È STATO PRESENTATO nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Torino il nuovo libro inchiesta dello scrittore Alfio Caruso dal titolo “Io che da morto vi parlo. Passioni, delusioni, suicidio del professor Adolfo Parmaliana”, edito da Longanesi. Oltre all’autore, alla presentazione sono in tervenuti Ezio Pelizzetti, rettore dell’Università di Torino, il suo vice à Salvatore Cosuccia, l’avv. Fabio Repici, don Luigi Ciotti del Gruppo Abele. A moderare il dibattito Emmanuela Banfo. È il racconto della vita di Adolfo Parmaliana, cinquantenne professore di chimica industriate all’università di Messina, “considerato uno dei massimi esperti mondiali nella ricerca delle nuove fonti di energia rinnovabile”, suicidatosi il 2 ottobre 2008. «All’impegno accademico Parmaliana ha unito per trent’anni - si legge nella prefazione della stesura del libro - un accanito impegno civile. Iscritto giovanissimo al Pci, ha difeso le ragioni della legalità , della correttezza, del buongoverno nella sua piccola patria, Terme Vigliatore. Un paesino che si trova a pochissimi chilometri da Barcellona Pozzo di Gotto, zona franca dei grandi boss di Cosa Nostra, da Santapaola a Provenzano, fondamentale snodo del Gioco Grande, lì dove confluiscono e s’intrecciano mafia-massoneria, alta finanza, pezzi rilevanti delle Istituzioni». «Così il piccolo professore, – scrive Caruso - amante dei libri, dei vestiti eleganti, della Juve e idolatrato dai suoi allievi diventa, quasi a sua insaputa, un testimone scomodo da zittire, soprattutto dopo che le sue denunce hanno portato allo scioglimento del comune di Terme Vigliatore per infiltrazioni mafiose». Caruso non ha dubbi. emarginato dal suo stesso partito, il prof. Parmaliana subisce la vendetta di quel “Partito Unico Siciliano” che lui per anni ha indicato quale connivente con il peggio della società . Il suicidio, spiegato da una terribile lettera d’accusa alla magistratura locale, appare, allora, l’unico strumento per non darla vinta ai suoi persecutori e riaffermare la superiorità del bene sul male. (l.o.)





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