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NOMINA POLITICA (MPA): FABIO D’AMORE E’ IL NUOVO COMMISSARIO DELLA FIERA

La nomina del nuovo commissario dell’Ente Fiera, attesa da giorni, è arrivata e porta con sé una sorpresa: il nome è quello di Fabio D’Amore, leader di Risorgimento Messinese, ex presidente del Consiglio comunale e indicato da indiscrezioni come possibile futuro leader dell’opposizione a Messina. D’Amore è stato scelto dall’assessore regionale alla Cooperazione e Commercio Roberto Di Mauro dell’Mpa, partito al quale più volte lo stesso D’Amore era stato “accostato†politicamente. Di Mauro ha affermato che la proroga della gestione commissariale «garantirà la gestione degli atti urgenti e inderogabili. Nella struttura si continua a operare con gravissime difficoltà logistiche e finanziarie. Oggi, i debiti ammontano a circa due milioni di euro, di cui uno con l’Autorità portuale che continua a chiedere le chiavi dei padiglioni e dell’intera area demaniale. Debito che rischia di lievitare». D’Amore avrà un mandato ben preciso: «Procedere a tutti gli adempimenti necessari alla liquidazione della struttura e arrivare in tempi rapidissimi alla definizione di un percorso programmatico che coinvolgerà le fiere di Messine e Palermo in termini di rilancio e di soluzione occupazionale dei lavoratori». La notizia della nomina, che sembra aver colto di sorpresa anche l’entourage di D’Amore stesso, potrebbe provocare contraccolpi politici a Messina, dove magari il centrodestra si attendeva che dall’urna dell’assessore venisse fuori il nome di un esponente della coalizione. L’ex presidente del consiglio comunale succede a Giuseppe Grazia, commissario dell’ente per due anni. Sebastiano Caspanello - Tempostretto.it

IL MONDO IN GUERRA: Il segreto nucleare dei sottomarini che si scontrano

LIVORNO - «Impensabile» titola il tabloïd britannco “The sun”. Ma stavolta il giornale non parla del tradimento di qualche starlet svestita ma di uno scontro di due sottomarini nucleari armati di missili, uno del Regno Unito e l´altro della Repubblica Francese. Uno scontro in pieno Oceano Atlantico che è stato svelato dopo 12 giorni dall´incidente del 4 febbraio. Secondo “The Sun” il 3 o il 4 febbraio i sottomarini HMS Vanguard (nella foto) e La Triomphant sono stati ambedue danneggiati durante l´incidente, ma non ci sarebbero state avarie agli impianti nucleari, anche se il tutto è filtrato attraverso il segreto militare-atomico. L´HMS Vanguard è uno dei quattro sommergibili lanciamissili britannici e trasporta 16 missili. Le Triomphant é uno dei sottomarini lanciamissili francesi di nuova generazione progettato per rimpiazzare i sottomarini Le Redoutable di prima generazione, è armato con 16 missili intercontinentali M-45. Il sottomarino britannico è stato comunque rimorchiato nella base militare scozzese di Faslane per riparazioni. Una nota della Marine nationale de France spiega che «durante il suo giro di pattugliamento il Snle (sous-marin nucléaire lanceur d´engins] Le Triomphant ha urtato n immersione un oggetto immerso (probabilmente un contenitore). Il sonar a cupola, che si trova nella parte anteriore è stato danneggiato». L´ipocrisia di Stato che copre di segreto il nucleare militare e civile francese è nota, ma probabilmente la Marina del Regno Unito non sarà contenta di sentire definire “contenitore” da un Paese alleato un sottomarino che costa diversi miliardi di sterline e che probabilmente è in grado di cancellare dalla faccia della terra un paio di città. Secondo la Bbc i due sottomarini hanno riportato «seri danni», quel che si riesce a capire è che non ci sarebbero state fughe nucleari e che i 250 marinai degli equipaggi sarebbero tutti salvi. Anche il ministero della difesa britannico si è rifiutato di dare ogni spiegazione (proprio come fanno i tanto criticati russi quando accadono cose simili) ma un portavoce si è subito precipitato a «confermare che la capacità di dissuasione britannica non è stata colpita in nessun momento e che la sicurezza nucleare non è stata messa in pericolo». Forse i nemici (quali e dove?) della regina Elisabetta non devono rallegrarsi, ma qualcosa di strano è successo: Lo stesso The Sun si chiede come questo sia stato possibile visto che «è sorprendente che tecnologie sonar sono talmente sofisticate non abbiano visto l´altro sommergibile». Un incidente che doveva essere altamente improbabile è avvenuto ed ora due Stati alleati sembra non si conoscano nemmeno e non sappiano cosa fanno sotto il mare i loro sottomarini nucleari armati di armati di bombe atomiche.

Esplosione in una miniera in Cina: 73 morti e decine di dispersi

Almeno 73 minatori sono morti e decine di operai sono rimasti intrappolati per un’esplosione di grisou in una miniera della provincia settentrionale cinese dello Shanxi. Lo riporta l’agenzia di stampa Nuova Cina. L’incidente e’ avvenuto oggi nella citta’ di Gujiao, vicino il capoluogo della provincia Taiyuan, mentre al lavoro c’erano 436 minatori. La miniera in questione, che ha una capacita’ produttiva annuale di cinque milioni di tonnellate di carbone, e’ gestita dallo Shanxi Jiaomei Group. L’estrazione mineraria e’ particolarmente pericolosa in Cina, dove le numerose miniere, in generale private, non rispettano le elementari norme di sicurezza. Circa 3.000 minatori sono morti lo scorso anno in Cina secondo i dati ufficiali: un numero molto inferiore alla realta’ stando a fonti indipendenti. Il grisou, detto anche gas di miniera, e’ un gas combustibile inodore e incolore caratteristico delle miniere di carbone e di zolfo, causa di numerosi incidenti minerari in tutto il mondo.

Messico: Nel 2009 la guerra tra cartelli ha già fatto più di mille morti

La guerra tra cartelli della droga messicani è una piaga nazionale. Nei primi 51 giorni del 2009, la criminalità ha fatto 1.003 morti. A denunciarlo è il quotidiano «Universal», che cita un rapporto secondo cui nel 2008 - anno in cui la delinquenza aveva provocato la morte di 5.600 persone - a mille morti si era arrivati solo in aprile. E la cifra di questi primi giorni del 2009 è di gran lunga più alta anche rispetto ai dati del 2007. Il capo della polizia di Ciudad Juarez, una delle zone più violente, ha lasciato l’incarico dopo la minaccia della criminalità di uccidere un agente ogni 48 ore se non si fosse dimesso. Nella città messicana oltre 50 agenti sono stati uccisi nel 2008.

COMMISSARIATA L’ANAS: IL RITORNO DI CIUCCI ALLA SOCIETA’ PONTE SULLO STRETTO

Il governo si prepara a commissariare l’Anas. Ciucci non resterà comunque a spasso visto che per lui è già pronta la poltrona di presidente della società che dovrà occuparsi della costruzione del Ponte sullo Stretto. Al suo posto dovrebbe arrivare l’attuale presidente del Consiglio di Stato, Paolo Salvatore, 73 anni, una carriera a metà tra compiti amministrativi e incarichi di governo. E se l’operazione dovesse andare in porto la sua poltrona verrebbe occupata dal presidente aggiunto, De Lise. Infine l’ultimo spostamento nel tourbillon di nomine dovrebbe essere la promozione di Michele Minenna, attuale direttore dei lavori dell’Anas a direttore generale della società. Pietro Ciucci era stato nominato nel 2006 dall’allora ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro che aveva sostituito Vincenzo Pozzi. Il nuovo presidente si troverà a gestire anche la grana della procedura di infrazione che la Ue sta preparando contro l’Italia proprio contro l’Anas. La società avrebbe infatti utilizzato i fondi che erano arrivati da un aumento delle tariffe autostradali e che dovevano servire per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade come se fossero invece un ricavo di esercizio. Si trattava di 219,4 milioni, grazie ai quali il bilancio 2007 dell’Anas si è chiuso con una perdita di soli 127,8 milioni di euro. Un’operazione che però non è sfuggita alla Commissione europea.

LA RIFLESSIONE DEL SABATO DI DIEGO CUGIA SU FB, IL PD, LA SINISTRA

Per bruciare una casa ci vuole un attimo, per spegnere il fuoco una notte intera, per ricostruirla ci vogliono denari, operai, fatica, coraggio, non farsi abbattere dai piromani, dalla loro violenza, dal pessimismo cosmico, opporsi con una forte fiducia in se stessi e nei migliori valori che tutti noi siamo in grado di esprimere. Inoltre nessuna casa è perfetta. Vederla in fiamme è stato tremendo (qualcuno sghignazzava mentre a noi le gambe tremavano e una rabbia folle ci percuoteva dalla testa ai piedi) ma a mente fredda comprendiamo che i piromani ci sono paradossalmente venuti in aiuto dandosi una zappa sui piedi. Perché tre cose possono capitarci in un incendio: morire nelle fiamme; non risollevarci dallo choc; reagire e fabbricarci una casa migliore. E noi siamo vivi e in grado di opporci con la forza delle braccia e della ragione agli incendi dei prepotenti. Invece di questa tiritera retorica potevo semplicemente citarvi le strofe di una vecchia canzoncina “La casetta in Canadà†(con il terribile “Pinco Panco†che la ributtava giù tutte le volte) ma non volevo correre il rischio di essere frainteso. E’ più di un mese ormai che ho aperto questo piccolo avamposto su Facebook e ne sono felice. Il mezzo è meraviglioso, dipende con quali argomenti lo animi; Facebook si adatta, è come il pongo, puoi farne una palla, una piuma o una scultura di Botero o di Picasso. Leggo tutti ma proprio tutti i post, sia quelli che rispondono alle mie note, sia quelli che navigano da sé, cerco di rispondere sempre a tutti, l’unico rischio è il tempo, perché ne macera tanto. Ne vale la pena? Penso di sì, sempre, ed è su questo che mi volevo soffermare. Sia con Jack Folla, sia con Zombie, con altri spettacoli e programmi di qualche spessore, così come qui, ci soffermiamo sempre più spesso a discutere sugli ultimi anni, assai grevi, di questo nostro Paese. Stamattina, all’alba, ho dato una scorsa alle mie ultime note e parlano quasi tutte della stessa cosa con sfumature diverse: l’arroganza e la superficialità di chi ci governa, il falò dei valori che ci univano, le scorribande di mafie più o meno legalizzate, lo smarrimento e lo sgomento di tutti noi legati all’essere più che all’apparire, al “Noi†più che all’ “Egoâ€, al lavoro di squadra più che all’Omino Forzuto, alla Conoscenza invece che al rincoglionimento di massa, a una tolleranza ferma più che alle squadracce del “facciamoci giustizia da soliâ€, alla nostra Costituzione e non alle odi barbare. Intendiamoci, noi che una volta ci si diceva “di sinistraâ€, siamo una razzaccia. Il nostro maggior difetto è di essere degli spaccacapelli. Nel mio piccolo vi spiego il mio lavoro. Tento di fare coscienza collettiva intorno a quel che può unirci, consapevole che è molto facile, per noi, disunirci e accapigliarci. E’ indubbiamente più semplice delegare i nostri destini a qualche Omino Forzuto che non allo stressante confronto fra migliaia di opinioni diverse. Ma quel che noi abbiamo perduto (e credo dobbiamo ritrovare immediatamente, prima che sia troppo tardi) è la condivisione di tutti i valori che ci uniscono, non solo la barbarie contro cui ci battiamo. Non basta. La baracca del No ha fin troppi arruffapopolo. Noi abbiamo bisogno di una vera Casa Democratica, non di quel casino delle pseudo libertà dei nostri avversari. Scrivo di getto e me ne scuso. Ma su queste mura è concesso anche improvvisare. Ogni tanto qualcuno accusa: “Parlate, parlate, vi lamentate, vi compiangete, siete utopisti e perditempoâ€. Io non la penso così. Io ho fiducia in noi, anche se è stata assai duramente provata, per demerito nostro ma anche di quel centrosinistra che in molti abbiamo smesso di votare perché non ci sentivamo più rappresentati. Ritengo un grave errore non votare. Tuttavia è stato un trauma ancora più grave dover assistere alle penose schermaglie partitiche di quelli che dovevano essere i pompieri dell’incendio nazionale, che mentre la casa comune bruciava, si litigavano i tizzoni delle suppellettili. Oggi, se non erro, si riunirà l’assemblea del Partito Democratico. Il mio interesse è molto scemato, non so il vostro. Temo che l’apparecchiatura burocratica dei vecchi partiti sia logora e sorpassata, e credo che bisogna ridisegnare la nostra appartenenza in altro modo. La Rete è un buon posto per cominciare, ed è sicuramente un ottimo ring per allenarsi. Non faccio il politico, sono un autore e amo comunicare. Mi piace scoprire insieme a voi tante cose, scambiarcele, crescere insieme. L’idea che questa pagina costituisca un piccolo ma solido argine alla barbarie mi da’ sollievo ogni mattina. Vi ringrazio una volta per tutte per essere qui. Oggi a Roma fa fresco ma è una bella giornata. Adesso vado a leggermi i giornali, poi esco a fare due passi col cane. Ciao fratelli. H.S.