La scure della giustizia si abbatte sugli ex vertici del Comitato italiano arbitri di pallacanestro. Come prima clamorosa conseguenza, l’inchiesta su “Baskettopoli”, anticipata da Gazzetta del Sud, porta all’interdizione dai pubblici uffici di Giovanni Garibotti, Giovanni Battista Montella e Alessandro Campera, rispettivamente presidente, responsabile del settore Commissari speciali e designatore degli stessi. La misura cautelare, emessa dal gip Kate Tassone su richiesta del sostituto procuratore Maria Luisa Miranda, è stata eseguita, ieri mattina, dal personale del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni diretto da Sergio Iannello. Mentre Garibotti, Montella e Campera ricevevano la notifica, a Reggio è arrivato il presidente della Federazione, Dino Meneghin. Per due ore l’ex giocatore simbolo della Nazionale è rimasto nella stanza del magistrato inquirente, al sesto piano del Cedir. Alla fine è uscito con le stesse preoccupazioni che l’avevano portato in riva allo Stretto. Preoccupazioni legate alle pesanti accuse mosse ai tre destinatari dell’ordinanza: associazione per delinquere finalizzata all’abuso d’ufficio e frode in competizioni sportive. Garibotti, Montella e Campera erano stati denunciati insieme con 53 tra arbitri e commissari appartenenti al Cia. Complessivamente sono stati ipotizzati 146 capi di imputazione. Le indagini riguardano anche alcuni presidenti di squadre che, secondo l’accusa, chiedevano l’invio di “fischietti” compiacenti, pronti a pilotare il risultato delle gare, falsando i campionati, per assicurarsi un sicuro e spedito avanzamento di carriera. I reati contestati agli imputati minori sono abuso d’ufficio e frode in competizioni sportive per avere, nelle stagioni 2007-2008 e 2008.2009, condizionato le graduatorie arbitrali e condizionato alcune gare di vari campionati. Arbitri e commissari indagati, residenti in svariate regioni , appartengono alle categorie A dilettanti, A1 femminile, B maschile, A2 femminile, C maschile, B femminile. Alle prime avvisaglie della tempesta di “Baskettopoli”, si erano registrate le dimissioni di Giovanni Garibotti e Alessandro Campera. Nei giorni scorsi, personale della sezione operativa del Compartimento della Polizia postale, diretta dal funzionario Gaetano Di Mauro, è stato a Roma. Nella sede della Fip ha acquisito una montagna di documenti dal 2006 a oggi. Documenti che adesso sono al vaglio degli inquirenti. E ciò lascia aperta la possibilità di ulteriori sviluppi con un allargamento del fronte delle indagini. Dall’inchiesta è già , comunque, emerso che negli ultimi anni il sistema delle valutazioni degli arbitri era pesantemente condizionato dai vertici del settore Commissari speciali. Dalle intercettazioni di mail e telefonate è emerso che Garibotti, Campera e Montella, prima delle partite, stabilivano i voti da dare agli arbitri, decidendo a priori, senza tener conto della prestazione, e già all’inizio dell’anno, chi dei “fischietti dovesse salire o retrocedere. Le indagini sono state avviate nella seconda metà del 2007. L’input era arrivato da alcuni arbitri che si ritenevano danneggiati dal sistema: il casertano Vincenzo Luongo, il pesarese Alberto Iacomucci e il reggino Alessandro Cagliostro. I primi due attraverso mail inviate ai vertici federali e del Coni, denunciavano di essere vittime di un sistema corrotto e riferivano dell’esistenza di una organizzazione orientata a condizionare giudizi e arbitraggi. Iacomucci, addirittura, rassegnava le dimissioni. I primi fatti di reato sono stati commessi, secondo gli inquirenti, durante la partita Audax Reggio- Crotone giocata il 20 settembre 2007. Su delega del procuratore Giuseppe Pignatone e del sostituto Maria Luisa Miranda, il Compartimento Polposta procedeva a identificare gli autori delle mail e chiedere conferma del contenuto. Gli arbitri interpellati confermavano tutto. Veniva avviata un’indagine di tipo tradizionale accompagnata da intercettazioni telefoniche e telematiche in un arco temporale complessivo di circa un anno che, alla fine, fornivano rilevanti riscontri positivi al quadro indiziario emerso. L’attenzione dapprima si era incentrata sulla modalità e la tempistica nelle decisioni sui voti da attribuire agli arbitri da parte dei vertici del Cia. Decisioni determinanti per l’avanzamento in carriera di alcuni e per la penalizzazione di altri. Gli investigatori ritengono che il sistema fosse fortemente influenzato dai vertici del settore Commissari. Garibotti e gli altri indagati principali penalizzavano gli arbitri non consenzienti alle loro indicazioni, facendoli retrocedere. Allo stesso tempo favorivano gli arbitri che si attenevano alle disposizioni ricevute. E l’operato degli arbitri avrebbe favorito alcune squadre a danno di altre, determinando promozioni e retrocessioni, falsando la regolarità dei campionati. Gli incontri oggetto d’indagine, allo stato, riguardano alcune squadre di Toscana, Umbria e Sicilia. L’inchiesta si sta allargando con l’audizione di tutti i soggetti coinvolti o comunque informati dei fatti. Compresi i presidenti di alcune squadre. Dalle loro dichiarazioni potrebbero registrarsi nuovi, clamorosi sviluppi. Numerose le persone già sentite. Alcune si sono presentate negli ultimi giorni spontaneamente negli uffici del Compartimento. Paolo Toscano - Gazzetta del Sud
SUPERDINO: «Abbiamo ricevuto gli atti Ero e resto preoccupato»
«Ero preoccupato e sono preoccupato». Accerchiato da microfoni e taccuini, Dino Meneghin ammette che “Baskettopoli” non lo fa stare tranquillo. Appena uscito dalla stanza del sostituto procuratore Maria Luisa Miranda, il magistrato che conduce l’inchiesta, Superdino prova a sottrarsi alle domande dei cronisti. Protetto dagli accompagnatori e dai carabinieri, il presidente federale attraversa un paio di corridoi ma viene chiuso davanti all’ascensore. Lo sguardo è serio. «Dal magistrato – esordisce – abbiamo ricevuto gli atti che consegneremo alla Procura federale. Non posso dire nulla. Li ho appena ricevuti e bisogna leggerli, valutarli». A chi gli chiede una valutazione, replica con una battuta: «Non sono mica Nembo Kid. Non mi è bastato guardare il faldone che mi hanno consegnato per capire cosa c’è dentro. L’avvocato Valori lo leggerà . Magari lo farà stanotte e non dormirà ». Prima di salutare e correre all’aeroporto per rientrare a Roma, atteso dalla programmata riunione del Consiglio federale, Meneghin esterna il suo stato d’animo preoccupato. Così come lo era nel momento in cui è scoppiata “Baskettopoli”, come è stato nei giorni a seguire. Per questo motivo aveva chiesto un incontro al magistrato titolare dell’inchiesta con l’intento di rendersi conto della portata del lavoro d’indagine e di avere elementi per valutare la portata dello scandalo che ha scosso dalle fondamenta uno sport che sembrava lontano anni luce dai difetti e dalle debolezze del calcio. Anche da presidente federale Meneghin non tradisce l’immagine di uomo sportivo e leale, sempre pronto ad affrontare a viso aperto qualsiasi situazione. Un’immagine costruita durante l’inimitabile carriera che, come bandiera di Varese, Milano e della Nazionle l’ha visto protagonista sui campi di tutto il mondo. Allora era impegnato a mietere successi e allori come giocatore simbolo del basket azzurro, adesso ha una mission ancor più difficile: rilanciare l’immagine della pallacanestro.(p.t.)
«Non ci sono gli elementi che possano giustificare un blocco dei campionati»
«Non paiono sussistere elementi che possano giustificare un blocco o una sospensione dei campionati». Lo ha riferito, in una nota, la Federazione italiana pallacanestro in relazione all’inchiesta della Procura della Repubblica di Reggio Calabria. «Allo stato – prosegue la nota – i fatti sono circoscritti al campionato di serie C dilettanti». Il presidente della Fip, Dino Meneghin, dopo l’incontro avuto col pm titolare dell’inchiesta insieme al segretario generale, Maurizio Bertea, ed al consulente legale, avvocato Guido Valori, ha riferito al Consiglio di presidenza. La Fip intanto ha espresso un «vivo ringraziamento» al pm Maria Luisa Miranda «per avere dato la propria disponibilità e per lo spirito di collaborazione manifestato verso l’istituzione sportiva». «All’esito dell’incontro e del colloquio, che ha chiarito gli aspetti salienti della vicenda – si afferma ancora nel comunicato – sono stati acquisiti documenti che verranno trasmessi alla Procura federale affinchè possa operare speditamente per accertare la sussistenza di ipotesi di illecito sportivo. La vicenda sarà al vaglio degli organi di giustizia federale che opereranno con le procedure previste dai regolamenti, che sono celeri ed in grado di assicurare l’assunzione dei provvedimenti certi e tempestivi a carico di coloro che fossero riconosciuti responsabili».





2 commenti
Delibera n. 16785
Radiazione e cancellazione del sig. Paolo Longhi dall’albo unico nazionale dei promotori finanziari
LA COMMISSIONE NAZIONALE PER LE SOCIETA’ E LA BORSA
VISTA la legge 7 giugno 1974, n. 216;
VISTO il decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58;
VISTO il regolamento adottato con propria delibera n. 11522 del 1° luglio 1998 e le successive modificazioni;
VISTO il regolamento di attuazione degli articoli 2, comma 2, e 4 della legge 7 agosto 1990, n. 241, concernente la determinazione dei termini di conclusione e delle unità organizzative responsabili dei procedimenti della Consob, adottato con propria delibera n. 12697 del 2 agosto 2000, e successive modificazioni;
VISTA la propria delibera n. 15086 del 21 giugno 2005, recante disposizioni organizzative e procedurali relative all’applicazione di sanzioni amministrative, e successive modificazioni;
VISTA la propria delibera n. 12060 del 13 luglio 1999 recante, tra l’altro, l’iscrizione all’Albo dei promotori finanziari del Sig. Paolo Longhi, nato a Cantù (CO) il 25 aprile 1968 e ivi residente in via N. Bixio n. 2;
VISTA la propria delibera n. 16461 del 29 aprile 2008, notificata all’interessato il successivo 7 maggio, che qui si intende integralmente richiamata, con cui il Sig. Longhi è stato sospeso in via cautelare dall’attività di promotore finanziario per un periodo di sessanta giorni;
VISTA la nota del 2 maggio 2008, notificata al promotore il successivo 5 maggio, con la quale la Divisione Intermediari, Ufficio Vigilanza ed Albo Promotori ha contestato al Sig. Paolo Longhi, in relazione ai medesimi fatti posti a base del provvedimento cautelare di cui sopra, la violazione dell’art. 107, comma 1, del regolamento n. 16190 del 29 ottobre 2007, nel testo vigente all’epoca delle contestazioni (già art. 95, comma 1, del regolamento n. 11522 del 1° luglio 1998, nel testo vigente all’epoca dei fatti), per avere:
• acquisito la disponibilità di somme e di valori di pertinenza della clientela;
• contraffatto la firma degli investitori;
• eseguito operazioni non autorizzate dalla clientela;
• comunicato e trasmesso agli investitori informazioni e documenti non rispondenti al vero;
CONSIDERATO che il Sig. Longhi è stato altresì reso edotto, con la stessa nota del 2 maggio 2008, della facoltà di presentare deduzioni difensive entro il termine di trenta giorni dalla notifica della stessa;
TENUTO CONTO che il promotore non ha presentato deduzioni in merito ai fatti e alle circostanze contestate né ha presentato istanza di accesso o ha richiesto di essere audito;
VISTA la nota del 17 settembre 2008, con la quale la Divisione Intermediari, Ufficio Vigilanza e Albo Promotori, ha trasmesso all’Ufficio Sanzioni Amministrative la Relazione istruttoria e il fascicolo istruttorio relativi al promotore Paolo Longhi;
VISTO che nella suddetta Relazione la Divisione competente ha conclusivamente ritenuto accertate tutte le fattispecie oggetto di contestazione;
VISTA la nota del 22 settembre 2008, notificata al promotore il successivo 26 settembre, con la quale l’Ufficio Sanzioni Amministrative ha comunicato al Sig. Longhi l’avvio della “parte istruttoria della decisione” relativa al procedimento in oggetto, rendendolo edotto della facoltà di presentare memorie scritte e documenti nel termine di trenta giorni dalla ricezione della predetta comunicazione, e allegando alla stessa copia della Relazione Istruttoria predisposta dalla Divisione Intermediari, Ufficio Vigilanza e Albo Promotori;
CONSIDERATO che anche in tale fase procedimentale il Sig. Longhi non si è avvalso di nessuno degli strumenti di difesa a sua disposizione;
VISTA la Relazione per la Commissione del 26 gennaio 2009, con la quale l’Ufficio Sanzioni Amministrative, esaminati gli atti del procedimento:
- ha ritenuto ampiamente accertata la responsabilità del Sig. Longhi in ordine alle fattispecie oggetto di contestazione che hanno riguardato i clienti …, … e …, …, …, …, …, … ed …:
- risultando pienamente comprovati, dalla documentazione complessivamente acquisita nel corso dell’intero procedimento: gli atti acquisitivi posti in essere dal promotore (per un importo complessivo quantificabile in almeno € 600.000,00 circa); la contraffazione della firma della clientela; il compimento di operazioni non autorizzate dagli investitori; la trasmissione ai clienti di informazioni e documenti non rispondenti al vero;
- risultando sintomatico anche il fatto che il promotore, pur risultando aver regolarmente ricevuto sia la nota di contestazioni della Divisione Intermediari, sia la comunicazione di avvio della seconda parte dell’istruttoria da parte dell’Ufficio Sanzioni Amministrative, non abbia ritenuto di porre in essere alcun atto difensivo nel corso dell’intero procedimento sanzionatorio, funzionale ad una diversa qualificazione di quanto oggetto di contestazione, rinunciando così di fatto a porre in essere iniziative difensive nel corso del procedimento stesso;
- quanto alla qualificazione e quantificazione della sanzione, considerato che:
- ai sensi dell’art. 196, comma 1, lett. d), del d.lgs. n. 58/1998 la Consob, tenuto conto della gravità della violazione e dell’eventuale recidiva, irroga nei confronti dei promotori finanziari, tra le altre, la sanzione della radiazione dall’Albo;
- ai sensi dell’art. 98, comma 2, lett. a), n. 3), n. 4) e n. 5) del proprio regolamento n. 11522/1998, nel testo vigente all’epoca dei fatti, la Consob dispone la radiazione del promotore nell’ipotesi, rispettivamente, di contraffazione della firma dell’investitore su modulistica contrattuale o altra documentazione relativa ad operazioni dal medesimo poste in essere, di acquisizione della disponibilità di somme o di valori di pertinenza degli investitori e di comunicazione o trasmissione all’investitore di informazioni o documenti non rispondenti al vero;
- anche il compimento di operazioni di investimento non autorizzate costituisce, nel caso di specie, grave violazione delle norme di riferimento;
- l’entità delle disponibilità liquide sottratte, le modalità fraudolente con cui tale condotta è stata posta in essere, unitamente alla pluralità degli illeciti accertati, costituiscono circostanze particolarmente aggravanti e tali da compromettere radicalmente l’affidabilità del promotore di che trattasi nei confronti della clientela nonché dei potenziali investitori;
ha ritenuto sussistenti i presupposti per l’adozione, nei confronti del Sig. Paolo Longhi, del provvedimento di radiazione dall’Albo;
RITENUTO, avuto riguardo a tutti gli elementi emersi nel corso dell’istruttoria, di condividere quanto rappresentato dal medesimo Ufficio Sanzioni Amministrative in merito alla qualificazione dei fatti e alla quantificazione della sanzione da applicare nel caso di specie;
D E L I B E R A:
Il Sig. Paolo Longhi, nato a Cantù (CO) il 25 aprile 1968 e ivi residente in Via N. Bixio n. 2, è radiato e, conseguentemente, cancellato dall’Albo dei promotori finanziari.
La presente delibera è notificata all’interessato e pubblicata nel Bollettino della Consob.
Avverso il presente provvedimento è ammesso ricorso alla Corte d’Appello competente per territorio entro 30 giorni dalla data di notifica.
Roma, 3 febbraio 2009
IL PRESIDENTE
Lamberto Cardia
1 Maggio 2009 9:16
beh questo è un altro arbitro ONESTO?
1 Maggio 2009 9:17
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