
LE FOTO DI RENATO CURCIO DI ENRICO DI GIACOMO

L’INCONTRO A MESSINA CON RENATO CURCIO SUL PRECARIATO



IL SEGRETARIO DELLA CAMERA DEL LAVORO DI MESSINA LILLO OCEANO E DANIELE DAVID

FOTO: ENRICO DI GIACOMO
Storie di ordinario… precariato: l’ex brigatista Renato Curcio “ospite” in città tra le polemiche
Ha trovato il suo scenario più scontato al Guernica l’incontro con Renato Curcio, incontro inizialmente previsto all’Università , nella sede di Scienze Politiche. Il resto è cronaca. La solita. Cambiamenti dell’ultim’ora, batti e ribatti Ateneo-studenti ed il preventivato rimpallo di responsabilità . Ma gli studenti non sono delusi. “Non importa quale sia la cornice - dicono - l’importante è essere riusciti ad avere un confronto sereno”. E seduto, da un lato, quasi nascosto tra gli altri relatori c’è Curcio. L’ex brigatista racconta storie di ordinaria precarietà . Senza fronzoli. Racconta lo sfruttamento dei centri commerciali, l’alienazione dei call center. Prende forma nelle sue parole un mondo del lavoro diverso che negli ultimi anni ha modificato le sue regole, i suoi meccanismi, la sua prassi. Il suo pensiero, come racconta, ha subito un’evoluzione. Un’evoluzione dovuta alle esperienze, al vissuto, ma anche al “semplice” scorrere del tempo. Il punto di partenza del suo pensiero sono le grandi aziende milanesi, i centri commerciali, come Carrefour, Crai ed altri. La svolta per Curcio consiste nel nuovo percorso dell’occupazione in cui spariscono i sindacati e sparisce la storia. “La polarità dirigenza e dipendenti - spiega - tipica della società industriale, non esiste più. Ad esso si è sostituito un altro sistema. L’unione tra chi comanda e chi esegue si basa sull’accordo relativo a cinque territori: tempo, spazio, indennità , identità , parola”. Presente, tra i relatori, anche il segretario della Cgil Lillo Oceano: “Mi stupisco per la presenza dei ragazzi, visto soprattutto che non ci sono crediti formativi - scherza inizialmente. Poi torna serio: “Il sistema lavoro non è un blocco unico - riflette - ma è diverso sulla base del dato territoriale. Tra Nord e Sud c’è un abisso”. E da qui giù con gli episodi che raccontano una realtà , quella messinese, fatta di una peculiarità unica, fatta da piccoli grandi soprusi, tutti “alla messinese”, e fatta, soprattutto, di assenza delle Istituzioni. “L’Università è riuscita a perdere un’occasione - ha polemizzato il professor Perna di Scienze Politiche - c’è più gente di quando ‘paghiamo’ con i crediti. E’ stata una forma di arroganza gratuita da parte di un rettore spaventato da un dibattito che per lui forse era più simile ad una rivolta studentesca”. Guido Luciani - da 98cento.it
Renato Curcio, la nuova ideologia
Non può concedere interviste Renato Curcio sul suo passato, su ciò che è stato e sopratutto su ciò che ha significato. Ma può parlare del suo futuro, anzi del futuro della collettività nel nuovo rapporto che si sta instaurando nel binomio capitale - lavoro. Puntualissimo all’incontro, organizzato dalla Casa Matta della Sinistra messinese e dall’istituto di sociologia di Scienze Politiche, spostato dalla Facoltà al Guernica perché il Senato accademico ha revocato l’autorizzazione all’incontro. Una censura che ha scatenato non poche polemiche. Il fondatore delle Brigate Rosse ha sistemato con una lentezza metodica i libri di cui è autore, nonché editore della cooperativa Sensibili alle foglie, da lui stesso fondata. Guardandolo negli occhi provi un senso di serenità , la stessa che trasmette. Parla, ride, si apre. Racconta che presto qualche sua pubblicazione “potrebbe essere tradotta in croato, per via della grande distribuzione”. Presenti all’incontro una cinquantina di persone, anche per evidente incapacità dello spazio, tutte pronte a fare domande sul passato. Ma non si può. E allora, prendendo spunto dall’incipit del sindacalista Cgil, Daniele David, che ha introdotto il dibattito “Precarietà , consumo e controllo socialeâ€, soffermandosi sui dati del precariato e della soglia di povertà che affligge il 45% dei lavoratori che vivono con meno di due euro al giorno, Curcio ha spiegato il suo nuovo “lavoro”, portando la sua esperienza. “Abbiamo iniziato nel 2002, quando a Milano le grandi aziende di distribuzione, come la Esselunga hanno modificato il rapporto lavorativo con i propri dipendenti” ha detto l’autore. “Se le aziende - ha continuato l’editore - fino ad allora, avevano una struttura sindacale ben radicata, dirigenti e delegati ben impiantati, ad un certo punto tutto è crollato, e le varie figura hanno comiciato a sparire“. “La prima lettura che la gente dà in genere di questi fenomeni è di natura politica. Ma in realtà non è così. In particolare - ha detto l’ex leader - ci sono delle nuove forme organizzative del lavoro. In tutte le aziende sparisce l’idea storica di lavoro e dei sindacati“. Per chi è giovane e in cerca di un lavoro stabile, conosce bene di cosa si tratta. Ma la novità sta nell’apporto che Curcio, e il suo gruppo di lavoro, portano all’interno di queste aziende. “Ci chiamano le aziende. Sono cantieri che coinvolgono i lavoratori. Ci organizziamo in assemblee dove non si parla mai di politica, non si fanno delle analisi ma solo delle narrazioni brevi“. Curcio ha spiegato l’esigenza narrativa che appartiene ad ognuno di noi e che, in un particolare momento di ansia, angoscia, paura o stress, può risollevare dalle proprie condizioni. Succede che all’interno di un discorso si riesca ad estrapolare un fatto, o come diceva Michel Foucault un dispositivo, che dal particolare ci porti ad una generalizzazione più astratta. In questo modo si creano dei legami tra i narratori, legami che le nuove aziende cercano di demolire. Il lavoro è cambiato, e con esso anche il lavoratore. L’autore ha analizzato le 5 forme di flessibilità che ha individuato (tempo, spazio, parola, identità , mansione) a cui un dipendente è sottoposto dal nuovo rapporto capitale-lavoro. Flessibilità del tempo sta nel non avere orari precisi, ma flessibili appunti, per cui ci si ritrova lavorare di più, con meno garanzie e stipendi rigidi. Flessibilità dello spazio, non si sta dietro la propria scrivania o luogo preciso e ben idenitifcato, ma si può essere spostati dappertutto. Flessibilità di parola è forse la più inquietante, perchè fa dell’aziende una setta: mai dire all’esterno ciò che accade all’interno. Flessibilità della mansione indica che se con Smith la specializzazione del lavoro era alla base della rivoluzione industriale, oggi bisogna saper fare tutto e in tutti i campi. Infine quella dell’identità che comporta un adeguamento del proprio io al lavoro che si svolge. Queste cinque forme sono unificate dalla singolarizzazione dell’azienda che toglie la base di diritto tra il capitale e la forza lavoro. All’incontro, che si è poi trasformato in dibattito, sono intervenuti infine Claudio Lisitano dell’UDU che ha letto qualche brano del libro !I dannati del lavoro” scritto da Curcio contestualizzandolo, e Lillo Oceano, sindacalista CGIL, il quale ha portato un contributo sulla precarietà giovanile e non. di Eleonora Rao - normanno.it
IL COMUNICATO DI RIFONDAZIONE
Il Partito della rifondazione comunista giudica triste e preoccupante, quasi grottesca, la vicenda di un Senato Accademico che si riunisce d’urgenza per decretare la chiusura di uno spazio di democrazia e di dibattito. Preferiremmo che gli insigni professori mettessero tanto impegno a combattere la parentopoli universitaria che è alla base degli scandali che hanno messo alla berlina in tutta Italia l’Ateneo messinese, o nel fornire qualche servizio in più agli studenti. Troviamo infine pericolosa la tendenza all’omologazione culturale e l’intrinseca vigliaccheria di questa scelta. Ma la pacificazione vale solo quando dobbiamo rivalutare gli assassini e i torturatori fascisti? Renato Curcio ha pagato il suo debito con la giustizia, a differenza di tanti che siedono in Parlamento o di altri che si fanno le leggi ad personam proprio per non finire in galera. Valutiamo la decisione del Senato Accademico l’ennesima riprova della modestia della intellettualità ufficiale in riva allo stretto e del soffocante provincialismo culturale che ci avvolge. Tutta la nostra solidarietà , pertanto, agli organizzatori dell’incontro. Il Segretario Alfredo Crupi