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L’INCHIESTA GIUDIZIARIA SULLA EX MOLINI GAZZI: ASCOLTATI DAL PM SIA L’ING. TARANTO CHE FRANCESCO PULEJO. ‘SIAMO ESTRANEI A QUALSIASI FATTO ILLECITO’

Caso Molini Gazzi. Il sostituto procuratore della Repubblica, dott. Adriana Sciglio, ha concluso ieri mattina gli interrogatori dei due indagati. Si tratta dell’ ing. Luciano Taranto (progettista e direttore dei lavori edilizi) e del dott. Francesco Pulejo (commissario liquidatore della società). Sia l’ing. Taranto, sentito giorni addietro, che il dott. Pulejo, rispondendo alle domande rivolte dal pm, hanno ribadito la completa estraneità a qualsiasi fatto illecito ipotizzato nei loro confronti, producendo una corposa documentazione. L’ipotesi di reato avanzata dai sostituti procuratori Adriana Sciglio e Fabrizio Monaco è quella di avere cominciato i lavori edilizi in assenza di concessione nonché con l’impiego di somme di spettanza del proposto concordato preventivo della società. Per quanto concerne la prima ipotesi accusatoria il Tribunale del Riesame ne ha già escluso la sussistenza disponendo, lo scorso 22 maggio, il dissequestro dello stabilimento di via Bonino, sede della “Molini Gazzi” e ordinando l’immediata restituzione dell’immobile; per quanto concerne invece la seconda ipotesi accusatoria, ovvero l’impiego delle somme, il dott. Pulejo ha prodotto tutta la documentazione contabile a computazione dell’accusa ed a riprova che le somme impiegate erano proprie e non quelle del concordato preventivo. Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Sandro Troja, Antonio Catalioto, Nicola Giacobbe e Franca Risica. I sigilli alla fabbrica dismessa di via Bonino erano stati apposti dalla polizia municipale, dopo la nota con la quale il “Dipartimento attività edilizie” comunicava che il progetto per la realizzazione di un complesso edilizio non avrebbe osservato tutte le prescrizioni del Regolamento edilizio e delle Norme di attuazione. Con tale atto il Dipartimento riteneva di aver interrotto i termini previsti per legge. I ricorrenti hanno sostenuto, invece, che «il termine poteva essere interrotto solo entro 30 giorni dalla richiesta di concessione (ovvero entro il 12 gennaio 2009) e poiché l’Ufficio entro tale termine non ha richiesto alcuna integrazione documentale nè, nei successivi 45 giorni, è stata formulata una proposta motivata di provvedimento da inviare alla Commissione edilizia, essendo trascorsi 120 giorni dal ricevimento dell’istanza, la domanda deve ritenersi definitivamente accolta». Infine, «al momento della comunicazione dell’inizio dei lavori, la concessione edilizia è da ritenersi validamente assentita».(gi.pa.)

TAORMINA, DOPO L’ARRESTO DEL GIUDICE SICILIANO: Impregilo chiede la sospensiva del pignoramento da 23 milioni

Il lodo Impregilo si avvicina al bivio finale. Nei giorni del “terremoto giudiziario” che adesso vede la Procura di Messina indagare su alcuni risvolti della vicenda, è stata intanto fissata per il 10 giugno al Tribunale di Trappitello l’udienza che deciderà la legittimità o meno della richiesta di pignoramento di 23 milioni di euro, avanzata dall’impresa nei confronti delle casse del Comune di Taormina. Stavolta si entrerà nel merito del dibattimento e arriverà, insomma, un verdetto importante. “Imprepar-Impregilo” ha infatti presentato un nuovo ricorso al Tribunale di Trappitello, stavolta in opposizione alla sospensiva che era stata ottenuta a marzo dai legali del Comune sul pignoramento da 23 milioni di euro reclamato dalla società milanese. Nelle scorse ore la Giunta di Taormina ha conferito incarico legale agli avvocati Scuderi e Munafò per opporsi al ricorso di Impregilo e difendere il Comune nell’udienza sulla richiesta di esecutività immediata del lodo. A Trappitello sarà in discussione il principio di legittimità e contestuale esecutività della procedura con la quale Impregilo da tempo sostiene debbano essere subito prelevati 23 milioni dal forziere di Palazzo dei Giurati. Con questo ennesimo ricorso, Impregilo si è mossa per bloccare la richiesta di estinzione del maxi-pignoramento che Taormina già si avviava a rivendicare alla luce della sospensiva ottenuta a febbraio sulla suddetta procedura, intentata nel 2003 dal general contractor di Sesto San Giovanni. Tra pochi giorni, in buona sostanza, si avrà un verdetto che servirà da prologo per l’appuntamento finale, quello cruciale, in sede di Cassazione (si terrà entro fine anno?). Dopo il giudizio del Tribunale di Trappitello potrebbe arrivare a breve distanza anche quello del Tribunale di Giarre, dove rimane in corso un ulteriore filone del contenzioso. È ancora in “riserva” infatti l’esito della disputa tra Impregilo e la “Banca S. Marco di Calatabiano”, tesoreria del Comune di Taormina. E non si esclude che la decisione del giudice a Giarre, come detto, possa arrivare poco dopo la sentenza del Tribunale di Trappitello. In entrambi i casi Impregilo punta al pignoramento: da un parte direttamente contro il Comune, dall’altra contro la tesoreria. A Giarre la “Banca S. Marco” si sta difendendo dalla contestazione di «responsabilità del non avvenuto pignoramento delle presunte somme dovute». La linea difensiva, condivisa dal Comune e dalla banca, è volta a dimostrare nelle due aule di tribunale che ad oggi non si può dar corso alle sentenze di 1° e 2° grado del lodo (che sono state favorevoli entrambe a Impregilo) né sarebbe quindi possibile effettuare il prelievo dei 23 milioni. Di diverso avviso, ovviamente, è Impregilo. Forse già la prossima settimana, infine, ci sarà un apposito vertice in Comune sul lodo Impregilo, nell’ottica del quale sarà chiesto di partecipare al dibattito all’ing. Concetto Costa, che nel settembre 2008 fu nominato dal sindaco Mauro Passalacqua nella qualità di esperto per il lodo. Al professionista, il cui mandato operativo scadrà il prossimo 30 giugno, saranno chieste indicazioni sulle strategie per la prosecuzione di questo complesso iter, e ciò avverrà contestualmente alle valutazioni che dovranno fare la Giunta e il Consiglio comunale. E non va dimenticato che sempre a Trappitello resta in corso il primo grado di un’ulteriore causa nella quale Impregilo reclama 7 milioni 200 mila euro. Emanuele Cammaroto - GDS

PONTE SULLO STRETTO: ACCORDO CON LA STATUNITENSE PARSON TRANSPORTATION GROUP

STRETTO di Messina spa e la statunitense Parsons Transportation Group (project manager consultant-consulente del progetto) hanno sottoscritto un’intesa per concordare tempi e modi di ripresa contrattuale e una rapida definizione delle questioni connesse alle pregresse attività svolte in relazione al ponte sullo stretto. Al project manager consultant sono affidate le attività riguardanti il controllo e la verifica della progettazione definitiva, esecutiva e della realizzazione del Ponte e dei suoi collegamenti stradali e ferroviari. «E’ un altro importante passo in avanti verso la realizzazione, secondo il timing a suo tempo concordato con l’Anas. Il ponte – afferma il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli – è considerato un’opera prioritaria del Governo». «Grazie a questa intesa, che segue l’accordo con il contraente generale – afferma in una nota l’amministratore delegato della Società Stretto di Messina, Pietro Ciucci – ora tutto è pronto per il riavvio delle attività. Voglio sottolineare che anche in questo caso abbiamo previsto la possibilità di anticipare alcune attività, al fine di velocizzare al massimo i tempi di realizzazione». L’efficacia dell’atto è in ogni caso subordinata all’approvazione da parte del concedente ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dell’intesa in questione nonchè dell’accordo sottoscritto con il contraente generale.

MESSINA, PAZIENTE MORI’ AL POLICLINICO: INFLITTI DUE ANNI ALLA DOTT. CATERINA FOTI PER OMICIDIO COLPOSO E FALSO

Il giudice monocratico Walter Ignazitto ha inflitto ieri due condanne per un caso sanitario avvenuto nel febbraio del 2002 al Policlinico universitario. Il riferimento è al decesso della signora Antonia Privitera, che morì per «insufficienza cardiorespiratoria con marcato edema cardiaco, alveolite desquamativa ed edema polmonare acuto, grave nefropatia ad impronta glomerulosceloritica, iperplasia surrenalica, arteriosclierosi ed edema cutaneo». Si tratta della dott. Caterina Foti, coinvolta «nella qualità di medico di turno presso il reparto di Pronto soccorso del Policlinico», che rispondeva di omicidio colposo e falso (avrebbe poi attestato in cartella clinica che la paziente si allontanò arbitrariamente) e di Giovanni Calipari, che rispondeva di favoreggiamento personale nei confronti della dottoressa per aver dichiarato che la paziente «non sembrava particolarmente sofferente» e che «egli doveva incontrarsi con la dott. Foti per stabilire se la paziente doveva essere ricoverata o meno, che tale decisione tuttavia non veniva presa a causa dell’allontanamento della stessa Privitera». Il giudice ha inflitto due anni alla dott. Foti e sette mesi al Calipari. L’accusa, ieri rappresentata dal pm Claudio Onorati, aveva chiesto la condanna a due anni per la Foti e a un anno per Calipari. I due sono stati assistiti dagli avvocati Giuseppe Carrabba e Domenico Pustorino, mentre la parte civile, i familiari della paziente, sono stati rappresentati dagli avvocati Salvatore Silvestro e Domenico Andrè. Secondo l’accusa la dott. Foti non avrebbe effettuato un’esatta diagnosi (visita medica, controllo della pressione arteriosa, Ecg, prelievo del sangue, controllo della glicemia), non avrebbe informato la paziente nel grave stato in cui versava, non avrebbe richiesto una consulenza specialistica e infine non le avrebbe somministrato farmaci diuretici per favorire l’eliminazione dei liquidi corporei in eccesso. Una ricostruzione che comunque la dott. Foti ha sempre contestato.(n.a.)

MESSINA, L’ARRESTO DEL GIUDICE SICILIANO: QUELL’INTERESSE PARTICOLARE PER LA ZPS… E POI LA ‘ROMPIPALLE’ DELL’AMBIENTALISTA ANNA GIORDANO CHE ‘FA DANNO’…

DALL’ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE PER IL GIUDICE PINO SICILIANO

Giova, intanto, evidenziare che in seguito alla problematica applicazione della normativa europea in materia ZPS, diurante il mandato assessoriale, CATALIOTO, si occupò della costituzione della Commissione Comunale di Valutazione di Incidenza Ambientale, la cui presidenza venne affidata al geologo DOLFIN SERGIO. Tale commissione comunale e gli ambiti della sua competenza si trovano, tuttavia, al centro di una disputa amministrativa con il corrispondente organo regionale, diretto dall’ing. SANSONE, il quale ha avocato ogni competenza in ordine alla adozione dei pareri. Giova evidenziare che il funzionario regionale risulta svolgere anche lo specifico incarico di consulente del Procuratore Aggiunto Pino Siciliano.

In data 23-01-08, DOLFIN SERGIO fa ingresso nello studio dell’avvocato, iniziando con lui una lunga conversazione, densa di contenuti di enorme interesse. Ciò che risulta necessario porre in particolare evidenza, in tale contesto, sono le osservazioni dei due interlocutori in ordine ad un non chiaro e ufficioso interessamento del Procuratore Aggiunto SICILIANO e dell’Ing. SANSONE nelle vicende del Dipartimento Politiche del Territorio del Comune di Messina avuto riguardo alle problematiche sorte in materia di valutazione di incidenza ambientale delle Zone c.d. a Protezione Speciale. In particolare DOLFIN riferisce delle indicazione che tale LEO ha ricevuto da Siciliano in relazione alla Commissione Comunale per la Valutazione di Incidenza Ambientale, il quale ha contattato l’Ing. SANSONE per fissare un incontro. CATALIOTO interpreta tale iniziativa come volontà di SANSONE, avallato dal procuratore aggiunto, di determinare una condizione di sottomissione dell’organismo comunale, evidenziandone implicitamente il carattere anomalo, anche in ordine alle modalità con cui è stata predisposta questa forma di ‘messaggio’. Lo stesso CATALIOTO afferma che, durante il suo incarico assessoriale, il Procuratore Aggiunto SICILIANO, lo aveva convocato nel suo ufficio ove si è tenuto un incontro con l’Ing. SANSONE.

Interlocutori:

Catalioto Antonio: A

Dolfin Sergio: S

…la conversazione è di varia natura…

S: ti volevo chiedere una cosa a proposito appunto… a proposito sempre di Commissione, SICILIANO aveva detto a coso…

A: …incomp…

S: … a Leo no, dice “io ho telefonato a Sansone, lui è disponibile è già andato a parlare!” dico è chiaro che non abbiamo fatto più nulla perchè…incomp… ora secondo te è il caso di andarci o no?

A: no ma andare a che cosa?

S: dico…

A: per forza lui deve creare questa cosa, forma di subordinazione…

S: …incomp… esatto

A: …questo è il discorso

S: sostanzialmente è questo…

A: cioè come…

S. devi andare come un cretino tipo gli spieghi… (sorride)… che cosa

A: dico ma questo quando a suo tempo gliel’ha detto?

S: questo a suo tempo ma infatti dico io te lo sto chiedendo cosa dici ecco se è il caso tipo fare…incomp…non so Cacciola mi ha fatto vedere che c’era un provvedimento, cioè lui ha scritto un provvedimento a nome di SINATRA, SINATRA la passa a Minutoli, Minutoli ci dovrebbero convocare no’

A: eh?

S: a quel punto noi che facciamo, ci riuniamo, però mi chiedevo se poteva servire fare questa… come dire (sorride) a quest’atto di…

A: eh?

S: di sottomissione?

S. di sottomissione o no oppure ce ne fottiamo e buonanotte ad andiamo aventi per il nostro

A: ma io direi di si

S: per la nostra strada…

A: guarda perchè quando fai l’atto di sottomissione allora sono due le cose, su queste che diciamo così di competenza comunale che non c’è contenzioso la Regione non vi può dire niente, nè tanto meno Sansone…

S: sarebbe…no no è chiaro che non … siccome c’è stata tutta questa polemica, tutte queste…incomp…cose, va bene GIORDANO gli ha rotto le palle ha preso…non so oppure che fine farà…

A. la Giordano continuerà a rompere le palle, parliamoci chiaro non è che uno si può illudere che ANNA GIORDANO NON ROMPERA’ PIU’ LE PALLE…

S: …(sorride)…

A: …sicuramente li romperà ancora e li continuerà a rompere, su questo non c’è dubbio alcuno, il punto è a che cosa potrebbe servire, ecco questo è la…il discorso!

S: no, niente sarebbe un atto proprio di sottomissione per dire ‘visto che tu…ci facciamo una chiaccherata dal punto di vista tecnico…’

A: ti ricordo che pure a me a suo tempo quando ero assessore li ‘ho già parlato con l’ingegnere SANSONE, vi vedete qua là…’ poi una volta ci ha fatto incontrare…

S: uh…

A:… da lui nella stanza, anche questo ruolo che un Procuratore…

S: certo che è strano che un PROCURATORE, magistrato ti dice…

A: comunque voglio dire…di fronte alle pretese di questo che voleva venire qui al Comune tipo faceva conferenze di servizio, firmava lui le valutazioni di previa conferenza di servizi, nella mia testa ho pensato “ma questo…”

S: “ma questo è scemo” si appunto…

A: l’ho lasciata decantare la cosa

S: certo…

A: tieni conto questo prima che fosse fatta la legge poi è stata fatta la legge e quindi la cosa, poi ce ne siamo a casa però c’è sempre questo suo diciamo tendere a porti sotto tutela e questo a me onestamente non…

S: a me non piace assolutamente però dico se… io la vedrei eventualmente nell’ottica di una presa per il culo badiamo bene non è nell’ottica di…

A: no ma se voi ritenete…

S: io non ho bisogno, non ho bisogno di SANSONE…

A: …no ma non è qua il problema

(omissis)

S: …che poi questa ANNA GIORDANO pare che è minchia, una testa di cazzo pare che… in effetti pure compreso me quando ne parlo pare che questa chi sa chi cazzo è insomma, secondo me forse gli diamo tutti troppa importanza il primo io a questa persona che non dovrebbe avere questa importanza e… però fa danno ah perchè mi diceva CACCIOLA che si è fatta una fotocopia di tutte queste incidenze cose…

A: valutazioni d’incidenze…

S: …tra l’altro a Palermo gli ha dato una specie di dossier, ora non so che cazzo… incomp… dossier se loro… incomp… cosa vuole fare non lo so però SANSONE aveva questo dossier fatto da ANNA GIORDANO…

A: si…

S: …in cui c’era scritto una serie di cose che la valutazione d’incidenza…

A: sulle singole valutazioni d’incidenza si…

S: si che sono…

A: le aveva corrette tipo compitino…incomp…

S: … io non capisco in base a quale.. incomp… lo fa e tra l’altro dicendo, specialmente su due relazioni d’incidenza fatte da TIGNINO, dal padre…

A: uh…

S: che ha fatto delle cose false, dichiarazioni false… incomp… fotografie false cose che… tu pensa questo glielo dice SANSONE aveva intenzione di denunciare TIGNINO il padre…

A: chi SANSONE?

S: no

A: la GIORDANO?

S: la GIORDANO, CACCIOLA gli ha detto “senta ma questo dossier…” lo sai com’è CACCIOLA…

A: si

S: incomp “…è una cosa come dire vostra o è di WWF?” “no dice noi non c’entriamo io me ne fotto!” però ecco la prima cosa ha preso tutto e gliel’ha dato all’Assessorato per dire “si fa una cazzata… sono… incomp… fanno cazzate” non lo so…

A: ma infatti mi pare che in una riunione SANSONE ha uscito questa cosa…

S: eh sul dossier…

A: …sul dossier dice “ah qua…” tipo voleva giustificazioni voleva…

S: si, si

A: …se l’assessorato lo fa proprio nel senso che…

S: no…

A: allora…

S: no non la assolutamente

A: e allora, cioè ognuno che scrive…

S: no appunto anche perchè voglio dire la… qual’è la veste di questa persona che può correggere e dire questo si, quello no, non gli riconosco questo potere insomma…

A: dico va ma stiamo scherzando?

S: (sorride) di fare, di fare cose del genere

A: purtroppo siamo nella cosa dell’assurdo

S: infatti, infatti… e comunque CARMELO SANTALCO per ora ho visto che è molto vicino a lei perchè sapeva un sacco di cose e sapeva pure in maniera distorta, cioè sapeva secondo una visione completamente… incomp…

A: uh…

S: e quindi diciamo… incomp… di spiegare un pò… incomp… in maniera ben diversa… incomp… da come lui lo sapeva ma in generale… incomp…

A: uh…

(omissis)

Fine trascrizione

(omissis)

MESSINA, L’ARRESTO DEL GIUDICE SICILIANO: LE ‘RASSICURAZIONI’ SU UN ESPOSTO ALL’AVV. EMILIO FRAGALE, IL MESSAGGIO PER GENOVESE, LA ‘LEZIONE’ DI FRAGALE SUL SISTEMA DELLE COOPERATIVE SOCIALI E ‘IL SOFFIO DEI POTERI DELLA POLITICA’…

DALL’ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE PER IL GIUDICE PINO SICILIANO

Ancora, con riguardo alla figura del SICILIANO, sotto il profilo che qui interessa, merita, in questa sede, riportare lo stralcio di altra conversazione intrattenuta con l’Avv. Emilio Fragale e contenuta nella più volte citata informativa di reato della P.G. procedente del 19/11/2008:

(…omissis…)

In data 02.04.2008, alle ore 07.56, il Procuratore aggiunto Siciliano Giuseppe contatta (con utenza 090661…) l’utenza radiomobile 3296217…, in uso all’avv. FRAGALE EMILIO (nato a Messina il 28.01.1967), convocandolo in ufficio per un ‘CHIARIMENTO’, concordando l’orario dell’incontro intorno alle ore 11.30…
In effetti, alle successive 11.51, l’avv. FRAGALE emilio si introduce all’interno dell’ufficio del magistrato, il quale, dopo un breve preambolo, gli consegna dei documenti, verosimilmente riguardanti esposti sull’Istituzione ai Servizi Sociali del Comune di Messina, affinchè li legga e li commenti. E’ bene premettere che la ragione della convocazione risiede nella circostanza che l’Avv. Fragale ha rivestito la qualità di Direttore Generale del Comune di Messina, durante il mandato del Sindaco Francantonio Genovese, decaduto per effetto di una sentenza del consiglio di Giustizia Amministrativa del 03.10.2007, in conseguenza del quale venne nominato il Commissario Straordinario Gaspare Sinatra, rimasto in carica fino alle consultazioni amministrative del 14 giugno 2008.  Il commissario straordinario ha nominato, in quel periodo, un nuovo presidente del consiglio di amministrazione dei Servizi Sociali, VERNACI SALVATORE, che subentra al decaduto Assessore SAUTA ELIO. Tale ente è rimasto da allora in una vera e propria bufera istituzionale, scatenata anche da una relazione di VERNACI sulla gestione del suo predecessore, oggi sotto la lente di osservazione di una commissione. E’ proprio questo il contesto delle conversazioni che seguono.

…segue conversazione…

SICILIANO e FRAGALE commentano i documenti. Appare evidente che l’atteggiamento di FRAGALE è nella direzione di tutelare l’azione dell’Assessore SAUTA e del sindaco GENOVESE. Nel corso della conversazione, FRAGALE spiega al dott. SICILIANO i meccanismi che si celano dietro le cooperative sociali e che gli ideatori di questi esposti potrebbero essere dei soggetti politici. Si riporta, in particolare, il passaggio finale di questa conversazione, integralmente trascritta anche perchè emerge l’anomala conclusione del magistrato…

Interlocutori:
SICILIANO Giuseppe detto ‘Pino’: P
FRAGALE Emilio: F

F: certamente viene da cooperative, questo è chiaro
P: ma secondo me viene dai politici
F: dai politici che sono dietro le cooperative, attenzione, Procuratore, dico, perchè per ciascuna di queste cooperative c’è politica, non c’è soltanto…incompr…
P: assunzioni, cose…
F: Certo no no non è che io parlo di cooperative c’è… c’è politica, c’è posizionamento, giusto, ci sono assunzioni, c’è impresa. No, su questo non c’è dubbio, c’è cooperativa sociale con dietro il soffio dei poteri della politica…
P: va bene io ora questo qua lo tengo fermo
F: però… però se lei mi domanda quali di queste cooperative per esempio son al centro destra io non le saprei rispondere perchè ciascuna delle… di queste cooperative è comunque…
P: va bene è logico…
F: …è comunque una cooperativa che si relaziona quanto meno con chi vince di turno, perchè un giorno sono di qua e l’altro sono di là, quindi dal mio punto di vista tutte le cooperative che agiscono nel mondo del sociale sono collegate con noi, direttamente o indirettamente…
P: come… incomp… tutte escluse perchè ora c’u sto AMMENDOLIA che prende… incomp…
F: … che prende tutto… l’asso piglia tutto quindi in campagna elettorale è così…
P: … va bene io questo lo tengo fermo come materiale… lo tengo fermo
F: dico la cosa veramente fastidiosa poi dal mio punto di vista però era questa del Don Orione… incomp…
P: Tenetene conto, nella campagna… incompr… io questa qua, ripeto, per ragioni di obiettività, non mi è chiaro. Nessun incarico a nessuno, possono sbagliare… incomp… ci marcia che.. incomp… non lo faccio, quindi lo tengo fermo. Conto di attendere la campagna elettorale…

Si accavallano le voci

P: quindi, che avvisa che non vi chiedo niente, perchè…

I due si salutano e Fragale dopo aver salutato di nuovo a voce alta va via

(…omissis…)

La modalità con cui il Procuratore Aggiunto SICILIANO Giuseppe saluta l’avv. FRAGALE non lascia spazi interpretativi. Il magistrato, con tale convocazione, sa di aver parlato con l‘alter ego dell’ex Sindaco GENOVESE, il quale verrà tempestivamente informato di tale incontro. Anzi, il magistrato chiede espressamente che GENOVESE venga informato (”…quindi, che avvisa che non vi chiedo niente, perchè…”). Ciò che tuttavia desta perplessità è che il dott. SICILIANO offre la garanzia che l’esposto sarà tenuto fermo e non verrà assegnato a nessun sostituto perchè “…possono sbagliare…”, con la motivazione che essendovi in corso la campagna elettorale, si potrebbero verificare strumentalizzazioni politiche. Eppure, come confermato dai tanti articolo di stampa pubblicati sulla Gazzetta del Sud (v. a titolo di esempio l’allegato n°98), la problematica dei Servizi Sociali, per il Comune di Messina, è allarmante.