Quotidiano on line - News - Inchieste - Rassegna Stampa - Photoreportage

Home Chi sono E-Mail Archivio news Sentenze Mondo News Cronaca da Messina e dintorni Inchieste    Reportage
Commenti e appelli Diario Mondo Africa Periferie Culture Agenda & Consigli Fotografie Video









L’INTERROGAZIONE DI SONIA ALFANO: L’ADDETTO STAMPA DEL MINISTRO ALFANO E’ FIGLIA DEL GENERALE SUBRANNI, INDAGATO PER IL FAVOREGGIAMENTO DI BERNARDO PROVENZANO?

«Chiedo al Ministro della giustizia, Angelino Alfano, se risulti a verità che la sua capo ufficio stampa e portavoce, Danila Subranni, sia davvero, come risulta da fonti giornalistiche consultabili in rete, la figlia del generale Antonio Subranni, già comandante dei Ros, a conoscenza della cosiddetta Trattativa fra Stato e Cosa nostra condotta dai suoi subordinati Mario Mori e Giuseppe De Donno e soprattutto, allo stato, ancora indagato dalla Procura della Repubblica di Palermo per il favoreggiamento della latitanza del capo mafia Bernardo Provenzano». Lo scrive in una nota il deputato europeo di Italia dei valori, Sonia Alfano, presidente dell’Associazione nazionale partenti vittime di mafia. «Lo chiedo - aggiunge - perché, se così davvero fosse, ciò apparirebbe come un segnale in equivoco alle organizzazioni criminali, tanto più in un momento in cui l’impegno di tanti magistrati e volto al disvelamento dei segreti che hanno connotato gli anni delle Stragi e della Trattativa fra Stato e mafia».

UNA SEDE DEL TAR A MESSINA? GRAZIE AL PONTE, SI FARA’…. GIUSTIZIA: ALFANO A MESSINA RASSICURA SU ORGANICI E NUOVA SEDE
‘Missione’ a Messina per il ministro alla Giustizia Angelino Alfano che ha incontrato nel pomeriggio magistrati e avvocati. Due le questioni trattate: la carenza degli organici e la realizzazione del nuovo palazzo di giustizia. Il ministro si e’ impegnato a rivedere le tabelle degli organici e ha sottolineato di essere stato proprio a lui a salvare i 18 milioni di euro che servono per il nuovo palazzo di giustizia: “Quel finanziamento c’era da 20 anni, ma senza il mio risoluto intervento e quello del presidente del Consiglio sarebbe andato perso. I soldi sono salvi, ma ora vanno spesiâ€. Proprio su questo, pero’, ha dovuto registrare una spaccatura tra i magistrati che spingono per la realizzazione del nuovo palazzo di giustizia nella zona industriale della citta’ e gli avvocati che invece osteggiano il progetto. L’idea che e’ piaciuta la ministro e’ stata soprattutto quella, formulata dagli avvocati, di sfruttare la costruzione del ponte sullo stretto come ‘corsia preferenziale’ non solo per adeguare gli organici, ma anche per dotare Messina di una sezione distaccata del Tar: “E’ una cosa alla quale non avevo pensato - ha aggiunto Alfano - e la suggeriro’ al premier. E’ ovvio che per la costruzione del ponte ci sara’ un notevole incremento dei contenziosi giudiziariâ€.

Lascia un commento >

Nome(required - obbligatorio)

E-Mail (non sarà visibile sul sito) (required)

Sito web

Commento