
Alla Corte d’assise d’appello di Messina
(Pres. dr. Brigandì)
e p. c. al Procuratore della Repubblica di Messina
al Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria
Procedimento n. 3/08 r.g. ass. app.
Signor Presidente e Signori Giudici,
negli ultimi mesi, a cagione di talune inusitate (per usare toni moderati) iniziative di taluni difensori del presente processo, mi sono trovato, mio malgrado, particolarmente sovraesposto. Inusitatamente, da difensore, mi sono ritrovato oggetto di acquisizioni probatorie. Addirittura, in quello che (è bene ricordare) è un processo per gravi fatti di mafia, si è affermato che io sarei stato a conoscenza dell’innocenza di mafiosi condannati per omicidio e che, per sovrapprezzo, avrei al riguardo omesso di interpellare l’A.g., pur di evitare che quei mafiosi possano essere scagionati. Ovvie, allora, sono le ragioni per cui ho abbandonato il ruolo di difensore nel presente processo. Alla fine è giunta in proposito la inusitata (per mantenere toni moderati) deposizione testimoniale del dr. Olindo Canali, le cui affermazioni orali hanno ridotto al superfluo il pericoloso significato (pericoloso per la mia persona) che poteva trarsi dalle sue stesse parole scritte dell’11 gennaio 2006. Ho atteso, anche dopo la deposizione del dr. Canali, eventuali nuove sortite di qualche difensore sul tema che aveva riguardato anche la mia persona. Non ne sono giunte ed ha avuto, così, avvio la requisitoria del P.m.. Sono, allora, qui a segnalare alcuni dati a mia conoscenza in ordine a quanto riferito dal dr. Canali nel corso della sua deposizione. Faccio ciò perché, come ho già avuto modo di dire, ritengo che sugli operatori di giustizia il dovere civico di riferire all’A.g. le proprie cognizioni incomba in modo ancor più cogente che per qualunque altro cittadino. E faccio ciò perché il dr. Olindo Canali ha testimoniato il falso su alcuni punti che ritengo di particolare rilievo. La più eclatante falsità ammannita dal dr. Canali alla Corte è stata la sua negazione di aver, nel periodo in cui aveva redatto la propria lettera dell’11 gennaio 2006, elaborato altri documenti sugli stessi argomenti per i quali è stato chiamato a testimoniare. Il dr. Canali ha recisamente negato che ciò possa essere accaduto. Sennonché ciò è, per l’appunto, plasticamente falso. Ho contezza diretta di ciò, non foss’altro perché nello stesso periodo il dr. Canali inviò a me, in allegato a una e-mail trasmessami, un memoriale parecchio più corposo, approfondito e dettagliato di quello recante la data dell’11 gennaio 2006. È già il numero di pagine del documento trasmessomi a suo tempo a testimoniare quanto ho appena scritto. Si tratta, infatti, di un documento di 27 (ventisette) pagine. Altra menzogna il dr. Canali ha riferito al riguardo del duplice omicidio Iannello-Benvenga, episodio delittuoso che compare fra le imputazioni del presente processo. Preso atto dell’interesse processuale mostrato dalla Corte per l’inusitata lettera del dr. Canali recante la data dell’11 gennaio 2006 e per le inusitate modalità con le quali essa ha trovato ingresso nel processo ed ha poi condotto all’esame testimoniale del dr. Canali, sono stato posto di fatto nell’obbligo di segnalare quanto sopra alla Corte d’assise d’appello di Messina, per ogni determinazione di Sua competenza.
Con osservanza,
Fabio Repici


2 commenti
L’amico di Repici, il mani pulite Minasi marcello, ha dichiarato un grosso falso preciso: ha scritto al Ministro della giustizia che era stato minacciato da un avvocato di messina, ed invocava aiuto e soccorso, lamentando di non essere tutelato. La persona che era con lui, sapendo che era falso, e nessuno l’aveva minacciato, si rifiutò di sostenerlo e si è pure indignata. Di lì scaturì un odio di lesa maestà ,che nulla ebbe a che fare con sentimenti e donne, poveri allocchi che ci credono.Qui della lettera a limisrtro si possono offrire copie per ciascun italiano, al ciclostile, alla maniera della sinistra radical chic che si è sempre tenuto in seno il signore, ma ora forse ha intuito qualcosina, eppure non solleva nessuno la questione. Tutto questo non vale a difendere canali nè antipatia per repici ,ma vale a dire che ROMA non prende i dovuti provvedimenti. Vogliamo pulizia.
28 Aprile 2009 17:41
Perchè non pubblicate almeno il commento precedente? E’ già tutto riportato alla Procura di Reggio cal. Ma se ne avete bisogno vi invio le prove ,come dire, la fonte è certa e sicura, e sostenere che vogliamo pulizia non è un peccato. Non ho nulla contro repici, ma se si tratta di essere dalla sua parte, io non conosco quei fatti, ma che è amico di Minasi l’ho visto per anni. Con i miei occhi, e non solo i miei.
29 Aprile 2009 11:37
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