Dodici rinvii a giudizio e un’assoluzione. La decisione è stata adottata dal gup Santo Melidona a conclusione dell’udienza preliminare del procedimento sulle truffe nelle forniture all’Asl di Locri. Dovranno comparire davanti alla seconda sezione del Tribunale di Reggio Calabria, nell’udienza del 24 novembre prossimo, Pasquale Rappoccio, rappresentante dell’impresa di forniture mediche Medinex; i fratelli Angelo e Filippo Turano, 56 e 54 anni, reggini, rispettivamente amministratori della Attimed Sas e Ti. Medical Sas; Maurizio Marchese, 64 anni, di Chiaravalle, direttore amministrativo pro tempore dell’ex Asl di Locri; Antonio Scopelliti, 70, di Locri, e Antonio Milasi, 71, di Reggio, rispettivamente direttore del dipartimento di chirurgia e dirigente amministrativo dell’Asl 9; Giuseppe Martelli, 57, di Portigliola, responsabile del servizio cardiostimolazione della divisione di Cardiologia di Locri (Milasi e Martelli erano accusati di corruzione); Marta Minarova, 36 anni, socia accomandataria della Ti.Medical Sas; Monica Lukacovicova, 37, slovacca, socia accomandataria della Attimed Sas; Nunzio Papa, 58, di Siderno; Marcello Maria Iannacci, 46, di Galliera (Bologna); Renato Ussia, 50, di Stilo. Il gup ha, infine, assolto Rosalba Turano, 50 anni, altra socia accomandataria della Ti. Medical Sas. l’unica imputata che ha scelto l’abbreviato per definire la sua posizione processuale. Per lei i pubblici ministeri Mario Andrigo e Marco Colamonici, concludendo la requisitoria, avevano chiesto l’assoluzione, così come avevano chiesto il rinvio a giudizio degli altri dodici imputati. Nella discussione sono intervenuti gli avvocati Carlo Morace, Emidio Tommasini, Rocco Zoccali, Nico D’Ascola, Antonio Russo, Antonio Mazzone, Natascia Sarra, Giuseppe Mazza, Sandro Furfaro, Giulia Dieni. Tutti hanno sostenuto l’inconsistenza delle accuse e hanno concluso chiedendo il proscioglimento dei rispettivi assistiti. Il processo nasce dall’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza, con il coordinamento della Dda, che aveva accertato un buco da 2 milioni prodotto nell’ambito delle forniture all’Asl di Locri tra il 2003 e il 2005. Nell’aprile del 2007 l’inchiesta aveva provocato un mezzo terremoto, con l’arresto di sei tra medici, dirigenti e imprenditori. L’inchiesta si era allargata e si era registrato il coinvolgimento di altri personaggi, come Pasquale Rappoccio, ex presidente della squadra di pallavolo Medinex, e il deputato della Margherita Maria Grazia Laganà . Nell’agosto dello scorso anno il filone d’indagine che vedeva coinvolta la parlamentare del centrosinistra era stato trasmesso alla procura del Tribunale di Locri. L’inchiesta si era occupata di una fornitura di presidi sanitari all’ospedale di Locri avvenuta quando Maria Grazia Laganà ne era vice direttore sanitario. Il trasferimento degli atti d’indagine a Locri era stato determinato dalla mancata contestazione di aggravanti o di delitti che rientrano nella competenza funzionale della Direzione distrettuale antimafia. Di qui la decisione di trasmettere il fascicolo alla procura ordinaria competente per territorio. Paolo Toscano - GDS