Diventando definitive le condanne per i boss dei clan della zona tirrenica, coinvolti nel maxi processo Mare nostrum e che avevano scelto di definire la loro posizione, in primo grado, col rito abbreviato. Si tratta di dieci imputati eccellenti, dal reggente di Barcellona Di Salvo al pentito Galati Giordano, per i quali la sentenza di appello era stata pronunciata nel novembre 2007. La Corte di Cassazione, VI sezione penale, ha confermato la sentenza di secondo grado per Salvatore “Sem” Di Salvo, reggente del clan di Barcellona, Sebastiano Conti Taguali, Francesco Liotta, Santo Sciortino, Carmelo Vito Foti e Felice Sottile. Nuovo processo d’appello per Salvatore e Giuseppe Destro Pastizzaro, assolti dall’accusa di associazione mafiosa ma condannati per l’omicidio Beninati, e Giovanni Rao. La Suprema Corte ha annullato il verdetto e rinviato alla Corte d’appello di Reggio Calabria. Rigettato invece il ricorso del pentito tortoriciano Galati Giordano Orlando, condannato a 20 anni. Il pg aveva chiesto il rigetto di tutti i ricorsi. Hanno difeso gli avvocati Giuseppe Serafino, Tommaso Calderone, Tommaso Autru Riolo, Bernardo Garofalo, Nino Favazzo e Coppolino per le parti civili. Nel novembre 2009 la Corte d’appello di Messina aveva confermato la condanna a 1 anno per Sam Di Salvo, e confermato gran parte delle condanne emesse in primo grado dal Gup Genovese, decidendo anche alcune assoluzioni parziali e diverse prescrizioni. Il grosso delle pene, dai 20 anni a Galati Giordano ai 10 anni e 4 mesi per Conti Taguali (condannato anche per l’omicidio di Calogero Mancuso) era rimasto in piedi e diventa ora definitivo con la sentenza della Cassazione. Il troncone minore del maxi processo alle cosche nebroidee e della tirrenica racconta buona parte delle vicende mafiose a cavallo tra gli anni ‘80 ed i ‘90, cioè il ritorno di Pino Chiofalo a Terme Vigliatore, la guerra lanciata alla vecchia mafia barcellonese e la lunga sequela di morti che quella guerra ha lasciato sul campo. Poi, alcuni degli episodi più cruenti della faida tortoriciana tra il clan dei Bontempo Scavo e gli uomini di Orlando Galati Giordano, il pentito alla sbarra in questo processo.





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