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L’INCHIESTA DI ANTONIO MAZZEO: AL VIA L’AGS, IL NUOVO SISTEMA DI SPIONAGGIO NATO

Lo sviluppo dell’AGS (Alliance Ground Surveillance), il nuovo sistema di sorveglianza terrestre della NATO, ha generato divisioni insanabili all’interno dell’Alleanza Atlantica. Alla firma del Programme Memorandum of Understanding (PMOU) che segna i confini legali, organizzativi e finanziari del sistema d’intelligence, si sono presentati infatti solo 15 dei paesi membri dell’organizzazione nord-atlantica. Si tratta di Bulgaria, Canada, Danimarca, Estonia, Germania, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia e Stati Uniti d’America. Per la gestione e il coordinamento delle attività di sviluppo e implementazione dell’AGS, le nazioni aderenti al PMOU hanno dato vita a due nuove agenzie, la NATO AGS Management Organisation (NAGSMO) e la NATO AGS Management Agency (NAGSMA). Il Comando Supremo Atlantico di Bruxelles ha inoltre comunicato che la piena capacità del sistema di sorveglianza terrestre sarà raggiunta entro il 2012, anticipando di un anno i tempi previsti. Nel corso della riunione dei Ministri della Difesa della NATO di Cracovia, il 19 e 20 febbraio 2009, è stata formalizzata la scelta della stazione aeronavale di Sigonella quale “principale base operativa†dell’AGS. “Abbiamo scelto questa base dopo un’attenta valutazione e per la sua centralità strategica nel Mediterraneo che le consentirà di concentrare in quella zona le forze d’intelligence italiane, della NATO e internazionaliâ€, ha dichiarato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Vincenzo Camporini. Nella grande infrastruttura militare siciliana saranno ospitati i sistemi di comando e di controllo del’AGS, centralizzando le attività di raccolta d’informazioni ed analisi di comunicazioni, segnali e strumentazioni straniere. Sigonella si trasforma così in un’immensa centrale di spionaggio, un “Grande Orecchioâ€, della NATO capace di spiare, 24 ore al giorno, un’area che si estende dai Balcani al Caucaso e dall’Africa al Golfo Persico. La stazione aeronavale ospiterà inoltre la componente di volo del sistema di sorveglianza, costituita da sei sofisticati velivoli senza pilota (UAV). In un comunicato stampa del 25 settembre scorso, gli alti comandi NATO hanno spiegato che “il segmento aereo dell’AGS Core sarà basato sulla versione Block 40 dell’aereo “RQ-4B Global Hawk†di produzione statunitense, dotato di un’autonomia di volo superiore alle 30 ore ed in grado di raggiungere i 60.000 piedi di altezza, in qualsiasi condizione meteorologicaâ€. Gli UAV saranno equipaggiati con un sensore radar di sorveglianza del suolo multi-piattaforma (MPRIP Multi-Platform Radar Insertion Program) e con un sistema di trasmissione dati a banda larga. Mediante l’impiego di questi sensori tecnologicamente avanzati, l’AGS Core scoprirà e “traccerà†oggetti in movimento nell’area osservata e fornirà immagini radar di oggetti stazionari. Il segmento terrestre, che sarà sviluppato dalle industrie militari canadesi ed europee, distribuirà i dati ad i molteplici utenti operativi all’interno e fuori dal teatro delle operazioni belliche, e funzionerà come un’interfaccia tra l’AGS Core ed un’ampia gamma di sistemi d’Intelligence, Sorveglianza e Riconoscimento (IRS), nazionali e NATO. Il segmento di terra dell’AGS includerà i sistemi dedicati al supporto della missione, dislocati presso la Main Operating Base di Sigonella, e le stazioni terrestri, anche in configurazione trasportabile e mobile, per la pianificazione ed il controllo delle operazioni di volo degli UAV. “Grazie all’Alliance Ground Surveillance, la NATO acquisirà una considerevole flessibilità nell’impiego della propria capacità di sorveglianza di vaste aree di territorio in modo da adattarla alle reali necessità operativeâ€, ha dichiarato Peter C. W. Flory, vicesegretario generale per gli Investimenti alla difesa dell’Alleanza Atlantica. “L’AGS è essenziale per accrescere la capacità di pronto intervento in supporto delle forze NATO per tutta le loro possibili future operazioni. L’AGS sarà un elemento chiave per assicurare l’assunzione delle decisioni politiche dell’Alleanza e la realizzazione dei piani militariâ€. Il nuovo sistema non è però un mero mezzo di intercettazione e di spionaggio. Come è stato riconosciuto dal Capo di Stato Maggiore italiano, generale Camporini, nella base di Sigonella sarà allestito un “più avanzato sistema SIGINTâ€. Il SIGINT, acronimo di Signals Intelligence, è lo strumento d’eccellenza di ogni “guerra preventiva†e ha una funzione determinante per scatenare il “first strikeâ€, convenzionale o nucleare che sia. Una delle articolazioni SIGINT è la cosiddetta ELINT – Electronic Intelligence, che si occupa in particolare d’individuare la posizione di radar, navi, strutture di comando e controllo, sistemi antiaerei e missilistici, con lo scopo di pianificarne la distruzione in caso di conflitto. Nonostante l’accelerazione inferta al piano di sviluppo dell’AGS, il Comando NATO di Bruxelles ha chiesto un maggiore impegno collettivo ai paesi membri. “La partecipazione al programma resta aperto agli altri Alleati interessatiâ€, ha dichiarato il vicesegretario Peter C. W. Flory, invitando apertamente i partner dell’Europa occidentale e la Polonia a rientrare nell’AGS. Originariamente, il piano di sviluppo del sistema di sorveglianza vedeva associate 23 nazioni. Il 16 aprile 2004, la NATO attribuì al consorzio “Trans-Atlantic Industrial Proposed Solution†(TIPS) la ricerca e la progettazione delle apparecchiature terrestri e aeree. Al consorzio partecipavano le statunitensi Northrop Grumman e General Dynamics, la European Aeronautic Defense and Space Company – EADS (gruppo aerospaziale a cui aderiscono società tedesche, francesi ed olandesi), la francese Thales, la spagnola Indra e l’italiana Galileo Avionica. L’accordo prevedeva la realizzazione di una flotta di aerei senza pilota a composizione “mista†(i Global Hawk USA e gli europei Airbus A321). Nel novembre 2007, Washington annunciò però l’abbandono di questa soluzione e la milionaria commessa dei velivoli spia fu affidata in esclusiva alla Northrop Grumman. La delusione e la rabbia degli alleati europei fu incontenibile e, uno dopo l’altro, Belgio, Francia, Ungheria, Olanda, Portogallo, Grecia e Spagna ritirarono il proprio appoggio finanziario ed industriale all’AGS. La diserzione alleata ebbe come prima conseguenza l’aumento dell’onere finanziario a carico dell’Italia per la realizzazione delle attrezzature e delle infrastrutture del sistema di sorveglianza, circa 150 milioni di euro, pari al 10% del piano finanziario del programma. Le autorità spagnole, che in un primo tempo avevano candidato lo scalo di Zaragoza come “principale base operativa†dell’AGS, hanno deciso di ritirarsi non solo per motivi di ordine economico-industriale. “L’installazione a Zaragoza dei velivoli senza pilota presentava molti inconvenienti al normale funzionamento del vicino aeroporto della cittàâ€, ha dichiarato il portavoce del governo Zapatero. “Dato che le aeronavi della NATO voleranno continuamente per catturare le informazioni, si potevano generare restrizioni al traffico aereo, saturazione nello spazio aereo e problemi durante gli atterraggi e i decolliâ€. Una valutazione dei rischi per la sicurezza dei sei milioni di passeggeri in transito dallo scalo di Catania-Fontanarossa (ad una decina di chilometri da Sigonella), che né il governo Prodi né quello Berlusconi si sono sentiti di fare. Eppure durante l’ispezione compiuta il 31 marzo 2008 nella base siciliana dal parlamentare di Sinistra Critica-PRC, Salvatore Cannavò, l’allora comandante del 41° Stormo dell’Aeronautica militare, colonnello Antonio Di Fiore, aveva negato l’ipotesi d’insediamento a Sigonella dei Global Hawk in quanto “la gestione di quel tipo di aerei senza pilota non è compatibile col traffico civile del vicino aeroporto civile Fontanarossaâ€. Con l’AGS, inevitabilmente, sarà dato nuovo impulso ai processi di militarizzazione del territorio siciliano. Per il funzionamento degli aerei senza pilota e della nuova supercentrale di spionaggio, il ministro della difesa Ignazio La Russa ha annunciato l’arrivo nell’isola di un “NATO Force Command di 800 uomini, con le rispettive famiglieâ€. È prevedibile che saranno presto avviati i lavori per realizzare nuovi complessi abitativi per il personale in forza alla stazione aeronavale. I consigli comunali di Motta Sant’Anastasia (Catania) e Lentini (Siracusa) hanno già adottato quattro progetti di variante ai piani regolatori per l’insediamento di residence e villaggi ad uso esclusivo dei militari statunitensi e NATO. Dovrebbe essere ormai questione di giorni l’arrivo a Sigonella del plotone di 4-5 velivoli RQ-4B “Global Hawk†dell’US Air Force, destinati ad operare in Europa, Medio oriente e nel continente africano. Nella base siciliana sarà pure realizzato il Global Hawk Aircraft Maintanance and Operations Complex, il complesso per le operazioni di manutenzione degli aerei senza pilota. Il progetto, da finanziare con il budget 2010 dell’Air Force Military Construction, Family Hosusing and base Realignment and Closure Programs, è stato definito di “alto valore strategico†da Kathleen Ferguson, vicesegretaria della Difesa, in occasione della sua audizione davanti al Congresso, il 3 giugno 2009. Il programma dell’US Air Force ha però lasciato perplessi i congressisti che hanno chiesto di posticipare l’installazione del nuovo hangar di supporto ai Global Hawk. “La marina USA possiede a Sigonella facilities di volo che attualmente sono sotto-utilizzate e possono pertanto ospitare a breve termine le necessità che deriveranno dall’arrivo dei primi Global Hawk nell’ottobre 2009â€, ha dichiarato il portavoce del Comitato per le installazioni militari del Congresso. “Raccomandiamo pertanto di deferire l’investimento in facilities di volo aggiuntive a NAS Sigonella sino a quando il Rapporto Quadriennale della Difesa non informi sul futuro dei programmi del velivolo di pattugliamento marittimo P-8 e dei sistemi senza pilota UAV dell’US Navy, nonché su quanto verrà deciso relativamente all’installazione di questi programmi a Sigonellaâ€. Lo scorso anno, il Pentagono ha assegnato alla Northrop Grumman il piano di sviluppo dei nuovi velivoli senza pilota che saranno utilizzati dalle forze navali. Con la prima tranche del programma, a partire del 2015 saranno forniti 68 “Global Hawk†in versione modificata rispetto a quelli già operativi con l’US Air Force. Spesa prevista 1,16 miliardi di dollari. “Una quarantina di questi velivoli UAV saranno dislocati in cinque siti: Kaneohe, Hawaii; Jacksonville, Florida; Sigonella, Italia; Diego Garcia, Oceano Indiano, e Kadena, Okinawaâ€, hanno dichiarato i portavoce del Dipartimento della Difesa. “Ad essi, nelle differenti missioni navali in tutte le aree del mondo, si affiancheranno i velivoli con pilota P-8 Multi-Mission Maritime Aircraft (MMA), che stanno sostituendo i P-3 Orion in servizio dal 1962â€. L’US Navy ha già preannunciato che le “front lines†per la dislocazione dei nuovi P-8 saranno le stazioni aeronavali di Diego Garcia, Souda Bay (Grecia); Masirah (Oman); Keflavik (Islanda), Roosevelt Roads (Porto Rico) e l’immancabile Sigonella. Intanto, in vista del rilancio delle iniziative contro i nuovi programmi di guerra USA e NATO in Sicilia, il movimento “no war†si è dato appuntamento per mercoledì 30 settembre, ore 16,30, nella facoltà di Lingue dell’Università di Catania (Monastero dei Benedettini) per un incontro-dibattito dal titolo: “Dal potenziamento di Sigonella alla costruzione del MUOS a Niscemi. I pericoli della militarizzazione e della guerraâ€. Parteciperanno, tra gli altri, Alfonso Di Stefano (Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella), Valerio Marletta (consigliere provinciale del Prc), Gianni Piazza (docente della facoltà di Scienze Politiche) e Santi Terranova (legale dell’Associazione bambini leucemici “Manuele e Michele†di Lentini). ANTONIO MAZZEO

REGGIO CALABRIA: Cinque colpi di pistola contro l’auto della giornalista Angela Corica di Calabria Ora

CINQUEFRONDI (REGGIO CALABRIA) - Cinque colpi di pistola sono stati sparati a Cinquefrondi da persone non identificate contro l’automobile di una giornalista del quotidiano Calabria Ora, Angela Corica. La vettura era parcheggiata nei pressi dell’abitazione della giornalista. Il fatto è accaduto nella tarda serata di lunedì. L’intimidazione è stata denunciata alla polizia di Stato. Angela Corica ha riferito che l’episodio potrebbe essere collegato alla sua attività giornalistica, ma di non avere ricevuto minacce, nè per telefono nè per lettera. La giornalista di Calabria Ora si è occupata in modo particolare, negli ultimi tempi, delle vicende riguardanti lo smaltimento dei rifiuti a Cinquefrondi. Gli articoli sono stati acquisiti dalla polizia nell’ambito delle indagini avviate sull’intimidazione subite da Angela Corica.

MA CHE SOCIETA’ STIAMO VIVENDO?: Un viaggio sotto un carico di cavolfiori per 19 clandestini. Clochard muore assiderato davanti al teatro di Genova

Un gruppo di 19 immigrati clandestini - 18 cittadini iracheni e un albanese - è stato scoperto nel porto di Brindisi da agenti di polizia di frontiera durante controlli ai quali hanno partecipato anche finanzieri e funzionari della dogana del porto. Gli immigrati erano nascosti in un camion sotto un carico di copertura costituito da cavolfiori. Il gruppo - secondo primi accertamenti fatti dalla polizia - tramite un’organizzazione gestita da un napoletano, è riuscito, all’insaputa del camionista, a salire sul mezzo pesante in Grecia e fare la traversata fino al porto di Brindisi. Dalle indagini è emerso che ognuno dei clandestini avrebbe pagato 500 euro per questo ‘passaggio’. L”organizzatore’ del viaggio - un napoletano del quale non è stato ancora reso noto il nome - è stato identificato e fermato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Clochard muore assiderato davanti al teatro di Genova

Il cadavere di un clochard, morto probabilmente di freddo durante la notte, e’ stato ritrovato stamattina sotto il grande portico all’ingresso del teatro Carlo Felice, nel cuore di Genova. Anche se era senza documenti i carabinieri avrebbero identificato l’uomo. Si tratterebbe di un nepalese di 43 anni con alcuni precedenti di polizia. Sul posto sono intervenuti, oltre ai soccorritori del 118, vigili urbani, carabinieri ed il medico legale Aurelio Strizzoli, che dovra’ accertare eta’ e causa del decesso. L’allarme al 118 e’ stato dato alle 10 da un altro senza tetto che dormiva sotto il portico del teatro assieme alla vittima. Quando ha provato a scuotere il compagno per svegliarlo, si e’ reso conto che era morto. La polizia municipale, che ha il compito di pattugliare le zone frequentate dai barboni quando le temperature sono particolarmente rigide, ha spiegato di non aver notato l’uomo nella ronda notturna di ieri. I compagni di strada chiamavano Babu la vittima. Raccontano che aveva abbandonato una comunita’ di un prete genovese e viveva per strada dall’estate scorsa. “Ci corichiamo dietro la colonna uno addosso all’altro per ripararci dal freddo - dice Felipe - i carabinieri chiamati da quelli del Carlo Felice ci hanno preso le coperte per farci andare via”. All’ingresso del grande portico del teatro Carlo Felice si e’ radunata una folla di curiosi. Qualche momento di tensione quando i senza tetto hanno visto i cronisti. Hanno lanciato insulti e qualcuno ha tentato di aggredire fotografi e cameramen. Poi la salma dell’uomo e’ stata caricata sul furgone della polizia mortuaria e il gruppo di poveri emarginati ha applaudito commosso. Nel pomeriggio sia l’Amiu, l’azienda municipale dell’igiene urbana, sia i carabinieri hanno smentito che ieri sera siano state sottratte le coperte ai barboni che trovano rifugio per la notte dietro le colonne del grande portico del teatro Carlo Felice. Anche il Comune di Genova, tramite l’assessore ai servizi sociali Roberta Papi ha smentito che sia stato mai chiesto ai netturbini dell’Amiu di rimuovere i giacigli di fortuna realizzati dai barboni negli angoli di quello che e’ uno dei punti piu’ centrali e frequentati della citta’. L’accusa rivolta dai compagni del clochard morto si riferisce probabilmente a cio’ che accade in occasione di concerti o rappresentazioni liriche, quando la direzione del teatro Carlo Felice chiede all’Amiu di ripulire il portico dai rifiuti lasciati anche dai senza tetto.

MESSINA, LA DENUNCIA DELLA ‘DESTRA’: I RAPPORTI DEL PRESIDENTE RICEVUTO CON ‘IL COMPARE’ CONDANNATO PER MAFIA (5 ANNI E 4 MESI) FRASCONNA’ CANTALANOTTE!

“Il coordinamento provinciale de ‘La Destra’ di Messina invita il presidente della Provincia Nanni Ricevuto (nella foto) a rassegnare le proprie dimissioniâ€. Questo l’incipit, quantomai eloquente, del comunicato diffuso questa mattina da ‘La Destra’ attarverso cui il partito invita il ’suo’ presidente ad abbandonare la poltrona di Palazzo dei Leoni. Una richiesta che segue quella avanzata ieri dal Pdci ma che in questo caso assume un ‘colore’ politico ben diverso considerando che il partito fa parte della maggioranza ed ha un proprio rappresentante in consiglio, Giuseppe Saya. La posizione ufficiale presa da ‘La Destra’ è legata alle recenti vicende giudiziarie che vedono coinvolto Ricevuto ma, “soprattutto - specificano i componenti del coordinamento provinciale - al contenuto delle intercettazione emerse nell’ambito procedimento penale della cosìdetta ‘Operazione Montagna’, pendente dinanzi al Tribunale di Pattiâ€. Proprio in relazione a tale procedimento, gli esponenti del partito invitano il ‘numero uno’ di Palazzo dei Leoni a chiarire definitivamente “la natura dei rapporti di ‘presunto comparaggio’ con Nicolò Frasconnà Cantalanotte condannato in primo grado per associazione mafiosaâ€. E’ alla luce di tale fatti che ‘La Destra’ ha dunque deciso di prendere le distanze da Ricevuto in attesa che lo stesso chiarisca innanzi alla legge eventuali responsabilità. Una doccia fredda che giunge proprio in occasione della conferenza di saluti e fine d’anno indetta oggi dal presidente. Fonte: tempostretto.it

QUESTE LE CONDANNE PER L’OPERAZIONE ‘MONTAGNA’:
Tre condanne e tre assoluzioni sono state decise ieri mattina dal Gup di Messina Daria Orlando a conclusione del rito abbreviato riguardante la posizione di sei imputati coinvolti nell’operazione “Montagnaâ€, scattata il 22 marzo 2007 sui Nebrodi con l’esecuzione di 39 ordinanze di custodia cautelare e 57 denunce a piede libero da parte dei carabinieri del Ros, del Comando Provinciale e delle compagnie territoriali a seguito di una vasta indagine, su mafia e appalti, portata a termine dalla Dda di Messina. Ieri il giudice ha condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione Nicolò Frasconà Cantalanotte, 50 anni, di Capizzi, a 4 anni e 8 mesi Giuseppe Costanzo Zammataro, 31 anni, di Tortorici e a 3 anni e 8 mesi Benedetto Traviglia, 57 anni, di Gravina di Catania. Sono stati assolti i fratelli Tindaro e Antonino La Monica, rispettivamente di 48 e 42 anni, entrambi di Caronia e Filippo Cardaci, 59 anni, di Sinagra. Nel dettaglio, per i tre (tutti imprenditori) è scattata l’assoluzione “per non avere commesso il fatto†in relazione al capo 1 (associazione mafiosa) e “perché il fatto non costituisce reato†per il capo 19. I tre imputati sono stati difesi dall’avvocato Alessandro Pruiti Ciarello. Nella precedente udienza il pm Fabio D’Anna aveva avanzato richiesta di condanna per tutti: 10 anni per Frasconà Cantalanotte, 6 anni per Traviglia, 5 anni per Costanzo Zammataro, 4 anni e 8 mesi per Cardaci, 3 anni per i fratelli La Monica. Gli imputati condannati, avendo avanzato richiesta di essere giudicati con l’abbreviato, usufruiscono della riduzione di un terzo della pena (comprensiva nella condanna emessa dal Gup). Chiuso quest’altro capitolo, il prossimo per la “Montagna†sarà quello del processo ordinario che inizierà il 16 giugno davanti al tribunale di Patti con 38 imputati che sono stati rinviati a giudizio. Precedentemente, il 17 marzo scorso, il Gup Orlando aveva accordato 9 patteggiamenti di pena e decretato 20 proscioglimenti mentre altre posizioni (in particolare di originari indagati a piede libero) erano state archiviate. A vario titolo le accuse sono di associazione mafiosa finalizzata ad estorsioni, minacce, danneggiamenti, porto e detenzione illegale di armi da fuoco e munizioni. Sul tappeto della lunga indagine portata avanti dalla Dda, in particolare gli appalti pubblici che sarebbero stati controllati, in una vasta fetta dei Nebrodi, dalle famiglie mafiose di Capizzi con il presunto nuovo “capo†Giuseppe Antonino Calandra (tra i rinviati a giudizio) e di Tortorici della cosca dei Batanesi. Articolo di Giuseppe Lazzaro del 13 giugno 2008

L’INTERCETTAZIONE, UMBERTO BONANNO RISCHIA IL POSTO AL CONCORSO TRUFFA: NANNI RICEVUTO LO RASSICURA “FAMMI SAPERE TUTTO, E CHE NON CI ROMPANO I COGLIONI!â€

OGGI DURANTE LA CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA NANNI RICEVUTO, GIA’ INDAGATO PER FALSO, HA DETTO: “La richiesta (di dimissioni da parte del PDCI) arriva da un’entità politica che non esiste più, che non ha peso né rappresentanti al Comune e in altre istituzioni. Io confido nella Magistratura e sono garantista“. Se per un’indagine della Magistratura inquirente dovessimo dimetterci, il paese sarebbe senza guide, in tutta Italia. Ho fiducia nella Magistratura - ha concluso - e se ci sarà bisogno mi difenderò“. Nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla Procura che ha determinato la sospensione dalle funzioni, per due mesi, del rettore Franco Tomasello risulta indagata anche la moglie del rettore, Melitta Grasso. Ricevuto è accusato di falso, la Grasso di abuso d’ufficio. Secondo la tesi dell’accusa, avanzata dal sostituto procuratore Angelo Cavallo, il Presidente della Provincia, all’epoca dei fatti viceministro della Funzione Pubblica, sarebbe stato firmatario di alcuni attestati che dichiaravano lo svolgimento di funzioni pubbliche da parte di Umberto Bonanno presso il Miur mai svolte. NOI GLI AUGURIAMO BUON ANNO CON UNA PICCOLA OPERAZIONE MEMORIA.

Trascrizione dell’intercettazione telefonica intercorsa tra Umberto Bonanno e Nanni Ricevuto il 10-01-2006
In stato di fibrillazione, Bonanno chiama l’amico Nanni Ricevuto, perchè anche lui si attivi presso il rettore Tomasello

U: pronto?

N: Umbertino?

U: Nanni, gioia, ti prego di scusarmi.

N: no gioia, dimmi?

U: ora sto salendo sopra dal Rettore

N: che è successo?

U: mi hanno chiamato dalla clinica…

N: …eh?

U: e stanno cercando di giocarmi quella cosa là…

N: eh, chi…?

U: perchè c’è la figlia del professor Barbaro, che si è presentata…

N: …eh…

U: sono andatidal professore e gli hanno fatto pressioni. …il professore mi ha fatto avvisare

N: umh…

U: che alle 12 era convocato da Franco Tomasello, credo per altri motivi, e mi hanno fatto dire con una scusa, fatti trovare là…

N: certo

U: ora io andrò a trovare Melitta e poi vado a trovare Franco…

N: certo…

U: volevo sapere una cosa, ma poi tu Franco lo hai sentito nei giorni scorsi…

N: no, non l’ho sentito. L’ho sentito, l’ho sentito

U: eh

N: vuoi che lo richiami?

U: volevo sapere questo, capisci?

N: si l’ho sentito, abbiamo parlato…

U: eh, perchè mi sono detto: “glielo dico primaâ€, perchè mi ha chiamato due volte, pare che non gliel’ho detto niente a Nanni, capisci?

N: no, ci mancherebbe, ci siamo sentiti

U: io ora a Melitta gli parlo in maniera chiara…

N: si, fammi sapere

U: gli dico: “qua mi stanno giocando questa cosaâ€

N: fammi sapere tutto e che non ci rompano i coglioni!

U: eh, va beh

LA QUERELLE: SALVATORE E RITA BORSELLINO, SONIA ALFANO CONTRO VITTORIO SGARBI E LA VEDOVA BORSELLINO!

PALERMO - È polemica tra Rita e Salvatore Borsellino e Vittorio Sgarbi. I fratelli del magistrato ucciso dalla mafia il 19 luglio del 1992 prendono le distanze dalla cognata Agnese Piraino Leto, vedova del giudice, invitandola a non accettare la cittadinanza onoraria offertale dal sindaco di Salemi. La cerimonia di consegna della cittadinanza è prevista nel marzo del 2009. «Come siciliana - ha detto qualche giorno fa Agnese Borsellino - sono felicissima della scelta di Sgarbi di fare il sindaco in una cittadina siciliana. Vedo nel suo lavoro un’azione missionaria». «Apprendiamo dalla stampa con stupore e disappunto - hanno invece scritto Rita e Salvatore Borsellino in una nota - che nostra cognata avrebbe accettato l’offerta della cittadinanza onoraria della città di Salemi da parte del sindaco Vittorio Sgarbi, personaggio dai comportamenti non certamente limpidi né eticamente corretti, condannato anche per aver definito “assassini” dei magistrati, e a cui quindi non si addice certamente il termine di “missionario”. Chiediamo per questo a nostra cognata, proprio per il cognome che porta, di declinare l’offerta ricevuta».
QUERELA - Parole che non sono piaciute a Vittorio Sgarbi, il quale, dicendosi «indignatissimo», ha annunciato che querelerà Rita e Salvatore Borsellino «per le gravissime frasi diffamatorie». La loro reazione, ha spiegato il sindaco di Salemi, «dimostra che Sciascia aveva ragione: sono dei professionisti dell’antimafia che, per esistere, fanno vivere la mafia anche dove non c’è». Sgarbi, in particolare, smentisce di aver definito “assassini” i magistrati: «L’ho solo detto a Fabio De Pasquale, che ha lasciato morire in carcere Gabriele Cagliari». Per quanto riguarda la cittadinanza ad Agnese Borsellino, il sindaco Sgarbi ribadisce che «la vedova del magistrato è venuta a Salemi per sua espressa volontà» e che «ha avuto parole di apprezzamento sincere nei miei confronti, addirittura cogliendo in me una somiglianza con Paolo Borsellino; credo - ha aggiunto Sgarbi - che più di chiunque altro abbia conosciuto bene il marito». Il sindaco del paese in provincia di Trapani puntualizza inoltre che «tutto quanto affermato dalla signora Agnese e diffuso dall’ufficio stampa è registrato. Rita e Salvatore Borsellino, offendono non solo me, ma anche la cognata, perché la ritengono incapace di intendere e di volere. Si vergognino».
LA GIUNTA SI COSTITUISCE PARTE CIVILE - Sostegno al sindaco è arrivato dalla giunta comunale di Salemi, che ha deciso di costituirsi parte civile nell’eventuale processo nei confronti di Rita e Salvatore Borsellino. Intanto, l’Associazione nazionale familiari vittime di mafia, presieduta da Sonia Alfano, ha invitato «Agnese Borsellino a non prendere decisioni avventate e a riflettere sulla proposta di Sgarbi». «Noi conosciamo - si legge nella nota della Alfano - il grande rispetto che Agnese nutre nei confronti di questo Stato ed è con immenso affetto che vorremmo indurla ad una seria ed approfondita riflessione sull’opportunità di accettare quella cittadinanza proprio in virtù della grande dedizione che, nonostante tutto, Agnese continua mirabilmente a coltivare nei confronti delle Istituzioni. Vorremmo dunque metterla in guardia - prosegue la nota - dal pericolo di essere utilizzata come strumento per ripulire l’immagine e la fedina penale di un pregiudicato come Vittorio Sgarbi». Anche nei confronti della Alfano la replica del sindaco di Salemi non si è fatta attendere: «È mia intenzione querelare anche Sonia Alfano. Io non devo proprio ripulire nessuna immagine - ha detto Sgarbi -. Si vergogni. Di diffamarmi, e soprattutto della mancanza di rispetto nei confronti della vedova Borsellino».

Why Not, richiesta della Cassazione: “Trasferire il procuratore Apicella”
ROMA - La Procura generale presso la Corte di Cassazione ha chiesto al Csm di trasferire ad altra sede e ad altre funzioni il procuratore della Repubblica di Salerno, Luigi Apicella, uno dei protagonisti dello scontro con la procura di Catanzaro legato alle inchieste dell’ex pm del capoluogo calabrese Luigi De Magistris. La sezione disciplinare del Csm si occuperà della richiesta nella Camera di Consiglio straordinaria fissata il 10 gennaio prossimo. La “richiesta urgente” è stata inviata oggi al Consiglio superiore della magistratura per il trasferimento - si legge in una nota di Palazzo dei Marescialli - “ad altra sede e di destinazione ad altre funzioni del dottor Luigi Apicella, procuratore della Repubblica presso il tribunale di Salerno”. In questo modo il Procuratore Generale della Cassazione, Vitaliano Esposito, ha esercitato l’azione disciplinare, potere che condivide insieme con il ministro della Giustizia.