Da ieri il Comune di Naso è senza sindaco e giunta. Il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, su richiesta dell’assessore agli Enti locali Caterina Chinnici ha rimosso l’Amministrazione comunale per reiterate violazioni di legge riscontrate tra il 2005 e 2009. Vanno a casa il primo cittadino Vittorio Emanuele ed i quattro componenti la Giunta esecutiva, Maria Spagnolo, Cono Letizia, Paolo Maniace e Paola Sirna. Il provvedimento di Lombardo scaturirebbe da una serie di ispezioni regionali avviatesi già nel 2005 e conclusesi l’anno scorso con un voluminoso rapporto finito sul tavolo dell’assessore Chinnici. Nel provvedimento di rimozione adottato dal Governatore Lombardo si punterebbe l’indice sulle modalità di affidamento degli appalti pubblici dando così ragione alle opposizioni consiliari di Naso ed in particolare allo scomparso avv. Pippo Liuzzo (avversario di Emanuele alle amministrative del 2007) e all’ex consigliere Maurizio Fazio, che sia nella prima sindacatura che nella seconda, quella attuale, avevano puntato l’indice contro la gestione amministrativa di Vittorio Emanuele. Al posto del sindaco e della Giunta è stato nominato un commissario, il funzionario regionale Antonio Garofalo che presto dovrebbe insidiarsi a Palazzo comunale. La vicenda della rimozione di Vittorio Emanuele parte da lontano e sotto forma di un libro bianco, un “dossier-denuncia” inviato dalla opposizione di allora, “Rinascita Nasitana” e da due consiglieri indipendenti, alle autorità competenti, con cui si evidenziavano «continue violazione di norme amministrative e democratiche» e si puntava l’indice contro la gestione della raccolta dei rifiuti solidi urbani (prima del passaggio all’Ato); il ricorso sistematico alle ordinanze per l’affidamento diretto dei lavori pubblici, lo smantellamento dell’apparto burocratico e dell’Ufficio tecnico comunale. Il dossier approda nell’Aula dell’Assemblea regionale con due interpellanze bipartisan, quella dell’on. Giovanni Ardizzone dell’Udc e degli onorevoli Francesco Forgione e Santo Riotta di Rifondazione comunista che chiedono all’assessore regionale alle Autonomie locali una immediata ispezione, facendo riferimento alle ripetute irregolarità e inadempienze che sarebbero state poste in essere, nei tre anni di legislatura precedenti, da parte dell’amministrazione Vittorio Emanuele e documentate dall’opposizione nel dossier trasmesso al ministero dell’Interno, al prefetto, al presidente della Regione, all’assessorato Autonomie locali, alla Procura della repubblica di Patti, alla Corte dei Conti e alla commissione garanzia per la trasparenza e l’imparzialità della pubblica amministrazione. Immediata la risposta da Palermo con l’invio a Naso del funzionario Lorenzo Leone. Dopo alcuni mesi altre interrogazioni, quella alla Regione da parte dell’onorevole Francesco Calanna e quella al Parlamento nazionale da parte degli onorevoli Forgione e Raiti e l’arrivo a Naso di altri due funzionari ispettivi, Carlo Turriciano e Riccardo Visigoti. Il 20 marzo del 2007, alla vigilia delle nuove elezioni amministrative cui Emanuele è in prima linea, arriva il decreto di sospensione dalla carica firmato dall’allora assessore alle autonomie locali, Paolo Colianni, cui Vittorio Emanuele ricorre al Tar di Catania ottenendone la sospensione. La palla passa ora al presidente della Regione, Totò Cuffaro che però non controfirmerà la decisione di Colianni. Vittorio Emanuele viene confermato nelle amministrative del 2007 battendo il suo diretto avversario Pippo Liuzzo. L’opposizione, ora formata da più gruppi consiliari, non cambia giudizio sull’attività amministrativa del sindaco e le segnalazioni all’assessorato regionale continuano. Giunge a Naso così l’ennesimo ispettore, il dottor Carlo Casarubea che rimane al lavoro parecchi mesi, concludendo la sua azione ispettiva l’anno scorso. Il sindaco, che ieri sera abbiamo inutilmente tentato di contattare telefonicamente, pare si sia chiuso in uno stretto riserbo mentre l’opposizione consiliare oggi dovrebbe rendere pubblico un comunicato stampa con alcuni commenti sulla vicenda. Franco Perdichizzi - GDS





1 commento
quando mi chiedono perché ho lasciato la sicilia nessuno riesce a capire la risposta…… non sopporto più che si parli di noi di naso solo per questo…..per cui… se le cose non possono cambiare perché c’è sempre chi deve fare deglimbrogli….non ve la prendete se tutti i giovani di naso stanno andando via
27 Febbraio 2010 11:10
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