MESSINA. Ad accorgersi che nella girandola di conti correnti aperti e chiusi e nei flussi di denaro c’era qualcosa che non quadrava è stata Clara Crocè, segretario provinciale della Funzione pubblica della Cgil dal marzo del 2009. ll sospetto si è trasformato in certezza in poco tempo: un rapido controllo da parte dei segretari delle altre categorie ha consentito di scoprire ammanchi di cassa stimabili in almeno centomila euro. Ma si tratta di una prima valutazione. Da Palermo, dalla segreteria regionale, sono arrivati gli ispettori che si sono messi al lavoro per stabilire la reale entità degli ammanchi e per individuare gli eventuali responsabili. Lillo Oceano, il segretario provinciale della Cgil, predecessore di Clara Crocè alla Funzione pubblica, ha deciso di sospendere dal lavoro Alma Bianco, custode da 8 anni dei conti del sindacato, alla quale non è stata tolta per il momento la retribuzione. Una decisione assunta dopo che, scoperte le prime inegolarità contabili, Alma Bianco non avrebbe saputo fornire motivazioni plausibili. La funzionaria ha però proclamato la propria innocenza in alcune missive inviate alla segreteria nazionale e a tutti gli organi rappresentativi e di garanzia del sindacato con cui passa al contrattacco e mette sotto accusa i vertici delle varie categorie della Cgil, facendo intendere di essere stata immolata come capro espiatorio di un sistema di gestione contabile poco virtuoso: “l soldi che mancano non li ho presi io-, ma sono stati usati per creare fondi neri e pagare i funzionari del sindacato per attività non documentata e riferibile a spese che hanno sostenuto. O per coprire i buchi che si creavano in alcuni categorie in crisi per il calo dei tesserati. Ho fatto degli errori”, ha scritto.”Ma ero tirata dalla giacca. Di tutto quello che facevo erano a conoscenza i vertici delle 7 categorie di lavoratori e il segretario generale”. Alma Bianco, che otto anni fa ha iniziato la sua attività di amministratrice contabile accanto a Lillo Oceano alla Funzione pubblica, durante il periodo in cui segretario generale è stato Franco Spanò (predecessore di Oceano) è diventata amministratrice dei conti di tutte le sette categorie. Era lei ad avere potere di firma insieme a ogni segretario. Era lei a fare i conti. Era lei che tutti cercavano quando bisognava pagare fornitori o effettuare rimborsi spese. ln precedenza la gestione dei conti era di tipo politico: il potere di firma ce I’avevano il segretario e il vice segretario. Le giustificazioni della funzionaria all’interno del mondo Cgil convincono poco. Sarebbero stati già individuati assegni con firma dei responsabili delle categorie contraffatta. E, allo stesso modo, aperture di conti correnti su cui si poteva operare con un margine di scopertura. Sono segno di dolo, come ritengono i vetici della Cgil, o di una prassi in voga alla Cgil e avallata dai vertici, come sostiene la stessa funzionaria? La vicenda è diventata motivo di scontro e di imbarazzo al congresso in corso di svolgimento da un paio di settimane. Giovanni Coledi, uscito sconfitto dalla contesa con Clarà Crocè per la guida della Funzione pubblica, nel corso di una delle giornate dei lavori ha affermato: “Sulla gestione della Cgil si sono addensate fitte nubi. Occorre fare chiarezza. La Cgil deve tornare ad essere un palazzo di vetro”. Lillo Oceano, il segretario generale, ha preso la parola e con decisione ha abbassato itoni: “Non c’è alcuna nube. Sono emersi dei problemi marginali. Se emergeranno delle responsabilità non tarderemo a investire della questione la magistratura”. ll segretario provinciale ha passato la parda all’ufficio legale, che sta valutando il dafarsi. Ma di un legale si è munita anche la funzionaria. La partita giudiziaria non è ancora iniziata. MICHELE SCHINELLA - Centonove del 05-02-10






1 commento
vai a guardare il giornale “ITALIA OGGI” del 16-04-10 ,e vedi cosa c’e’ in prima pagina, e comincerai a capire che tutto quello che la signora scrive e’ vero.
16 Aprile 2010 14:48
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