lingue dell’Università di Catania (Monastero dei Benedettini) per un incontro-dibattito dal titolo: “Dal potenziamento di Sigonella alla costruzione del MUOS a Niscemi. I pericoli della militarizzazione e della guerra”. Parteciperanno, tra gli altri, Alfonso Di Stefano (Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella), Valerio Marletta (consigliere provinciale del Prc), Gianni Piazza (docente della facoltà di Scienze Politiche) e Santi Terranova (legale dell’Associazione bambini leucemici “Manuele e Michele” di Lentini). ANTONIO MAZZEO

REGGIO CALABRIA: Cinque colpi di pistola contro l’auto della giornalista Angela Corica di Calabria Ora

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CINQUEFRONDI (REGGIO CALABRIA) - Cinque colpi di pistola sono stati sparati a Cinquefrondi da persone non identificate contro l’automobile di una giornalista del quotidiano Calabria Ora, Angela Corica. La vettura era parcheggiata nei pressi dell’abitazione della giornalista. Il fatto è accaduto nella tarda serata di lunedì. L’intimidazione è stata denunciata alla polizia di Stato. Angela Corica ha riferito che l’episodio potrebbe essere collegato alla sua attività giornalistica, ma di non avere ricevuto minacce, nè per telefono nè per lettera. La giornalista di Calabria Ora si è occupata in modo particolare, negli ultimi tempi, delle vicende riguardanti lo smaltimento dei rifiuti a Cinquefrondi. Gli articoli sono stati acquisiti dalla polizia nell’ambito delle indagini avviate sull’intimidazione subite da Angela Corica.

MA CHE SOCIETA’ STIAMO VIVENDO?: Un viaggio sotto un carico di cavolfiori per 19 clandestini. Clochard muore assiderato davanti al teatro di Genova

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Un gruppo di 19 immigrati clandestini - 18 cittadini iracheni e un albanese - è stato scoperto nel porto di Brindisi da agenti di polizia di frontiera durante controlli ai quali hanno partecipato anche finanzieri e funzionari della dogana del porto. Gli immigrati erano nascosti in un camion sotto un carico di copertura costituito da cavolfiori. Il gruppo - secondo primi accertamenti fatti dalla polizia - tramite un’organizzazione gestita da un napoletano, è riuscito, all’insaputa del camionista, a salire sul mezzo pesante in Grecia e fare la traversata fino al porto di Brindisi. Dalle indagini è emerso che ognuno dei clandestini avrebbe pagato 500 euro per questo ‘passaggio’. L”organizzatore’ del viaggio - un napoletano del quale non è stato ancora reso noto il nome - è stato identificato e fermato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Clochard muore assiderato davanti al teatro di Genova

Il cadavere di un clochard, morto probabilmente di freddo durante la notte, e’ stato ritrovato stamattina sotto il grande portico all’ingresso del teatro Carlo Felice, nel cuore di Genova. Anche se era senza documenti i carabinieri avrebbero identificato l’uomo. Si tratterebbe di un nepalese di 43 anni con alcuni precedenti di polizia. Sul posto sono intervenuti, oltre ai soccorritori del 118, vigili urbani, carabinieri ed il medico legale Aurelio Strizzoli, che dovra’ accertare eta’ e causa del decesso. L’allarme al 118 e’ stato dato alle 10 da un altro senza tetto che dormiva sotto il portico del teatro assieme alla vittima. Quando ha provato a scuotere il compagno per svegliarlo, si e’ reso conto che era morto. La polizia municipale, che ha il compito di pattugliare le zone frequentate dai barboni quando le temperature sono particolarmente rigide, ha spiegato di non aver notato l’uomo nella ronda notturna di ieri. I compagni di strada chiamavano Babu la vittima. Raccontano che aveva abbandonato una comunita’ di un prete genovese e viveva per strada dall’estate scorsa. “Ci corichiamo dietro la colonna uno addosso all’altro per ripararci dal freddo - dice Felipe - i carabinieri chiamati da quelli del Carlo Felice ci hanno preso le coperte per farci andare via”. All’ingresso del grande portico del teatro Carlo Felice si e’ radunata una folla di curiosi. Qualche momento di tensione quando i senza tetto hanno visto i cronisti. Hanno lanciato insulti e qualcuno ha tentato di aggredire fotografi e cameramen. Poi la salma dell’uomo e’ stata caricata sul furgone della polizia mortuaria e il gruppo di poveri emarginati ha applaudito commosso. Nel pomeriggio sia l’Amiu, l’azienda municipale dell’igiene urbana, sia i carabinieri hanno smentito che ieri sera siano state sottratte le coperte ai barboni che trovano rifugio per la notte dietro le colonne del grande portico del teatro Carlo Felice. Anche il Comune di Genova, tramite l’assessore ai servizi sociali Roberta Papi ha smentito che sia stato mai chiesto ai netturbini dell’Amiu di rimuovere i giacigli di fortuna realizzati dai barboni negli angoli di quello che e’ uno dei punti piu’ centrali e frequentati della citta’. L’accusa rivolta dai compagni del clochard morto si riferisce probabilmente a cio’ che accade in occasione di concerti o rappresentazioni liriche, quando la direzione del teatro Carlo Felice chiede all’Amiu di ripulire il portico dai rifiuti lasciati anche dai senza tetto.