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IL PENTITO MAURIZIO AVOLA ACCUSA IL PRESIDENTE LOMBARDO DI ESSERSI INCONTRATO CON IL BOSS NITTO SANTAPAOLA

“Nonostante gli accurati accertamenti svolti, nessun riscontro è mai stato trovato alle dichiarazioni del collaboratore Maurizio Avola” su un presunto incontro avvenuto tra il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, e l’allora capomafia latitante Benedetto Santapaola. Lo afferma la Procura di Catania sottolineando anche “la tardività delle rivelazioni fatte dal pentito”. Dopo le dichiarazioni di Avola il governatore, come atto dovuto, è stato iscritto nel registro degli indagati per concorso esterno all’associazione mafiosa, come riporta il quotidiano Il Fatto. Il fascicolo è stato aperto dopo l’elezione di Lombardo a presidente della Regione perché il collaboratore ha affermato di averlo riconosciuto nella foto di un quotidiano come una delle persone che aveva incontrato Santapaola quando era latitante. “All’epoca però - ha precisato il pentito - non sapevo chi fosse Lombardo”. Agli inizi del 2009 la Procura ha chiesto l’archiviazione ma il Gup Antonino Caruso l’ha respinta. Sono stati eseguiti ulteriori accertamenti che, secondo la Procura, “non hanno però sovvertito le precedenti risultanze”. Il fascicolo è ancora aperto nonostante siano trascorsi i 120 giorni fissati dal Gup per una nuova valutazione dell’accusa ma dalla Procura spiegano che “i carichi di lavoro impongono delle scelte dei fascicoli, dando loro delle priorità” e “non si può trasformare il rotolamento di una pietra in una valanga”.

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