LA SITUAZIONE: Problemi per il fango a Messina dove però “la situazione è grave ma non allarmante”, ha detto il capo del dipartimento regionale della Protezione civile siciliana, Pietro Lo Monaco, facendo un primo quadro dei danni causati dalla pioggia. “Il caso peggiore - ha detto - è a Mili, una frazione di Messina, dove si è staccato parte di un costone che trasformatosi in fango ha invaso il piano terra delle abitazioni. Per fortuna non ci sono stati danni alle strutture o alle persone”. Una frana ha isolato il Comune di Scaletta Zanclea. A Messina è crollato il tetto di un padiglione del reparto di ginecologia dell’ospedale “Papardo” e le degenti sono state trasferite all’ospedale “Piemonte”, del qaule pochi giorni fa è stata decretata la chiusura per carenze strutturali. Allagata anche una parte degli uffici della Procura della Repubblica di Messina.
LA NOTA - Non ci sono stati morti, per fortuna. Questa è la buona notizia di oggi 10 Marzo. La cattiva notizia - ma non è affatto nuova -è che l’incuria amministrativa e la criminale volontà di NON mettere in sicurezza territori ed edifici hanno colpito ancora. Basta una pioggia un po’ più forte che il nostro territorio, violato dai prepotenti, dagli speculatori e dai loro sodali politici si sbriciola: Mili San Marco (dove si sono riviste in piccolo le stesse scene di Giampilieri), Mili San Pietro, Tremestieri, S.Stefano Briga, Pezzolo, Cumia, Bordonaro, Scaletta, Itala, Alì Terme; smottamenti sulla A/18 e incidenti sulla A/20; crolli di intonaci in scuole e allagamenti perfino negli uffici della Procura a Palazzo Piacentini; ecc.. E non si parli di eventi meteorici eccezionali. Dopo le piogge di ieri, come possono dormire tranquilli quegli abitanti di Giampilieri, costretti a ritornare in un paese tuttora in evidente pericolo? L’ultimo episodio che riporta Messina ai “disonori†delle cronache nazionali parrebbe comico ma è invece tragico: crolla il soffitto al nuovissimo reparto di Ginecologia dell’Ospedale Papardo, inaugurato solo 5 giorni fa, e le partorienti vengono trasferite all’Ospedale Piemonte! E dire che il Piemonte dovrebbe essere chiuso per la fatiscenza dei padiglioni e trasferito proprio a Papardo! E cosa dice la protezione civile, che non sa proteggere ma, forse, solo soccorrere? Una vera atroce beffa: “La situazione è sotto controlloâ€. Questa volta non ci sono stati morti, per fortuna. Si vede che noi messinesi siamo “fortunatiâ€, ma il contrappasso per questa fortuna è l’avere questi amministratori che aspettano le catastrofi ed i morti per gestire l’emergenza, che dà loro carta bianca. E quando la fanno dimostrano in toto la loro incapacità . Abbia il coraggio il sindaco Buzzanca di dire che non ci saranno altri fondi dal governo “amico†per ricostruire Giampilieri e Scaletta. Abbia il sindaco l’onestà intellettuale di ammettere l’impossibilità di garantire ai messinesi la sicurezza dalle piogge di Marzo. Sinistra Ecologia e Libertà denuncia che il crollo fisico di Messina ha origine nel crollo etico del ceto politico messinese, in quella cupola affaristico-massonica, denunciata solo un ano fa da S.E. l’Arcivescovo La Piana, che strangola questa città senza alcun rispetto per i beni, gli affetti e persino la vita dei messinesi. Noi invitiamo i cittadini a dire basta, a dire che è giunta l’ora di proteggere le vite umane investendo tutte le risorse umane e finanziarie disponibili per evitare i prossimi morti, rinunciando anche ad altre opere tanto grandiose quanto inutili. Perché la fortuna non può durare per sempre.
Daniele Ialacqua, Beniamino Ginatempo, Tonino Cafeo
Circolo territoriale SEL “Matteo Cucinottaâ€di Messina





1 commento
perchè la montagna non ha partorito il topolino. I topolini avidi e malfidi hanno scalfito la montagna.
10 Marzo 2010 23:50
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