Ci sono il costruttore Nino Giordano e I’inseparabile commercialista Enrico Buda. C’è il deputato regionale del pdl Roberto Corona insieme ad un gruppo di cinque fidatissimi “soci promotori’. C’è pure Fabio Cassi, ex presidente della Banca Antonello da Messina, componente della giunta di Confindustria provinciale. Tutti impegnati, in tre gruppi diversi, nella promozione e costituzione di tre nuovi istituti di credito. Banche. Che partano dalla spinta territoriale di riferimento, nel più dei casì, e che si diffondano oltre i confini provinciali. Nessuna Bcc e neppure banche popolari, solo istituti di credito di primo livello. Spa del credito impegnate nel corporate ma pronte anche alla sfida del retail che finanzia e risolve i problemi sempre più importanti di liquidità e tenuta della organizzazione economica familiare ma che non fa volume, che viene sempre più spesso considerata la parte minore del lavoro di una banca, sempre più impegnata nel mediocredito che nella soluzione dei problemi glocal
(che soffrono la crisi mondiale e che nel piccolo di realtà teritoriali sempre poco dinamiche aquiscono effetti e difetti). Tre banche, tre loghi, tre distinte autorizzazioni della Banca d’ltalia. Ma percorsi di costituzione diversi. La Banca di credito peloritana spa nasce dalle ceneri di un altro comitato promotore che un paio di anni fa puntava alla costituzione di un istituto di credito. Animato da Paolo Muscolino, già dirigente della Banca di Credito popolare di Siracusa, la Peloritana spa punta a raccogliere 6 milioni e 800 mila euro, con la sottoscrizione minima di azioni da 50 mila euro (bypassando così l’obbligo iniziale di sottoporre alla Consob un prospetto industriale per la sottoscrizione di azioni, ndr) per procedere alla sottoscrizione e partire con le procedure burocratiche autorizzative. Rumors insistenti parlano di un comitato promotore piuttosto ristretto con la prevalenza di fondi messi a disposizione da un paio di imprenditori edili particolarmente danarosi. Da Messina a Barcellona, questo I’epicentro economico delle prime adesioni alla Banca di Credito Peloritana spa. Di cui è pronta e circola una brochure illustrativa che prevede la proposta di costituzione. Gli imprenditori prendono tempo: ‘Non ne so nulla” dice Enrico Buda, titolare del Capo Peloro Resort di Torre Faro, già consigliere comunale dell’Udc, legato al costruttore della Progeco, Nino Giordano. Chi invece non si preoccupa di fare chiarezza è Roberto Corona. Direttore di Confcommercio Messina, deputato regionale del Pdl, con una importante esperienza di gestione nell’intermediazione bancaria garantita dai sei anni di attività dellAscom Finance, il consorzio di garanzia fidi della Confcommercio di Messina. “Già - ammette Corona - sono presidente di un comitato promotore di una banca di cui stiamo redigendo il piano industriale da depositare in Bankitalia entro pochi mesi. ln un anno saremo in grado di aprire uno sportello a Messina, la sede legale sarà a Roma perché nelle intenzioni vogliamo essere una banca che si espande dalla Sicilia, dove apriremo in ogni provincia al centro Nord con epicentro decisionale a Roma”. I motivi che ispirano Corona sono chiari: ‘Già da prima dell’estate - prima quindi che il ministro Tremonti parlasse della Banca del Sud - e forti dell’esperienza del Confidi, abbiamo pensato alle esigenze dei nostri iscritti che troppo spesso a causa delle rigidità applicative delle norme di Basilea 2, non riescono a garantire un accesso al credito agevole e conveniente. I commercianti, ma anche gli artigiani, gli agricoltori, le pmi e le stesse industrie locali hanno bisogno di risposte concrete. Ma anche le famiglie necessitano di un supporto che le banche tradizionali non riescono a garantire. La nostra banca si pone questi obiettivi: servizi innovativi, costi del denaro contenuti e offerte concrete per le attività imprenditoriali e per la sicurezza della tenuta familiare”. Sui tempi di avvio, Corona è pratico e sicuro: “Abbiamo già raccolto il 25% dei 10 milioni di euro ché sono il nostro obiettivo iniziale. La quota minima di ingresso è di 50 mila euro fino a 500 mila euro”. Che sì, sono una grossa cifra “ma è stata già offerta” dichiara sicuro Corona, senza però svelare il nome del facoltoso aderente. “ln un anno da adesso - continua il deputato regionale del Pdl- apriremo la prima filiale. E saremo operativi e competitivi: solo con I’intermediazione finanziaria dei Consorzi fidi, riusciamo ad abbattere di 5 o 6 punti il costo nerale Francesco De Simone. L’istituto di credito, nato a Catania lo scorso febbraio, ha già aperto una seconda filiale a Misterbianco, cuore commerciale della provincia etnea. La nomina di Scaccia alla presidenza conferma gli ottimi rapporti dell’ ex presidente di Confindustria Catania con I’ imprenditore dei farmaci, il cavaliere Giuseppe Benanti, vero animatore dell’ Istituto di credito catanese, di alcune importanti operazioni finanziarie e in alcuni casi anche di più. Saremo in grado di offrire supporto a tutte quelle pmi che si confrontano col mondo tradizionale del credito per le garanzie fideiussorie, per le cauzione subendo troppo spesso risposte tardive o addirittura negative. L’economia ha bisogno di scommesse. E noi siamo pronti a fare la nostra”. lnfine c’è Fabio Cassi. Commercialista e componente della giunta di Confindustria Messina, Cassi è stato fra i promotori della Banca di credito cooperativo Antonello. Presidente nel periodo di start up della Bcc, Cassi lavora da un anno alla costituzione di una nuova spa bancaria. Elena Di Dio - CENTONOVE 30-10-09





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