30
Gen
2010
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Considerato che nel comune di Furnari (Messina), i cui organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 13 e 14 maggio 2007, sussistono forme di ingerenza della criminalita' organizzata; Considerato che tali ingerenze espongono l'amministrazione stessa a pressanti condizionamenti, compromettendo il buon andamento e l'imparzialita' dell'amministrazione comunale di Furnari; Rilevato, altresi', che la permeabilita' dell'ente ai condizionamenti esterni della criminalita' organizzata arreca grave pregiudizio allo stato della sicurezza pubblica e determina lo svilimento delle istituzioni e la perdita di prestigio e di credibilita' degli organi istituzionali; Ritenuto che, al fine di rimuovere la causa del grave inquinamento e deterioramento dell'amministrazione comunale, si rende necessario far luogo allo scioglimento degli organi ordinari del comune di Fumari, per il ripristino dei principi democratici e di liberta' collettiva; Visto l'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come sostituito dall'art. 2, comma 30, della legge 15 luglio 2009, n. 94; Vista la proposta del Ministro dell'interno, la cui relazione e' allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 27 novembre 2009, alla quale e' stato invitato il Presidente della regione Siciliana; Decreta: Art. 1 Il consiglio comunale di Furnari (Messina) e' sciolto per la durata di diciotto mesi.
Al Presidente della Repubblica
Il comune di Furnari (Messina), i cui organi elettivi sono stati
rinnovati nelle consultazioni amministrative del 13 e 14 maggio 2007,
presenta forme di ingerenza da parte della criminalita' organizzata
tali da determinare una alterazione del procedimento di formazione
della volonta' degli organi elettivi ed amministrativi e da
compromettere il buon andamento e l'imparzialita'
dell'amministrazione nonche' il funzionamento dei servizi, con grave
e perdurante pregiudizio per lo stato dell'ordine e della sicurezza
pubblica.
Le origini e gli sviluppi della criminalita' organizzata nella
provincia di Messina, con specifico riguardo alle associazioni
mafiose esistenti nella zona tirrenica del territorio provinciale e
nell'ambito di queste al gruppo dei «Mazzarroti», operante nel
comprensorio in cui ricade il comune di Furnari, e' segnalata sulla
base di specifiche risultanze investigative.
Da alcune di queste, acquisite nel corso di recenti operazioni di
polizia giudiziaria, e' emerso in particolare l'interesse di un
esponente di spicco del gruppo citato, attualmente tratto in arresto
a seguito di una indagine avviata dalla Direzione distrettuale
antimafia di Messina, nei confronti delle elezioni amministrative
svoltesi a Furnari il 13 e 14 maggio 2007, di cui sarebbe riuscito a
determinare il risultato finale.
A seguito di tali circostanze, il Prefetto di Messina, con
provvedimento del 5 marzo 2009, ha disposto la costituzione di una
commissione ispettiva per gli accertamenti di rito presso il comune
di Furnari ai sensi dell'art. 1, comma 4, del decreto legge 6
settembre 1982, n. 629, convertito dalla legge 12 ottobre 1982, n.
726, cosi' come integrato dalla legge 15 novembre 1988, n. 486.
Ad esito degli accertamenti effettuati, la commissione incaricata
dell'accesso ha depositato in data 7 agosto 2009 le proprie
conclusioni, sulle cui risultanze il Prefetto di Messina, sentito il
comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica integrato
con la partecipazione del Procuratore della Repubblica presso il
Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, ha redatto l'allegata
relazione, in data 21 settembre 2009, che costituisce parte
integrante della presente proposta, in cui si da' atto della
sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti
diretti e indiretti degli amministratori locali con la criminalita'
organizzata di tipo mafioso e su forme di condizionamento degli
stessi, riscontrando pertanto i presupposti per lo scioglimento del
consiglio comunale.
Gli accertamenti svolti hanno confermato gli elementi emersi
durante le indagini investigative in ordine all'influenza esercitata
da esponenti della locale consorteria sulla libera determinazione del
voto, in particolare con le pressioni esercitate su un dipendente
comunale in grado di «dirottare 12 voti» a favore del candidato
sindaco risultato poi eletto. Il Prefetto di Messina ha messo in
risalto come i numerosi collegamenti diretti ed indiretti tra
appartenenti al gruppo mafioso dei c.d. «Mazzarroti» con
amministratori locali abbiano condotto ad un uso distorto della cosa
pubblica, che si e' concretizzato nel favorire soggetti collegati
direttamente od indirettamente ad ambienti malavitosi, grazie anche
ad una fitta ed intricata rete di parentele, affinita', amicizie e
frequentazioni che lega alcuni amministratori o loro stretti parenti
ad esponenti delle locali consorterie criminali od a soggetti ad esse
contigui.
Gli aspetti di condizionamento emergono da un esame complessivo
della situazione di fatto, da cui risulta, insieme a profili di
continuita' tra l'attuale consiliatura e le precedenti, come
nell'amministrazione comunale si siano radicate anomalie procedurali
nonche' illegittimita' gravi, i cui esiti hanno spesso oggettivamente
favorito soggetti direttamente o indirettamente collegati alla
criminalita' organizzata.
In particolare, si evidenziano analiticamente di seguito le
principali anomalie riscontrate:
a) il positivo esito dell'intervento di un appartenente al
gruppo dei «Mazzarroti» per sostenere l'elezione dell'attuale sindaco
di Furnari trova conferma nell'assegnazione dei lavori di somma
urgenza conseguenti agli eventi alluvionali verificatisi nel
territorio del comune di Furnari nel dicembre 2008 e nel gennaio
2009.
Al riguardo viene rilevato che, in tale circostanza, il sindaco
ha scelto direttamente le ditte che dovevano effettuare i lavori di
ripristino della viabilita' e delle condizioni di sicurezza, gran
parte dei quali sono stati eseguiti da imprese che presentano
elementi di collegamento con soggetti coinvolti nell'operazione
«Vivaio» o comunque con precedenti anche per associazione mafiosa, e
che l'assegnazione degli incarichi in alcuni casi e' avvenuta senza
tener conto dell'iscrizione alla Camera di commercio e del tipo di
attivita' richiesta.
In proposito, nessun elenco o albo di imprese e' mai stato
istituito presso il comune di Furnari.
L'assoluta arbitrarieta' nella scelta dell'impresa cui affidare i
lavori e' stata riscontrata anche nel caso dell'affidamento dei
lavori di manutenzione delle caldaie degli edifici comunali per
l'anno 2008, assegnati alla ditta del figlio di quel dipendente
comunale che dalle indagini eseguite risulta destinatario di
pressioni elettorali a favore del sindaco in carica;
b) per quanto concerne la vicenda inerente il progetto di una
locale discarica di inerti da realizzarsi in contrada Merlo del
comune di Furnari, sono evidenziate anomalie riconducibili alla
titolarita' dei terreni, sui quali dovrebbe realizzarsi la discarica
e all'individuazione dei terreni medesimi, per indiretti collegamenti
a soggetti prevenuti o indagati per associazione mafiosa. Sotto
l'attuale consiliatura il progetto e' fermo presso l'Agenzia
regionale dei rifiuti e delle acque di Palermo al fine di ottenere le
prescritte autorizzazioni e non figura nel piano triennale delle
opere pubbliche del triennio 2009/2011.
c) in relazione alla pratica di trasferimento di residenza a
Furnari di una donna notoriamente conosciuta quale convivente con un
pregiudicato mafioso, viene rilevato che la vicenda appare
sintomatica del condizionamento della responsabile dell'area
demografica del comune;
d) completamente contrario ai principi di legalita' appare
l'accesso agli uffici e agli atti del comune di un dipendente
dell'A.R.P.A. di Palermo, attualmente privo di incarico formale;
e) e' stata evidenziata la complessa vicenda della gestione e
manutenzione dell'impianto centralizzato di depurazione sito nella
contrada di Bazia del comune di Furnari da giugno 2001 a maggio 2009
da parte di una impresa, il cui titolare e' stato vicino per
parentele ad elemento di spicco del clan mafioso dei barcellonesi e
piu' volte denunciato per associazione per delinquere di tipo mafioso
ed altro, ucciso da diversi colpi di arma da fuoco nel giugno del
2001. Il suddetto titolare risulta in rapporti con un consigliere
comunale di maggioranza dell'attuale amministrazione e gia'
consigliere di minoranza nella precedente amministrazione, sul cui
conto sono ipotizzati collegamenti indiretti con la criminalita'
organizzata.
Dopo una serie di proroghe, rinnovi ed un periodo di fermo
impianto, nel giugno 2007 la ditta in argomento si e' aggiudicata di
nuovo l'appalto, a seguito di una gara inadeguatamente pubblicizzata,
contratto rinnovato con deliberazione di giunta nel giugno 2009. E'
da segnalare che pur in presenza di un malfunzionamento degli
impianti, l'amministrazione comunale ha comunque proceduto a pagare
alla ditta il corrispettivo previsto senza contestare rilievi.
In sintesi, dagli elementi raccolti si evince che fino al maggio
2009, quando e' stata aggiudicata la recente gara di appalto per la
gestione del depuratore ad altra impresa, si e' verificato un
oggettivo fenomeno di interferenza e di condizionamento del
responsabile pro tempore dell'area tecnica del comune di Furnari da
parte della criminalita' organizzata, attraverso la ditta che si e'
occupata della gestione del depuratore;
f) quanto alla realizzazione del complesso residenziale
«Kallipoli» nella contrada Piana di Tonnarella di Furnari, che ha
dato tra l'altro luogo ad un procedimento penale instaurato presso la
Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, la commissione
di accesso ha evidenziato una inconcepibile assenta mancata
conoscenza da parte dei competenti organi dell'amministrazione
comunale, almeno fino al 25 settembre 2008, dell'avanzato stato dei
lavori presso il complesso edilizio, nonostante la mancanza di
apposita autorizzazione. Dagli accertamenti espletati dal Comando
provinciale dei Carabinieri emerge una condotta antigiuridica da
parte dell'ufficio tecnico comunale e del suo responsabile pro
tempore, nei cui confronti tra l'altro e' instaurato per la medesima
vicenda un procedimento penale, nonche' elementi di responsabilita'
anche a carico del sindaco e del segretario comunale. Nella medesima
informativa dei Carabinieri viene segnalato come non possa escludersi
un oggettivo fenomeno di interferenza e di condizionamento del citato
responsabile dell'area tecnica da parte della criminalita'
organizzata attraverso i contatti dell'amministratore unico della
ditta che ha realizzato il suddetto complesso residenziale con un
pregiudicato, indicato quale elemento di spicco della criminalita'
comune ed organizzata;
g) quanto all'annosa vicenda riguardante l'assegnazione dei
capannoni comunali esistenti nell'area artigianale, la relazione ha
evidenziato che anche l'attuale amministrazione e' rimasta inerte di
fronte alle situazioni di abusiva occupazione e/o di morosita',
contribuendo a mantenere la disponibilita' degli stessi a favore di
ditte aventi collegamenti riconducibili alla malavita organizzata
locale, anche a fronte delle richieste di assegnazione dei capannoni
comunali avanzate invano da anni da parte di altre imprese della
zona.
Dagli accertamenti espletati emerge una forma di condizionamento
da parte della criminalita' organizzata del responsabile pro tempore
dell'area tecnica, da cui e' scaturita la compromissione del buon
andamento e della imparzialita' dell'azione dell'amministrazione
comunale; emergono inoltre condotte omissive ed antigiuridiche da
parte dello stesso funzionario e dell'attuale sindaco di Furnari.
Le vicende analiticamente esaminate fanno rilevare la sussistenza
di comportamenti nei procedimenti amministrativi volti a perseguire
fini diversi da quelli istituzionali, con pregiudizio per l'interesse
generale, che deve orientare l'azione amministrativa del comune.
Ritengo pertanto che, sulla base di tali elementi, ricorrano le
condizioni per l'adozione del provvedimento di scioglimento del
consiglio comunale di Furnari (Messina) ai sensi dell'art. 143 del
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come sostituito dall'art.
2, comma 30, della legge 15 luglio 2009, n. 94, con l'affidamento
della gestione dell'ente locale ad una commissione straordinaria, per
rimuovere gli effetti delle predette anomalie, anche in virtu' degli
speciali poteri di cui all'art. 145 del medesimo decreto legislativo.
In relazione alla presenza ed all'estensione dell'influenza
criminale, si rende necessario che la durata della gestione
commissariale sia determinata in diciotto mesi.
Roma, 25 novembre 2009
Il Ministro: Maroni





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