Atto n. 3-00887
Pubblicato il 29 luglio 2009
Seduta n. 247
LUMIA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell’interno, della giustizia e del lavoro, della salute e delle politiche sociali. -
Premesso che:
in un articolo a firma di Leonardo Orlando pubblicato il 14 luglio 2009 dal quotidiano messinese “Gazzetta del Sud” veniva data notizia di un’indagine avviata dalla Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto sulla gestione dell’Opera pia (IPAB) “Nicolaci Bonomo” di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina);
il suddetto ente di assistenza venne fondato nel 1927 su lascito di beni di alcune agiate famiglie barcellonesi per l’assistenza della popolazione cittadina meno abbiente;
secondo il citato articolo giornalistico le indagini della Procura di Barcellona Pozzo di Gotto sono in corso a carico di Mariano Cangemi, segretario dell’IPAB “Nicolaci Bonomo”, e di Rodolfo Fiumara, ex presidente dello stesso ente;
ormai da molti anni erano forti nella popolazione i dubbi e le perplessità sulla mala gestio dell’ente e soprattutto sulla gestione del suo enorme patrimonio immobiliare, sparso sul territorio di molti comuni del circondario di Barcellona Pozzo di Gotto;
il Consiglio d’amministrazione dell’IPAB è composto da un membro nominato dall’amministrazione comunale di Barcellona Pozzo di Gotto, un membro dal Prefetto di Messina, un membro dalla Curia arcivescovile di Messina, un membro dal Presidente del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto e uno dall’Assessorato regionale agli enti locali;
il segretario dell’ente, viceversa, secondo statuto viene indicato al consiglio d’amministrazione dall’amministrazione comunale di Barcellona Pozzo di Gotto tra i propri dipendenti;
il segretario Mariano Cangemi venne nominato nel 1992, allorché era dipendente comunale;
tuttavia, da oltre dieci anni il dottor Cangemi non è più dipendente del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, essendo caposervizio presso il Comune di Milazzo;
nonostante ciò, il dottor Cangemi è stato fino ad oggi mantenuto nel ruolo di segretario dell’IPAB, pur se non più in possesso dei requisiti per ricoprire quella carica, e ciò senza che le amministrazioni comunali succedutesi nel tempo a Barcellona Pozzo di Gotto si siano attivate per la sua sostituzione;
negli anni 1999, 2000 e 2001 fu presidente dell’IPAB “Nicolaci Bonomo”, quale membro del Consiglio d’amministrazione nominato dall’allora Presidente del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, dottor Ennio D’Amico, l’avvocato Nello Cassata, nato a Barcellona Pozzo di Gotto il 15 marzo 1969, figlio dell’attuale Procuratore generale presso la Corte d’appello di Messina, dottor Antonio Franco Cassata;
in qualità di Presidente dell’IPAB il 12 giugno 2000 l’avvocato Nello Cassata stipulava con il signor Alexandro Calderone, nato il 14 agosto 1976, un contratto di affitto con il quale veniva ceduto in locazione al signor Calderone un immobile sito a Barcellona Pozzo di Gotto in via Garibaldi ove lo stesso ha insediato il ristorante “La Galleria”;
il suddetto Alexandro Calderone è fratello di Giulio Massimo Calderone e Mario Calderone, entrambi a quanto risulta all’interrogante condannati in primo grado per associazione mafiosa il 26 luglio 2006 dalla Corte d’assise di Messina nel processo “Mare Nostrum”, il cui giudizio d’appello, nel quale l’accusa naturalmente è sostenuta dalla Procura generale di Messina, è attualmente in corso;
i suddetti Giulio Massimo e Mario Calderone sono attualmente imputati anche innanzi alla Corte d’appello di Messina nel processo “Mare nostrum-droga”, essendo appellante il primo rispetto alla condanna irrogatagli per traffico di droga in primo grado dal Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto ed essendo appellante il pubblico ministero rispetto all’assoluzione ottenuta dal secondo, ed anche in tale giudizio di secondo grado naturalmente la pubblica accusa è sostenuta dalla Procura generale di Messina;
con delibera n. 39 del 16 novembre 1998 l’allora Commissario straordinario dell’IPAB “Nicolaci Bonomo”, dottor Piero Di Maggio, concedeva in locazione un fondo rustico sito nel comune di Terme Vigliatore, di proprietà dell’ente di assistenza, a tale F. Giunta, nata il 21 maggio 1974, a quanto risulta all’interrogante al tempo convivente more uxorio del boss mafioso Mimmo Tramontana di Terme Vigliatore;
tale contratto nel 2000 venne prorogato dall’avvocato Nello Cassata, Presidente dell’IPAB;
nel giugno 2001 il suddetto Mimmo Tramontana fu ucciso con numerosi colpi di arma da fuoco a seguito di un agguato di tipico stampo mafioso;
il contratto di locazione in favore della predetta signora Giunta è ancora in vigore;
il 25 febbraio 2000 l’avvocato Nello Cassata sottoscrisse un contratto di locazione di un fondo rustico di proprietà dell’IPAB sito in Terme Vigliatore in favore di tale Domenico Nicola Salamita, nato il 13 ottobre 1946;
il suddetto Salamita è il titolare di una nota azienda agricola di Barcellona Pozzo di Gotto nei cui locali il 7 maggio 2002, a quanto risulta all’interrogante, i carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto, facendovi irruzione, sorpresero un convivio al quale partecipavano il mafioso Antonino Merlino, killer del giornalista Beppe Alfano (ucciso a Barcellona Pozzo di Gotto l’8 gennaio 1993), tale Felice Spinella, testimone di nozze del capomafia barcellonese Giuseppe Gullotti, tale Angelo Porcino, pregiudicato per estorsione aggravata, tale Ugo Manca, condannato in primo grado per traffico di droga nel processo “Mare nostrum-droga”, ed altri personaggi di interesse investigativo;
con determinazione del 22 marzo 2001 l’avvocato Nello Cassata, in qualità di Presidente dell’IPAB, autorizzò tale Aurelio Salvo, nato il 28 aprile 1939, all’occupazione a fini commerciali di un fondo di proprietà dell’IPAB sito in Terme Vigliatore;
il predetto Aurelio Salvo, a quanto consta all’interrogante, era al tempo già pregiudicato per favoreggiamento aggravato della latitanza del capomafia barcellonese Giuseppe Gullotti (condannato con sentenza definitiva quale mandante dell’assassinio del giornalista Beppe Alfano), arrestato nel febbraio 1995 in un appartamento di sua proprietà, ed era al contempo imputato di favoreggiamento aggravato della latitanza del capomafia catanese Benedetto Santapaola a Terme Vigliatore, motivo per il quale venne poi condannato in primo grado dal Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto e poi assolto dalla Corte d’appello di Messina solo dopo la dichiarata inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche ed ambientali acquisite nel relativo procedimento;
affittuario di immobili dell’IPAB “Nicolaci Bonomo” negli anni almeno fino al 2001 fu anche l’ora deceduto Pietro Arnò, personaggio legato al boss mafioso Giuseppe Gullotti e ripetutamente indagato per associazione mafiosa, nell’ambito dell’indagine “Sfinge” e dell’indagine “Omega”;
altro affittuario di immobili dell’IPAB è la società GEMA, di cui sono soci l’ingegner Luciano Genovese, che al tempo della stipula dei contratti era assessore all’urbanistica del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, e l’imprenditore Antonino Mangano, condannato in primo grado per truffa e di recente rinviato a giudizio per bancarotta fraudolenta;
nel 2002 venne concesso in locazione a tale Francesco Barbera un immobile di proprietà dell’IPAB sito a Barcellona Pozzo di Gotto in via Nicola Fabrizi, n. 12, per destinarlo a fini commerciali, in particolare per l’installazione di un supermercato;
in tale contratto d’affitto è poi subentrato l’imprenditore barcellonese Immacolato Bonina (già presidente della squadra di calcio barcellonese Igea Virtus, alla quale fu interessato il boss Giuseppe Gullotti), titolare di una grossa catena di supermercati;
tuttavia, l’immobile in questione secondo il vecchio strumento urbanistico di Barcellona Pozzo di Gotto ed anche secondo il nuovo piano regolatore è destinato ad edilizia scolastica e non a scopi commerciali;
dell’IPAB “Nicolaci Bonomo” è affittuaria di un immobile in contrada Salicà di Terme Vigliatore anche l’azienda agricola “Camilla Orsi” di Pasqua Formica, moglie del segretario dello stesso IPAB Mariano Cangemi, e nello stesso immobile risulta residente Giuseppe Cangemi, figlio del segretario Mariano Cangemi;
imponenti sono i crediti mai riscossi dall’amministrazione dell’IPAB per i numerosi contratti di affitto di immobili di proprietà dell’ente, per una somma complessiva che si aggirerebbe intorno agli 800.000 euro,
si chiede di sapere:
se il Governo non ritenga che la situazione dell’IPAB “Nicolaci Bonomo” di Barcellona Pozzo di Gotto meriti attenzione e intervento da parte delle autorità competenti;
se non ritenga allarmanti i rapporti contrattuali fra l’IPAB “Nicolaci Bonomo” di Barcellona Pozzo di Gotto e personaggi legati alla criminalità mafiosa barcellonese;
se non ritenga che il ruolo esercitato dall’avvocato Nello Cassata quale presidente dell’IPAB “Nicolaci Bonomo” imponga la segnalazione al Consiglio superiore della magistratura della posizione di incompatibilità ambientale dell’attuale Procuratore generale presso la Corte d’appello di Messina dottor Antonio Franco Cassata.