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APOLOGIA DEL REATO DI ASSOCIAZIONE MAFIOSA E ISTIGAZIONE A DELINQUERE PER GIOACCHINO SFERRAZZA, PATRON DELL’AKRAGAS CALCIO, CHE DEDICO’ UNA VITTORIA A NICOLA RIBISI, ARRESTATO PER MAFIA

La scelta di Gioacchino Sferrazza, 44 anni, patron dell’Akragas calcio, di dedicare una vittoria della squadra che milita nel campionato di Eccellenza a Nicola Ribisi, appena arrestato per mafia, finirà davanti a un Tribunale. La Procura della Repubblica di Agrigento ha infatti concluso l’inchiesta sulla dedica di Sferrazza lo scorso 27 settembre. Il procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e il sostituto procuratore Luca Sciarretta gli contestano l’apologia del reato di associazione mafiosa, ma anche istigazione a delinquere e minacce e calunnia nei confronti del collega Gerlando Cardinale. Ma per capire la vicenda bsiogna ripercorrere le tappe di quanto avvenuto. L’Akragas, all’inizio di un campionato che sembrava promettere grandi soddisfazioni, batte cinque a zero l’Arenella e Sferrazza dedica la vittoria «all’amico fraterno Nicolò Ribisi». Ma quest’ultimo, proprio la settimana prima era stato arrestato per associazione mafiosa. E i Ribisi a Palma di Montechiaro non sono nomi sconosciuti, genitori e zii hanno fatto parte della guerra di mafia degli anni ‘90 e molti finirono uccisi o arrestati. Sferrazza, secondo la Procura ha insomma pubblicamente fatto apologia del delitto di associazione mafiosa anche perché lo stesso giorno dell’arresto di Ribisi il patron dell’Akragas si era presentato all’esterno dell’edificio della Questura di Agrigento ed all’uscita del detenuto gli aveva indirizzato - come spiegano dalla Procura - cenni di «saluto affettuoso». A Sferrazza è anche contestato il reato di minacce e calunnia nei confronti del giornalista Gerlando Cardinale che aveva dato conto della sua intenzione di dedicare la vittoria dell’Akragas ad un uomo appena arrestato per mafia. Peraltro lo stesso Nicolò Ribisi, che ha 29 anni, lo scorso 29 maggio è stato condannato dal gup del Tribunale di Palermo a tre anni e quattro mesi di carcere perché ritenuto uno dei promotori del tentativo di ricostituzione della cosca mafiosa di Cosa nostra a Palma di Montechiaro. Sferrazza a seguito di quell’episodio ha avuto un Daspo di cinque anni firmato dal questore ed è finito sott’inchiesta della Procura federale Federcalcio. Una bufera che ha visto coinvolti anche i giocatori che in occasione di una partita accettarono di indossare una maglia con l’effigie proprio di Sferrazza. Stelio Zaccaria

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