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MESSINA, PAZIENTE MORI’ AL POLICLINICO: INFLITTI DUE ANNI ALLA DOTT. CATERINA FOTI PER OMICIDIO COLPOSO E FALSO

Il giudice monocratico Walter Ignazitto ha inflitto ieri due condanne per un caso sanitario avvenuto nel febbraio del 2002 al Policlinico universitario. Il riferimento è al decesso della signora Antonia Privitera, che morì per «insufficienza cardiorespiratoria con marcato edema cardiaco, alveolite desquamativa ed edema polmonare acuto, grave nefropatia ad impronta glomerulosceloritica, iperplasia surrenalica, arteriosclierosi ed edema cutaneo». Si tratta della dott. Caterina Foti, coinvolta «nella qualità di medico di turno presso il reparto di Pronto soccorso del Policlinico», che rispondeva di omicidio colposo e falso (avrebbe poi attestato in cartella clinica che la paziente si allontanò arbitrariamente) e di Giovanni Calipari, che rispondeva di favoreggiamento personale nei confronti della dottoressa per aver dichiarato che la paziente «non sembrava particolarmente sofferente» e che «egli doveva incontrarsi con la dott. Foti per stabilire se la paziente doveva essere ricoverata o meno, che tale decisione tuttavia non veniva presa a causa dell’allontanamento della stessa Privitera». Il giudice ha inflitto due anni alla dott. Foti e sette mesi al Calipari. L’accusa, ieri rappresentata dal pm Claudio Onorati, aveva chiesto la condanna a due anni per la Foti e a un anno per Calipari. I due sono stati assistiti dagli avvocati Giuseppe Carrabba e Domenico Pustorino, mentre la parte civile, i familiari della paziente, sono stati rappresentati dagli avvocati Salvatore Silvestro e Domenico Andrè. Secondo l’accusa la dott. Foti non avrebbe effettuato un’esatta diagnosi (visita medica, controllo della pressione arteriosa, Ecg, prelievo del sangue, controllo della glicemia), non avrebbe informato la paziente nel grave stato in cui versava, non avrebbe richiesto una consulenza specialistica e infine non le avrebbe somministrato farmaci diuretici per favorire l’eliminazione dei liquidi corporei in eccesso. Una ricostruzione che comunque la dott. Foti ha sempre contestato.(n.a.)

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