MESSINA - Preside alla Facoltà di Giurisprudenza di Messina. E’ rettore, a tre chilometri di distanza, all’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria, città che un’università statale, la Mediterranea, ce l’ha da venti anni. E che da un paio d’anni se ne è ritrovata anche una privata che a quella pubbliche fa concorrenza. Salvatore Berlingò non è solo impegnato a dare lustro alla Facoltà messinese che ha annoverato tra i suoi docenti giuristi di caratura internazionale. Ma da anni anche a far decollare l’Università per stranieri della città dei Bronzi. Che, però, senza l’ateneo di Messina non esisterebbe neppure. L’Ateneo guidato da Franco Tomasello, di cui Salvatore Berlingò è alleato, è alle prese, come molti atenei italiani, con gravi problemi di bilancio, destinati ad aggravarsi per effetto dei tagli annunciati e della distribuzione del Fondo di finanziamento ordinario (i contributi statali) in base a criteri premiali. Ma non disdegna dall’offrire un aiuto tangibile all’ateneo del docente di diritto ecclesiastico, che si muove lungo la stessa strada di Salvo Andò, il rettore della Kore di Enna: quella che porta al riconoscimento come ateneo statale e, quindi, alla partecipazione alla torta del Ffo. L’aiuto secondo quanto accertato dall’Ufficio Direzione e bilancio dell’Ateneo di Messina, è costato sinora 500mila in stipendi ai docenti dell’Università di Messina impegnati nella città dei Bronzi. L’ateneo Dante Alighieri non ha nel suo organico alcun docente: quelli che consentono di tenere i tre corsi di laurea sono quasi tutti dell’Università di Messina. Non solo. ll soccorso messinese alla Dante Alighieri: due dei tre corsi di Laurea della Dante Alighieri, come c’è scritto nel manifesto dell’offerta formativa rinvenibile sul sito internet (wwww.unistrada.it) che trova conferma in quello dell’ateneo di Messina, “afferiscono alla facoltà di Lettere dell’Università di Messina e si svolgono nel Polo didattico decentrato dell’Università per stranieri Dante di Reggio Calabria”. Nell’offerta formativa dell’Ateneo di Messina i due corsi di laurea vengono regolarmente indicati. Ma non c’è traccia nell’offerta formativa registrata al Miur, al Ministero dell’Università . Nè la traccia vi può essere. ll motivo lo spiega Antonio Pennisi preside della Facoltà di Scienze della Formazione e componente del Senato accademico, ignaro fino al momento in cui gli è stata raccontata, della vicenda: “l docenti posso insegnare nei consorzi riconosciuti dal Miur cui ha aderito l’ateneo di appartenenza. Ma un ateneo non può certo tenere corsi in altri atenei, peraltro in questo caso privati, che sono in concorrenza con le proprie attività didattiche. E’ una cosa rnolto strana e paradossale”. Un paradosso che non vuole sciogliere il preside Berlingò che attraverso la sua segretaria invita “a rivolgersi al suo legale”. Franco Tomasello, il rettore, spiega: “Metteremo presto mano alla convenzione che mi sono trovato a gestire al mio insediamento. Non mi pare il doppio ruolo del preside Berlingò abbia creato conflitti di interesse”. MICHELE SCHINELLA - Centonove del 19-03-2010







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