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MA CHE SOCIETA’ STIAMO VIVENDO?: Un viaggio sotto un carico di cavolfiori per 19 clandestini. Clochard muore assiderato davanti al teatro di Genova

Un gruppo di 19 immigrati clandestini - 18 cittadini iracheni e un albanese - è stato scoperto nel porto di Brindisi da agenti di polizia di frontiera durante controlli ai quali hanno partecipato anche finanzieri e funzionari della dogana del porto. Gli immigrati erano nascosti in un camion sotto un carico di copertura costituito da cavolfiori. Il gruppo - secondo primi accertamenti fatti dalla polizia - tramite un’organizzazione gestita da un napoletano, è riuscito, all’insaputa del camionista, a salire sul mezzo pesante in Grecia e fare la traversata fino al porto di Brindisi. Dalle indagini è emerso che ognuno dei clandestini avrebbe pagato 500 euro per questo ‘passaggio’. L”organizzatore’ del viaggio - un napoletano del quale non è stato ancora reso noto il nome - è stato identificato e fermato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Clochard muore assiderato davanti al teatro di Genova

Il cadavere di un clochard, morto probabilmente di freddo durante la notte, e’ stato ritrovato stamattina sotto il grande portico all’ingresso del teatro Carlo Felice, nel cuore di Genova. Anche se era senza documenti i carabinieri avrebbero identificato l’uomo. Si tratterebbe di un nepalese di 43 anni con alcuni precedenti di polizia. Sul posto sono intervenuti, oltre ai soccorritori del 118, vigili urbani, carabinieri ed il medico legale Aurelio Strizzoli, che dovra’ accertare eta’ e causa del decesso. L’allarme al 118 e’ stato dato alle 10 da un altro senza tetto che dormiva sotto il portico del teatro assieme alla vittima. Quando ha provato a scuotere il compagno per svegliarlo, si e’ reso conto che era morto. La polizia municipale, che ha il compito di pattugliare le zone frequentate dai barboni quando le temperature sono particolarmente rigide, ha spiegato di non aver notato l’uomo nella ronda notturna di ieri. I compagni di strada chiamavano Babu la vittima. Raccontano che aveva abbandonato una comunita’ di un prete genovese e viveva per strada dall’estate scorsa. “Ci corichiamo dietro la colonna uno addosso all’altro per ripararci dal freddo - dice Felipe - i carabinieri chiamati da quelli del Carlo Felice ci hanno preso le coperte per farci andare via”. All’ingresso del grande portico del teatro Carlo Felice si e’ radunata una folla di curiosi. Qualche momento di tensione quando i senza tetto hanno visto i cronisti. Hanno lanciato insulti e qualcuno ha tentato di aggredire fotografi e cameramen. Poi la salma dell’uomo e’ stata caricata sul furgone della polizia mortuaria e il gruppo di poveri emarginati ha applaudito commosso. Nel pomeriggio sia l’Amiu, l’azienda municipale dell’igiene urbana, sia i carabinieri hanno smentito che ieri sera siano state sottratte le coperte ai barboni che trovano rifugio per la notte dietro le colonne del grande portico del teatro Carlo Felice. Anche il Comune di Genova, tramite l’assessore ai servizi sociali Roberta Papi ha smentito che sia stato mai chiesto ai netturbini dell’Amiu di rimuovere i giacigli di fortuna realizzati dai barboni negli angoli di quello che e’ uno dei punti piu’ centrali e frequentati della citta’. L’accusa rivolta dai compagni del clochard morto si riferisce probabilmente a cio’ che accade in occasione di concerti o rappresentazioni liriche, quando la direzione del teatro Carlo Felice chiede all’Amiu di ripulire il portico dai rifiuti lasciati anche dai senza tetto.

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