Quotidiano on line - News - Inchieste - Rassegna Stampa - Photoreportage

Home Chi sono E-Mail Archivio news Sentenze Mondo News Cronaca da Messina e dintorni Inchieste    Reportage
Commenti e appelli Diario Mondo Africa Periferie Culture Agenda & Consigli Fotografie Video









LE NOTIZIE SCOMODE. IL PRESIDENTE DELL’ANAS CIUCCI CHE DICE?: I LAVORI NEL CANTIERE DELLA SA-RC. A QUINDICI GIORNI DALLA MORTE DELL’OPERAIO ROCCO PALUMBO, MUORE INGHIOTTITO DA UNA COLATA DI CEMENTO SALVATORE PAGLIARO, DI ANNI 51

Un cantiere maledetto, lo stesso tragico destino. A quindici giorni dalla morte di Rocco Palumbo, precipitato da un’altezza di sei metri mentre lavorava su un viadotto dell’autostrada Sa-Rc, un altro operaio, Salvatore Pagliaro di 51 anni, reggino, è morto ieri sera in un incidente che si è verificato nello stesso cantiere dell’autostrada A3, nei pressi dello svincolo di Palmi. L’uomo è caduto da un pilone finendo in una colata di cemento ed è morto soffocato. Una fine atroce. È stato inghiottito dal calcestruzzo sotto gli occhi dei colleghi. Salvatore Pagliaro era dipendente di una ditta affidataria del consorzio Scilla, che ha in appalto i lavori del quinto macrolotto. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco ed i carabinieri, coordinati dal capitano Sasso Iovine. L’incidente si è verificato verso le 20. La procura di Palmi ha aperto un’inchiesta, affidata al sostituto procuratore Frettone. Gli investigatori hanno già ascoltato i primi testimoni che hanno assistito alla tragedia. Il 12 febbraio scorso un altro operaio, Rocco Palumbo, 33 anni, originario di Gioia Tauro, aveva perso la vita nello stesso cantiere, precipitando da un’impalcatura montata su un cavalcavia. Dopo la morte di Rocco Palumbo il presidente dell’Anas, Pietro Ciucci, aveva nominato una commissione d’inchiesta per verificare la dinamica dell’incidente. Ma il secondo morto in quindici giorni riporta alla luce le proteste inascoltate degli stessi operai e dei sindacalisti. Denunce precise che chiamano in causa condizioni di lavoro definite «inaccettabili»: «È ormai evidente – hanno scritto i sindacalisti – che ci troviamo di fronte ad una vera e propria emergenza per la sicurezza nei posti di lavoro, ed abbiamo tutti il dovere di invertire la tendenza, e di consentire a chi va a guadagnarsi il pane di tornare dalla sua famiglia. Non ci sono scusanti plausibili né è più possibile nascondersi dietro la consuetudine di frasi che richiamano “disattenzione o errore umano”». Secondo operai e sindacalisti il destino beffardo non può bastare a piangere i morti: «Riteniamo che ci siano cause precise che dipendono da interventi troppo a lungo annunciati e mai attuati, quali livelli occupazionali ridotti nelle attività, ritmi forsennati e insufficiente formazione preventiva e continua, nonché l’eccessivo numero di imprese autorizzate che aumenta il rischio da interferenza». Antonio Siracusano - GDS

Lascia un commento >

Nome(required - obbligatorio)

E-Mail (non sarà visibile sul sito) (required)

Sito web

Commento