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MESSINA E LA SUA PROVINCIA DI CUI VANTARSI: LA STAZIONE FANTASMA DI MILAZZO. DOVE FUNZIONA SOLO UNA BILANCIA di NINO LUCA (Corriere.it)

Da diverso tempo, non ultimo il mese scorso ci siamo occupati su queste pagine (Gazzetta del Sud) del degrado in cui versa la stazione ferroviaria di Milazzo, paragonabile ad un vecchio casolare del Far West dove tutto è in stato di abbandono, non funzionante. Abbiamo registrato le proteste di familiari di disabili per servizi inesistenti, proteste di pendolari che non riescono a fare il biglietto prima di salire sul treno perchè la biglietteria è chiusa e i distributori automatici non funzionano; abbiamo segnalato i tabelloni degli orari guasti, il bar chiuso da tempo immemorabile. Insomma l’esatto contrario di quello che dovrebbe essere una stazione moderna con i servizi che Trenitalia pubblicizza nelle proprie campagne promozionali. È di ieri un video pubblicato sul sito del Corriere.it che definisce la stazione di Milazzo come “la stazione della vergogna”, quella dove niente e nulla funziona, il peggiore biglietto da visita che una città turistica e non solo potrebbe offrire. L’unica cosa che funziona, mettendo una monetina di 20 centesimi sarebbe la bilancia pesapersone! È chiaro che grazie anche alla velocità dei network, la notizia si è diffusa nella “rete e ovviamente le levate di scudi compatte. Insomma oltre al danno la beffa dell’ennesimo messaggio negativo per questa città. Appare evidente che una simile situazione necessita di un’azione forte da parte degli amministratori nei confronti di Trenitalia. In passato il sindaco di Milazzo ha inviato delle lettere alla Direzione generale di Trenitalia per segnalare i disservizi esistenti, ma le risposte ricevute sarebbero state evasive e soprattutto non risolutive. L’ultima corrispondenza pare risalga a settembre. Quattro mesi i numerosi disservizi sono rimasti. Ancora oggi all’interno della stazione non c’è nessuna persona deputata a fornire informazioni e gli altoparlanti automatici non sempre funzionano a dovere e hanno problemi di acustica. A ciò si aggiunge la chiusura – in alcune ore della giornata della biglietteria – sostituita da una macchinetta self service, fuori uso. Il bar-edicola luogo che in qualsiasi stazione dà l’idea della presenza umana, è chiuso da tempo. E ancora le barriere architettoniche. Ma oggi questa stazione non penalizza solo i disabili, ma tutti.

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