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PONTE SULLO STRETTO, LE OPERE CONNESSE RIACCENDONO IL DIBATTITO: Gli indirizzi strategici del Governo nazionale dovranno fare i conti con le necessitĂ  della cittĂ 

Il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha ricordato di recente che il Cipe ha stanziato quasi 18 miliardi di euro per 33 progetti: «In Italia, dal 1980 al 2001, in vent’anni, si sono spesi, in tutto, 14 miliardi di euro. Adesso c’è stata la svolta». E a settembre, ha anticipato Matteoli, il Cipe «darĂ  il via libera ad altre importanti infrastrutture». La prioritĂ  comunque, in vista dell’autunno, «è garantire i lavoratori che perdono il posto. Sul fronte delle infrastrutture – sintetizza il ministro – il calcolo è questo. Se non si fanno tali opere saltano 65 mila posti di lavoro. Se andiamo avanti ne creiamo altri 140 mila. Il totale è di circa 200 mila posti: una cifra importante in tempi di crisi e con le fabbriche, piccole e medie, che chiudono. Quanto al Ponte sullo Stretto – ha concluso – per l’inizio dei lavori rispetteremo la data: al massimo ci sarĂ  uno slittamento ai primi del 2010». Va da sĂ© che ogni indirizzo strategico calato dall’alto finisce per impattare inesorabilmente con la serie di problematiche che una realtĂ  come la nostra presenta. E di cui sarĂ  chiamato a occuparsi il civico consesso. Il nodo da sciogliere in questo caso riguarda i famosi interventi compensativi o, se preferite, le cosiddette opere connesse alla realizzazione della mega infrastruttura. Parliamo di collegamenti viari e ferroviari per l’attraversamento stabile nello Stretto. Argomento particolarmente impegnativo, peraltro piĂą volte al centro di svariati confronti, che ora si prepara a fare ingresso nell’aula consiliare di Palazzo Zanca. Ne scaturirĂ  un dibattito altrochĂ© approfondito. La delibera (corredata di dettagli tecnici) è giĂ  pronta e attende soltanto di varcare quella porta. Proponente, il primo cittadino Giuseppe Buzzanca che la istruisce attraverso la struttura organizzativa “Grandi opere e infrastrutture strategiche”. Contenuti grossomodo noti, che a piĂą riprese sono stati snocciolati anche attraverso queste pagine. Sono il frutto del lavoro del Comitato interistituzionale nato nel 2004 (presieduto dal presidente dell’Ordine ingegneri Santi Trovato), analisi poi aggiornate a ottobre dello scorso anno, secondo le indicazioni del ministro competente. Il corposo documento (relazione tecnica e relative planimetrie) ha giĂ  riacceso entusiasmi e interessi sopiti, ancor prima di passare all’esame del Consiglio comunale. Tito Cavaleri


Ecco in estrema sintesi i punti del documento a corredo della delibera di Buzzanca. Analisi e proposte dell’attraversamento stabile dell’area integrata dello Stretto

“Attraversamento stabile dello Stretto di Messina”, è il titolo del corposo documento che Buzzanca proporrĂ  all’attenzione del Consiglio. Diamo uno sguardo fra le proposte. Urbanistica: si propone l’istituzione di un’Agenzia per l’area di sviluppo territoriale, che diverrebbe interlocutore unico per la promozione delle politiche di valorizzazione turistico-ambientale. Infrastrutture e sistema di mobilitĂ  integrato: nuova centralitĂ  Zona falcata-Tremestieri, secondo il programma Porti e stazioni; studio di fattibilitĂ  della via del mare. Interramento dei binari nella tratta Marittima-Tremestieri, un intervento che completa la realizzazione della Via del mare liberando definitivamente l’affaccio ma a che serve interrarli se la stazione si sposta? Il sistema multimodale è peraltro realizzabile mediante un insieme coordinato di interventi ferroviari, stradali e marittimi.
Opere ferroviarie: prevista l’ubicazione della nuova stazione unica per Messina a Gazzi, giĂ  in parte occupata da infrastrutture ferroviarie. Metropolitana dello Stretto: prevista la realizzazione di una fermata a Papardo al fine di raggiungere mediante servizi bus integrati le aree di Ganzirri, Capo Peloro e il Polo scientifico universitario. Opere stradali: sono previste tre tipologie di opere, ovvero quelle del progetto Ponte, quelle previste dall’accordo di programma del 27 novembre 2003 e le cosiddette opere connesse. Collegamenti marittimi: oltre alla metropolitana del mare (che chissĂ  quando si sbloccherĂ  definitivamente), nel documento si contemplano Torre Faro, Papardo, Annunziata, Messina Porto, Gazzi, Tremestieri Porto. ModalitĂ  costruttive e di cantiere a tutela della comunitĂ  locale: salvaguardia della salute publica e dell’ambiente; ripristino e recupero ambientale delle aree di cantiere; recupero del materiale di scavo. Potenziamento dei servizi. antimafia: l’inevitabile morbosa attenzione nell’appalto della criminalitĂ  organizzata richiede il potenziamento delle strutture di investigazione antimafia e controllo del territorio nonchĂ© l’incremento del personale in forza alla polizia. MobilitĂ  urbana: azione di presidio e controllo dei punti nevralgici del sistema viario. Agevolazioni tributarie: necessario il riconoscimento ai territori interessati dalle opere per tutta la durata dei lavori dello status di “Zona franca urbana”.(t.c.)

Istituzioni e mondo professionale: occasione irripetibile di sviluppo

Il Documento di analisi e proposte redatto dal Comitato interistituzionale recepisce la nuova ipotesi della localizzazione della stazione Ponte (proposta di Ferrovie dello Stato del febbraio 2006) a sud della galleria dei peloritani. Un’ipotesi che prevedeva una doppia stazione a Gazzi e Contesse tali da smistare rispettivamente i convogli provenienti dal continente e diretti a Palermo e a Catania: nell’obiettivo di racquistare il waterfront – si fa notare nel resoconto dei lavori del Comitato – questa ipotesi risulta evidentemente penalizzante poichĂ© vincola eccessivamente il territorio alla presenza di impianti ferroviari. Pertanto – come spiega il dirigente del Comune Giovanni Caminiti – una delle modifiche essenziali proposte nel nuovo documento è proprio quella di contemplare la nuova soluzione di Gazzi come unica stazione di convogli diretti a Palermo e Catania. Prerogativa sposata dall’assessore ai lavori pubblici Gianfranco Scoglio che ribadisce l’importanza di un’unica stazione a Gazzi, quale pretesto di riqualificazione di un’intera zona. L’assessore alla Politiche del territorio Giuseppe Corvaja pone l’accento sull’importanza di inserire un pontile per la metropolitana del mare a Giampilieri. Ma è il mondo professionale a voler giocare una partita da protagonisti nell’ambito delle opere connesse al Ponte. A questo proposito il presidente dell’Ordine ingegneri Santi Trovato (che presiede il Comitato interistituzionale), si dice pronto ad avviare giĂ  dal mese di ottobre una nuova stagione di rivendicazione sul ruolo di Messina e del suo territorio quale piattaforma strategica all’interno del sistema delle grandi reti infrastrutturali ed euromediterranee. Una “battaglia” che intende condurre attraverso lo stesso Ordine quindi coinvolgendo l’intera categoria professionale. «Gli interventi compensativi – afferma – rappresentano un’occasione irripetibile di sviluppo e non soltanto per le nuove opportunitĂ  di lavoro che ne scaturiranno». Gli fa eco il presidente dell’Ordine architetti Gaetano Montalto, il quale punta tutto sul valore dei giovani paesaggisti, chiamati a fornire il proprio contributo di idee.(t.c.)

IL CASO ROY PACI-D’AMORE: L’ASSOCIAZIONE NUOVI ORIZZONTI INTERVIENE SULL’ARGOMENTO E CHIEDE CHIARIMENTI SULLE SPONSORIZZAZIONI DELLA ‘STRETTO DI MESSINA’

In occasione dello spettacolo di Roy Paci a conclusione della Fiera di Messina, Renato Accorinti è stato invitato dall’artista ad esporre le proprie idee come voce autonoma della cittĂ . Accorinti ha richiamato tutti ad una consapevole partecipazione alla vita civile, ed ha invitato a difendere la bellezza dello Stretto dal progetto del ponte. A seguito di questo intervento, secondo l’odierno comunicato di Renato Accorinti (cfr: blog edg_press), il Commissario della Fiera Fabio D’Amore ha reagito con aggressioni verbali nei confronti dello stesso Accorinti ed ha dichiarato alla stampa di voler rescindere il contratto (peraltro giĂ  eseguito) con Roy Paci e di voler intraprendere iniziative legali a tutela dell’immagine della Fiera (Gazzetta del Sud, 18 e 20 Agosto). Qualora detta aggressione verbale rispondesse al vero, l’Associazione di volontariato Nuovi Orizzonti considera inaccettabili le ingiurie profferite nei confronti dello stesso e ritiene che ove mai l’immagine della Fiera fosse stata danneggiata, come asserito da D’Amore, ciò non sarebbe dovuto all’espressione di libere e pacifiche opinioni, ma piuttosto alle intemperanze del suo Commissario. Riteniamo l’accaduto particolarmente grave, sia per le modalitĂ  con cui si sarebbe svolto che per quanto esso rivela in merito alla distorta concezione della democrazia di parte della nostra classe dirigente. A dispetto di quanto affermato in conferenza stampa il 19 Agosto (ossia che anche affermazioni favorevoli al ponte avrebbero determinato la sua reazione; cfr: blog enricodigiacomo.it), lo stesso Commissario aveva applaudito compiaciuto al Ministro Alfano che, nel discorso di inaugurazione della Fiera, di quell’opera aveva narrato sorti favolose e progressive. Evidentemente a scatenare una reazione non consona ad un contesto democratico è stato non l’argomento, ma l’opinione espressa. Riteniamo impensabile vincolare la libertĂ  di espressione di un artista, pretendendo di censurare i contenuti che egli voglia trasmettere con la sua esibizione o di controllare le presenze o i contributi di cui egli voglia avvalersi. Ancora, vorremmo che il Commissario chiarisse se la Stretto di Messina o altri enti interessati al finanziamento o alla costruzione del ponte abbiano sovvenzionato l’edizione di quest’anno della Fiera. Se sì, ci importa di sapere a quanto ammontano le sponsorizzazioni e se queste sono di provenienza pubblica o privata. Chi gestisce enti istituzionali deve avere la capacitĂ  di farlo nell’esclusivo interesse dei cittadini, rispettando l’opinione di tutti i suoi “azionisti” e garantendo ad essi la piena libertĂ  di espressione.
Associazione Nuovi Orizzonti
(Rosario D’Anna, Presidente)

RENATO ACCORINTI SCRIVE UNA LETTERA APERTA: AL COMMISSARIO DELL’ENTE FIERA DI MESSINA FABIO D’AMORE E ALLA CITTÀ

RENATO ACCORINTI ‘CENSURATO’ DAGLI UOMINI DELLA DIGOS E DAL PERSONALE DELLA FIERA PER AVER MOSTRATO LA BANDIERA NO PONTE DURANTE L’INTERVENTO DEL MINISTRO ALFANO

Dopo le tensioni seguite al mio intervento al concerto di Roy Paci e gli Aretuska in Fiera il 16 agosto, sento il bisogno di chiarire con il commissario Fabio D’amore e l’intera città ciò che è avvenuto per trarne una serena riflessione.
Vorrei fare una premessa: Se questa cittĂ  vuole fare passi avanti per diventare comunitĂ  per prima cosa deve fermarsi a riflettere e confrontarsi nel rispetto delle diversitĂ  di pensiero, di idee, e soprattutto nel rispetto della persona e dei suoi diritti fondamentali, indipendentemente dal ruolo che ha nella societĂ . Tutte le mie iniziative sono animate da questo sentimento e cioè il rispetto della persona, in quanto appartenente alla famiglia umana, con tutti i suoi diritti fondamentali e indipendentemente dalle sue idee che posso condividere o meno. Gli attriti che spesso si possono creare nei rapporti umani non possono prescindere dal riconoscimento della dignitĂ  dell’altro, e ribadisco che l’essenza nelle mie iniziative è di lottare contro l’errore non contro l’errante. Chiarito ciò ora posso tornare sul “Fatto”. Ormai da anni Roy Paci, un artista che da sempre nei suoi concerti esprime il suo impegno sociale e politico – compreso il No al Ponte –, mi chiede di partecipare ai suoi concerti con uno spazio di libertĂ , e in questa occasione, oltre a ribadire il No al Ponte, ho parlato della bellezza dello Stretto di Messina, di come sia un luogo unico al mondo e che abbiamo il dovere di preservare, di essere veri cittadini e dunque non delegare mai ma avere il senso della partecipazione, che è la vera essenza della democrazia. Ho ribadito che il futuro è nelle nostre mani e di contrastare una classe “politica” che è riuscita a rendere uno dei luoghi piĂą belli del mondo in una cittĂ  invivibile; infatti le statistiche parlano chiaro: una cittĂ  non a misura di bambino, di anziano, di disabile, di giovani, non ha spazi culturali nè verde pubblico, collegamenti urbani scadenti, dismissione di RFI nell’area dello Stretto, raccolta differenziata quasi inesistente, l’Università…ecc…un elenco che potrebbe continuare a lungo. Non ho detto una sola parola sulla Fiera nè tanto meno sul Commissario Fabio D’Amore. Appena sceso, nel camerino della band alle spalle del palco, gli uomini della security della fiera hanno tentato di prelevarmi per allontanarmi, nel frattempo è entrato il Commissario D’Amore – uomo delle istituzioni – che con enorme aggressivitĂ  mi ha offeso in modo pesantissimo, trattenuto da piĂą persone nel suo tentativo anche di aggressione fisica nei miei confronti. Tutto questo è giĂ  gravissimo, ma lo sono molto di piĂą i contenuti di ciò che ha detto, ed è su questo che chiedo che si rifletta: “Roy Paci l’ho pagato e non poteva fare questo…non aveva il diritto a farti parlare sul palco…qui (la fiera) è casa mia, siete scorretti!!!!!” Caro Fabio, in tutto il pianeta gli artisti vengono pagati per le loro prestazioni, e non è possibile mettere il veto alle loro idee (che ovviamente non sono veritĂ ) e alla loro libertĂ . La gente è altrettanto libera di approvare o meno quello che loro dicono da un palco. Caro Fabio, in tutto il mondo gli artisti, pagati da privati o da Enti Pubblici, hanno sempre espresso liberamente il loro pensiero sia direttamente che invitando sul palco altre persone per parlare di mille problemi, locali o internazionali, da Bono Vox degli U2 a Springsteen, da Celentano ad artisti poco conosciuti… (Jovanotti e Giobbe Covatta hanno fatto i loro spettacoli pagati dal Comune di Messina indossando la maglietta No al Ponte). Gli artisti lo fanno da sempre e lo continueranno a fare e tutti dovremmo sempre garantire questi spazi di libertĂ , indipendentemente dal fatto se i contenuti ci piacciono o meno. Non dobbiamo avere paura della parola, dobbiamo rivendicare sempre e comunque il diritto a parlare. Così come per Alfano è stato “normale” parlare all’inaugurazione della Fiera a favore del Ponte sullo Stretto (e tu lo hai applaudito), così non doveva creare “scandalo” parlare di questo argomento in forma diversa in un altro momento pubblico. Non sono preoccupato della diversitĂ  di opinione sulla questione “Ponte sullo Stretto”, ma del fatto che nel 2009, ancora, alcuni diritti universali dell’uomo come quello della libertĂ  di parola e del rispetto della stessa costituzione vengano messi in discussione e addirittura calpestati. Caro Fabio, ti auguro fraternamente una serene riflessione, spogliandoti da quella pesante e forse condizionante veste di Commissario, vola alto, la vera politica ha bisogno di gente libera, spero di poterti incontrare al piĂą presto e senza alcun rancore ti abbraccio.
Renato Accorinti

LA RABBIA DEL COMMISSARIO D’AMORE CONTRO IL PACIFISTA ACCORINTI DURANTE LA SERATA CONCLUSIVA DELLA FIERA DI MESSINA. PRIMA E DOPO…

ANCHE FIORELLA MANNOIA SI SCHIERA CONTRO IL COMMISSARIO D’AMORE… E SPUNTA ROY PACI NEL TESTO DELLA CANZONE ‘CLANDESTINO’!

UNA VOCE SPLENDIDA. E UNA DONNA FELICE, LIBERA, INNAMORATA. E’ SEMBRATA COSI’ FIORELLA MANNOIA IERI SERA ALL’ARENA DI VILLA DANTE A MESSINA. UNA DELLE POCHE INTELLETTUALI RIMASTE SULLA BRECCIA, NON SOLO UNA INTERPRETE QUINDI. IERI SERA, NONOSTANTE LA PESSIMA ORGANIZZAZIONE DEGNA DI UNA SAGRA PAESANA (CI CHIEDIAMO CHI ABBIA DATO L’AUTORIZZAZIONE ALLO SVOLGIMENTO DEL CONCERTO. SE LA COMMISSIONE COMUNALE O QUELLA PROVINCIALE. ERANO ASSENTI I REQUISITI MINIMI PER ‘ANDARE IN ONDA’. MANCAVANO I BAGNI, I PUNTI VENDITA ALIMENTARI, C’ERA UNA SOLA VIA DI USCITA!!!), FIORELLA MANNOIA HA REGALATO AI POCHI FAN MOMENTI DI EMOZIONI E RIFLESSIONI. QUESTE ULTIME AVRANNO DATO FASTIDIO A QUALCUNO. NE SIAMO CERTI. QUALCHE FISCHIO IERI SERA, QUALCHE COMMENTO ANCHE GIORNALISTICO OGGI. E SARANNO GLI STESSI CHE POCHI GIORNI FA SONO INTERVENUTI CON AGGRESSIVA PASSIONE NEL DIBATTITO SULLA CENSURA, NEI CONFRONTI DEL CANTAUTORE ROY PACI E DEL PACIFISTA RENATO ACCORINTI, DA PARTE DEL COMMISSARIO DELL’ENTE FIERA FABIO D’AMORE. IERI SERA LA MANNOIA HA DIMOSTRATO PER L’ENNESIMA VOLTA CHE UN FINANZIAMENTO ‘PUBBLICO’ DEL CONCERTO NON ‘ARRESTA’ LA LIBERTA’ INTELLETTUALE DELL’ARTISTA DI TURNO NEL GESTIRE IL PROPRIO SPETTACOLO. E IERI LA MANNOIA NON LE HA CERTO MANDATE A DIRE, MA HA PRIMA ATTACCATO DIRETTAMENTE L’AMMINISTRAZIONE, REA DI NON AVER SOSTENUTO DAL PUNTO DI VISTA ORGANIZZATIVO I TECNICI DELL’ARTISTA. ‘I MIEI RAGAZZI HANNO LAVORATO IN CONDIZIONI NON PROPRIO OTTIMALI. MANCAVANO I BAGNI, L’ACQUA, GLI ASCIUGAMANI…’. L’ENNESIMA BRUTTA FIGURA. E POI HA ESPRESSO A MODO SUO LA SOLIDARIETA’ AL CANTANTE ROY PACI. UNA VERA E PROPRIA PRESA DI POSIZIONE A FAVORE DELL’ARTISTA SICILIANO E CONTRO LA CENSURA ISTITUZIONALE DEL COMMISSARIO D’AMORE. MENTRE CANTAVA LA CANZONE DI MANU CHAO CLANDESTINO‘, LA CANTANTE HA VOLUTO AGGIUNGERE IL NOME DI ROY PACI ALL’INTERNO DEL TESTO, TRA I ‘CLANDESTINI’: “La Giustizia: clandestina! Il nucleare: clandestino! Roy Paci: clandestino! Il G8: illegal”. CANZONE DIVENTATA CULT IN ITALIA ANCHE PERCHE’ CANTATA DA MANU CHAO DURANTE LO SPETTACOLO TELEVISIVO (SU RAI 1, TV PAGATA CON I SOLDI DELLO STATO) ‘FRANCAMENTE ME NE INFISCHIO’. E ANCHE LA CANTANTE ROMANA IERI SERA SE NE E’ INFISCHIATA. UN VERO E PROPRIO ‘SCHIAFFO’ ALLA PRESA DI POSIZIONE DEL COMMISSARIO D’AMORE DEL 16 AGOSTO SCORSO. CHISSA’, A QUESTO PUNTO, SE ANCHE IL SINDACO BUZZANCA CHIEDERA’ LE RECESSIONE DEL CONTRATTO E AVVIERA’ UN’AZIONE LEGALE CONTRO LA MANNOIA, CHE TRA L’ALTRO HA ATTACCATO L’ATTUALE PREMIER E DENUNCIATO UN CLIMA DA REGIME. MA FORSE TUTTO QUESTO NON SUCCEDERA’, ANCHE PERCHE’ IL SINDACO BUZZANCA E’ STATO ELETTO DAL POPOLO E NON ATTENDE, COME ALTRI, NESSUNA CONFERMA DI INCARICO DA NESSUN GOVERNO ‘AMICO’… E.D.G.

FOTOGRAFIE: ENRICO DI GIACOMO

IL PUBBLICO ALL’INTERNO DELL’ARENA. UN CONCERTO PER POCHI INTIMI…

L’UNICA VIA DI USCITA DALL’ARENA. UNICA E STRETTA…

La rassegna multidisciplinare sullo Stretto dal 25 al 30 agosto: Mediterraneo, crocevia di culture a Messina l’Horcynus Festival

Il Mediterraneo è un crocevia di storie e di linguaggi, di arte e di cultura. Molto piĂą di quanto non dicano le cronache di oggi, con i barconi dei migranti e il loro carico di speranza e di dolore. Da sette anni a questa parte le culture del Mediterraneo si incontrano all’Horcynus Festival, una rassegna multidisciplinare che si tiene proprio in uno dei luoghi simbolo del Mare Nostrum: lo Stretto di Messina. Anche l’edizione 2009, in programma dal 25 al 30 agosto a Capo Peloro, celebrerĂ  varie forme d’arte: cinema, musica, teatro, arti visive. Diverse sezioni, ognuna delle quali si intersecherĂ  con le altre in un continuo gioco di specchi e di rimandi. “Il nostro festival vuole essere sempre di piĂą un punto di riferimento, un polo della cultura del Mediterraneo”, afferma Franco Jannuzzi, uno dei direttori artistici della rassegna. “Come lo Stretto di Messina segna l’incontro di due mari, allo stesso modo l’Horcynus Festival vuole essere un ponte tra le culture di questa parte del mondo”. Ci sarĂ  molto cinema al festival messinese, con due rassegne assai interessanti. La prima è dedicata al “Mockumentary”, letteralmente il “falso documentario”: un genere cinematografico che da The Blair Witch Project in poi ha riscosso attenzione e successo crescenti. Verranno proiettate pellicole recenti e meno recenti che indagano il rapporto tra reale, irreale e surreale, tra cui Le ragioni dell’aragosta di Sabina Guzzanti, Capricorn One di Peter Hyams, passando per La vera leggenda di Tony Vilar di Giuseppe Gagliardi e La doppia vita di Veronica di Krzysztof Kieslowski. La seconda, invece, volge lo sguardo sulla societĂ  araba e in particolare sull’universo degli adolescenti. Nel cortile della Torre degli inglesi, uno dei luogi piĂą suggestivi del Parco letterario “Horcynus Orca”, saranno proiettati film e cortometraggi provenienti da Siria, Marocco e Arabia Saudita, seguiti da incontri con i registi. Ma Horcynus Festival è molto altro ancora. A partire dal teatro con il “Progetto Isole”, un percorso che incrocia anche letteratura, musica e danza e che ogni anno punta il suo obiettivo su una regione del Mediterraneo. Quest’anno è la volta della Sardegna con il racconto teatrale Blu, liberamente ispirato al romanzo Il quinto passo è l’addio di Sergio Atzeni, con l’attore nuorese Mariano Nieddu e la regia di Renata Palminiello. Sempre all’interno di questa sezione del festival sono previste le cosidette “incursioni” letterarie e musicali a sorpresa. Dal teatro alla musica il passo è breve. E se un luogo come il Mediterraneo rappresenta un crogiolo di razze, di lingue e di suoni, non poteva che essere la world music al centro della ricerca musicale del festival con le performance del chitarrista siciliano Francesco Buzzurro e del musicista senegalese Jalì DiabatĂ©, due tra i principali esponenti della “musica nomade” internazionale. Moltissimi, poi, gli eventi collaterali che si svolgeranno tutti all’interno del Parco letterario, con lo Stretto di Messina sullo sfondo, il vecchio faro, l’enorme pilone e l’antica Torre degli inglesi a fare da cornice. Ci saranno incontri filosofici, proiezioni di film-documentari, presentazioni di libri, mostre fotografiche (la bellissima “I dimenticati - The forgotten ones” di Nermine Hammam sull’ospedale psichiatrico del Cairo). E, per i palati fini, l’atteso aperitivo sullo Stretto, tutte le sere alle 19.30. Il programma completo e tutte le informazioni sul sito del Parco letterario “Horcynus Orca”.

SPRECOPOLI: COMUNE DI MESSINA DA VERGOGNA. 300 MILA EURO A BIMESTRE PER LE BOLLETTE TELEFONICHE

La cifra è di quelle da leggere e rileggere con attenzione. Il Comune di Messina ha impegnato la somma di ben 279 mila euro per pagare la bolletta del telefono. E la bolletta, si sa, si riferisce ad un solo bimestre, il quarto del 2009, per la precisione (luglio - agosto). Ebbene sì, l’incubo di ogni padre di famiglia che, ogni due mesi, si avvicina alla cassetta della posta con mano tremante, coinvolge anche Palazzo Zanca, le cui casse non sono certo così floride. Nonostante l’opera di razionalizzazione della spesa annunciata dall’amministrazione Buzzanca, con l’assessore al Bilancio Miloro che ha insistito molto su questo tasto, il costo delle utenze telefoniche rimane elevatissimo. Basti pensare che, se dovesse essere mantenuta la media dei primi quattro bimestri del 2009, il Comune arriverebbe a fine anno con una spesa totale di circa 1 milione e 700 mila euro. Un po’ troppo, evidentemente. Fin qui alla Telecom sono stati emessi mandati per 1 milione e 171 mila euro, anche se nell’ultimo periodo un leggerissimo calo c’è stato. La somma sale se si aggiungono i cosiddetti “cellulari di servizio”: in totale, nel bimestre marzo-aprile, si è raggiunto il picco vertiginoso di quasi 300 mila euro. A colpire è anche il forte squilibrio tra i vari dipartimenti comunali. Il piĂą “caro” è quello del segretario generale: qui la spesa media bimestrale sfiora i 90 mila euro. Subito dopo viene la direzione generale: oltre 46 mila euro, in media, ogni 60 giorni. E meno male che il Comune, al momento, un direttore generale non ce l’ha. Non scherza nemmeno l’area che fa riferimento al sindaco. Da gennaio il telefono con la fascia tricolore è costato oltre 100 mila euro, circa 27 mila a bimestre. Ancora piĂą onerosa, per le casse comunali, l’area Sociale e della Comunicazione: circa 30 mila euro a bolletta. Gli altri uffici di Palazzo Zanca tendono maggiormente al risparmio: su tutti il dipartimento Risorse interne, che non va oltre gli 800 euro a bimestre. L’area Economico finanziaria, forse perchĂ© è quella che poi, alla fine, con le bollette ci lavora, è arrivata ad un massimo di 1.700 euro, mentre l’Urbanistica ha superato tra marzo e aprile gli 8 mila euro. Particolarmente costosi gli Uffici giudiziari: qualcosa piĂą di 71 mila euro ogni due mesi. Nota a margine per i cellulari: quelli comunali, nei primi otto mesi, sono costati circa 25 mila euro. Da questi grandi numeri si ricava un buon consiglio pratico. Se doveste aver bisogno degli uffici del Comune, non chiamate. Trovereste occupato. Sebastiano Caspanello - GDS