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PONTE SULLO STRETTO, LA VARIANTE DI CANNITELLO E’ ‘UN PUNTO DI SVOLTA’…: Ieri il vertice col ministro Maroni e Pietro Ciucci. «Per le istituzioni sarà il laboratorio sperimentale antimafia, da doppiare in occasione dell’Expo 2015»

La Variante di Cannitello sarà il laboratorio sperimentale antimafia, da doppiare in occasione dell’Expo 2015. Per il ministro dell’Interno Roberto Maroni il protocollo d’intesa siglato ieri al Viminale tra il prefetto di Reggio Calabria, Luigi Varratta, il capo azienda dell’Anas e della Stretto di Messina spa, Pietro Ciucci, l’ad della società di progetto Eurolink Michele Leone e i rappresentanti nazionali dei sindacati Cgil, Cisl e Uil è lo “scudo” che il Governo mette in campo per proteggere i cantieri del “Ponte” dalla ‘ndrangheta, ma è anche la traccia sulla quale lavorare ed insistere per bonificare in via definitiva il settore dei lavori pubblici che tradizionalmente è bersaglio di appetiti malavitosi. È toccato al prefetto di Reggio introdurre la ratio dell’importante documento immaginato per preservare da possibili infiltrazioni i cantieri che si apriranno a breve per realizzare la cosiddetta “variante di Cannitello”, propedeutica alla costruzione del ponte. «Una “piccola opera” – ha detto Ciucci – se si pensa che non costerà più di 30 milioni di euro e che sarà ultimata in un tempo massimo di sette mesi, ma non per questo è meno importante delle opere che seguiranno, visto che è fondamentale per poter aprire tra un anno i cantieri per la torre del ponte che si realizzerà sulla costa calabrese. L’opera già finanziata dal Cipe, per risolvere possibili interferenze fra il traffico ferroviario e i futuri lavori, prevede la deviazione per circa un chilometro della linea ferrata tirrenica in corrispondenza di Cannitello. Ma ciò che preme al Governo, al di là dell’importanza del cantiere, è l’affermazione in Calabria dei principi di legalità tanto da far dire al ministro Maroni che con questo protocollo il Viminale intende segnare un punto di svolta «per mettere assieme tutte le istituzioni che hanno come unico obiettivo quello di realizzare opere mettendole in sicurezza sotto il profilo dell’antimafia». Un protocollo “innovativo” con misure specifiche messe a sistema, come la tracciabilità dei flussi finanziari, la possibilità di definire attraverso una “white list” quali sono le aziende con i requisiti in regola” e un “settimanale di cantiere”, come registro parlante dell’accaduto. Misure che il Governo vuole introdurre per regolamentare appalti e forniture di servizi in occasione dell’ Expo 2015, e Maroni ha così colto l’occasione per ringraziare il sindacato «che, pur nutrendo perplessità sul Ponte che non condivido ma che sono legittime – ha detto - ci ha aiutato a realizzare questo protocollo che va a garanzia dei lavoratori e delle imprese sane». Prima di firmare con un breve intervento il segretario nazionale Fillea-Cgil, Walter Schiavella, il segretario nazionale Filca-Cisl, Domenico Pesenti, e il segretario nazionale Feneal-Uil, Giuseppe Moretti, si sono mostrati convinti che al di là dei cantieri che si intendono preservare con questa importante intesa, conta l’innovazione introdotta e le regole che, nel prosieguo di lavori, ovunque essi siano realizzati, saranno in campo a tutela dei lavoratori e a beneficio del sistema economico del Paese, costantemente minacciato dall’offensiva mafiosa. Ma vediamo nel dettaglio cosa prevede l’accordo promosso dal Comitato di coordinamento per l’Alta sorveglianza delle Grandi opere, in coerenza con le linee guida in materia di appalti e adottate dal Ministro dell’interno per introdurre specifiche misure per la “messa in sicurezza” della variante di Cannitello sotto il profilo antimafia. Un accordo che in verità, come ha detto Varratta, non ha ancora fondi utili a disposizione, ma per il cui reperimento il ministro ha dato ampie assicurazioni. In capo a tutto il procedimento c’è la “white list” frutto di un monitoraggio su tutte le aziende interessate a qualunque titolo alla realizzazione dei lavori, compresi gli assetti più interni, ma che attiverà un flusso costante di informazioni tra Prefettura, Contraente Generale e Società Concessionaria che realizzerà un’apposita Banca Dati rendendo accessibili le informazioni a tutti i soggetti istituzionali interessati alle attività di monitoraggio sulle opere. Le informazioni antimafia saranno estese a tutte le ipotesi contrattuali, anche sotto la soglia individuata dalla legislazione ordinaria, con particolare riguardo alle prestazioni considerate più a rischio di infiltrazione mafiosa (smaltimento rifiuti, noli a caldo e a freddo, movimento terra). In campo anche un regime sanzionatorio di natura civilistica, da applicare nei casi in cui gli accertamenti antimafia diano esito positivo: un procedimento che incomberà su tutti i soggetti coinvolti. Ciucci nel suo intervento aveva parlato del “Settimanale di Cantiere”, una sorta di screening applicato nei cantieri dell’A3 e che si realizza ogni sette giorni: questa fondamentale misura è ora parte integrante del protocollo per assicurare il “tracciamento” della presenza di uomini e mezzi all’interno delle aree di cantiere al fine di evitare possibili interferenze, intimidazioni o condizionamenti nella fase di realizzazione dell’opera». Previsto anche l’inserimento di specifiche misure per il monitoraggio dei flussi finanziari inerenti il “cantiere” , e in questo caso il protocollo rimanda all’esperienza già sperimentata per la tratta T-5 della Metro C di Roma. Assolutamente innovativo il monitoraggio previsto per i flussi di manodopera, attraverso la costituzione, presso la Prefettura, di un apposito Tavolo con la partecipazione di rappresentanti della locale Direzione provinciale del Lavoro e delle 00. SS. edili, al fine di verificare la regolarità delle procedure di reclutamento del personale e contrastare il ricorso a forme di lavoro in nero. Teresa Munari - GDS

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