E’ UN MOMENTO CALDO, CALDISSIMO (E NON SOLO PERCHE’ STA ENTRANDO A GAMBA TESA LA PRIMAVERA) QUELLO CHE STIAMO VIVENDO IN SICILIA, E PIU’ IN GENERALE IN ITALIA. L’INCHIESTA SUL GOVERNATORE LOMBARDO, LE ELEZIONI REGIONALI, SOLO PER CITARE LE ULTIMISSIME DI OGGI. E’ UN MOMENTO IMPORTANTE CHE PERO’ NEI PROSSIMI 15 GIORNI SEGUIREMO, ATTRAVERSO LA PUBBLICAZIONE DI TUTTE LE NEWS CHE RITENIAMO PIU’ SIGNIFICATIVE, CON UN AGGIORNAMENTO ‘A SINGHIOZZO’. SIAMO INFATTI IN PARTENZA PER UN VIAGGIO CHE CI PORTERA’ IN UN ALTRO CONTINENTE, DOVE CERCHEREMO DI REALIZZARE CIO’ CHE AMIAMO DI PIU’. LA CONOSCENZA DI ALTRE REALTA’, LE PIU’ DISTANTI POSSIBILI DALLE NOSTRE. SEGUIREMO LE CRONACHE DI QUESTO PAESE IN SUBBUGLIO DA OLTRE OCEANO. SICURI DI RITROVARVI AL RITORNO PIU’ DI ADESSO. NEL FRATTEMPO ABBIAMO PENSATO DI TRASFORMARE LA NOSTRA HOME IN UNA UTILE BACHECA DOVE TROVARE I CONSIGLI ‘PER GLI ACQUISTI’ DI TRE LIBRI CHE ABBIAMO IL PIACERE DI POTER PUBBLICIZZARE IN ANTEPRIMA. E ANCHE L’OCCASIONE PER ANTICIPARVI L’IDEA DI UNA MOSTRA CHE HO GIA’ PENSATO E CHE SPERO DI REALIZZARE. A TUTTI VOI I MIEI PIU’ SINCERI AUGURI. Enrico Di Giacomo
Articolo 21 della Costituzione italiana: TUTTI hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non puo' essere soggetta ad autorizzazioni o censure
Dal prossimo mese di aprile sarà in libreria il mio lavoro “I Padrini del Ponte. Affari di mafia sullo stretto di Messina” (Edizioni Alegre, Roma, costo 14 euro). Il libro, sulla base di una documentazione che privilegia le fonti giudiziarie, fornisce una sistematizzazione di innumerevoli denunce e indagini sugli interessi criminali che ruotano attorno alla costruzione del Ponte sullo Stretto. La prefazione è stata curata da Umberto Santino del Centro Siciliano di Documentazione Antimafia “Giuseppe Impastato”. Spero che tu possa leggere il volume e promuoverlo tra amici, conoscenti, testate giornalistiche, ecc., per garantire la maggiore visibilità ai suoi contenuti. Ti ringrazio tantissimo per l’attenzione e scusa per l’ “intrusione”. Antonio Mazzeo
Dall’Introduzione de “I Padrini del Ponte. Affari di mafia sullo stretto di Messina”
Speculatori locali o d’oltreoceano; faccendieri di tutte le latitudini; piccoli, medi e grandi trafficanti; sovrani o aspiranti tali; amanti incalliti del gioco d’azzardo; accumulatori e dilapidatori di insperate fortune; frammassoni e cavalieri d’ogni ordine e grado; conservatori, liberali e finanche ex comunisti; banchieri, ingegneri ed editori; traghettatori di anime e costruttori di nefandezze. I portavoce del progresso, i signori dell’acciaio e del cemento, mantengono intatta la loro furia devastatrice di territori e ambiente. Manifestazioni di protesta, indagini e processi non sono serviti a vanificarne sogni e aspirazioni di grandezza. I padrini del Ponte, i mille affari di cosche e ’ndrine, animeranno ancora gli incubi di coloro che credono sia possibile comunicare senza cementificare, vivere senza distruggere, condividere senza dividere. Agli artefici più o meno occulti del pluridecennale piano di trasformazione territoriale, urbana, ambientale e paesaggistica dello Stretto di Messina, abbiamo dedicato questo volume che, ne siamo consapevoli, esce con eccessivo ritardo. Ricostruire le trame e gli interessi, le alleanze e le complicità dei più chiacchierati fautori della megaopera, ci è sembrato tuttavia doveroso anche perché l’oblio genera mostri e di ecomostri nello Stretto ce ne sono già abbastanza. E perché non è possibile dimenticare che in vista dei flussi finanziari promessi ad una delle aree più fragili del pianeta, si sono potuti riorganizzare segmenti strategici della borghesia mafiosa in Calabria, Sicilia e nord America. Forse perché speriamo ancora, ingenuamente, che alla fine qualcuno avvii una vera inchiesta sull’intero iter del Ponte, ricostruendo innanzitutto le trame criminali che l’opera ha alimentato. Chiarendo, inoltre, l’entità degli sprechi perpetrati dalla società Stretto di Messina. Esaminando, infine, i gravi conflitti d’interesse nelle gare d’appalto ed i condizionamenti ideologici, leciti ed illeciti, esercitati dalle due-tre famiglie che governano le opere pubbliche in Italia. Forse il recuperare alla memoria vicende complesse, più o meno lontane, potrà contribuire a fornire ulteriori spunti di riflessione a chi è chiamato a difendere il territorio dai saccheggi ricorrenti. Forse permetterà di comprendere meglio l’identità e la forza degli avversari e scoprire, magari, che dietro certi sponsor di dissennate cattedrali nel deserto troppo spesso si nascondono mercanti d’armi e condottieri delle guerre che insanguinano il mondo. È il volto moderno del capitale. Ribellarsi non è solo giusto. È una chance di sopravvivenza.
Scheda autore
Antonio Mazzeo, militante ecopacifista ed antimilitarista, ha pubblicato alcuni saggi sui temi della pace e della militarizzazione del territorio, sulla presenza mafiosa in Sicilia e sulle lotte internazionali a difesa dell’ambiente e dei diritti umani. Ha inoltre scritto numerose inchieste sull’interesse suscitato dal Ponte in Cosa Nostra, ricostruendo pure i gravi conflitti d’interesse che hanno caratterizzato l’intero iter progettuale. Con Antonello Mangano, ha pubblicato nel 2006, Il mostro sullo Stretto. Sette ottimi motivi per non costruire il Ponte (Edizioni Punto L, Ragusa).
BREVE PRESENTAZIONE DEL LIBRO:
LA STRAGE DI GIAMPILIERI NON E’ NATA PER CASO, E NEANCHE PER SEMPLICE INCURIA. NON E’ VERO CHE NON ERA STATO FATTO NULLA, ANZI. MOLTO E’ STATO FATTO: MA IN DIREZIONE DELLA PREPARAZIONE SISTEMATICA E ACCURATA DELLA SCIAGURA. CON IL PONTE SULLO STRETTO, SI PROSEGUE ESATTAMENTE SULLA STESSA STRADA: LA POLITICA DEI DISASTRI DI BERTOLASO, BERLUSCONI E CIUCCI…
FOTO: ENRICO DI GIACOMO
DALLA PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA
Il reportage nasce da una ricerca dal taglio giornalistico effettuata nel sud del Malawi e nel nord del Mozambico mirante ad evidenziare, attraverso le immagini, l’aspetto ed il mantenimento dell’identità culturale di queste popolazioni, anche attraverso il gioco del calcio, a fronte di un mondo che tende alla globalizzazione; il tutto attraverso lo sguardo del fotografo sui campi di calcio polverosi ed improvvisati dei Paesi sopra citati, ma non solo. Questo mentre l’attenzione del popolo calcistico di tutto il mondo è rivolto ai Mondiali di calcio che si svolgeranno in Sud Africa, esempio di uno sport diventato un mestiere lucroso a tempo pieno, privato d’ogni connotazione di gioco. ENRICO DI GIACOMO
Si avvicina la data del verdetto definito sul caso di Graziella Campagna, la ragazzina uccisa per essere stata testimone scomoda di una latitanza, nel dicembre del 1985. La Corte di Cassazione ha fissato l’udienza per decidere del ricorso presentato da Gerlando Alberto jr, condannato all’ergastolo per l’assassinio della ragazza, insieme al suo braccio destro, Giovanni Sutera. La Suprema corte esaminerà il prossimo 12 maggio il ricorso presentato dal suo difensore, l’avvocato Antonello Scordo, contro la sentenza della Corte d’assise d’appello di Messina che il 18 marzo 2008 aveva confermato la condanna al carcere a vita.






