TESTIMONE DAL DOPOGUERRA AD OGGI: CLIC, ADDIO AL FOTOREPORTER MICHELANGELO VIZZINI

FOTO: ENRICO DI GIACOMO

Se n’è andato poco dopo pranzo. Da tempo il respiro lo affannava; questa volta ha ceduto pure il cuore. Si è appisolato così, senza risveglio, il fotoreporter Michelangelo “Mimmo” Vizzini, 89 anni fra due mesi, memoria storica della città: centomila e più “scatti di vita” che ne hanno fatto un protagonista per oltre mezzo secolo. Collaboratore di quotidiani e periodici (Gazzetta del Sud, La Sicilia, Il Tempo, Panorama) ha immortalato personaggi e fatti di cronaca dal Dopoguerra a oggi, cominciando con una macchina fotografica che si era costruita al fronte, con pezzi di cartone, molto prima di legarsi indissolubilmente alla sua Rolleflex. Nato a Grotte in provincia di Agrigento il 31 luglio 1920, di ritorno dalla Guerra, conobbe Antonia che di lì a poco sarebbe diventata la sua inseparabile compagna. Si sposò a Messina e qui rimase facendosi apprezzare unanimemente per la sua professionalità, ma soprattutto per quella semplicità che caratterizza le persone di talento. Cominciò la sua attività da infermiere fotografo nella clinica chirurgica universitaria dei professori Carmona e Barresi, ospitata al Piemonte. Da Erminio Macario ad Alberto Sordi, Claudia Cardinale, Sophia Loren, Liz Tailor, Richard Burton; alle aspiranti Miss Italia di decine e decine di edizioni; dal secondo conflitto mondiale al terremoto di Gibellina, ai protagonisti di incontri internazionali, a memorabili “prime”. Nel suo archivio c’è l’Italia; ci sono soprattutto Messina e la Sicilia che perdono con lui un professionista di valore, instancabile e umile, ineguagliabile nella sua passione coltivata fino all’ultimo respiro. In occasione della commemorazione per il Centenario del terremoto, il presidente della Regione Raffaele Lombardo lo aveva voluto conoscere e Mimmo aveva avuto l’opportunità di parlargli del suo ricco patrimonio di immagini che ci teneva fosse acquisito da un ente pubblico. Era l’unica cosa che possedeva assieme all’amicizia vera e disinteressata di tante persone che gli volevano bene. È morto in silenzio proprio nel giorno in cui i suoi “Scatti di vita” avrebbero richiamato il pubblico al Teatro Annibale Maria di Francia, per partecipare alla mostra in suo onore, allestita da “Ars Imaginis”. Fino a un paio di giorni prima dell’evento aveva assicurato alla curatrice la sua presenza: ci teneva particolarmente; comunque non avrebbe mai disatteso un impegno preso. Così come è sempre stato puntuale nel presentarsi in redazione con le immagini fresche di un avvenimento, anche quando le sue condizioni di salute erano proibitive. Partiva dal laboratorio di via Garibaldi, il suo “piccolo” mondo, “piccolo” a dimensione di Mimmo, a bordo di una malconcia utilitaria per consegnare anche una sola foto. Perché il timore di veder sfumare quel suo “assist” fotografico, a corredo di una notizia, era più forte dell’asma che ormai non gli dava più tregua. Il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ha espresso il suo cordoglio ricordando Vizzini come “un uomo che ha saputo raccontare attraverso le immagini e la sua presenza nei più importanti avvenimenti di cronaca e di politica, la storia della Sicilia dal Dopoguerra ai nostri giorni”. Cordoglio cui si uniscono il sindaco Giuseppe Buzzanca, il presidente della Provincia Nanni Ricevuto e i consigli comunale e provinciale. I funerali si svolgeranno al Duomo, lunedì alle 10. Mario Cavaleri - Gazzetta del Sud

LA MOSTRA A LUI DEDICATA: Quegli scatti di vita a cui tanto teneva
Un amore viscerale e incondizionato per la macchina fotografica divenuta il linguaggio per esprimere profondi e significativi spaccati di vita quotidiana. Così è trascorsa l’esistenza di Michelangelo Vizzini, fotoreporter per vocazione che ha dedicato tutta la sua vita all’amore per l’obiettivo dal quale non si staccava mai quasi fosse un “fedele amico” da custodire e che gli ha consentito di raccontare, per immagini, la storia della città dello Stretto dal 1943 ai nostri giorni. Sempre sorridente e affabile, nel 2003 ha ricevuto il Premio “Messina città d’Arte”. E al maestro dei fotoreporter è stato dedicato lo spettacolo “Scatti di Vita”, Vizzini e Messina, con mostra fotografica annessa per dare un tributo della città a uno dei suoi professionisti più apprezzati. Il musical, andato in scena al Teatro “Annibale Maria di Francia” è stato organizzato da “Ars Imaginis” per la regia di Valeria Ruvolo e la data dell’evento è fatalmente coincisa con la dipartita di Vizzini. In rassegna 54 foto, alcune delle quali ritraggono gli “anni d’oro” magicamente vissuti dalla nostra città. Splendidi ad esempio gli scatti a Sophia Loren, Claudia Cardinale, Alberto Sordi o anche a Celentano, Vitti e De Sica. In mostra anche foto di piazza Cairoli con il suo antico chiosco o lo storico scatto che ha immortalato Michelangelo Antonioni mentre girava una scena de “L’Avventura” del 1959. Non mancano foto religiose come la processione della Vara, la Madonna della Lettera o la messa celebrata dall’arcivescovo Calogero La Piana sotto la macchina votiva. E poi immagini di Vizzini allo stadio “Celeste” negli anni ‘60, e recentemente con la figlia Nanda. Più antiche quelle che lo ritraggono come militare in Grecia nel 1943 e quelle indimenticabili e personali che lo raffigurano nel giorno delle nozze il 31 ottobre 1954, nel venticinquesimo o nel cinquantesimo. E ancora foto con Alberto Sordi nel 2000 al Teatro “Vittorio Emanuele” o con il ministro Martino e l’ambasciatore russo Ivanov. Un percorso espositivo - potrà essere visitato anche nei prossimi giorni - che fa rivivere i momenti più significativi della sua vita e si conclude con tre recenti immagini del compianto maestro. La manifestazione, oltre rendere omaggio a Vizzini, ha rappresentato l’occasione per raccogliere fondi da devolvere in beneficenza per l’associazione “Noi Spirito Santo” e per l’istituzione di una borsa di studio per le ragazze interne dell’Istituto. Laura Simoncini - GDS

IL RICORDO DI GIUSEPPE RAMIRES
La notizia mi ha raggiunto ieri sera al Teatro Savio, poco prima che iniziasse un concerto. Il Savio era il luogo dove di solito incontravo Michelangelo Vizzini.
Veniva con la sua consueta calma e la sua macchina fotografica a immortalare l’artista di turno. Scambiavamo poche parole, ma sempre con grande simpatia. Scattava le sue foto all’inizio del concerto, per non disturbare l’esecuzione. Conosceva i ritmi del mondo che lui fermava con la sua macchina. Era una parte importante della nostra storia, ciò che restava di un passato che sapevamo importante e vivo. Mi mancherà e non lo dimenticherò. Per suo desiderio, ci siamo dati quasi subito del tu, quando quasi trent’anni fa lo conobbi muovendo i miei primi passi nel giornalismo, eppure non mi sono mai rivolto a lui chiamandolo Michelangelo; per me, come per molti, era il Maestro.

2 commenti

Sono stato invaso da un’ondata d’intensa commozione nell’apprendere, mentre ero fuori sede, della scomparsa del signor Vizzini, come amavo chiamarlo. Tutta la storia della mia famiglia s’intreccia con quella dell’insigne Artista scomparso, dai tempi dell’Ospedale Piemonte dove lui lavorava con i due Giganti della Chirurgia Siciliana.In ogni manifestazione che mi vedeva presente con i miei congiunti, venivo immortalato dai suoi flash! Con gratitudine per aver condiviso i momenti più esaltanti delle nostre esistenze, ne custodiranno il ricordo nel loro cuore Enzo Mancuso e Piera Villaroel

VINCENZO MANCUSO
18 Maggio 2009 22:28

ciao enrico puoi contattarmi volevo sapere circa la mostra di vizzini sono antonello longo ci conosciamo il mio numero è 3298512096 ciao

enrico
22 Luglio 2009 15:07

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