Il giudice monocratico Walter Ignazitto ha inflitto ieri due condanne per un caso sanitario avvenuto nel febbraio del 2002 al Policlinico universitario. Il riferimento è al decesso della signora Antonia Privitera, che morì per «insufficienza cardiorespiratoria con marcato edema cardiaco, alveolite desquamativa ed edema polmonare acuto, grave nefropatia ad impronta glomerulosceloritica, iperplasia surrenalica, arteriosclierosi ed edema cutaneo». Si tratta della dott. Caterina Foti, coinvolta «nella qualità di medico di turno presso il reparto di Pronto soccorso del Policlinico», che rispondeva di omicidio colposo e falso (avrebbe poi attestato in cartella clinica che la paziente si allontanò arbitrariamente) e di Giovanni Calipari, che rispondeva di favoreggiamento personale nei confronti della dottoressa per aver dichiarato che la paziente «non sembrava particolarmente sofferente» e che «egli doveva incontrarsi con la dott. Foti per stabilire se la paziente doveva essere ricoverata o meno, che tale decisione tuttavia non veniva presa a causa dell’allontanamento della stessa Privitera». Il giudice ha inflitto due anni alla dott. Foti e sette mesi al Calipari. L’accusa, ieri rappresentata dal pm Claudio Onorati, aveva chiesto la condanna a due anni per la Foti e a un anno per Calipari. I due sono stati assistiti dagli avvocati Giuseppe Carrabba e Domenico Pustorino, mentre la parte civile, i familiari della paziente, sono stati rappresentati dagli avvocati Salvatore Silvestro e Domenico Andrè. Secondo l’accusa la dott. Foti non avrebbe effettuato un’esatta diagnosi (visita medica, controllo della pressione arteriosa, Ecg, prelievo del sangue, controllo della glicemia), non avrebbe informato la paziente nel grave stato in cui versava, non avrebbe richiesto una consulenza specialistica e infine non le avrebbe somministrato farmaci diuretici per favorire l’eliminazione dei liquidi corporei in eccesso. Una ricostruzione che comunque la dott. Foti ha sempre contestato.(n.a.)
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DALL’ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE PER IL GIUDICE PINO SICILIANO
Giova, intanto, evidenziare che in seguito alla problematica applicazione della normativa europea in materia ZPS, diurante il mandato assessoriale, CATALIOTO, si occupò della costituzione della Commissione Comunale di Valutazione di Incidenza Ambientale, la cui presidenza venne affidata al geologo DOLFIN SERGIO. Tale commissione comunale e gli ambiti della sua competenza si trovano, tuttavia, al centro di una disputa amministrativa con il corrispondente organo regionale, diretto dall’ing. SANSONE, il quale ha avocato ogni competenza in ordine alla adozione dei pareri. Giova evidenziare che il funzionario regionale risulta svolgere anche lo specifico incarico di consulente del Procuratore Aggiunto Pino Siciliano.
In data 23-01-08, DOLFIN SERGIO fa ingresso nello studio dell’avvocato, iniziando con lui una lunga conversazione, densa di contenuti di enorme interesse. Ciò che risulta necessario porre in particolare evidenza, in tale contesto, sono le osservazioni dei due interlocutori in ordine ad un non chiaro e ufficioso interessamento del Procuratore Aggiunto SICILIANO e dell’Ing. SANSONE nelle vicende del Dipartimento Politiche del Territorio del Comune di Messina avuto riguardo alle problematiche sorte in materia di valutazione di incidenza ambientale delle Zone c.d. a Protezione Speciale. In particolare DOLFIN riferisce delle indicazione che tale LEO ha ricevuto da Siciliano in relazione alla Commissione Comunale per la Valutazione di Incidenza Ambientale, il quale ha contattato l’Ing. SANSONE per fissare un incontro. CATALIOTO interpreta tale iniziativa come volontà di SANSONE, avallato dal procuratore aggiunto, di determinare una condizione di sottomissione dell’organismo comunale, evidenziandone implicitamente il carattere anomalo, anche in ordine alle modalità con cui è stata predisposta questa forma di ‘messaggio’. Lo stesso CATALIOTO afferma che, durante il suo incarico assessoriale, il Procuratore Aggiunto SICILIANO, lo aveva convocato nel suo ufficio ove si è tenuto un incontro con l’Ing. SANSONE.
Interlocutori:
Catalioto Antonio: A
Dolfin Sergio: S
…la conversazione è di varia natura…
S: ti volevo chiedere una cosa a proposito appunto… a proposito sempre di Commissione, SICILIANO aveva detto a coso…
A: …incomp…
S: … a Leo no, dice “io ho telefonato a Sansone, lui è disponibile è già andato a parlare!” dico è chiaro che non abbiamo fatto più nulla perchè…incomp… ora secondo te è il caso di andarci o no?
A: no ma andare a che cosa?
S: dico…
A: per forza lui deve creare questa cosa, forma di subordinazione…
S: …incomp… esatto
A: …questo è il discorso
S: sostanzialmente è questo…
A: cioè come…
S. devi andare come un cretino tipo gli spieghi… (sorride)… che cosa
A: dico ma questo quando a suo tempo gliel’ha detto?
S: questo a suo tempo ma infatti dico io te lo sto chiedendo cosa dici ecco se è il caso tipo fare…incomp…non so Cacciola mi ha fatto vedere che c’era un provvedimento, cioè lui ha scritto un provvedimento a nome di SINATRA, SINATRA la passa a Minutoli, Minutoli ci dovrebbero convocare no’
A: eh?
S: a quel punto noi che facciamo, ci riuniamo, però mi chiedevo se poteva servire fare questa… come dire (sorride) a quest’atto di…
A: eh?
S: di sottomissione?
S. di sottomissione o no oppure ce ne fottiamo e buonanotte ad andiamo aventi per il nostro
A: ma io direi di si
S: per la nostra strada…
A: guarda perchè quando fai l’atto di sottomissione allora sono due le cose, su queste che diciamo così di competenza comunale che non c’è contenzioso la Regione non vi può dire niente, nè tanto meno Sansone…
S: sarebbe…no no è chiaro che non … siccome c’è stata tutta questa polemica, tutte queste…incomp…cose, va bene GIORDANO gli ha rotto le palle ha preso…non so oppure che fine farà…
A. la Giordano continuerà a rompere le palle, parliamoci chiaro non è che uno si può illudere che ANNA GIORDANO NON ROMPERA’ PIU’ LE PALLE…
S: …(sorride)…
A: …sicuramente li romperà ancora e li continuerà a rompere, su questo non c’è dubbio alcuno, il punto è a che cosa potrebbe servire, ecco questo è la…il discorso!
S: no, niente sarebbe un atto proprio di sottomissione per dire ‘visto che tu…ci facciamo una chiaccherata dal punto di vista tecnico…’
A: ti ricordo che pure a me a suo tempo quando ero assessore li ‘ho già parlato con l’ingegnere SANSONE, vi vedete qua là…’ poi una volta ci ha fatto incontrare…
S: uh…
A:… da lui nella stanza, anche questo ruolo che un Procuratore…
S: certo che è strano che un PROCURATORE, magistrato ti dice…
A: comunque voglio dire…di fronte alle pretese di questo che voleva venire qui al Comune tipo faceva conferenze di servizio, firmava lui le valutazioni di previa conferenza di servizi, nella mia testa ho pensato “ma questo…”
S: “ma questo è scemo” si appunto…
A: l’ho lasciata decantare la cosa
S: certo…
A: tieni conto questo prima che fosse fatta la legge poi è stata fatta la legge e quindi la cosa, poi ce ne siamo a casa però c’è sempre questo suo diciamo tendere a porti sotto tutela e questo a me onestamente non…
S: a me non piace assolutamente però dico se… io la vedrei eventualmente nell’ottica di una presa per il culo badiamo bene non è nell’ottica di…
A: no ma se voi ritenete…
S: io non ho bisogno, non ho bisogno di SANSONE…
A: …no ma non è qua il problema
(omissis)
S: …che poi questa ANNA GIORDANO pare che è minchia, una testa di cazzo pare che… in effetti pure compreso me quando ne parlo pare che questa chi sa chi cazzo è insomma, secondo me forse gli diamo tutti troppa importanza il primo io a questa persona che non dovrebbe avere questa importanza e… però fa danno ah perchè mi diceva CACCIOLA che si è fatta una fotocopia di tutte queste incidenze cose…
A: valutazioni d’incidenze…
S: …tra l’altro a Palermo gli ha dato una specie di dossier, ora non so che cazzo… incomp… dossier se loro… incomp… cosa vuole fare non lo so però SANSONE aveva questo dossier fatto da ANNA GIORDANO…
A: si…
S: …in cui c’era scritto una serie di cose che la valutazione d’incidenza…
A: sulle singole valutazioni d’incidenza si…
S: si che sono…
A: le aveva corrette tipo compitino…incomp…
S: … io non capisco in base a quale.. incomp… lo fa e tra l’altro dicendo, specialmente su due relazioni d’incidenza fatte da TIGNINO, dal padre…
A: uh…
S: che ha fatto delle cose false, dichiarazioni false… incomp… fotografie false cose che… tu pensa questo glielo dice SANSONE aveva intenzione di denunciare TIGNINO il padre…
A: chi SANSONE?
S: no
A: la GIORDANO?
S: la GIORDANO, CACCIOLA gli ha detto “senta ma questo dossier…” lo sai com’è CACCIOLA…
A: si
S: incomp “…è una cosa come dire vostra o è di WWF?” “no dice noi non c’entriamo io me ne fotto!” però ecco la prima cosa ha preso tutto e gliel’ha dato all’Assessorato per dire “si fa una cazzata… sono… incomp… fanno cazzate” non lo so…
A: ma infatti mi pare che in una riunione SANSONE ha uscito questa cosa…
S: eh sul dossier…
A: …sul dossier dice “ah qua…” tipo voleva giustificazioni voleva…
S: si, si
A: …se l’assessorato lo fa proprio nel senso che…
S: no…
A: allora…
S: no non la assolutamente
A: e allora, cioè ognuno che scrive…
S: no appunto anche perchè voglio dire la… qual’è la veste di questa persona che può correggere e dire questo si, quello no, non gli riconosco questo potere insomma…
A: dico va ma stiamo scherzando?
S: (sorride) di fare, di fare cose del genere
A: purtroppo siamo nella cosa dell’assurdo
S: infatti, infatti… e comunque CARMELO SANTALCO per ora ho visto che è molto vicino a lei perchè sapeva un sacco di cose e sapeva pure in maniera distorta, cioè sapeva secondo una visione completamente… incomp…
A: uh…
S: e quindi diciamo… incomp… di spiegare un pò… incomp… in maniera ben diversa… incomp… da come lui lo sapeva ma in generale… incomp…
A: uh…
(omissis)
Fine trascrizione
(omissis)
DALL’ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE PER IL GIUDICE PINO SICILIANO
Ancora, con riguardo alla figura del SICILIANO, sotto il profilo che qui interessa, merita, in questa sede, riportare lo stralcio di altra conversazione intrattenuta con l’Avv. Emilio Fragale e contenuta nella più volte citata informativa di reato della P.G. procedente del 19/11/2008:
(…omissis…)
In data 02.04.2008, alle ore 07.56, il Procuratore aggiunto Siciliano Giuseppe contatta (con utenza 090661…) l’utenza radiomobile 3296217…, in uso all’avv. FRAGALE EMILIO (nato a Messina il 28.01.1967), convocandolo in ufficio per un ‘CHIARIMENTO’, concordando l’orario dell’incontro intorno alle ore 11.30…
In effetti, alle successive 11.51, l’avv. FRAGALE emilio si introduce all’interno dell’ufficio del magistrato, il quale, dopo un breve preambolo, gli consegna dei documenti, verosimilmente riguardanti esposti sull’Istituzione ai Servizi Sociali del Comune di Messina, affinchè li legga e li commenti. E’ bene premettere che la ragione della convocazione risiede nella circostanza che l’Avv. Fragale ha rivestito la qualità di Direttore Generale del Comune di Messina, durante il mandato del Sindaco Francantonio Genovese, decaduto per effetto di una sentenza del consiglio di Giustizia Amministrativa del 03.10.2007, in conseguenza del quale venne nominato il Commissario Straordinario Gaspare Sinatra, rimasto in carica fino alle consultazioni amministrative del 14 giugno 2008. Il commissario straordinario ha nominato, in quel periodo, un nuovo presidente del consiglio di amministrazione dei Servizi Sociali, VERNACI SALVATORE, che subentra al decaduto Assessore SAUTA ELIO. Tale ente è rimasto da allora in una vera e propria bufera istituzionale, scatenata anche da una relazione di VERNACI sulla gestione del suo predecessore, oggi sotto la lente di osservazione di una commissione. E’ proprio questo il contesto delle conversazioni che seguono.
…segue conversazione…
SICILIANO e FRAGALE commentano i documenti. Appare evidente che l’atteggiamento di FRAGALE è nella direzione di tutelare l’azione dell’Assessore SAUTA e del sindaco GENOVESE. Nel corso della conversazione, FRAGALE spiega al dott. SICILIANO i meccanismi che si celano dietro le cooperative sociali e che gli ideatori di questi esposti potrebbero essere dei soggetti politici. Si riporta, in particolare, il passaggio finale di questa conversazione, integralmente trascritta anche perchè emerge l’anomala conclusione del magistrato…
Interlocutori:
SICILIANO Giuseppe detto ‘Pino’: P
FRAGALE Emilio: F
F: certamente viene da cooperative, questo è chiaro
P: ma secondo me viene dai politici
F: dai politici che sono dietro le cooperative, attenzione, Procuratore, dico, perchè per ciascuna di queste cooperative c’è politica, non c’è soltanto…incompr…
P: assunzioni, cose…
F: Certo no no non è che io parlo di cooperative c’è… c’è politica, c’è posizionamento, giusto, ci sono assunzioni, c’è impresa. No, su questo non c’è dubbio, c’è cooperativa sociale con dietro il soffio dei poteri della politica…
P: va bene io ora questo qua lo tengo fermo
F: però… però se lei mi domanda quali di queste cooperative per esempio son al centro destra io non le saprei rispondere perchè ciascuna delle… di queste cooperative è comunque…
P: va bene è logico…
F: …è comunque una cooperativa che si relaziona quanto meno con chi vince di turno, perchè un giorno sono di qua e l’altro sono di là, quindi dal mio punto di vista tutte le cooperative che agiscono nel mondo del sociale sono collegate con noi, direttamente o indirettamente…
P: come… incomp… tutte escluse perchè ora c’u sto AMMENDOLIA che prende… incomp…
F: … che prende tutto… l’asso piglia tutto quindi in campagna elettorale è così…
P: … va bene io questo lo tengo fermo come materiale… lo tengo fermo
F: dico la cosa veramente fastidiosa poi dal mio punto di vista però era questa del Don Orione… incomp…
P: Tenetene conto, nella campagna… incompr… io questa qua, ripeto, per ragioni di obiettività, non mi è chiaro. Nessun incarico a nessuno, possono sbagliare… incomp… ci marcia che.. incomp… non lo faccio, quindi lo tengo fermo. Conto di attendere la campagna elettorale…
Si accavallano le voci
P: quindi, che avvisa che non vi chiedo niente, perchè…
I due si salutano e Fragale dopo aver salutato di nuovo a voce alta va via
(…omissis…)
La modalità con cui il Procuratore Aggiunto SICILIANO Giuseppe saluta l’avv. FRAGALE non lascia spazi interpretativi. Il magistrato, con tale convocazione, sa di aver parlato con l‘alter ego dell’ex Sindaco GENOVESE, il quale verrà tempestivamente informato di tale incontro. Anzi, il magistrato chiede espressamente che GENOVESE venga informato (”…quindi, che avvisa che non vi chiedo niente, perchè…”). Ciò che tuttavia desta perplessità è che il dott. SICILIANO offre la garanzia che l’esposto sarà tenuto fermo e non verrà assegnato a nessun sostituto perchè “…possono sbagliare…”, con la motivazione che essendovi in corso la campagna elettorale, si potrebbero verificare strumentalizzazioni politiche. Eppure, come confermato dai tanti articolo di stampa pubblicati sulla Gazzetta del Sud (v. a titolo di esempio l’allegato n°98), la problematica dei Servizi Sociali, per il Comune di Messina, è allarmante.
È durato pochi minuti ieri mattina a Reggio Calabria l’interrogatorio di garanzia dell’ex procuratore aggiunto Pino Siciliano davanti al gip Kate Tassone. Il magistrato, che era accompagnato dal suo difensore, l’avvocato Franco Bertolone, ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Siciliano è agli arresti domiciliari per concussione a conclusione di un’inchiesta gestita dal sostituto procuratore di Reggio Calabria Beatrice Ronchi e dalla Squadra Mobile di Messina. Sono sette le vicende oggetto della corposa ordinanza di custodia cautelare del gip Tassone, vicende di cui s’è occupato Siciliano in questi ultimi anni: Lodo Impregilo e MessinAmbiente a Taormina, zone Zps a Messina, Centro commerciale Auchan a Messina, ex Hotel Castellamare a Taormina, e poi la rivelazione di segreto d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta “Oro Grigio”, infine il «concorso per ricercatore del figlio Francesco». Di queste sette vicende esaminate hanno assunto valenza in questo provvedimento cautelare solo cinque casi, il gip ha escluso il caso Auchan e quello del concorso universitario, ma su questi aspetti sono in corso indagini. Alcune persone sono già state iscritte nel registro degli indagati per questa inchiesta, che ha visto un’attività di intercettazione ambientale, nel suo ufficio a Palazzo di Giustizia, e telefonica, a carico dell’ex procuratore aggiunto da parte delle Squadra mobile per diversi mesi. Sono cinque i capi d’imputazione contestati. Nel primo caso di tentata concussione relativa alla vicenda ex Hotel Castellamare di Taormina l’ex procuratore aggiunto avrebbe «tra l’aprile ed il luglio 2008 – dopo aver strumentalmente iscritto il procedimento n. 2041/07 A.G. Atti per intervenire ed influire sul processo amministrativo pendente al Tar di Catania tra la Srl Decisa ed il Comune di Taormina (patrocinato formalmente dall’avv. Maimone Ansaldo Patti Fabrizio, ma di fatto dal proprio figlio Siciliano Francesco, incompatibile all’esercizio della professione legale in quanto ricercatore universitario) ed avente ad oggetto la ristrutturazione dell’Hotel Castellammare di Taormina –, prima con pressioni e minacce implicite, poi con minacce esplicite di perseguirlo penalmente, compiva atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere l’ing. Spampinato Francesco – nominato perito dal Tar nella predetta causa –, a redigere un elaborato peritale favorevole al Comune di Taormina (e quindi anche all’attività professionale del figlio Francesco) e, una volta depositata la relazione, a modificarne quegli aspetti astrattamente favorevoli alla Srl Decisa; in tal modo volendo ottenere, altresì, un ritorno vantaggioso per l’accrescimento della propria influenza». L’altra tentata concussione si riferisce al Lodo Impegilo, un contenzioso tra l’impresa e il Comune di Taormina, per decine di milioni di euro. In questo caso il magistrato avrebbe «… su istigazione di Occhipinti Domenico, liquidatore della Spa Impregilo, per il tramite dell’amico Michele Caudo, compiva atti idonei diretti in modo non equivoco ad indurre La Mattina Antonino, commissario straordinario del Comune di Taormina, ad accettare la proposta transattiva di 26 milioni (di euro) in merito a un contenzioso civilistico tra il predetto Comune e la predetta Spa; somma di cui 2 milioni sarebbero stati divisi tra coloro che avrebbero contribuito al buon esito dell’affare». La concussione si sarebbe realizzata nel caso della Zps, poiché il magistrato avrebbe indotto «… i membri della Commissione di valutazione di incidenza ambientale (tra cui Pitalà Leone e Dolfin Sergio) ed i funzionari presso il Settore edilizia privata dell’Ufficio urbanistica del Comune di Messina (tra cui l’arch. Schiera Vincenzo e Cacciola Vincenzo) ad attribuire indebitamente utilità all’ing. Sansone (dirigente dell’assessorato regionale Territorio e ambiente di Palermo), consistite nel riconoscimento della competenza dell’ufficio del Sansone presso l’assessorato regionale in materia di valutazione di incidenza ambientale nelle Zone a protezione speciale (Zps), esautorando l’organismo comunale e la citata Commissione, ed altresì consistite nell’ottenere un ritorno vantaggioso per l’accrescimento della propria influenza». Sono poi contestati anche la rivelazione di segreto d’ufficio e il favoreggiamento personale per la vicenda “Oro Grigio”, vale a dire l’aver fatto giungere all’architetto Manlio Minutoli, all’epoca a capo dell’Urbanistica del Comune, per il tramite del comune amico Michele Caudo, la voce che era sottoposto a intercettazioni ambientali.(n.a.)

IL PROCURATORE LO FORTE E IL GIUDICE PINO SICILIANO, GIA’ PROCURATORE AGGIUNTO - FOTO: DI GIACOMO
DALL’ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE - TRIBUNALE DI REGGIO CALABRIA
Con riguardo alla personalità del SICILIANO, pericolosa ed incline alla illegalità, merita questa sede, riportare lo stralcio di due passi di conversazioni intrattenute con l’amico e politico Michele CAUDO e contenute nella più volte citata informativa di reato della P. G. procedente del 27/02/2008:
(…omissis…)
Alle successive ore 16.51, i due amici risalgono sull’autovettura ed intraprendono, su iniziativa del Procuratore Aggiunto SICILIANO un importante scambio di idee (DA NOI GIA’ PUBBLICATO ndr). In particolare, SICILIANO si consiglia con l’interlocutore sull’opportunità, con l’approssimarsi delle consultazioni elettorali, di prendere contatti con GENOVESE FRANCANTONIO. Con straordinaria chiarezza CAUDO ritiene che sia preferibile non stabilire tale contatto argomentando che alle ultime elezioni GENOVESE ha condotto uno scambio di voti mediante l’elargizione di somme di denaro ai ‘capi clan’ di talune zone della città notoriamente controllate dalla locale criminalità organizzata.
(…omissis…)
Nella parte conclusiva di tale conversazione (che pubblichiamo di seguito ndr) si apre un ulteriore passaggio delicato. SICILIANO si sta facendo accompagnare su un cantiere edile per prendere visione di un complesso residenziale in costruzione, per l’acquisto di un appartamento che però verrebbe intestato ad un prestanome e verso l’applicazione di trattamenti economici di favore. Emerge chiaramente che il Procuratore Aggiunto sia consapevole che in relazione a quel complesso edilizio è stato instaurato un procedimento penale.
(…omissis…)
ORE 17.10′12″
P: questo è il PARNASO…che diceva lui…
M: si, e quella è la strada…
P: ah, ho capito qual’è, qua gli ha fatto un lotta MARZACHI’… ho capito, ho capito…
M: qua…
P: il processo me lo ricordo…
M: qua hanno allargato la strada, la vedi?
P: si, si
M: qua hanno allargato la strada, ecco, questa è la prima costruzione…
P: Va benissimo… incomp…
M: questa è la prima costruzione, la strada la stanno allargando tutta
P: quindi, una di queste?
M: una di queste, questa è tutta lottizzazione…
P: ma si…incomp…
M: certo, vedi, vedi, ti faccio vedere l’ultima, ora ti faccio vedere dove arriveranno le utime costruzioni…
P: ma dico… qualcuna che è già fatta… (si accavallano le voci, incomp…)…
M: no, no, io ti sto dicendo, le costruzioni arrivano sino a là, mi sono spiegato? Gli ultimi piani hanno tutti il panorama…
P: consultare per dire… avere una piantina, un grafico, e poi, soprattutto, quando…
M: guarda che facciamo…facciamo marcia indietro…
P: quando praticamente possono consegnare…
M: sino a qua arriva… sino a qua arriva il terreno…
P: è capace che sia pure panoramico!
M: Mi! Di qua…
P: al sesto piano…
M: impressionante, di qua è impressionante…
P: quindi, vediamo…
M: certo che è panoramica, con questo posso fare quello che voglio…
P: e questa è una cosa buona, in modo che se c’è spazio, MICAL (fonetico)… incomp… non la posso pigliare io… incomp… perchè c’è il processo
M: certo, naturale…
P: e quindi la metteremo sotto nome di un altro…
M: certo, perfetto…
P: Secondo me è molto bello. Il processo l’ha avuto FARINELLA capito?
M: certo…
P: Capito qual’è… incomp…
M: certo…
(…OMISSIS…)
I PREDETTI PASSAGGI SONO (TRISTEMENTE) EMBLEMATICI DELLA PERSONALITA’ DEL SICILIANO, FACILMENTE INCLINE A SCADERE NELLA ILLEGALITA’ PER IL PERSEGUIMENTO DI INTERESSI PERSONALI ED ECONOMICI.
La minaccia della mafia non e’ una ragione sufficiente per fermare la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina. Lo ha ribadito il leader del Mpa e presidente della giunta regionale dimissionaria in Sicilia, Raffaele Lombardo, nel corso della registrazione di ‘Porta a porta’ che andra’ in onda domani. “Noi lottiamo ogni giorno, facendo il nostro mestiere, contro la mafia. Parlare e continuare ad insistere sempre sul problema della mafia, e’ un alibi per non fare nulla e per non costruire il ponte sullo Stretto e le altre opere infrastrutturali necessarie per ammodernare il paese”. “Il ponte e’ inutile -ha obiettato la portavoce dei Verdi Grazia Francescato- ed e’ uno sperpero di risorse pubbliche. Voglio vedere poi come si possa garantire la resistenza di un’opera che ha i piloni di sostegno alti piu’ di 380 metri“. “Oggi - ha ribattuto Lombardo - il ponte viene contrastato in modo ideologico perche’ disturba il volo di certi uccelli. La tutela dell’ambiente -ha concluso- si concilia benissimo con le grandi opere che, occorre ricordarlo, rimangono un volano essenziale per lo sviluppo economico”.

