Scegliete l’acronimo americano UFO (Unidentified Flying Objects) o il nostrano OVNI (Oggetto Volante Non Identificato), oppure se volete i termini “alieni” o “dischi volanti” per rimanere ancorati ad un lessico prettamente cinematografico di qualche anno fa. Quel che vi resterà è comunque un dubbio profondo, un punto interrogativo che continua ad attanagliare generazioni di umani che guardando il cielo si interrogano: ma esistono davvero gli extraterrestri? Una domanda che a Messina nelle ultime settimane si è fatta sempre più frequente, dopo l’avvistamento a Patti – il 13 agosto – da parte di un uomo, che si trovava in contrada Cuturi, di tre sfere luminose di grandi dimensioni e molto colorate che si muovevano nel cielo (riprese peraltro con il suo cellulare). Le immagini sono adesso in visione alla sezione messinese del Cun, il Centro ufologico nazionale, che le sta già esaminando. L’incontro ravvicinato con gli Ufo si è registrato poco prima della mezzanotte quando, alcune persone, hanno visto sbucare, dal promontorio di Tindari, una sfera di fuoco che ha danzato in cielo per un paio di minuti prima di scomparire. Pochi giorni dopo un’altra segnalazione è arrivata da Mortelle, dove parte del pubblico di uno spettacolo che si stava svolgendo all’aperto ha affermato di avere notato strani oggetti volteggiare in cielo. Oggetti che avrebbero preso la forma di una torcia emettendo poi una forte luce per sparire dopo qualche minuto, come testimoniano le foto scattate con il suo cellulare dal dott. Massimo Fiore, dentista di Patti. Nello stesso momento, ad Acqualadroni e a Sperone, secondo alcune testimonianze, tutti i cani avrebbero cominciato contemporaneamente ad abbaiare senza una apparente giustificazione. Crederci? Noi ci limitiamo a riportare altri casi segnalati nel capoluogo e in provincia di Messina nel corso degli ultimi anni, che sono al centro di studi da parte degli ufologi. Casi, peraltro, sempre più frequenti soprattutto nella zona tirrenica, tra le Isole Eolie e Caronia, che hanno attirato l’attenzione di tanti esperti dell’argomento, interessando anche il Governo nazionale, che proprio sui fatti di Caronia aveva creato un “Gruppo interistituzionale di osservazione e studio” che al termine delle indagini relazionò in un dossier riservato a Palazzo Chigi parlando di «tecnologie militari evolute anche di origine non terrestre». Ovvero test militari segreti o esperimenti alieni. Ma i casi strani a Caronia non si riferiscono solo ai fatti riguardanti gli incendi improvvisi di Canneto. Al paese nebroideo, infatti, è legata una delle testimonianze più importanti sull’avvistamento di Ufo, come conferma il direttore della sezione di Messina del Cun, Antonio Morreale. È la storia di Calogero Di Giorgio, funzionario dell’Inps, che nel novembre del 2004 visse il suo “incontro ravvicinato del terzo tipo”, assieme ad altri due amici. «Stavamo raccogliendo verdura in un campo su una collina di Caronia – racconta ancora oggi Di Giorgio – quando all’improvviso una luce improvvisa e un rumore assordante ci sorpresero. Alzammo improvvisamente lo sguardo e pochi metri sopra la nostra testa vedemmo una enorme palla di fuoco. Senza neanche parlarci, fuggimmo lontano. Un’esperienza irripetibile. Le persone possono anche non credermi, ma io ho la certezza che gli Ufo esistono». Avvistamenti recenti anche a Milazzo, Taormina, Letojanni, dove numerosi testimoni hanno raccontato di aver osservato le cosiddette “flotillas” (oggetti di colore rosso e arancione) sfrecciare nel cielo. Anche se il dott. Morreale precisa: «Attenzione, però, agli Orbs: si tratta di un fenomeno, ormai conosciuto, che riguarda alcune macchine fotografiche che allo scatto immortalano oggetti che sembrano Ufo. In realtà si tratta di un fenomeno causato dall’umidità». Nel capoluogo testimonianze sono state raccolte anche dal Centro Ricerche Ufologiche, diretto da Ettore Interdonato. Tra le più significative quella di due operatori ecologici (Gino F. e Giovanni M.) che lo scorso 9 aprile intorno alle 5 di mattina raccontarono di essere stati investiti da una luce improvvisa e densa. Anche in questo caso un palla di fuoco dal diametro di 40/50 metri, all’altezza di circa 200/250 metri da terra. Pochi secondi e la palla di fuoco si immerse nello Stretto, seguita da altre 15 piccole sfere dal diametro di 10-15 metri di colore rossastro. “Incontri ravvicinati del terzo tipo” per un sacerdote nei pressi dell’ex colonia estiva “Principe di Piemonte” a Dinnamare che ha raccontato di aver visto sfilare davanti a lui tre essere illuminati, come fosforescenti, alti circa due metri. Vano il tentativo di fuggire perché l’automobile non dava segni di vita. Poco dopo ecco alzarsi in volo un oggetto ovale, di circa 12 metri di lunghezza. Vero? Fate voi. Mauro Cucè - GDS
L’incredibile testimonianza di Laura e il suo incontro ravvicinato del terzo tipo
Una sera qualunque, quella del 18 marzo 2008. Un luogo come tanti, la statale che conduce a Faro. E una luce, prima azzurra, poi gialla e arancione. Una luce venuta dal cielo. E’ la testimonianza di Laura (nome convenzionale), giovanissima messinese, agente di Polizia, che ha una storia incredibile da raccontare. La storia di quando è stata rapita dagli alieni. Una testimonianza raccolta da Ettore Interdonato, presidente del Centro Ricerche Ufologiche di Messina, e che ha attratto l’attenzione di numerose riviste scientifiche, tra le quali la più nota dell’ambito ufologico, “XTimes”. Quella sera di marzo Laura ha un appuntamento con un agente immobiliare, ma la sua macchina ha un guasto. Alle 20.30 parcheggia in una piazzola lungo la statale per attendere il fidanzato. Ed è a quel punto che, mentre giunge un forte freddo, l’abitacolo inizia ad oscillare e a riempirsi di una luce che si fa più intensa dopo una sorta di sibilo, che presto diventa un suono quasi assordante. Poi Laura non ricorda più nulla di quello che è accaduto, si risveglia sempre in macchina ma in luogo diverso, chiama il fidanzato allarmato perché per sette ore, non pochi minuti come era sembrato a lei, aveva provato a chiamarla al cellulare, che risultava staccato. E’ quasi l’alba, sul collo ha dei puntini rossastri disposti simmetricamente a destra e a sinistra. Nei giorni successivi Laura avverte continua nausea e una leggera febbre la sera, mentre la notte è tormentata da incubi inspiegabili. Secondo la testimonianza che Laura ha dato a Interdonato e al Cru, tutto riaffiora solo molto tempo dopo, durante un banale intervento dal dentista. Laura inizia a ricordare qualcosa: una donna, lei, stesa su un lettino, con delle persone di piccola statura, con enormi occhi neri, tutto intorno. E altri uomini alti, in uniforme militare. Laura decide di sottoporsi ad accertamenti medici e psicologici, che non mostrano risultati particolari, se non che la ragazza ha effettivamente vissuto un’esperienza emotiva importante. Laura ha continuato ad avere problemi per molto tempo. E tra i tanti interrogativi che la tormentano, ha una certezza: da quel 18 marzo la sua vita non è più la stessa. (s.c.)
Gli incendi di Caronia non hanno ancora risposte
Cosa è successo a Caronia nel 2004? Nessuno lo sa. Restano i fatti inspiegabili: incendi improvvisi, tv ed elettrodomestici che si accendevano da soli, cellulari che si ricaricavano senza essere collegati o strani caratteri sui display. E restano anche due atti, in totale opposizione tra loro. Da un lato l’archiviazione da parte della Procura di Mistretta, nel giugno del 2008, dell’inchiesta avviata nel febbraio del 2005 per cercare di fare luce sugli incendi, dall’altra il fascicolo riservato del Gruppo Interistituzionale che avanzò l’ipotesi di “test militari segreti o esperimenti alieni”. Secondo i periti nominati dalla Procura, che avevano svolto un supplemento d’indagine dopo una prima richiesta di archiviazione, non ci sarebbero dubbi circa la “mano umana” dietro gli incendi nelle abitazioni. Prendendo come prova alcuni degli episodi che si verificarono nei mesi dell’emergenza, i consulenti parlarono di “fiamma libera”, sconfessando le teorie dei campi elettromagnetici che sino a quel momento erano state condivise da vari esperti. In poche parole si sarebbe trattato di un piromane. Spiegazione inaccettabile per le vittime di Canneto che quei fenomeni li avevano vissuti in prima persona. Di diversa natura il contenuto del fascicolo riservato inviato alla Protezione civile a a Palazzo Chigi da parte del Gruppo Interistituzionale (di cui facevano parte membri di Cnr, Istituto nazionale di geofisica, carabinieri, Aeronautica, Marina militare, Protezione civile e Nasa) che come detto parlò di “test militari segreti o esperimenti alieni”. Restano, poi, le testimonianze, come quella di Antonino Spinnato, un agrigoltore di Caronia, certo di aver visto a metà agosto oggetti volanti, peraltro fotografati. Tra questi uno avrebbe anche seguito un elicottero della Protezione civile costretto ad un atterraggio di fortuna per avarie alle pale. Scena ripresa da fotografie scattate peraltro proprio da Spinnato. Ma c’è anche un’altra fotografia finita negli archivi del Gruppo Istituzionale e già portata alla luce da diverse riviste e da quotidiani e pubblicata anche su diversi siti internet. Si tratta di un’immagine scattata da un mezzo militare nelle acque di Vulcano il 2 agosto del 200, che lascia a bocca aperta: sull’isola si vedono, infatti, sospesi due oggetti che sembrano tanto dei dischi volanti. Ufficialmente rimangono due OVNI, Oggetti volanti non identificati. Resta una curiosità: un altro Ovni quel giorno fu avvistato a Trapani. Dell’argomento si è occupato approfonditamente nei mesi scorsi anche il direttore della sezione di Messina del Cun, Antonio Morreale. «Su Caronia sono tantissime le stranezze: a cominciare da un tipo di cozza, chiamata Barchetta di S. Pietro. In quel periodo spiaggiarono tantissimi esemplari. Fenomeno, questo, che accade solo per il forte vento o per variazioni termiche improvvise. Ma nulla di questo in quei giorni fu segnalato. E ancora un tipo di pianta, la Ampelodesmos Mauritanicus, che cresce nella zona di Caronia, completamente carbonizzata fino alle radici. E poi melenzane di colore tigrato con diversi cicli di maturazione. Un giorno grandi, il giorno dopo improvvisamente più piccole. Qualcosa è accaduto, non può essere la mano di un piromane». La misteriosa energia, che ha sconvolto dal gennaio 2004 la tranquilla borgata di Canneto con incendi ed altre manifestazioni anomale, non si arresta. Il fenomeno lo scorso anno si è presentato anche nel novembre dello scorso anno a Terni, in via Campomicciolo. Nel cortile della propria abitazione S.L. ha visto bruciare sotto i propri occhi alcune sedie e un tavolo di plastica, un manico di aspirapolvere, un pallone di calcio e il copricamper. I vigili del fuoco intervenuti non hanno saputo dare spiegazione di quanto era avvenuto e hanno chiesto l’intervento dell’Arpa-Umbria, ma neppure i tecnici dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale (che abbiamo direttamente contattato) hanno potuto dare una spiegazione scientifica.(m.c.)