
Messina, agosto 2008. A cento anni dal terremoto. Il primo cittadino è Peppino Buzzanca, ai più noto per alcuni ‘incidenti’ giudiziari, di una città che il giornalista di Repubblica Caporale ha definito ‘una cloaca’. Messina è anche una cloaca. E queste foto lo testimoniano. Messina non è quella raccontataci dai politici dei salotti televisivi locali, non è quella della ‘Notte della cultura’, delle passerelle al Museo Regionale per dei capolavori che non meritiamo e che servono soltanto come fumo negli occhi e come trampolino per campagne elettorali. Messina è soprattutto questa. E’ una città che sta morendo di fame e di ignavia. Ma anche della complicità di tutti noi. Nella speranza che anche queste foto possano contribuire come prova alla sua (di Caporale) assoluzione, abbiamo deciso di pubblicarne qualcuna a distanza di diversi mesi. Ci troviamo a Contesse, periferia di quella ‘città periferia’ che è Messina. In un ex deposito da troppo tempo abbandonato, il giorno di ferragosto, mentre i messinesi galleggiavano nelle acque dello Stretto e si preparavano a implorare l’Assunta, trovammo questa situazione di estrema emergenza. Fotografammo accampati alcuni rumeni che con delle lastre di eternit abbandonate si erano inventati dei ripari di ‘fortuna’ o meglio dire di morte. Scoprimmo che in quelle condizioni vivevano in sette e da diversi mesi. Nel silenzio complice delle Istituzioni. Poi, una mattina di settembre, quegli stessi occhi complici e senza umanità , tornarono sul luogo che avevano incrociato più volte. E decisero non di trovare una sede più accogliente ai neocomunitari, ma con un blitz di cancellare quella vergogna che qualche occhio curioso era già andato a visitare. Non sappiamo dove siano i nostri amici rumeni, forse sotto altri tetti di eternit. Ma sappiamo che quel giorno decidemmo di pubblicare questo reportage soltanto dopo la ricerca di una soluzione ‘umanitaria’ al caso. In una città poco accogliente, sprovvista di servizi sociali, ma soltanto pronta a reprimere le anime senza passaporto dei tanti migranti in visita nella città dello Stretto, pubblicandolo avremmo soltanto contribuito alla loro cacciata. Che però arrivò lo stesso puntuale… E.D.G.






















REPORTAGE FOTOGRAFICO DI ENRICO DI GIACOMO





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