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TAORMINA, DOPO L’ARRESTO DEL GIUDICE SICILIANO: Impregilo chiede la sospensiva del pignoramento da 23 milioni

Il lodo Impregilo si avvicina al bivio finale. Nei giorni del “terremoto giudiziario” che adesso vede la Procura di Messina indagare su alcuni risvolti della vicenda, è stata intanto fissata per il 10 giugno al Tribunale di Trappitello l’udienza che deciderà la legittimità o meno della richiesta di pignoramento di 23 milioni di euro, avanzata dall’impresa nei confronti delle casse del Comune di Taormina. Stavolta si entrerà nel merito del dibattimento e arriverà, insomma, un verdetto importante. “Imprepar-Impregilo” ha infatti presentato un nuovo ricorso al Tribunale di Trappitello, stavolta in opposizione alla sospensiva che era stata ottenuta a marzo dai legali del Comune sul pignoramento da 23 milioni di euro reclamato dalla società milanese. Nelle scorse ore la Giunta di Taormina ha conferito incarico legale agli avvocati Scuderi e Munafò per opporsi al ricorso di Impregilo e difendere il Comune nell’udienza sulla richiesta di esecutività immediata del lodo. A Trappitello sarà in discussione il principio di legittimità e contestuale esecutività della procedura con la quale Impregilo da tempo sostiene debbano essere subito prelevati 23 milioni dal forziere di Palazzo dei Giurati. Con questo ennesimo ricorso, Impregilo si è mossa per bloccare la richiesta di estinzione del maxi-pignoramento che Taormina già si avviava a rivendicare alla luce della sospensiva ottenuta a febbraio sulla suddetta procedura, intentata nel 2003 dal general contractor di Sesto San Giovanni. Tra pochi giorni, in buona sostanza, si avrà un verdetto che servirà da prologo per l’appuntamento finale, quello cruciale, in sede di Cassazione (si terrà entro fine anno?). Dopo il giudizio del Tribunale di Trappitello potrebbe arrivare a breve distanza anche quello del Tribunale di Giarre, dove rimane in corso un ulteriore filone del contenzioso. È ancora in “riserva” infatti l’esito della disputa tra Impregilo e la “Banca S. Marco di Calatabiano”, tesoreria del Comune di Taormina. E non si esclude che la decisione del giudice a Giarre, come detto, possa arrivare poco dopo la sentenza del Tribunale di Trappitello. In entrambi i casi Impregilo punta al pignoramento: da un parte direttamente contro il Comune, dall’altra contro la tesoreria. A Giarre la “Banca S. Marco” si sta difendendo dalla contestazione di «responsabilità del non avvenuto pignoramento delle presunte somme dovute». La linea difensiva, condivisa dal Comune e dalla banca, è volta a dimostrare nelle due aule di tribunale che ad oggi non si può dar corso alle sentenze di 1° e 2° grado del lodo (che sono state favorevoli entrambe a Impregilo) né sarebbe quindi possibile effettuare il prelievo dei 23 milioni. Di diverso avviso, ovviamente, è Impregilo. Forse già la prossima settimana, infine, ci sarà un apposito vertice in Comune sul lodo Impregilo, nell’ottica del quale sarà chiesto di partecipare al dibattito all’ing. Concetto Costa, che nel settembre 2008 fu nominato dal sindaco Mauro Passalacqua nella qualità di esperto per il lodo. Al professionista, il cui mandato operativo scadrà il prossimo 30 giugno, saranno chieste indicazioni sulle strategie per la prosecuzione di questo complesso iter, e ciò avverrà contestualmente alle valutazioni che dovranno fare la Giunta e il Consiglio comunale. E non va dimenticato che sempre a Trappitello resta in corso il primo grado di un’ulteriore causa nella quale Impregilo reclama 7 milioni 200 mila euro. Emanuele Cammaroto - GDS

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