
IN MENO DI UN MESE ALL’INTERNO DEL CARCERE DI GAZZI, A MESSINA, SI SONO REGISTRATI TRE TENTATIVI DI SUICIDIO DA PARTE DI DETENUTI. E’ UN VERO E PROPRIO ALLARME QUELLO CHE SI VIVE ALL’INTERNO DEL CARCERE MESSINESE. NESSUNA NOTIZIA UFFICIALE E’ TRAPELATA DA QUELLA CHE RIMANE UNA REALTA’ A PARTE, SPESSO BLINDATA. IL RAPPORTO DELL’ASSOCIAZIONE ANTIGONE DI QUALCHE ANNO FA, PARLAVA GIA’ CHIARAMENTE DI SPAZI ANGUSTI, DI STRUTTURA OBSOLETA, DI PESANTE SOVRAFFOLLAMENTO, CONDIZIONI DI OBSOLESCENZA, CONDIZIONI IGIENICHE PRECARIE. LA SITUAZIONE SEMBREREBBE PEGGIORATA. DI RECENTE E’ STATO CHIUSO IL TERZO PIANO DELLO STABILE, IN SEGUITO A DELLE INFILTRAZIONI. DOMANI SARA’ IN VISITA NELLA STRUTTURA DI MESSINA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA ANGELINO ALFANO. E’ A LUI CHE GIRIAMO L’ALLARME, PRIMA DEL SUO ARRIVO IN CITTA’. PERCHE’ NON SIA, QUELLA DI DOMANI, COME SPESSO SUCCEDE IN QUESTI CASI, UNA SEMPLICE E SUPERFICIALE VISITA DI CORTESIA. Enrico Di Giacomo
DAL RAPPORTO ANTIGONE IN CARCERE (2004) - Casa Circondariale di MESSINA Gazzi
NODI IDENTIFICATIVI E PROBLEMATICI
L’istituto ha strutturalmente spazi angusti, una struttura obsoleta, un indice di pesante sovraffollamento. Sarebbe auspicabile un intervento di tipo formativo sugli agenti di polizia penitenziaria. Nell’estate del 2003 si sono svolte inchieste relative a pestaggi.
STRUTTURA
La costruzione e l’utilizzazione della struttura risalgono ai primi del Novecento. All’esterno la costruzione appare in buone condizioni generali all’esterno. L’interno è invece problematico, la struttura versa in condizioni di obsolescenza, per quanto disponga di spazi molto ampi (corridoi e locali larghi e alti). I corridoi dispongono di zoccoletti sanitari (atipico, rispetto agli altri luoghi), le pareti sono state per la gran parte raschiate in conseguenza dell’avvio dei lavori di strutturazione; ma i tetti sono affetti da umidità , i cancelli sono molto arrugginiti e le condizioni igieniche precarie. La ripartizione interna è in Sezioni: Camerotti, Cellulari, Alta Sicurezza, CDT, femminile. Gli spazi comuni esterni sono costituiti dai passeggi.
Femminile - Le camerate che ospitano le detenute sono molto ampie, ma in condizioni di manutenzione pessima, e dispongono dietro le grate delle gelosie di vetro. Le brande sono arrugginite. Le finestre sono sufficientemente luminose. La sezione isolamento versa in condizioni igieniche e di manutenzione molto precarie. Le celle ospitano uno, due detenuti, sono sufficientemente spaziose e luminose, non i servizi sanitari. La sezione Alta Sicurezza si presenta in una condizione leggermente migliore (celle doppie), pur nel generale contesto di obsolescenza. L’illuminazione è buona sia nelle celle che nei corridoi. In ogni piano di sezione è presente un ambulatorio. I cortili hanno una tettoia antipioggia in onduline, e versano in precarie condizioni.
A tre anni da indulto carceri scoppiano, sos al governo
Da alcune settimane magistrati, avvocati, sindacati di polizia e volontari lanciano l’allarme sul sovraffollamento delle carceri e sull’aumento dei suicidi dietro le sbarre, che rischia di fare del 2009 un anno record, ma per il momento non sembrano in vista né nuovi provvedimenti di urgenza per svuotare le carceri né nuovi penitenziari. Secondo diverse fonti, il numero dei detenuti è compreso tra 63mila e circa 65mila, rispetto ai 43mila posti ufficialmente disponibili. Si tratta del picco più alto dal 1946, quando il ministro della Giustizia Palmiro Togliatti propose un’amnistia per molti autori di reati, tra cui numerosi collaborazionisti che durante la guerra avevano sostenuto i nazisti. E nelle previsioni di Angiolo Marroni, garante dei detenuti del Lazio, senza interventi a fine anno si arriverà a 70mila detenuti. In alcune regioni la situazione è più grave della media. In Puglia, per esempio, secondo il sindacato Uilpa, il sovraffollamento è superiore al 62%. Al carcere palermitano dell’Ucciardone ci sono celle di 16 metri quadri che ospitano 16 detenuti, mentre la Convenzione per i diritti dell’uomo indica 4 metri quadri a persona nelle celle collettive. A Trieste, hanno scritto i media nei giorni scorsi, è stato istituito un apposito registro dei materassi per fare dormire a terra a turno i carcerati. Il 16 luglio scorso, la Corte Strasburgo ha condannato intanto l’Italia per violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo per il caso di un bosniaco che aveva denunciato le condizioni di detenzione a cui era stato sottoposto nel carcere romano di Rebibbia tra il 2002 e il 2003. Intanto, nei primi quattro mesi dell’anno, secondo i medici penitenziari, sono stati 22 i detenuti che si sono tolti la vita, e per Domenico Pasquariello, un magistrato che lavora in Emilia-Romagna, il “trend” attuale può portare a fine anno a un bilancio di 76 suicidi, contro i 42 del 2008. di Massimiliano Di Giorgio





3 commenti
Caro Di Giacomo ci sono notizie ben più importanti da riportare….magari di come vive la gente onesta che sta male o come vivono le vittime e i parenti di questi delinquenti,interessati più delle vittime e non di loro,spero che tu non debba provare sulla tua pelle quello che hanno provato le loro vittime per capire chi sono questi delinquenti.
In Italia c’è tanta gente onesta che vive male e nonostante questo rispetta le sue leggi dandosi da fare per sopravvivere senza delinquere.
Un cittadino Italiano ONESTO.
Grazie per l’attenzione.
1 Agosto 2009 1:38
vabbè allo stato nn c’interessa a nessuno se qualcuno si suicida dentro il carcere metti caso se qualcuno di questo che si suicida nn e colpevole del reato che sta scontanto lo stato rispondere il silenzio
19 Ottobre 2009 21:11
caro teo, se a te non interessa di chista male in carcere, perche’ neanche i cani stanno come stanno loro, sono persone come noi,e vivono male e sono state sfortunate, per chi vive male fuori prenditela con lo stato, e ricordati che i delinquenti stanno sopratutto fuori e specialmente l’80% sono in politica quindi……..prima di parlare pensaci e rifletti.grazie!
17 Dicembre 2009 23:05
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